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ARBITRI

Torino-Lazio, fischia Chiffi: i precedenti

La 6ª giornata di Serie A TIM Torino-Lazio, in programma domenica 1° novembre 2020 alle ore 15:00 allo Stadio Olimpico – Grande Torino di Torino, sarà diretta dal signor Daniele Chiffi (sez. di Padova).

Assistenti: Tegoni – Pagliardini

IV uomo: Prontera

V.A.R.: Massa

A.V.A.R.: Alassio

La prima gara in questione risale al 7 febbraio 2019 ed i biancocelesti ospitarono all’Olimpico l’Empoli nella 23ª giornata di Serie A. La gara aveva visto la Prima Squadra della Capitale imporsi sui toscani grazie al calcio di rigore trasformato da Felipe Caicedo.

Successivamente, Chiffi ha diretto anche la gara Lazio-Chievo del medesimo campionato, valida per la 33ª giornata. L’incontro del 20 aprile scorso si è concluso sul 2-1 per i clivensi. Infine, nel corso di questa Serie A TIM, l’arbitro di Padova ha diretto il 13° turno dei biancocelesti, nel quale la Lazio è riuscita a sconfiggere il Sassuolo per 2-1 al Mapei Stadium. Il fischietto veneto ha infine diretto le vittorie biancocelesti dello scorso campionato su Sassuolo e Sampdoria, terminate rispettivamente 1-2 e 5-1.

 

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RASSEGNA STAMPA

Il protocollo Covid19: cosa resta a 130 giorni dal via al campionato post lockdown

La Serie A, come tutte l’Italia, è ostaggio del Covid 19. I casi continuano a moltiplicarsi, tracimando spesso in autentici focolai: è successo prima di tutti al Genoa, oggi il caso di scuola è la Reggiana, in Serie B, con 29 positivi. Ma anche Milan, Inter e Lazio hanno numeri significativi. La sensazione nitida è che, a 130 giorni dalla ripresa del campionato dopo il lockdown, i protocolli per la sicurezza dei calciatori sembrano già superati.

Il protocollo sbiadito

Nell’ultima parte della scorsa stagione, quella subito dopo la “Fase 1”, in Serie A non si era registrato nemmeno un caso. Si ripartì seguendo alla lettera un protocollo, definito dalla Lega Serie A e validato dal Comitato tecnico scientifico del governo, e tuttora in vigore: il testo prevede che la squadra che abbia un positivo possa comunque giocare il campionato, ma dopo l’isolamento domiciliare del giocatore contagiato e aver chiuso il gruppo squadra chiuso in una “bolla”, nel centro sportivo o in una struttura precedentemente indicata, come un hotel, senza contatti con l’esterno. Sempre più spesso però questo non succede: Inter, Roma e Milan, solo per citare gli ultimi casi, con autorizzazione dell’Autorità sanitaria, territoriale o locale che sia, hanno ottenuto la possibilità di concedere ai calciatori di rompere la "bolla" e dormire in casa. Una deroga al protocollo – che è già deroga di per sé – ma che pone una questione: il Cts ha permesso lo svolgimento delle partite nonostante i casi di positività solo alle condizioni previste dal protocollo. Chi autorizza le società che agiscono in deroga a scendere comunque in campo? Domanda ancora più pertinente dopo il caso di Juve-Napoli, quando Serie A e Figc hanno discusso proprio un parere vincolante di una Asl in ragione del protocollo.

Il “modello” Roma

Quello che molti pensano e nessuno dice è che, senza test continui, la “bolla” possa essere addirittura controproducente. Il rischio infatti è di chiudere in un gruppo ristretto che passa le giornate insieme, anche chi tra un tampone e quello successivo – col nuovo protocollo passano anche sette giorni – può essere diventato positivo. La Roma sta studiando una soluzione per superare il rischio: il club ha infatti scelto di sottoporre ogni giorno tutto il gruppo squadra a tamponi antigenici e ha ingaggiato un infermiere che possa effettuarli a Trigoria: meno invasivi, con risultati immediati e un’attendibilità del 96%, permettono di individuare subito un caso e isolarlo prima che venga in contatto coi compagni, in attesa di fare il test molecolare di conferma. Anche altri club hanno iniziato a informarsi: il sistema dovrebbe permettere (il condizionale è obbligatorio, col Covid) di prevenire la formazione di focolai interni. Non solo, il club applica anche alla Primavera il protocollo previsto dalla Lega Serie A per un totale di oltre 8mila tamponi effettuati da maggio.

