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APPROFONDIMENTI

Il 2020 di Inzaghi: sogno scudetto, famiglia e Champions. Ora il rinnovo?

Famiglia e Lazio, Lazio e famiglia. Il 2020 di Simone Inzaghi ruota intorno alle sue due solide realtà. Che spesso si sono contrapposte. Il tecnico biancoceleste è pronto a chiudere un anno incredibile fatto di gioie, qualche dolore, record, emozioni, ambizioni. La società in un anno terribile per via della pandemia ha trovato un'altra dimensione. E il nuovo capitolo ha un volto: quello di Inzaghi.

Sogno scudetto sfiorato, ma è Champions

Il 2020 verrà ricordato in casa Lazio come l’anno dello scudetto sfiorato. Nessuna medaglia, un po’ di delusione, ma anche consapevolezza di aver visto una squadra molto forte. Lo dicono i numeri: record di risultati utili di fila, 21. Mai così tanti punti dopo 26 giornate, nemmeno negli anni tricolore 1974 e 2000. Secondo posto sognando qualcosa di storico. Poi il Coronavirus ha cambiato le nostre vite, stop al calcio, la ripresa a giugno. La Lazio si è sgretolata, la Juve che era ad un solo punto prima dell’interruzione scappa via e con lei tutte le altre. Troppi infortuni, meno gioco entusiasmante, ma Inzaghi riesce a portare la Lazio in Champions League dopo 13 anni. Un grande piccolo passo.

Famiglia

In estate Simone Inzaghi diventa papà per la terza volta. Il piccolo Andrea è un altro dono arrivato dall'amore con Gaia. Il tecnico si rifugia sempre nella sua famiglia. Il fratello Pippo è arrivato in Serie A con il Benevento, papà Giancarlo si commuove vedendo i figli vincenti e felici. Simoncino si toglie la giacca e qualche sfizio. Riparte il campionato, si ritorna in Champions. Impresa contro il Borussia Dortmund: 3-1 all’Olimpico. Capisce che la sua Lazio è forte e vola agli ottavi. Squadra imbattuta nel girone, ma qualche sofferenza contro il Bruges all’ultima c’è stata. Normale, avrà pensato. Le difficoltà fanno parte del DNA della società. Da sempre. Lo sa, ne ha viste tante nei suoi 20 anni a Formello.

Rinnovo sotto l'albero?

E ora il regalo di Natale del presidente Claudio Lotito: il rinnovo. Inzaghi aspetta, il suo contratto è in scadenza nel giugno 2021. Ha portato la squadra tra le migliori sedici d’Europa. Da mesi se ne parla, l’incontro decisivo però, è sempre slittato. Dovrebbe trattarsi di una maxi-operazione per blindare il tecnico: accordo per altri due anni (scadenza nel 2023) e ingaggio a 3 milioni di euro più bonus. Il 2020 per l’allenatore biancoceleste si potrebbe chiudere così.

Corrieredellosport.it

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CITTA'

Serve un colpo di scena entro la mezzanotte o la Virtus Roma sparirà dal grande basket

Il termine ultimo, la mezzanotte di oggi, per tenere in vita la Virtus Roma si avvicina sempre di più. Ma, a meno di un clamoroso miracolo, la sorte del glorioso club sembrerebbe già segnata. Venerdì scorso la famiglia Toti ha inviato l'ennesima mail ai rappresentati del fondo monetario americano, chiedendo una risposta in tempi brevissimi sull'esito della trattativa della cessione della società. Nella stessa, alcune clausole che potevano in qualche modo essere di intralcio all'ingresso della cordata d'oltreoceano erano state eliminate. Neppure questa mossa però ha convinto sino a ieri la controparte a sbloccare l'operazione: dagli Usa è arrivato solo un silenzio tombale. Ieri la squadra è stata invitata a non allenarsi e questo lascia ben capire che aria si respiri all'interno della Virtus.  
 
