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“Io resto a casa”, l’Italia diventa “zona protetta”: spostamenti vietati se non per comprovate necessità. Conte: “Non c’è più tempo”

Il premier Giuseppe Conte annuncia inasprimento per le norme contro il diffondersi del contagio del coronavirus. "Sto per firmare un provvedimento che possiamo sintetizzare: 'Io resto a casa'. Non ci saranno zone rosse o zone gialle, ma tutta l'Italia sarà zona protetta, Saranno consentiti gli spostamenti solo per motivi inderogabili di lavoro, e di salute. E saranno vietati gli assembramenti". Il premier ha poi fatto riferimento alle scene viste in questi giorni, con la movida notturna che in molte città come Roma non si è fermata. Il provvedimento sarà pubblicato questa sera, subito dopo la firma, nella Gazzetta ufficiale e pertanto sarà in vigore da domani.

"Non ci sarà più una zona rossa, ci sarà l'Italia zona protetta – ha spiegato Conte – Saranno da evitare su tutto il territorio della penisola gli spostamenti a meno di comprovate ragioni di lavoro, casi di necessità e motivi di salute. Aggiungiamo un divieto degli assembramenti all'aperto e in locali all'aperto. Comprendiamo il bisogno di socialità, abbiamo visto tutti le immagini della movida ma non ci possiamo più permettere questi episodi di socialità che sono anche di contagio". Lo annuncia il premier, Giuseppe Conte, a Palazzo Chigi.

Scuole chiuse in tutta Italia fino al 3 aprile. “Andiamo a estendere il regime di disciplina portiamo la sospensione delle attività didattiche fino al 3 aprile su tutta la penisola, isole comprese", ha detto Conte. Sulla durata del provvedimento "per quanto riguarda il resto ci manteniamo flessibili, per ora ci manteniamo alla durata già convenuta". 

Si ferma anche la Serie A: "Non c'è ragione per continuare sport e campionato calcio", ha detto il premier. Iltempo.it

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Stop campionato, Lulic ora ha più possibilità di tornare per la lotta Scudetto

Più di una semplice ipotesi. Senad Lulic potrebbe rientrare in corsa per la volata scudetto. Lo stop del campionato in arrivo darebbe una chance al capitano della Lazio. Dopo la nuova operazione alla caviglia sinistra effettuata l’altra settimana, sta procedendo bene la riabilitazione del 34enne esterno. Le prime indicazioni per i tempi di recupero, comunque soggetti a varie verifiche, puntano verso la metà di aprile. Una situazione che potrebbe rivelarsi quanto mai propizia per ridare a Inzaghi il proprio pilastro per la fascia di sinistra, soprattutto se in quel periodo il campionato vedrà la Lazio protagonista nel rush per lo scudetto.

Due settimane fa, Lulic in pieno accordo con la società ha lasciato Roma per recarsi in Svizzera, dove risiedono moglie e figli. Nuovi controlli e ulteriori esami avrebbero richiesto quel nuovo intervento aggiuntivo alla caviglia, dopo l’operazione in artroscopia svolta a Roma presso la clinica Paideia il 12 febbraio. Un intervento che si era reso necessario per i problemi accusati alla caviglia nei mesi precedenti che avevano determinato alla fine un gonfiore ormai ingestibile. Il 5 febbraio, dopo il recupero dell’Olimpico, la decisione di fermarsi. Un recupero previsto all’inizio nel raggio di un mese si è però prolungato anche per la necessità di intervenire nuovamente sulla caviglia. E ora, con i nuovi rinvii che si affacciano sul campionato, si prospetta l’occasione per la Lazio per poter contare sul proprio capitano in quella che potrebbe rivelarsi la fase decisiva della stagione, confidando ovviamente in un buon esito dell’attuale emergenza sanitaria. gAZZETTA.IT

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Il Coni ferma il campionato: “Stop immediato”. Si attende decreto del Governo

Stop a tutto lo sport italiano fino al 3 aprile, ma prima serve un apposito decreto della presidenza del consiglio: è la decisione del Coni e delle federazioni sull'emergenza coronavirus. Malagò e il presidenti federali riuniti dalle 15 hanno 'sospeso tutte le attività sportive a ogni livello" ma hanno anche chiesto "al Governo di emanare un apposito DPCM che possa superare quello attuale in corso di validità". Malagò è stato delegato a informare il premier Conte e il ministro dello sport, Spadafora, su quanto emerso nell'incontro. corrieredellosport.it

Questo il comunicato apparso sul sito del CONI dopo la riunione odierna indetta dal presidente Giovanni Malagò:

Si è svolta oggi pomeriggio al Foro Italico una riunione, indetta dal presidente del CONI Giovanni Malagò, e alla quale hanno partecipato i rappresentanti delle Federazioni degli Sport di Squadra, unitamente al Segretario Generale Carlo Mornati.