Il laboratorio sotto esame

Un altro falso positivo nei test Uefa. Il laziale Pereira è solo l’ultimo calciatore che vede farsi comunicare una positività sospetta prima di una gara internazionale, poi smentita dal secondo tampone. Una settimana fa era capitato all’interista Hakimi con coda polemica, visto che aveva dovuto saltare il match col M’gladbach. E in precedenza con l’Italia ad El Shaarawy e a due giocatrici della Nazionale femminile. Il minimo comune denominatore è il laboratorio di analisi Synlab, scelto dalla Uefa per tutti i propri test, dalle competizioni per club a quelle per nazionali. Problemi simili li avevano riscontrati anche la nazionale irlandese e i kosovari del Prishtina. Il “problema” sarebbe la quantità di virus: nei test Uefa la soglia è molto bassa, partendo dall’idea che è “meglio fermare un sospetto positivo che lasciare andare uno che potrebbe esserlo”. Il problema è che cariche virali molto basse potrebbero essere la spia di un falso positivo. E, molto spesso, il tempo per eseguire un altro test di conferma non c’è.

la Repubblica

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

“QUELLI CHE …” – Cardone: “Ipotesi rinvio match col Torino è molto lontana. Si spera di recuperare Lazzari (AUDIO)

Giulio Cardone e Giancarlo Oddi in collegamento – Tra oggi pomeriggio e domani mattina la Lazio effettuerà un nuovo ciclo di tamponi. C'è fiducia su Strakosha e Cataldi, mentre sulle positività Uefa si pensa di poter recuperare Lazzari, avendo l'esterno registrato una carica virale molto bassa; infine anche Patric è da valutare perché ieri ha accusato giramenti a fine primo tempo. L'ipotesi rinvio per Torino è molto lontana, ricordo che per chiederlos erve la positività certa di 10 giocatori”.

 

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APPROFONDIMENTI

Covid19 a Formello: si attendono i tamponi di venerdì per confermare le positività Uefa

Capire quanto è accaduto in casa Lazio in merito ai tamponi di lunedì mattina, quelli della Uefa, resta un affare complicato. I calciatori risultati positivi al test molecolare – dovrebbero essere Immobile, Luis Alberto, Djavan Anderson e Lazzari, ma il condizionale è d'obbligo – sono stati messi in isolamento fiduciario, ognuno nel proprio domicilio, non a Formello. Al momento quindi, non ci sarebbero positività di appartenenti al Gruppo Squadra Lazio, riconducibili ai tamponi obbligatori come da protocvollo Figc-Cts. Laddove nei prossimi test, previsti a Formello per venerdì, alcuni dei calciatori risultassero positivi, a quel punto il soggetto contagiato verrebbe isolato, mentre il resto del Gruppo Squadra finirebbe nella cosiddetta bolla. A specificarlo è il docimento della Commissione Medico Scientifica Federale, denominato “Indicazioni per la ripresa degli allenamenti…”, datato 22 maggio. Più precisamente, al paragrafo 5, “Situazioni specifiche”, si legge quanto segue: “Qualora, durante il periodo di ripresa degli allenamenti di gruppo, ci sia un caso di accertata positività al COVID-19, si dovrà provvedere all’immediato isolamento del soggetto interessato. Inoltre, si dovrà provvedere a pulizia/sanificazione generale secondo le disposizioni della circolare n. 5443-22 febbraio 2020 del Ministero della Salute. La mappatura degli ulteriori contatti del Soggetto Positivo seguirà le prescrizioni del SSN. Da quel momento, tutti gli altri componenti del GRUPPO Squadra verranno sottoposti ad isolamento fiduciario presso una struttura concordata; saranno sottoposti ad attenta valutazione clinica sotto il controllo continuo del Medico Sociale, saranno sottoposti ad esecuzione di Tampone (anche rapido) ogni 48h per 2 settimane, oltre ad esami sierologici da effettuarsi la prima volta all’accertata positività e da ripetersi dopo dieci giorni, o secondo periodicità o ulteriore indicazioni del CTS. Nessun componente del suddetto GRUPPO Squadra potrà avere contatti esterni, pur consentendo al gruppo isolato di proseguire gli allenamenti”. In sostanza, per capire chi sia stato realmente positivo non resta che aspettare venerdì prossimo. Da sottolineare che i giocatori "positivi" per la Uefa, in caso di tamponi negativi successivi, sarebbero eleggibili per la serie A. 

