La Serie A chiama, la Lazio è obbligata a rispondere. Archiviato l’esordio vittorioso in Champions League contro il Borussia Dortmund, i biancocelesti guardano già al prossimo impegno in calendario in un tour de force post nazionali che non concede distrazioni. Sabato sera all’Olimpico arriva un Bologna ferito e voglioso di riscatto con gli uomini di Inzaghi obbligati, dal canto loro, a ritrovare i tre punti così da cancellare una volta per tutte il brutto k.o. rimediato con la Sampdoria. Per analizzare al meglio i temi della sfida, LazioPress.it ha contattato in esclusiva l’ex difensore rossoblù Massimo Paganin.
LA LAZIO DOPO LA BRUTTISSIMA PROVA DI GENOVA HA DOMINATO IL BORUSSIA DORTMUND CON UNA VERA PROVA D’ORGOGLIO. QUAL È LA VERA FACCIA DEI BIANCOCELESTI?
“Credo vada fatta una giusta media tra le due. La vera faccia può essere quella vista con il Borussia Dortmund, mentre la Lazio ammirata in campionato deve ancora crescere. I capitolini, considerando le ultime stagioni, hanno fatto un percorso di crescita importante, i calciatori sono maturati ulteriormente e la squadra si conosce da tanto tempo. Penso che la Lazio sia in grado di competere con le squadre più forti del panorama nazionale ed internazionale. Quando ci si classifica tra le prime lottando per la vetta fino al lockdown significa che ci sono dei valori ed un percorso di crescita capace di regalare consapevolezza e maturità. La prestazione con il Borussia Dortmund non è un evento a sé, ma nasce dalla sommatoria di tutti questi elementi”.
ORA I BIANCOCELESTI SARANNO OBBLIGATI A CONFERMARE CON IL BOLOGNA LE BUONE SENSAZIONI PERCEPITE MARTEDÌ. IN QUEST’OTTICA, IL MATCH DI SABATO ASSUME ANCORA MAGGIORE IMPORTANZA?
“Assolutamente. Contro il Bologna sarà una gara spartiacque perchè, anche se siamo ancora all’inizio, dopo un inizio a marce ridotte è necessario compiere il salto di qualità confermando la prestazione di martedì affrontando una squadra che non è partita benissimo e con molti gol subiti. I rossoblù sono una formazione che gioca bene, ma la Lazio deve fare il salto di qualità per alimentare il momento positivo e trovare la continuità di risultati”.
CHE SUCCEDE AL BOLOGNA? È SOLO UNA FALSA PARTENZA O C’È GIÀ ARIA DI CRISI?
“Il campionato di quest’anno è anomalo, stiamo vivendo un momento delicato anche per quanto riguarda il calcio. A cavallo tra giugno e luglio sono state giocate molte partite in poco tempo ed i calciatori sono arrivati stanchi a fine stagione riprendendo poi dopo pochi giorni la nuova annata. Credo che i vari tecnici stiano cercando di valutare il carico di lavoro per i propri giocatori e non sempre trovano la soluzione giusta. Non è detto che terminando bene lo scorso campionato si debba iniziare al meglio quello nuovo, non è così automatico. Ci sono delle cose da fare mettendosi nuovamente in discussione e ritengo che il Bologna stia trovando questo tipo di difficoltà. I felsinei sono una buona squadra di metà classifica, lo scorso anno sono arrivati a ridosso della zona Europa allontanandosi solo nelle ultime giornate. Ancora manca la mentalità necessaria per questo step, mentre la Lazio ha mostrato di essere cresciuta a livello europeo e anche in Serie A ha fatto molto bene. I biancocelesti devono solo riprendersi. Sabato, dunque, sarà una partita importante perchè il Bologna è in un momento difficile e la Lazio si deve ripetere dopo aver dimostrato di aver superato le prime difficoltà vincendo in Champions League”.
A TAL PROPOSITO, TRA LAZIO E BOLOGNA CHI PENSI ABBIA IL MINOR MARGINE D’ERRORE?
“Non c’è una squadra che rischia meno dell’altra in questo momento. Il Bologna perdendo aprirebbe una crisi, la Lazio, invece, tornerebbe sulle “montagne russe”. Quella di sabato è una gara che, pur essendo solamente la quinta giornata di campionato, assume dei risvolti importanti per ambo le compagini. La Lazio deve dimostrare di poter stare con le grandi lì davanti evidenziando come le prime giornate siano state solamente un passo falso”.
CON IL BORUSSIA DORTMUND È STATA EVIDENTE L’IMPORTANZA DI LUIZ FELIPE NELLA RETROGUARDIA BIANCOCELESTE. DA EX DIFENSORE, PENSI CHE CON IL RIENTRO DEL BRASILIANO LA DIFESA DEI CAPITOLINI POSSA TORNARE QUELLA AMMIRATA NEL PRE LOCKDOWN?
“La Lazio, indipendentemente dai singoli, è una squadra che fa molto bene la fase difensiva. Scende in campo con un 3-5-2 capace in zona offensiva di creare molto, mentre quando serve coprire ha tutti gli interpreti, compreso Immobile, che rientrano dietro la linea della palla. Sotto questo profilo è quindi importante l’identità che Inzaghi ha dato alla squadra creando una formazione brava a ricompattarsi e chiudere le linee di passaggio, soprattutto centralmente, concedendo poco agli avversari. È importante mettere in atto un’ ottima fase difensiva specialmente quando si ha, come nel caso della Lazio, molta qualità in fase di ripartenza e nelle transizioni offensive. Acerbi dà il suo equilibro perchè è un giocatore d’esperienza, Luiz Felipe ha portato la qualità. È un calciatore molto giovane che sta crescendo e può ancora migliorare nel nostro campionato”.
IN CONCLUSIONE, PROPRIO SUI GIOVANI, MA DEL BOLOGNA. CHI CONSIGLIERESTI ALLA LAZIO?
“Svanberg mi piace molto. È un esterno nel 4-2-3-1 del Bologna e, a mio modo di vedere, potrebbe fare anche il quinto di centrocampo per le caratteristiche che ha. La Lazio di esterni potrebbe aver bisogno nei prossimi anni. Svanberg è un ragazzo che mi piace tanto, capace di adattarsi a diversi moduli di gioco. Lo ritengo un profilo interessante. Inoltre, da esterno è capace di trovare con buona continuità la via del gol questa è una caratteristica importante”.