Dopo aver ascoltato le opinioni di tutti gli intervenuti (alcuni in presenza, altri via Skype), il Presidente Malagò ha pubblicamente ringraziato i Presidenti federali e le Federazioni per la grande coesione e l’apprezzata unità di intenti manifestate in un’occasione così delicata per il Paese e in particolare per il mondo dello sport che non ha precedenti nella storia.

Confermando che in ogni azione e circostanza la tutela della salute è la priorità assoluta di tutti, al termine della riunione il CONI all’unanimità ha stabilito che:

– tutte le decisioni prese dalle singole FSN e DSA fino ad oggi sono da considerarsi corrette e nel pieno rispetto delle norme e delle leggi emanate e attualmente in vigore;
– sono sospese tutte le attività sportive ad ogni livello fino al 3 aprile 2020;
– per ottemperare al punto sopra descritto, viene richiesto al Governo di emanare un apposito DPCM che possa superare quello attuale in corso di validità;
– di chiedere alle Regioni, pur nel rispetto dell’autonomia costituzionale, di uniformare le singole ordinanze ai decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri al fine di non creare divergenti applicazioni della stessa materia nei vari territori;
– viene altresì richiesto al Governo di inserire anche il comparto sport, sia professionistico sia dilettantistico, nell’annunciato piano di sostegno economico che possa compensare i disagi e le emergenze che lo sport italiano ha affrontato finora con responsabilità e senso del dovere, rinunciando in alcuni casi particolari allo svolgimento della regolare attività senza possibilità di recupero nelle prossime settimane a causa di specifiche temporalità delle manifestazioni.

Il Presidente Malagò è stato delegato da tutti di informare oggi stesso il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, e il Ministro per le Politiche Giovanili e lo Sport, Vincenzo Spadafora, sulle risultanze dell’incontro.

Il CONI ricorda altresì che le competizioni a carattere internazionale, sia per i club sia per le nazionali, non rientrano nella disponibilità giurisdizionale del Comitato Olimpico Nazionale Italiano e che quindi non possono essere regolate dalle decisioni odierne.

Il CONI da giorni sta sostenendo e continuerà a sostenere le singole Federazioni in tutte le iniziative che intenderanno intraprendere con le rispettive organizzazioni internazionali (europee e mondiali) al fine di armonizzare i calendari e gli eventi anche in vista delle prossime scadenze legate alle qualificazioni olimpiche.

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Coronavirus, firmata ordinanza per la Regione Lazio per chi arriva dalle zone rosse

(AGI) – Roma, 8 mar. – “E’ stata firmata l’ordinanza in merito alle ‘Misure per la prevenzione e la gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019’. L’ordinanza impone a tutte le persone che abbiano fatto, stanno o faranno ingresso nella Regione Lazio dalle ‘zone rosse’, di comunicare tale circostanza al numero verde 800.118.800 che si coordina con il dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria territorialmente competente in raccordo con il medico di medicina generale (MMG) o il pediatra di libera scelta (PLS). L’ordinanza impone di osservare la permanenza domiciliare, il divieto di spostamenti e viaggi e di rimanere raggiungibile per ogni eventuale attivita’ di sorveglianza fino alla valutazione a cura del dipartimento di prevenzione. E’ disposta inoltre la sospensione delle attivita’ fino a nuove disposizioni di piscine, palestre e centri benessere. L’ordinanza e’ emessa nel rispetto dei ruoli istituzionali”. Lo dichiarano in una nota congiunta l’assessore alla Sanita’ della Regione Lazio, Alessio D’Amato ed il vicepresidente, Daniele Leodori. 