G.L.P. – Laziofamily.it

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APPROFONDIMENTI

Positivi ai tamponi Uefa: sono quattro i giocatori a rischio per il Torino

Andreas Pereira è salito ieri mattina su un aereo di linea, ha viaggiato verso Bruxelles e ha proseguito per Bruges, raggiungendo l’albergo della Lazio a metà pomeriggio, tre o quattro ore prima della partita di Champions. La società biancoceleste, chiedendo e ottenendo un secondo tampone di controllo al laboratorio utilizzato dall’Uefa, è riuscita a dimostrare la “negatività” del centrocampista ex Manchester United. Sabato era stato inserito a sorpresa nell’elenco dei convocati per il Bologna e Inzaghi lo aveva fatto debuttare in Serie A: si era appena riunito al gruppo dopo aver superato una sindrome influenzale e circa una settimana di stop. Stessa procedura seguita alla prima giornata per Wesley Hoedt, che in attesa di verifica lunedì scorso aveva saltato l’allenamento di rifinitura pre-Borussia Dortmund e poi era stato aggregato in tempo utile per andare in panchina e subentrare durante la ripresa. L’olandese, all’epoca del suo arrivo a Roma, era stato tenuto lontano da Formello per circa due settimane dallo staff medico che aveva riscontrato valori alterati o possibili infezioni in corso all’epoca delle visite. I tamponi molecolari, che cercano tre tipi differenti di gene (E, N e RdRp), oltre al Covid possono rivelare “cicatrici” a segnalare un’infezione già superata (è il caso dei falsi positivi) oppure la possibilità di infettarsi perchè è in corso l’incubazione (5-6 giorni) e l’evidenza degli esami ancora non chiarisce se il giocatore si “positivizzerà” o si “negativizzerà” nel giro di poche ore. Succede nei casi degli asintomatici, tra cui moltissimi calciatori, sottoposti (in Serie A) ogni quattro giorni ai controlli. ISOLAMENTO. L’Uefa ha bloccato Immobile, Luis Alberto, Djavan Anderson e Lazzari. La Lazio, per la legge sulla privacy, non ha comunicato alcun nome, ma si tratta chiaramente dei giocatori che avevano saltato la rifinitura di Formello e non sono partiti per il Belgio. La Lazio ritiene che alcuni siano casi “border line”, tuttavia ha accettato l’esito dei tamponi Uefa (non poteva accadere il contrario) e ha avviato la procedura prevista dal protocollo. Isolamento domiciliare, ulteriori controlli e monitoraggio frequente con tampone eseguito a casa, l’attesa di un’acclarata negatività al decimo giorno di quarantena. Rischiano di saltare dunque il Torino domenica e la trasferta Champions di mercoledì con lo Zenit San Pietroburgo. «Nei tamponi di lunedì si sono verificate alcune criticità. La società ha messo in isolamento questi casi presso il proprio domicilio per poi fare nuovi accertamenti e chiarire la situazione – ha spiegato il medico sociale Fabio Rodia – Ci siamo tutelati e abbiamo tutelato i nostri tesserati. Li sottoporremo a ulteriori approfondimenti e chiariremo la situazione. La società ha predisposto l’isolamento per i tesserati». ANSIA. Discorso diverso riguarda gli altri indisponibili a vario titolo (Cataldi, Armini, Strakosha, Luiz Felipe, Leiva, Escalante, Radu) che lunedì non sono stati sottoposti al tampone Uefa. Per Torino potrà essere reinserito Vavro (fuori lista Champions), Inzaghi conta di recuperarne qualcuno nel giro di una settimana, ma è chiaro che la situazione resta molto critica in previsione dei prossimi impegni. Neppure si può escludere che il contagio si allarghi. L’ipotesi di chiedere il rinvio della partita con il Torino esiste, non è stata negata da Tare, anche se potrebbe essere utilizzato il jolly per Lazio-Juve dell’8 novembre. «Il pensiero può esserci – ha spiegato il ds – ma abbiamo avuto dei riscontri diversi in passato. Dobbiamo aspettare le verifiche dei tamponi e venerdì tireremo le somme». 
 F.P. – Il Corriere dello Sport

