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CHAMPIONS LEAGUE

Inzaghi: “Carattere e scelte giuste per avvicinarci alla qualificazione. Luis Alberto, aspettiamo conferme positive extra-campo. Peruzzi-Lotito, spero chiariscano” (AUDIO)

Torna la Champions per la Lazio, che domani affronterà lo Zenit nella quarta giornata del gruppo F. I biancocelesti sono secondi dietro al Dortmund a 5 punti, mentre i russi sono all'ultimo posto a quota 2. Un successo permetterebbe alla squadra di Inzaghi di pensare in grande e aumenterebbe di molto le possibilità di qualificazione al turno successivo. Il tecnico è atteso alle 15 presso la sala stampa del centro sportivo di Formello per presentare il match. 

Con lo Zenit partita molto importante: sentite la pressione?
"Sappiamo quanto sia importante domani: passare il girone è un nostro obiettivo. Lo Zenit è forte, ha qualità e ha recuperato giocatori forti. Dovremo fare una gara di carattere, facendo le scelte giuste e recuperando energie dopo Crotone".

Chi non avrà a disposizione domani?
"Non ho ancora notizie ufficiali, sto aspettando la comunicazione dei responsabili sanitari dopo i tamponi fatti ieri. Sicuramente riavrò Luiz Felipe, che però è fermo da dieci giorni: valuterò se schierarlo dall'inizio o meno".

Con la fascia da capitano, si è chiuso il caso Luis Alberto?
"Penso di sì. Per noi Luis è un giocatore importantissimo. Sabato ha risposto sul campo, ora ci aspettiamo delle conferme fuori dal campo. Non ho dubbi: ho parlato con il ragazzo e mi è sembrato molto sereno e motivato".

Non ritiene che la Lazio sia sempre sottovalutata?
"Siamo abituati, nessuno ci considera favoriti. In questi anni siamo cresciuti e abbiamo vinto trofei importanti. Ora abbiamo avuto delle difficoltà, con un calendario tosto e tante defezioni: adesso vorrei recuperare tutti i giocatori, perché se siamo al completo possiamo dire la nostra. Domani avremo ancora qualche problematica a metà campo. Poi se non parlano di noi a me non dispiace".

Tornerà Strakosha?
"Questa mattina ha svolto un lavoro supplementare con Grigioni e Zappalà. Strakosha è il nostro portiere, ma è stato fermo per tanto tempo. Domani ci sarà quindi Reina in porta, poi per domenica si vedrà".

Si augura di vedere in tribuna Peruzzi?
"Si sa che in tutte le famiglie ci possono essere delle incomprensioni. Sono convinto che si possano risolvere al più presto, come già successo in passato".

Cosa preferisce da Borussia-Bruges?
"Me la sono chiesto pure io da solo. Difficile dare una risposta perché io devo cercare di battere lo Zenit, poi quello che succede a Dortmund deve interessare relativamente. Noi non dobbiamo sbagliare l'approccio, lo Zenit nel gruppo era la testa di serie numero uno". tuttomercatoweb.com

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RICONOSCIMENTI

Immobile inserito tra i candidati al ‘Player of the Year’ dei Globe Soccer Awards

Tra i migliori calciatori al mondo. Ciro Immobile è ufficialmente in lizza per la conquista del titolo di ‘Player of the Year’ dei Globe Soccer Awards. I vertici della manifestazione hanno diramato nella giornata di oggi l’elenco degli otto calciatori in gara per la vittoria del titolo.

A competere con il numero 17 della Lazio saranno Leo Messi, Cristiano Ronaldo, Robert Lewandowski, Sadio Mané, Marquinhos, Karim Benzema e Serge Gnabry. Nella prima fase della votazione sarà possibile esprimere la propria preferenza (entro il 6 dicembre prossimo), mentre nella seconda fase della votazione sarà una giuria ad emettere il verdetto finale che, in particolare, sarà reso noto il prossimo 27 dicembre. L’esito della giuria avrà una consistenza del 60% sull’elezione finale, mentre il pubblico avrà la possibilità d’incidere sul 40% della votazione.

