Categorie
PAIDEIA

Accertamenti programmati per Leiva per un fastidio al ginocchio

Lucas Leiva affronterà degli esami clinici nel primo pomeriggio (alle 14:00) in Paideia. Il giocatore convive da qualche settimana con dei fastidi al ginocchio destro. Il problema non dovrebbe essere di tipo traumatico. La Lazio, giustamente, sta programmato accertamenti per ogni singolo minimo fastidio, a maggior ragione adesso che avrà più di una settimana per lavorare con calma in vista della trasferta di Bergamo. Aggiornamento nelle prossime ore.

Categorie
ESCLUSIVE

‘DOA’ – Frezzolini: “A Bergamo si vive in una bolla, ma il campo è la medicina. Strakosha? Ora è maturo e consapevole” (AUDIO)

Giorgio Frezzolini, preparatore dei portieri delle giovanili dell’Atalanta, a ‘DOVE OSANO LE AQUILE’: “Stiamo cercando di preservare la normalità, dentro lo spogliatoio se ne parla, come è giusto che sia. Viviamo in una bolla, ma cerchiamo sempre di restare concentrati sul campo. Probabilmente ci voleva più chiarezza fin dall’inizio, è pur vero che parliamo di un’emergenza imprevedibile. Giocare a porte chiuse? Non è calcio, purtroppo, ma lo spettacolo deve andare avanti in ogni caso.  La Lazio? Ha una qualità incredibile, ciò che mi stupisce di più è lo scatto mentale che ha fatto la squadra. E’ proprio questo che le permette di esprimersi al 100%, visto che in fin dei conti l’organico è cambiato poco. Strakosha stesso è cresciuto molto. Sono stato un suo critico, ora vedo un giocatore maturo he partecipa al gioco della squadra. Anche Thomas ha acquisito la consapevolezza necessaria. Atalanta-Lazio? I nerazzurri hanno alternato partite incredibili ad altre a ritmi non ottimali. E’ un match difficile per entrambe, perché la Lazio se riesce ad uscire dal pressing ti fa male, mentre l’Atalanta con la sua grande aggressione può mettere gli avversari alle corde. Scudetto? Inter leggermente dietro, percentuali praticamente pari”.

Categorie
APPROFONDIMENTI

Vietato staccare la spina: domani amichevole a porte chiuse, prosegue il recupero infortunati

Atalanta-Lazio si giocherà il 15 marzo, alle ore 15:00. La decisione di giocare porte chiuse e, appunto, di slittare il campionato di un turno cambiia il programma della Lazio. I biancocelesti avranno una settimana in più per recuperare alcuni giocatori (Acerbi e Marusic su tutti) per poi concentrarsi al 100% sulla gara di Bergamo. Inzaghi non vuole che la tensione cali, che questo turno saltato porti i giocatori a perdere il filo del discorso Scudetto. Oggi l’allenamento è previsto alle 11:30, mentre domani i biancocelesti giocheranno un’amichevole a porte chiuse a Formello per mantenersi attivi. La ripresa, stando al calendario, prevede Atalanta-Lazio il 15 e Lazio-Fiorentina, all’Olimpico, il 20 marzo. Ovviamente, entrambe a porte chiuse.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Lazio, i cinque nomi sul taccuino di Tare

Due difensori, un esterno sinistro, un centrocampista e un attaccante. A grandi linee, è questo il piano di mercato del Ds Tare per la prossima estate. Andiamo per gradi. Il primo acquisto è Gonzalo Escalante, il centrocampista duttile che potrà ricoprire il ruolo di Leiva ed eventualmente di una delle due mezze ali. Sulla lista c’è anche Nacho Fernandez, centrale del Real Madrid in scadenz nel 2022. Anche lui giocatore duttile, spesso impiegato anche da terzino. Zidane non lo convoca da più di un mese, lo spagnolo verosimilmente lascerà la Casablanca a fine stagione. L’altro nome per la difesa (un centrale mancino per dar manforte a Radu) è ancora ben sigillato nel taccuino di Tare. Per l’attacco invece, tutti gli indizi portano ad un nuovo assalto per Olivier Giroud. Il francese sarà libero di accordarsi con qualsiasi club, visto che la scadenza del contratto è ormai alle porte. Lo sfizio finale potrebbe essere Memphis Depay. L’olandese (infortunato, i suoi Europei sono a rischio) potrebbe liberarsi per una cifra inferiore rispetto al prezzo pieno di mercato qualora manifestasse chiaramente la voglia di non rinnovare il suo contratto (ad oggi in scadenza nel 2021).