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RASSEGNA STAMPA

CoVid19, a Formello gli ispettori della Procura Federale per verificare rispetto protocollo

Sulla questione focolaio scoppiato in casa Lazio, ieri gli ispettori della procura Figc, guidata dal pm Chiné, hanno voluto vederci chiaro. Soprattutto perché la comunicazione e le modalità con cui sono emersi hanno fatto sorgere più di una domanda. Ecco perché sul club biancoceleste c'è un faro puntato della procura. Ad onor di cronaca va detto che ogni volta che una squadra rileva un caso gli 007 federali si muovono per capire se è stato rispettato o meno il protocollo (è stato fatto anche con il Napoli, il Genoa e la Juve per citare i casi più recenti). La Lazio avrebbe dovuto ricevere un controllo la prossima settimana, Chiné ha voluto, invece, anticipare i tempi. E così ieri gli ispettori hanno fatto visita ai biancocelesti.
NEGLI UFFICI DEL MEDICO
Un lungo faccia a faccia tra il presidente Lotito e gli ispettori, negli uffici del prof. Ivo Pulcini. Una riunione per fare luce su alcuni punti e controllare che tutta la procedura sia stata rispettata. Controllati tutti i registri. In particolare si voleva fare chiarezza su come fosse scoppiato il focolaio. Dai tamponi fatti dalla Uefa i positivi sarebbero una decina. Ma come sottolineato dal coordinatore dello staff medico, Fabio Rodia: «Ci sono alcuni casi da verificare». I tamponi dubbi sarebbero tre o quattro. Tra cui Immobile asintomatico. Ora che cosa succede? I giocatori fermati sono stati mandati a casa in isolamento preventivo. Nei prossimi giorni verranno sottoposti a nuovi tamponi. Il regolamento della Figc non fissa un limite. Tradotto potrebbero farli anche tutti i giorni da qui alla gara contro il Torino. Di sicuro c'è quello obbligatorio a 48 ore dalla sfida. Ieri i tamponi di controllo hanno confermato quanto emerso da quelli Uefa. Il rischio è che Inzaghi possa trovarsi in grande emergenza sia contro il Toro (domenica1 novembre) sia contro lo Zenit in Champions (mercoledì 4). Ecco perché la società potrebbe valutare di chiedere un rinvio contro della sfida contro i granata come sottolinea il ds Tare: «Il pensiero ci passa, ma dobbiamo aspettare tutte le verifiche dei tamponi e venerdì tireremo le somme su tutta questa situazione».
E.B. – Il Messaggero

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DICHIARAZIONI

Reina super: “Impressionato dalla voglia della squadra, maglia onorata e zero alibi”

Al termine di Brugge-Lazio, il portiere biancoceleste Pepe Reina è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky:

“Bisogna essere soddisfatti del pareggio, è stata una prova di sacrificio e di maturità. Siamo in difficoltà ma la squadra c’è stata e si è giocato con grinta e con passione. Abbiamo dato il massimo onorando la maglia, questo è ciò che mi rende più felice.

Era una partita complicata, sarebbe stato bello vincere per mettere un mattone importante per la qualificazione. Era fondamentale, però, ottenere punti e mettere in campo lo spirito necessario che ci farà crescere ancora di più. Una rosa di venticinque uomini serve per questo, saremo tutti importanti. Bisogna andare avanti senza cercare alibi, chi ci sarà darà il massimo lottando fino alla fine.