Per esprimere la propria preferenza a favore di Ciro Immobile, CLICCA QUI.  

sslazio.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

“QUELLI CHE…” – Cardone: “Tra Lotito e Peruzzi un’incomprensione. Spero di vedere il team manager già oggi a Formello”

"QUELLI CHE…" – Giulio Cardone in collegamento: “Quello che è accaduto io la chiamo sindrome Walter Sabatini. Spesso l'ex ds si dimetteva per poi tornare sui propri passi, spero che tutto tra Lotito e Peruzzi possa rientarre in settimana, i rapporti sono tali che credo tutto si sistemi. Fatti come quelli di Luis Alberto possono creare discussioni e incomprensioni, quando Peruzzi percepisce che il suo ruolo non viene rispettato nella maniera giusta un po' accusa. Ricordiamioci che è stato Lotito a volerlo fortemente nella Lazio, spero di rivedere il team manager già oggi a Formello (ha saltato la trasferta di Crotone e la seduta di ieri, ndr). Tornando al numero 10, se ha fatto bene a Crotone il merito è anche di Peruzzi per come ha gestito la vicenda. Parliamo di una situazione, quella Lotito-Luis Alberto, nella quale non bisogna schierarsi”.   

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APPROFONDIMENTI

Il commento di Condò: “Con la crisi il campionato più aperto da anni. Lazio: con lo Zenit match point Champions”

Lo diciamo a bassa voce perché non è tempo di entusiasmi (semmai di ristori), ma le condizioni impervie nelle quali il campionato va avanti – porte chiuse, estate brevissima, partite ogni tregiorni, voragini di assenze – stanno producendo la Serie A più aperta ed emozionante degli ultimi anni. Il fatto che non stia accadendo solo in Italia ma anche nelle altre leghe europee conferma l'effetto livella che le circostanze esterne hanno sui risultati. Tornei falsati, certo: ma non più delle nostre vite, e dunque non sentitevi colpevoli se in questo panorama di angustie una partita di calcio – ma anche un gran premio, un match di tennis o di pallacanestro, una discesa di sci – vi distrae per un po' dagli affanni quotidiani. È umano. Ehm, certo più umano di Ibrahimovic, che all'alba dei 39 anni si gingilla con un carisma perfino cresciuto rispetto ai suoi tempi ruggenti, risolve le partite con un senso del tempo e dello spazio da fantascienza e gigioneggia con la solita ironia ma un'inedita simpatia – un autentico piacione – prima e dopo i novanta minuti. Con lui ai comandi il Milan vola, e da Donnarumma a Hernandez, da Kessie a Rebic valorizza i suoi singoli oltre dubbi ormai obsoleti. Da giugno c'è poco da discutere sul loro livello. L'esame di Napoli segue quello del derby, entrambi passati con autorità, e nelle prossime settimane il calendario è sorridente. Occhio allo strappo. Otto squadre in sei punti testimoniano del torneo aperto di cui si diceva. Il fatto che soltanto la Juve dichiari le proprie ambizioni non tragga in inganno: se l'Inter ci pensa dall'inizio, com' è doveroso che sia, il Milan non può più esimersi mentre Roma e Lazio si chiedono ormai se le mutate condizioni non stiano giocando a loro favore. Forse l'Atalanta si è messa in pausa, a disagio per l'accavallarsi degli impegni, e dovremo vedere come reagirà il Napoli al secondo ko casalingo di fila. Di certo il Sassuolo, rimasto in scia grazie al colpo di Verona – la curva del gol di Boga pareva disegnata da Renzo Piano – intende sfruttare lasua sola partita alla settimana. È l'unica, del treno di testa. Pensate che sabato è in calendario una gara-chiave come Sassuolo-Inter con De Zerbi e company concentrati su quel match da oggi, mentre Conte mercoledì avrà il Real Madrid a San Siro e il martedì successivo viaggerà a Mönchengladbach: va da sé che i passaggi a vuoto patiti fin qui in Champions rendono decisive entrambe le partite. In altre parole, il Sassuolo avrà un'occasione. I passi avanti della Juventus, che da qui a Natale ha una striscia di partite non difficili, non si misurano soltanto dai gol di Ronaldo – quelli ci sono sempre stati, Covid a parte – ma anche dalla crescita di Arthur, che a Barcellona consideravano l'erede tattico di Xavi, e questo qualcosa vuol dire, e dal ritorno di De Ligt, che in tandem con Demiral alza la difesa a ridosso del centrocampo togliendo agli incursori avversari l'acqua nella quale nuotare. L'Inter non agisce ma reagisce. L'impeto col quale ha rimontato e poi travolto il Torino fa spavento, ma è uno spavento uguale e contrario a quello generato dalla sua pigrizia fino al 60'. Nella rosa nerazzurra ci sono quattro giocatori che ogni squadra europea vorrebbe con sé: Lukaku, Lautaro e Barella che stanno andando benone, Eriksen che ieri Marotta ha sostanzialmente dato per perso, e Hakimi che sta vivendo un lungo passaggio a vuoto. Se già Eriksen – considerate le condizioni alle quali arrivò – è una colossale occasione perduta, Conte deve fare di tutto per non giocarsi anche il marocchino. Tutto sta filando per il meglio alla Roma, che si gode i frutti (Mkhitaryan, ma anche Villar,Spinazzola, ieri persino Karsdorp) di mercati passati e frettolosamente bollati come fallimentari. Sta tornando forte anche la Lazio, che ha "usato" le molte assenze per consolidare la rosa, dando minuti a tutti e rendendola più credibile rispetto a settembre. Anche perché domani ha quasi un match-point per allungare la sua Champions a febbraio. Un traguardo da grandi.