Categorie
SERIE A

Coronavirus: la nota della FIGC che dispone lo svolgimento delle gare a porte chiuse

Tenuto conto delle disposizioni emanate e delle ulteriori indicazioni ricevute dal Governo per fronteggiare l’emergenza Coronavirus e salvaguardare la salute pubblica, al fine di evitare l’interruzione della competizione sportiva, nonché di assicurarne lo svolgimento e consentirne la conclusione, la FIGC ha disposto con apposito provvedimento (Comunicato Ufficiale n.173/A: https://figc.it/media/120294/173-competizioni-calcistiche-lega-nazionale-professionisti-serie-a-a-porte-chiuse.pdf), fino a nuova determinazione, che si giochino a porte chiuse tutte le gare organizzate dalla Lega Serie A.

Categorie
APPROFONDIMENTI

Coronavirus, decreto 4 Marzo: tutti gli eventi sportivi sospesi nella zona rossa

Il Decreto odierno non solo stabilisce le porte chiuse per tutte le manifestazioni sportive di ogni ordine  e disciplina, se non a porte chiuse, nell'intero Paese; nello specifico, al comma C  dell'articolo 1 stabilisce che siano “sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, svolti in ogni luogo, sia pubblico e privato”, per i comuni indicati nell'allegato 1 del Decreto promulgato il 1 marzo 2020. Le località suddette sono quelle in Lombardia – Bertonico; Casalpusterlengo; Castelgerundo; Castiglione D'Adda; Codogno; Fombio; Maleo; San Fiorano; Somaglia; Terranova dei Passerini – e quella  in Veneto: Vo'. 

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘9 GENNAIO 1900’ – Mauri: “Esigenze di alcuni hanno fatto danno a tutti. Porte chiuse ok ma perché non recuperare la 25esima giornata?” (AUDIO)

'9 GENNAIO 1900' – Stefano Mauri: “Si era già capito che nelle settimane scorse avevano fatto un bel casino con decisioni diverse, un bel minestrone e uscirne sapevamo sarebbe stato molto difficile. Ora ci ha pensato il Governo, porte chiuse per evitare diffondersi del virus. Trovo giusto recuperare prima le gare della 26esima, mentre quella della 25esima ancora non sono in calendario. Ormai il danno è stato fatto e va posto rimedio, la strada scelta mi sembra corretta. Se avessero giocato l'ultimo turno a porte chiuse il problema non sarebbe esploso. Le esigenze di alcuni hanno creato danno a tutti. Il controlo sui tesserati? Ma che vuol dire, l'incubazione dura 14 giorni ed il giocatore, tolte le ore di allenamento, vive la città come gli altri: basta un giocatore per mettere in quarantena una squadra intera”.

 

Categorie
APPROFONDIMENTI

C’è il decreto: Serie A a porte chiuse fino al 3 aprile. Juve-Inter domenica sera, Milan-Genoa alle 12.30

Nel tardo pomeriggio di mercoledì 4 maggio è arrivata l’ufficialità delle disposizioni governative in merito all’emergenza sanitaria. Ecco le decisioni sul calcio e dullo sport:

IL DECRETO

“Sono sospesi altresì gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato; resta comunque consentito, nei comuni diversi da quelli di cui all’allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo 2020, e successive modificazioni, lo svolgimento dei predetti eventi e competizioni, nonché delle sedute di allenamento degli atleti agonisti, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico; in tutti tali casi, le associazioni e le società sportive, a mezzo del proprio personale medico, sono tenute ad effettuare i controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del virus COVID-19 tra gli atleti, i tecnici, i dirigenti e tutti gli accompagnatori che vi partecipano. Lo sport di base e le attività motorie in genere, svolte all’aperto ovvero all’interno di palestre, piscine e centri sportivi di ogni tipo, sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della raccomandazione di cui all’allegato 1, lettera d). All’art 4, comma 1, si può leggere: “Le disposizioni del presente decreto producono il loro effetto dalla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sono efficaci, salve diverse previsioni contenute nelle singole misure, fino al 3 aprile 2020”.