SCENARI. Gli scenari che possono palesarsi oggi, visto che ieri di ufficiale non è accaduto nulla, sono tre. Il primo : entro oggi dagli Usa arriva il via libera all'acquisto. In questo caso Claudio Toti provvederebbe a saldare i 38.000 euro che la Fip attende entro la mezzanotte (la seconda rata delle tasse Fip di 35.000 euro e la multa di 3.000 per ritardato pagamento); seppure gravata di una penalizzazione di 3 punti, la società continuerebbe il campionato di A. La seconda e la più improbabile, che lascerebbe ancora in vita la Virtus Roma: nonostante il silenzio degli statunitensi Claudio Toti ancora una volta, come già accaduto in passato, torna sui suoi passi e decide di proseguire da solo. La terza: il patron e il figlio Alessandro, attuale presidente, ritirano la squadra, non potendo più sostenere le spese di gestione e lasciando così la serie A zoppa a 15 squadre. Quest’ultimo caso dovrebbe portare a escludere il ventilato blocco delle retrocessioni, per il quale Toti aveva spinto in Lega, con una unica squadra che sul campo lascerà, a fine stagione, la serie A.  In tanti oggi attenderanno notizie: la squadra, con i tre giocatori Usa ancora a disposizione (Robinson, Wilson e Beane) che sono ancora nella Capitale; i dipendenti della società; i tifosi, uniti da un ideale cordone ombelicale per capire quale sarà futuro. La Federazione vigila e attende, ma di più non può certo fare.  E il Comune di Roma? Dopo aver speso tante parole professando vicinanza al club e garantendo il massimo appoggio, è da tempo silente. E la città è ormai ad un passo di perdere la Virtus. 

Il Corriere dello Sport 

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FORMELLO

FORMELLO – Inzaghi concede la giornata libera. In campo giovedì

Dopo il 2-2 interno col Bruges e la qualificazione agli ottavi di fibnale, Simone Inzaghi ha concesso 24 ore di riposo ai suoi giocatori. La Lazio tornerà ad allenarsi domani a Formello, ancora assenti Lulic e Muriqi – ma la punta potrebbe iniziare presto a lavorare in gruppo – il tecnico piacentino valuterà soprattutto la condizione di Patric, ancora affaticato e affetto da un torcicollo che non sembrerebbe dargli tregua; anche Correa e Immobile appaiono un po' stanchi ma contro il Verona ci saranno. In porta possibile rientro di Strakosha, così come potrebbe toccare a Fares giocare a sinistra.

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CHAMPIONS LEAGUE

Tutte le qualificate dei gruppi E, F, G e H: il sorteggio lunedì 14 alle 12

Serata di Champions League, serata che sancisce le prime otto qualificate agli ottavi di finale della massima competizione europea rispettivamente dei Gironi E, F, G e H. Impresa della Juventus che batte al Camp Nou il Barcellona con il risultato di 3-0 e si qualifica al primo posto del Gruppo G. Bene anche la Lazio di Simone Inzaghi, che approda agli ottavi di finale venti anni dopo l'ultima volta. Saluta la competizione il Manchester United che retrocede in Europa League. In attesa di sviluppi il Gruppo G, vista la sospensione di Psg e Basaksehir, con i francesi che se dovessero vincere la propria gara passerebbero come primi del girone. Quattro le squadre retrocesse in Europa League e quattro eliminate. Di seguito tutte le squadre qualificate agli ottavi di finale dopo le partite della serata.

Le prime classificate di ogni girone saranno testa di serie al sorteggio di lunedì 14 dicembre alle ore 12.00. 

Girone E
Chelsea 14, Siviglia 13, Krasnodar 5, Rennes 1.

Prima classificata: Chelsea
Seconda classificata: Siviglia 
Europa League: Krasnodar
Eliminata: Rennes

Girone F
Borussia Dortmund 13, Lazio 10, Brugge 8, Zenit 1.