Paolo Condò – la Repubblica

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Ramos negativizzato, via libera ASL: il centrale in Paideia per le visite di idoneità

Un altro recupero importante per Simone Inzaghi. Come riportato in un tweet dal giornalista Valerio Cassetta, il brasiliano ha superato il Covid, l'uultimo tampone effettuato presso una struttura pubblica ha dato esito negativo, quindi la ASL ha dato il via libera al centrale. Il classe 1997 stamattina era già in Paideia per effettuare i controlli di idoneità, in aprticolari test su cuore e polmoni, per otteneuere la nuova abilitazione, indispensabile dopo che un atleta è stato colpito dal Coronavirus. Già oggi Ramos potrebbe escendere in campo per tornare ad allenarsi, rientro importante anche in vista del match di domani sera all'Olimpico, ore 21, contro lo Zenit san Pietroburgo.  

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Per lo stadio sbuca il lodo Morassut: “Diamo l’Olimpico alla Roma e il Flaminio alla Lazio”

Mentre si complica la saga dell'arena giallorossa a Tor di Valle – si è scoperto che sui terreni pesano un'ipoteca e un pignoramento – la questione rischia di finire incagliata nell'agone politico in un clima, ormai, da campagna elettorale. Sebbene i nuovi ostacoli emersi dalle carte del Comune siano superabili – basterebbe ripianare i buchi e sanare il pregresso – le opposizioni in aula Giulio Cesare, per primo il Pd, potrebbero cavalcare l'ennesima impasse per far slittare il voto e smarcarsi dall'angolo (il «no» allo stadio rischia di polverizzare consensi alle prossime Comunali). Inoltre, se il progetto dovesse naufragare la sindaca uscente non potrebbe capitalizzare il risultato in vista della ricandidatura. A rimescolare la carte, proponendo una terza via, è Roberto Morassut, sottosegratario dem all'Ambiente, che punta sulla rigenerazione urbana e la riqualificazione delle periferie: «Sta venendo al pettine la contraddittorietà dell'operazione Tor di Valle.
Ho sempre detto che avrebbe comportato enormi problemi per i costi, le infrastrutture e la complessità dell'area». L'alternativa? «La Roma potrebbe trovare casa all'Olimpico, la Lazio al Flaminio».Entrambi impianti pubblici, se non fosse che l'Olimpico non fa più capo al Coni ma alla società Sport e Salute (azionista unico il ministero dell'Economia) e che il presidente della Lazio, Claudio Lotito,non ha mai mostrato interesse per il Flaminio (la struttura, vincolata, non consente grandi margini di sviluppo immobiliare). Tuttavia, Morassut si dice convinto che grazie a una forte sinergia tra soggetti pubblici la triangolazione potrebbe funzionare: «All'Olimpico potrebbe restare solo il calcio, mentre si potrebbe realizzare la parte dell'atletica a Tor Vergata nel comprensorio gestito dall'università, dove è stata da poco rifinanziata la "Vela" di Calatrava». Già, ma quale sarebbe per i privati l'appeal di strutture preesistenti con scarse possibilità di espansione? «L'Olimpico, nella parte sottostante,dispone di ampi spazi per uffici e attività e non è escluso che si possano recuperare superfici a reddito anche al Flaminio. La premessa è che tutto avvenga nei limiti di interventi sostenibili per i quartieri». Nel frattempo, come ricostruisce Il Fatto Quotidiano , nel bilancio 2021 sarebbero stati stanziati 25 milioni per risolvere il contenzioso tra l'ateneo di Tor Vergata e la Vianini, controllata dalla holding Caltagirone. Una norma emanata da via XX Settembre ne assegnerebbe la proprietà all'Agenzia del Demanio diretta, fino al 2014, da Stefano Scalera, attuale vice capo di Gabinetto del ministro Roberto Gualtieri, che da gennaio dovrebbe andare a occuparsi di relazioni istituzionali proprio alla AS Roma.