LEGGI ANCHE

Proseguimento di "tutte le attività, anche del campionato, ma nel rispetto della salute per tutti". Partite a porte chiuse? "Si va verso questo tipo di provvedimento". Lo ha detto il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, lasciando Palazzo Chigi. Spadafora oggi pomeriggio alle 15 sarà alla Camera per il question time proprio sul tema dei risvolti sportivi dell’emergenza coronavirus. L'ufficialità della decisione del governo dovrebbe arrivare con il decreto atteso in serata, ma lo scenario è ormai delineato. C’è un punto di incertezza relativo alla scadenza del provvedimento, che potrebbe essere fissata nel 20 e non nel 30 marzo, quindi includendo due e non tre giornate di campionato. Il programma dei recuperi dovrebbe essere aperto da Sampdoria-Verona, sabato sera, mentre domenica tocca a Milan-Genoa alle 12.30, poi Parma-Spal e Sassuolo-Brescia alle 15, quindi Udinese-Fiorentina alle 18 e il gran finale con Juve-Inter alle 20.45.

Messaggio Promozionale – video disponibile in 04 secondi

Intanto questa mattina nella sala dei Presidenti del Coni si era riunito il Consiglio di Lega che deve decidere sul calendario del campionato sconvolto dall’emergenza coronavirus. La maggioranza dei sì all’ipotesi del nuovo calendario non è stata ancora tradotta in ufficialità, anche perché l’Inter continua a sostenere la necessità di recuperare Inter-Sampdoria prima della sfida con la Juventus, anche se l’a.d. Marotta all’ingresso è apparso più morbido: "Ci atterremo alla decisioni che saranno prese". E all'uscita ha spiegato: "Lo strumento delle porte chiuse potrebbe essere l'unico per portare a termine il campionato alla luce di quelle che sono le restrizioni che giustamente il governo ci sta indicando. Importante che le società si riuniscano in un’assemblea (stamattina non andata in scena per mancanza del numero legale, n.d.r.) alla luce del Decreto per prendere atto di quanto deciso dal Governo, al fine di salvaguardare la salute dei cittadini, il risultato sportivo e la conseguente sopravvivenza delle società.".

LUNEDÌ INUTILE

Nel caso di un recupero delle partite saltate la scorsa settimana, sarebbe al vaglio l’ipotesi di anticipare Juventus-Inter a domenica perché la data di lunedì visto l’obbligo di giocare a porte chiuse non avrebbe più senso.

Le partite potrebbero essere dunque spalmate solo tra sabato e domenica. È in corso di svolgimento un vertice in federcalcio per altri approfondimenti, alla presenza del presidente di Lega Paolo Dal Pino e dell’ad Luigi De Siervo. Sarebbe superato il problema formale della necessita di una nuova assemblea (quella di oggi è saltata per assenza del numero legale), ma si è in attesa di alcune indicazioni che il decreto dovrà fornire in termini di svolgimento delle partite (numero di giornalisti e addetti ai lavori che potranno accedere allo stadio) e si deve ridefinire il programma delle due giornate per il recupero delle 6 partite. C’è anche da sistemare il programma della Coppa Italia, rivoluzionato dai due rinvii. Anche qui diverse ipotesi in campo per l’assenza di date.