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Rambaudi: “E’ arrivata la conferma che l’unica rivale della Juventus è la Lazio” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a 'NMM': "Juventus-Inter è stata una bella partita. Ho visto la squadra di Sarri come poche volte in questa stagione. Questa sosta forzata l'ha aiutato a preparare meglio la partita, ha giocato davvero bene, ho visto dei movimenti organizzati a differenza del passato, ho visto una squadra. Insieme alla gara di andata sempre con l'Inter ed alcune di Champions, è stata la loro migliore prestazione della stagione. Personalmente penso da molto tempo che la Lazio sia superiore all'Inter e deve essere pronta per lo scudetto nel caso in cui la Juventus dovesse fare male. L'Inter non ha questi grandi giocatori, il problema certamente non è Conte. Hanno pompato un po' troppo questi acquisti, Eriksen compreso".

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Si può fermare il campionato senza fermare le coppe? Serve intervento di sistema della UEFA

C'è un motivo per cui fermare il calcio in Italia è più complicato di quanto sembri. Quel motivo si chiama Champions League (ma anche Europa League). Basta prendere il calendario per rendersene conto: domani un Consiglio federale dovrà decidere se andare avanti aggrappandosi al decreto che permette lo svolgimento di partite a porte chiuse. Oppure se fermare i campionati, a partire dalla Serie A, o magari chiedere al governo di farlo, ma in questo caso a fermarsi sarebbe tutto lo sport. Qualunque sia la decisione, poche ore più tardi l'Atalanta scenderà comunque in campo, a Valenciaper il ritorno degli ottavi di Champions League.

Si può fermare il campionato e giocare le coppe?

Una situazione paradossale, che finirebbe per screditare la decisione – di chiunque sia – più o meno all'istante: il divieto infatti può valere solo sul suolo italiano. Ma c'è di peggio: giovedì la questione si farebbe persino più seria, visto che è in programma (oltre Siviglia-Roma) Inter-Getafe, andata degli ottavi di Europa League a San Siro. Uno stop imposto dal governo impedirebbe di giocare partite sul suolo italiano (ma come la mettiamo con gli allenamenti?). Servirebbe quindi cercare un campo neutro: non è semplice però individuare un Paese disposto ad accogliere una squadra italiana, soprattutto se proveniente da Milano. Insomma, è un pasticcio. La Juve aveva provato a chiedere a Malta di ospitare l'incontro di Champions League del 17 marzo in casa col Lione, in vista di una potenziale chiusura del calcio: niente da fare, la possibilità è già stata scartata. 

Il pressing sull'Uefa

Questo è il motivo che da ieri spinge la Federcalcio a un pressing asfissiante sull'Uefa. La richiesta è che la confederazione europea del calcio si prenda la responsabilità di fronteggiare l'emergenza facendo sistema. Rinviare l'Europeo di un paio di settimane almeno (oppure, perché no, al 2021) permetterebbe a tutte le federazioni, non solo quella italiana, di fermarsi per un mese e poi di recuperare le partite non giocate spalmando il calendario fino alla metà di giugno. In fondo, anche Bundesliga e Premier stanno valutando se esistano le condizioni per continuare a giocare. E lo stop ovviamente permetterebbe di fermare anche la Champions. Una questione complicata, perché da una parte della bilancia pesano la salute dei giocatori e la regolarità dei campionati, dall'altra i contratti milionari con gli sponsor. Per la Serie A, la prima risposta arriverà domani. All'Uefa non resta che scegliere.

Repubblica.it

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Di Maio al calcio: “Sì a stop campionati”

Luigi Di Maio, Ministro degli Esteri, ha esternato solidarietà nei confronti del collega Vincenzo Spadafora che in questi giorni ha espresso una posizione netta a favore delle stop dei campionati. “Ci sono misure che richiedono il massimo della responsabilità, lo dico al mondo del calcio. Esprimo la mia vicinanza al Ministro Spadafora che in questo momento sta cercando di convincere tutto il mondo del calcio che è meglio non giocare. Perché se ci sono dei giocatori positivi, questi a loro volta possono contagiarne degli altri e, tornando a casa, possono contagiare altri cittadini".