Il Corriere della Sera

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APPROFONDIMENTI

Ironia ed invidia sull’aereo, ma ora anche la Roma è pronta a copiare Lotito

Così questa mattina Il Messaggero: "Ironia social sull'aereo della Lazio ma anche la Roma è pronta a copiare Lotito". La mancata partenza dal terzo scalo calabrese è stata dovuta solo ed esclusivamente alle condizioni meteo, che hanno causato anche l'atterraggio difficoltoso di venerdì. Il video da "brividi" fatto da qualche calciatore ha scatenato i social (in società è scattata la caccia al colpevole che lo ha diffuso). Ieri si sono intrecciate ironia e invidia, in tanti hanno commentato il video ma la verità è che l'operazione marketing fatta dal presidente della Lazio Claudio Lotito ora fa gol a molte altre squadre di Serie A, interessate al progetto. Tra cui la Roma, nelle prossime settimane si preannuncia un derby del cielo. Tuttomercatoweb.com

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RASSEGNA STAMPA

Discussione sul caso Luis Alberto: Peruzzi diserta Formello, in settimana confronto con Lotito

Dall'acquazzone di Crotone riemergono le due certezze della Lazio. Ciro Immobile e Luis Alberto sono tornati a guidare la squadra in campionato, ora la prenderanno per mano in Champions. L'ultima apparizione di entrambi in Europa risale al 20 ottobre contro il Dortmund, in una notte magica per i biancocelesti. Poi hanno saltato le trasferte di Bruges e San Pietroburgo, perché fermati dall'Uefa dopo l'esito dei test molecolari. Domani, tamponi permettendo (oggi il risultato di quelli effettuati ieri mattina con il " Synlab"), saranno di nuovo titolari all'Olimpico contro lo Zenit (ore 21). «Un appuntamento che avrà grande peso » , ha dettoInzaghi: in palio c'è una fetta importante della qualificazione agli ottavi. Rispetto all'andata inRussia, oltre ai due top player, il tecnico ritrova anche Leiva, Strakosha, Lazzari e Radu, mentre nonavrà Milinkovic e Luiz Felipe, positivi al Covid. Lazio vincente ma senza pace. Ricucito uno strappo, ne arriva un altro: questa volta tra Peruzzi e Lotito. I due hanno avuto un'accesa discussione proprio sul caso Luis Alberto. Molto arrabbiato per le critiche dello spagnolo, il presidente sosteneva la linea ferrea: esclusione contro il Crotone,chiesta a gran voce anche alla vigilia. Il club manager invece durante la settimana aveva lavorato duramente per arrivare a un chiarimento: giusta la multa, ma dando la possibilità a Inzaghi di schierarlo titolare. Erano su posizioni opposte e Peruzzi – polemicamente – non ha partecipato alla trasferta di Crotone né si è presentato ieri a Formello. Riflette sull'addio, il dirigente, che ha un contratto fino al 2022: chiede (di nuovo, come ogni inizio stagione) che i ruoli vengano rispettati (scuola Juve) e la possibilità di incidere di più nel proprio ambito. In questo caso è il ds Tare che sta mediando (ieri telefonata con Peruzzi): tra l'ex portiere e Lotito in settimana è previsto un incontro, il chiarimento è necessario, il presidente cercherà di trattenere il club manager. D'altronde conosce bene l'importanza della figura di Peruzzi, determinante negli ultimi anni per tenere unito il gruppo, sbrogliare vicende spinose ( con Keita e Felipe Anderson, per esempio) e creare l'atmosfera giusta all'interno dello spogliatoio. Anche Inzaghi e i giocatori apprezzano il lavoro di Peruzzi, che non accetta intromissioni nel suo campo. Di certo, la Lazio continua a viaggiare in una perenne tempesta (in corso le due inchieste sul caso tamponi): alla prima uscita ufficiale, anche il nuovo aereo biancoceleste è diventato subito oggetto di strumentalizzazione mediatica. Società irritata perché gli unici problemi che il Boing 737- 300 ha incontrato riguardavano il maltempo: venerdì atterraggio da brividi per la bomba d'acqua e al ritorno il mezzo è rimasto bloccato all'aeroporto di Crotone, chiuso perché inagibile (allagato e al buio). Così la squadra è rientrata con un altro volo da Lamezia Terme.

la Repubblica

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Il Leone si è preso la Lazio: Acerbi sempre più leader di Inzaghi