Gazzetta.it

Categorie
APPROFONDIMENTI

Calcio e coronavirus, le 21 regole da seguire per i calciatori di Serie A

Non scambiare bottigliette e asciugamani con i compagni, non mangiare negli spogliatoi e, soprattutto, evitare qualsiasi contatto con i tifosi. Sono alcune delle norme igienico-sanitarie suggerite dalla FMSI, la federazione medici sportivi presieduta da Maurizio Casasco, di concerto con il gruppo dei medici della Federcalcio, per evitare il contagio da coronavirus nello sport. Il Gruppo scientifico dei medici sportivi di Serie A ha inviato un documento a tutti i club: 21 regole che valgono non sono per gli atleti ma anche per dirigenti, personale tecnico e addetti ai lavori. Eccole.

Non bere dalla stessa bottiglia

Non bere dalla stessa bottiglietta, borraccia, bicchiere né in gara né in allenamento, utilizzando sempre bicchieri monouso o una bottiglietta nominale o comunque personalizzata, e non scambiare con i compagni altri oggetti (asciugamani, accappatoi, ecc.).

Non mangiare nello spogliatoio

Evitare di consumare cibo negli spogliatoi.

Gli indumenti

Riporre oggetti e indumenti personali nelle proprie borse, evitando di lasciarli esposti negli spogliatoi o in ceste comuni.

I fazzoletti di carta

Buttare subito negli appositi contenitori i fazzolettini di carta o altri materiali usati come cerotti, bende, ecc.

Lavarsi le mani

Lavarsi accuratamente le mani il più spesso possibile: il lavaggio e la disinfezione delle mani sono decisivi per prevenire l’infezione. Le mani vanno lavate con acqua e sapone per almeno 20 secondi e poi, dopo averle sciacquate accuratamente, vanno asciugate con una salvietta monouso; se non sono disponibili acqua e sapone, è possibile utilizzare anche un disinfettante per mani a base di alcol al 60%.

Servizi igienici

Evitare, nell’utilizzo di servizi igienici comuni, di toccare il rubinetto prima e dopo essersi lavati le mani, ma utilizzare salviette monouso per l’apertura e la chiusura dello stesso.

Dispenser e disinfettante

Favorire l’uso di dispenser automatici con adeguate soluzioni detergenti disinfettanti, sia negli spogliatoi, sia nei servizi igienici.

Non toccarsi

Non toccarsi gli occhi, il naso o la bocca con le mani non lavate.

Tossire nel braccio

Coprirsi la bocca e il naso con un fazzoletto – preferibilmente monouso – o con il braccio, ma non con la mano, qualora si tossisca o starnutisca.

Cambio d'aria

Arieggiare tutti i locali il più spesso possibile.

Pulire tavoli, sedie, rubinetti

Disinfettare periodicamente tavoli, panche, sedie, attaccapanni, pavimenti, rubinetti, maniglie, docce e servizi igienici con soluzioni disinfettanti a base di candeggina o cloro, solventi, etanolo al 75%, acido paracetico e cloroformio.

Cosa fare contro il coronavirus in piscina

In caso di attività sportiva in vasca, richiedere un costante monitoraggio dei parametri chimici (cloro o altre soluzioni disinfettanti) e dei parametri fisici (fra cui il pH o la temperatura, che influisce sul livello di clorazione)

Cosa fare ai primi sintomi

Gli atleti che manifestino sintomi evidenti di infezione respiratoria e/o febbre devono immediatamente abbandonare il resto della squadra – e, possibilmente, isolarsi – e avvisare il medico sociale nelle squadre professionistiche o il responsabile medico della federazione nei raduni federali, che provvederà a rivolgersi – se ne sussistesse l’indicazione – al Numero 112 o al Numero 1500 del Ministero della Salute operativo 24 ore su 24, senza recarsi al Pronto Soccorso. In tutte le altre categorie, l’atleta – fermo restando che deve immediatamente abbandonare il resto della squadra e, possibilmente, isolarsi – deve rivolgersi telefonicamente al proprio medico curante (Medico di medicina generale per gli adulti, Pediatra di libera scelta per i minori), che potrà invitare l’atleta stesso a rivolgersi al Numero 112 o al Numero 1500 del Ministero della Salute, operativo 24 ore su 24, senza recarsi al Pronto Soccorso.

