Prendere in considerazione la possibilità di rinviare ad altra data l'Europeo di calcio in programma dal 12 giugno al 12 luglio in seguito all'emergenza coronavirus. E' quanto chiede Damiano Tommasi, presidente dell'Aic, l'associazione italiana calciatori. "La Uefa deve prendere in considerazione la possibilità di spostare l'Europeo di calcio, per dare più tempo ai campionati: il problema Coronavirus non è solo italiano" ha detto Tommasi all'Ansa. "Altri sport hanno deciso di non andare in campo, c'è spazio per il calendario. Ma il calcio no, non c'è spazio né tempo: si è deciso di giocare, per altre considerazioni, a porte chiuse".
Coronavirus e sport, le norme degli esperti per i calciatori
I calciatori sono preoccupati: "Dobbiamo prendere tutte le precauzioni per la sicurezza di chi gioca: in campo non si può certo rispettare la distanza di un metro, ma vanno prese tutte le misure per garantire la sicurezza di chi è allo stadio, compresi staff e personale, per ridurre al minimo quel rischio. Tra i giocatori c'è chi è convinto di andare avanti e chi esprime preoccupazioni, ci sono molti stranieri ed è sotto gli occhi di tutti quel che sta succedendo dall'estero verso l'Italia…".
SERIE A
Un eventuale primo contagiato tra i professionisti sarebbe il cigno nero del calcio, e non solo italiano: "Cosa succederebbe se, e ovviamente nessuno se lo augura, ci fosse un caso anche in A? Abbiamo visto quel che è successo con la Pianese in C, squadra in quarantena. Le regole sanitarie valgono per tutti, anche per i professionisti". A quel punto, anche il campionato dovrebbe mettersi in quarantena. Lo scenario è in evoluzione, ma cosa succederà, si chiede Tommasi, quando "qualche partita di Champions si giocherà a porte chiuse o qualche squadra europea si rifiuterà di andare a giocare" come è successo per il basket con le squadre italiane?. "E se come si paventa, la zona rossa si estenderà a Bergamo, che ripercussione avrà sulla Champions col Valencia?".
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