 Più gioca, più stupisce e più entra in forma. Il vero uomo in più della Lazio, quello che non manca e non tradisce mai. Trovare aggettivi o appellativi per Acerbi, diventa sempre più difficile. Dopo l'exploit in nazionale, a Crotone, probabilmente, ha giocato la miglior partita stagionale in maglia biancoceleste, su un campo complicato e un'atmosfera non semplice ha sfoderato una prestazione maiuscola. Non tanto negli interventi, sempre precisi e puliti (nonostante il pantano e concludendo la gara addirittura senza nemmeno un fallo), quanto nel carattere e nel guidare un intero reparto con facilità disarmante. Roba da far impallidire difensori più giovani e sulla cresta dell'onda. Il Re Leone va avanti per la strada, non si scompone mai, che sia al centro o spostato a sinistra, riesce sempre a giganteggiare, rendendo semplici le cose più difficili. Non è un caso che sia l'unico della Lazio ad avere sempre giocato sin dalla prima partita: undici gare, otto di campionato e tre di Champions, cominciate e finite senza sbavature e fiatone. Al momento, e con merito, guida la classifica di rendimento come miglior difensore centrale del campionato per presenze, per precisione nei passaggi e negli interventi. Numeri pazzeschi se si rapportano a quelli dei suoi colleghi, la maggior parte più giovani, vedi i due interisti Bastoni e l'ex de Vrij.
L'avvio di stagione non è stato dei più brillanti, un po' di nervosismo poi rientrato e con qualche errore di troppo in campo, vedi in casa con l'Atalanta e a Genova con la Samp, ma Francesco non ha fatto una piega e come al solito si è messo in discussione e sotto col lavoro, talmente tanto che adesso ne trae beneficio lui stesso e tutta la Lazio. E' più sereno e convinto della sua forza e di quella della squadra. Più tranquillo anche per questioni personali (innamoratissimo della sua compagna e della sua nuova famiglia), ma anche perché, ed è una conseguenza non la questione principale, ha risolto la situazione legata al rinnovo. A luci spente e con l'abile guida del suo manager Pastorello, tempo fa avrebbe firmato il meritato rinnovo del contratto fino al 2025 a circa 2,5 milioni di euro. A breve dovrebbe essere ufficializzato. L'ultimo tassello che mancava dopo aver guidato con maestria il reparto difensivo della Lazio negli ultimi tre anni. Il suo obiettivo è finire la carriera nella Lazio, prendere una decisione importante, comprare una casa e, perché no, stabilirsi nella capitale a vivere. Per ora si gode il momento, concentrandosi sul campionato e sulla Champions. Nella giornata di ieri, Acerbi ha lavorato in palestra come la maggior parte dei compagni che hanno giocato a Crotone. Il resto della squadra si è allenato per preparare la gara di domani sera con lo Zenit. Un passaggio importante per la qualificazione agli ottavi di finale. Per la sfida di Champions farà il suo esordio Radu, assente nelle precedenti partite per infortunio. Confermati Leiva, Luis Alberto, Immobile e Correa, probabilmente anche Parolo come mezzala. Ballottaggio a sinistra tra Marusic e Fares. Ma prima però bisogna attendere l'esito dei tamponi con la Synlab, il laboratorio che per conto dell'Uefa effettua i controlli sanitari. Visti i precedenti, l'ansia da parte di Inzaghi non manca. La sensazione è che stavolta ci siano poche sorprese.

Il Messaggero

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DICHIARAZIONI

Immobile zittisce tutti: “Incubo finito, conoscere prima di parlare, così si cade nell’ignoranza. Volevamo vincere ad ogni costo!” (AUDIO)

Ciro Immobile, centravanti biancoceleste, è intervenuto quest'oggi ai microfoni di Lazio Style 

“L’esultanza può sembrare polemica, ma non lo è stata. Io quel gesto lo ricollego ai miei familiari ed ai miei amici con i quali la sera mi diverto con il videogioco ‘Among Us’, quel gesto è per loro. Ho sempre risposto sul campo, ma questa volta mi sono espresso anche sui social perché l’attacco mediatico era rivolto all’uomo e non al calciatore. Quando si parla dell’uomo bisogna prima conoscerlo, altrimenti si cade nell’ignoranza e nell’arroganza di conoscere fatti che non si conoscono. Ho passato tre settimane davvero brutte.

Siamo stati cattivi agonisticamente e volevamo vincere a qualsiasi costo, anche in queste condizioni climatiche. Abbiamo espresso un buon gioco ed abbiamo sfruttato le occasioni che siamo riusciti a creare. Il bacio l’ho dedicato a tutte le persone che mi sono state vicino e che mi vogliono bene, oltre che alla mia famiglia. Mio zio è stato portato in ospedale per un brutto male ed il mio pensiero va a lui in questo momento, gli ultimi tre giorni sono stati difficili anche per questo motivo.

In queste giornate i tifosi della Lazio mi hanno mandato tantissimi messaggi di solidarietà, chi mi è vicino sa chi sono”.