Vaccinarsi contro l'influenza

Per chi non fosse ancora vaccinato contro l’influenza, consigliare il più rapidamente possibile il vaccino antiinfluenzale, in modo da rendere più semplice la diagnosi e la gestione dei casi sospetti. Da monitorare la sintomatologia gastro-intestinale (non necessariamente tipica).

I contatti a rischio

Informarsi dagli atleti e dal personale societario se ci sono stati eventuali contatti in prima persona o all’interno del proprio ambito familiare con persone rientrate da zone a rischio o in quarantena

Lo screening medico-sportivo

Utilizzare la visita medico-sportiva quale fondamentale strumento di screening, attraverso un’attenta anamnesi ed esame obiettivo per l’individuazione di soggetti potenzialmente a rischio immunitario o con sintomatologia.

I raduni delle nazionali

In caso di raduni nazionali o di atleti o di manifestazioni di circuito internazionale autorizzate anche all’estero, prevedere sempre la presenza di un Medico di Federazione che possa valutare clinicamente, a livello preventivo, tutti i partecipanti, identificando eventuali soggetti a rischio e adottando le più idonee misure di isolamento, seguendo adeguate procedure gestionali secondo gli indirizzi del Ministero della Salute.

I medici sociali

Con riferimento ai Medici Sociali e, in particolare, a quelli delle squadre professionistiche o degli atleti professionisti ai sensi della Legge 23 marzo 1981, n.-91 e comunque di tutte quelle Società i cui atleti svolgono attività a livello internazionale, monitorare con attenzione i Paesi verso cui  si è diretti o da cui si rientra, secondo le indicazioni del Ministero della Salute. La FMSI ha istituito un collegamento diretto e indirizzi di posta elettronica specifica per tutti i Medici Federali, che sono il punto di riferimento delle Società e degli Atleti, per un più efficace coordinamento delle informazioni grazie alla linea diretta fra Ministero della Salute, Ministero dello Sport, Coni e FMSI.

Niente premiazioni

Evitare premiazioni o altre forme di contatto con il pubblico (es. club o manifestazioni varie)

Il rischio delle interviste

Utilizzare un unico microfono nelle interviste da disinfettare ogni volta (quindi non vari microfoni tenuti in mano dal giornalista)

Evitare i tifosi

Uscire dallo stadio in bus della squadra o su auto privata evitando contatto fisico con tifosi.

Larepubblica.it

Categorie
CITTA'

Coronavirus, il Governo conferma: scuole e università chiuse in tutta Italia dal 5 al 15 marzo

Emergenza coronavirus: il governo ha deciso la chiusura immediata di scuole e università in tutta Italia da domani fino a al 15 marzo. La misura è stata presa con un decreto in vigore da oggi.

Il governo, sulla chiusura di scuole e università, si è affidato al parere della commissione scientifica che già ieri aveva consigliato la chiusura per un mese degli eventi sportivi in tutto il Paese. E a quello del ministero della Salute di Roberto Speranza, che non aveva fatto mistero di essere favorevole alla chiusura. L'annuncio ufficiale sarà probabilmente affidato proprio al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, con un intervento pubblico.

L'ipotesi chiusura ha avuto immediate reazioni politiche, a cominciare dal leader della Lega. "È urgente – ha commentato Matteo Salvini – stanziare aiuti economici per i genitori che lavorano e che con le scuole chiuse hanno problemi con i figli a casa". Stessa reazione dalla leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni. "Ho qualche idea, dobbiamo aiutare le famiglie per dove tenere i figli.È, quella intrapresa dal governo, una strada complessa, che avrà costi sociali enormi e che andrà spiegata alla popolazione. Tra i nodi principali che sono stati oggetto di valutazione, la necessità di coordinare il rapporto con le Regioni, affidato al ministro Francesco Boccia, in modo da evitare che si proceda in ordine sparso (la competenza sulle scuole è di natura regionale).

Repubblica.it