L'uomo dellaprovvidenza stavolta non ha aspettato il recupero per segnare l'ennesimo gol decisivo. A Torino,domenica, Felipe Caicedo aveva colpito al 98', ieri a San Pietroburgo, contro lo Zenit, a 8' dallafine. E ha regalato un pareggio preziosissimo alla Lazio, ancora in emergenza tra infortunati egiocatori bloccati dalla bufera Covid. Alla lunga, tante assenze si pagano, tanto più che SimoneInzaghi ha dovuto rinunciare a uomini fondamentali come Leiva, Luis Alberto e Immobile, oltre aLazzari e Strakosha. Soprattutto in fase offensiva, squadra in difficoltà: la coppia Muriqi-Correa nonha funzionato, intesa precaria. Il centravanti kosovaro non si è ancora inserito nei meccanismi. Adifferenza di Caicedo, che li conosce a memoria e si è fatto trovare prontissimo a spedire in porta disinistro un intelligente assist di Acerbi. Quest' ultimo è stato più utile in attacco, mentre nellasua zona si è fatto beffare da Dzyuba, un pivot di 196 centimetri, nell'azione dell'1-0: di Erokhin lagirata letale. Tra i difensori, Hoedt si è riscattato dopo il grave errore di Torino. Brivido nelrecupero: annullato per fuorigioco (netto) il gol che poteva costare una sconfitta immeritata. Chissà come sarebbe finita con Immobile. L'argomento tamponi è diventato una questione persino piùampia, visto che ieri Urbano Cairo, presidente del Torino avversario della Lazio domenica scorsa, ha inviato alla Procura federale e per conoscenza alla Federcalcio un esposto, fondato su "notizie distampa", per possibili violazioni del protocollo della Lazio in occasione della partita. Una guerra diposizione figlia dell'indagine aperta dal procuratore federale Chiné. Oggetto dell'inchiesta rischiadi essere l'allenamento di martedì, quando Immobile (negativo sia venerdì che sabato) ha svolto laseduta con i compagni nonostante un test "debolmente positivo" effettuato il giorno prima: sia colSynlab per l'Uefa, sia – e questo potrebbe pesare – con il laboratorio Taccone che svolge i test perla Lazio. Dovrà valutare la Procura se questa sia stata una violazione – per la Lazio non c'erapericolo di contagio – e quindi se deferire il club. Le sanzioni vanno dalla multa alla penalizzazionein classifica. Lotito è furioso, si dice pronto ad avviare azioni non solo contro il Synlab maaddirittura contro la Uefa: per lui, Immobile può giocare e anche ieri un volo privato era pronto atrasferirlo in extremis a San Pietroburgo, se la Uefa avesse detto sì. E invece nulla. Le divergenzetra laboratori rischiano di diventare alla lunga un problema. Di unificarli si parla da giorni in Legae una soluzione ci sarebbe: affidarne la competenza alla Federazione medico sportiva, unica societàscientifica accreditata dal Ministero della Salute per la medicina dello sport.
G.C. e M.P. – la Repubblica