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Virus, scende in campo Malagò: a breve riunione straordinaria con tutte le federazioni per trovare soluzione univoca

Non ha perso tempo Giovanni Malagò. Il presidente del Coni solo ieri aveva parlato della necessità di una risposta univoca da parte dello sport all'emergenza coronavirus, quindi ha indetto per le 15 di questo pomeriggio una riunione straordinaria per cercare di trovarla. L'appuntamento è in Sala Giunta, anche se molti si collegheranno in videoconferenza su Skype. Al tavolo tutte le federazioni degli sport professionistici (calcio, pallacanestro, golf e ciclismo) e degli sport di squadra (baseball, softball, handball, pallanuoto, pallavolo, rugby, hockey ghiaccio, hockey prato, hockey a rotelle, football americano, cricket e palla tamburello). All’incontro sono state invitate anche le due Federazioni di servizi (medici Sportivi e cronometristi).

Gazzetta.it

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FORMELLO

FORMELLO – Seduta annullata, concesso un altro giorno di riposo

La Lazio ha annullato la seduta di allenamento a Formello, prevista pe roggi alle ore 15:00. La decisione è arrivata in mattinata, Inzaghi dovrebbe ritrovare sul campo domani Acerbi, oltre a Luis Alberto (già rientrato venerdì). Ancora in fase di valutazione le condizioni di Marusic e Leiva. Il montenegrino soffre di un affaticamento ai flessori, mentre il brasiliano ha fastidi al ginocchio.

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DICHIARAZIONI

Diaconale contro lo stop alla Serie A: “Lotito non sarà imbrogliato da ministri demagoghi e dirigenti irresponsabili”

Di seguito il post su Facebook del portavoce del presidente della Lazio, Claudio Lotito, Arturo Diaconale.

Il sogno dei due scudetti

Da fronteggiare non c’è solo la paura da Coronavirus. Almeno per quanto riguarda i tifosi della Lazio c’è una seconda preoccupazione che serpeggia sempre più insistente e che, tanto per rimanere nel clima da emergenza sanitaria in atto, potrebbe venire definita come il frutto della sindrome da scudetto negato del 1915.

La paura, in altri termini, è che il campionato in corso faccia la fine di quello interrotto dallo scoppio della Grande Guerra e che come allora l’interruzione divenne l’occasione per negare alla Lazio il riconoscimento di uno scudetto conquistato sul campo, una eventuale interruzione dell’attuale campionato a causa del coronavirus possa impedire alla Lazio di oggi di conquistare quello scudetto verso cui viene al momento proiettata dai brillanti risultati che l’hanno portata al vertice della classifica ad un solo punto dalla Juventus.

Questa sindrome da scudetto negato del 1915 si va diffondendo quasi quanto l’epidemia dell’influenza proveniente dalla Cina. Perché fa scattare l’antico timore che, in una situazione di massima incertezza provocata dall’emergenza sanitaria che paralizza il Paese, gli interessi dei grandi club possano scattare ai danni della società biancoceleste. Così come non bisogna cedere al panico per il coronavirus, non ci si deve abbandonare al panico per sindrome da scudetto negato. Al momento l’interruzione del campionato è una ipotesi ancora da verificare. L’aumento dell’emergenza per cause imponderabili potrebbe forse provocare una pausa. Che, però, potrebbe essere chiusa ad emergenza eccezionale superata, consentendo la ripresa delle partite e la conclusione regolare del campionato. Magari nel mese dedicato agli Europei che potrebbero slittare a loro volta visto che l’epidemia non è solo italiana ma è ormai diffusa anche nel resto del Vecchio Continente.

Queste, comunque, sono tutte ipotesi prive di concretezza. Di certo ci sono due evidenze. Da un lato la ferma volontà della società, della squadra e di tutti i tifosi di pretendere la regolarità del torneo scongiurando il rischio di ripetere il 1915. Anzi, di battersi fino in fondo per fare in modo che nel 2020 si possa festeggiare non uno ma due scudetti: quello antico e quello presente! Dall’altro la consapevolezza che non sarà facile imbrogliare il Presidente Claudio Lotito da parte di ministri demagoghi e dirigenti irresponsabili che non capiscono come fermare il campionato significherebbe far saltare tutti i diritti televisivi e condannare al fallimento la gran parte delle società calcistiche italiane!