La voglia ed il carattere della squadra mi hanno impressionato: abbiamo affrontato in emergenza una squadra forte, bisogna essere assolutamente soddisfatti per la gara di oggi. È sicuramente un punto guadagnato ed in Europa ottenere lunghezze è ancora più difficile. Ora ci aspettano due gare fondamentali contro lo Zenit, dobbiamo prepararci al meglio per farci trovare pronti.

Oggi c’era bisogno di adattarsi e di mettere in campo capacità camaleontiche per far fronte alle nostre difficoltà, ma ad organico completo credo che torneremo a giocare con il 3-5-2”.

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DICHIARAZIONI

Inzaghi tampona l’emergenza: “Con una prova di carattere ed orgoglio. Speriamo di non vivere più una situazione così. Doppio scontro con lo Zenit decisivo”

Il tecnico della Lazio Simone Inzaghi ai microfoni di Lazio Style Radio ha commentato il pari odierno contro il Bruges elogiando la reazione della squadra in mezzo alle difficoltà: “La partita è stata difficile da preparare, con tante vicissitudini, ma siamo stati bravi a fare una prestazione di carattere e orgoglio ed era importante non perdere questa sera. Abbiamo fatto di necessità virtù fra mille difficoltà a cui si è aggiunto il problema di Patric a fine primo tempo che ha avuto sbandamenti e conati di vomito e mi ha costretto a un cambio forzato. Pereira è arrivato oggi alle 17:15, con un volo sulle gambe, ma è stato bravissimo come sono stati bravi Muriqi e il ragazzo (Czyz NdR) che sono entrati bene in campo. Sono soddisfatto per quanto fatto dai ragazzi in campo, siamo venuti qui con 12 giocatori di movimento, una cosa che non mi era mai capitato, ma il momento è questo e speriamo che non ricapitino più situazioni simili in futuro. – continua Inzaghi – Rigore? Mi hanno detto che poteva starci o meno, c’è stata una trattenuta e sappiamo che in Europa sono più severi in queste occasioni. Primato? Sono passate due gare, ne mancano quattro e dobbiamo interpretare al meglio il doppio scontro con lo Zenit. Parolo? Penso che Marco lo conosciamo tutti, ha dato tantissimo in questi anni e sta dando ancora quello che può. Oggi è partito da play a centrocampo e ha chiuso in difesa, è stato bravissimo e lo ringrazio". tuttomercatoweb.com

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DICHIARAZIONI

Correa: “Gli assenti ci hanno inviato messaggi, che gruppo! Ho messo il carattere”

Si è caricato la Lazio sulle spalle, Joaquin Correa. Prestazione da leader contro il Bruges: un gol, tanta corsa, sacrificio. Il Tucu è stato decisivo nel punto conquistato in Belgio. Ai microfoni di Lazio Style Channel, l'argentino ha commentanto felice: “Il risultato è positivo per l'atteggiamento della squadra dopo le difficoltà avute, ci abbiamo messo la faccia come sempre. Il gol ci ha dato un po' di tranquillità, poi loro hanno gestito bene la palla. Comunque non si può dire niente a questa squadra dopo tutte le difficoltà della settimana, siamo felici di questo punto. Tutti quelli che sono rimasti a casa ci hanno accompagnato con chiamate e messaggi, questo gruppo è forte. Siamo stati uniti come dovevamo essere e con le idee del mister di essere protagonisti. La voglia di vincere c'è stata sempre. In campo mi sono trovato bene, a volte non riescono le giocate e a volte sì, ma nelle difficoltà esce fuori il carattere. Siamo in testa al girone anche se è appena iniziato, ora abbiamo due trasferte difficili. Ora abbiamo il campionato e dobbiamo fare bene anche lì”. corrieredellospor.it

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DICHIARAZIONI

Tare: “Situazione surreale. Rinvio della gara col Torino? Ci pensiamo…” (AUDIO)

C'è la possibilità che la Lazio chieda il rinvio della partita di domenica col Torino. Lo ha ammesso il d.s. biancoceleste, Igli Tare, intervistato prima della partita di Champions League col Bruges: "Stiamo vivendo in una situazione surreale. Chiedere il rinvio? Il pensiero ci passa, ma dobbiamo aspettare tutte le verifiche dei tamponi e venerdì tireremo le somme su tutta questa situazione".