Stagione numero 14.
Il suo posto in squadra è ancora suo, come sempre. Era suo persino quando il ritiro 2019 è iniziato senza di lui, figuriamoci oggi che ad Auronzo 2020 c'è stato dal primo giorno. Stefan Radu è pronto da molto prima: mentre il mercato girava intorno a Kumbulla e altri difensori di settore sinistro, prima del via della stagione in Cadore, il numero 26 della Lazio era in campo, al Fersini, crono in mano e tirato a lucido. Il mercato avrà i suoi tempi e costruirà i presupposti per un futura successione, ma intanto il difensore di Bucarest, classe 1986, realizza i suoi piani stagionali e i suoi tempi record. Per militanza il senatore dello spogliatoio, in campo il terzo biancoceleste per presenze. 379 gettoni con l'aquila sul petto, davanti a lui solo Favalli e Wilson. Ne basteranno sedici di presenze per salire sul secondo gradino, il capitano del primo scudetto. Con altre sette, per un totale di ventitré stagionali, sarebbe scavalcato anche un altro capitano del passato,Giuseppe Favalli.
Il dato si riferisce alle presenze totali, quindi Stefan guarda al suo futuro con assoluta serenità, perchè anche un compagno di reparto pronto a rotazioni più frequenti potrebbe aiutarlo a gestire il suo fisico già tirato a lucido. Un percorso che da nove anni ha condotto a braccetto con il suo amico fraterno Senad Lulic. STavolta è toccato al capitano rinunciare al ritiro e, purtroppo oltre alle tre cime di Lavaredo, Lulic perderà contatto con la speciale classifica che lo vede quinto assoluto.
Dispensa sorrisi e carica Stefan, per sé, per la sua LAzio e per il suo capitano. All'orizzonte ci sono tanti traguardi da raggiungere: quelli di squadra saranno di conseguenza un carburante per una stagione carica di significato. Il boss è ancora lì, al suo posto. Sslazio.it