Prima classificata: Borussia Dortmund 
Seconda classificata: Lazio
Europa League: Brugge
Eliminata: Zenit

Girone G
Juventus 15, Barcellona 15, Dinamo Kiev 4, Ferencvaros 1.

Prima classificata: Juventus 
Seconda classificata: Barcellona
Europa League: Dinamo Kiev
Eliminata: Ferencvaros

Girone H
Lipsia 12, Psg* 9, Manchester United 9, Basaksehir* 3.

Prima classificata: Lipsia (in attesa del PSG)
Seconda classificata: 
Europa League: Manchester United
Eliminata: Basaksehir

*Psg e Basaksehir una partita in meno

 

TESTA DI SERIE: CHELSEA, BORUSSIA DORTMUND, JUVENTUS, LIPSIA/PSG

SECONDE CLASSIFICATE: SIVIGLIA, LAZIO, BARCELLONA, LIPSIA/PSG

gianlucadimarzio.com

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APPROFONDIMENTI

Con i soldi Champions ora Lotito prenda un difensore per un altro salto di qualità

I brividi, l’ansia, la paura, la traversa che diventa della Lazio quando De Ketelaere scarica l’ultimo sinistro e poi la festa, quella più attesa, quasi venti anni. Ottavi di Champions finalmente, un traguardo storico, inseguito, meritato non solo per quello che si è visto sul campo in un girone comunque competitivo ma soprattutto per il lavoro che è stato fatto dalla drammatica estate del 2004 fino a oggi, a traguardo raggiunto, seppure con un affanno ingiustificabile considerando che la squadra biancoceleste ha giocato con l’uomo in più quasi per un’ora. Ma nell’enciclopedia della Lazio non c’ è mai stata una conquista facile, un successo semplice, un colpo di fortuna improvviso, il destino che viene a prenderti per darti una mano. Anzi, capitolo dopo capitolo, nel racconto trovi sempre un imprevisto, qualcosa che gira storto, come se il ruolo di vittima le appartenesse di diritto. Stavolta no, stavolta qualcuno ha dato una spinta alla Lazio, proprio negli ultimi secondi, quando la storia le aveva quasi sempre voltato le spalle ecco quel pallone che sbatte sulla traversa e salva un passaggio del turno che sembrava al sicuro dopo l’uno-due firmato da Correa e Immobile. La Lazio, in undici contro dieci, aveva ormai messo le mani sull’obiettivo che inseguiva da una vita: il passaggio del girone di Champions.Lazio agli ottavi, non accadeva da vent'anni. Non le accadeva dai tempi del presidente Cragnotti, di Eriksson, di Veron, di Simeone, di Mancini, di Simone Inzaghi. Già di Inzaghino, autore di uno storico poker contro il Marsiglia nel Duemila: da quell’impresa a questa, covata nel tempo, sognata da una vita, raggiunta nonostante la paura gli avesse quasi tolto la voce. La svolta a poco più di un quarto d’ora dalla fine: il tecnico esenta dalla sfida, contemporaneamente, Immobile (che aveva appena sbagliato la più facile occasione del 3-1), Leiva e Luis Alberto.

Mezza Lazio, in pratica: dei colossi, confermato solo Milinkovic Savic e meno male. Gli ingressi di Escalante, Akpa Akpro e Caicedo (lui sì sempre sveglio e pronto quando viene chiamato in soccorso) hanno spento la Lazio. Un black out immediato. Il 2-2 del Bruges, facile facile, e la paura che il destino ancora una volta stesse per tradire i biancocelesti. Inzaghi ha provato in tutti i modi a dare una scossa alla squadra, ma il Bruges ormai aveva capito tutto, si è gettato nell’area di Reina sfiorando una clamorosa vittoria che, ovviamente, sarebbe entrata nella storia della Lazio. La paura, poi la festa: Inzaghi aveva quasi dominato il girone, conquistando punti anche con dodici giocatori a disposizione, in Belgio e in Russia, sarebbe stato un incubo retrocedere in Europa League e rinunciare ad altri 10 milioni che si aggiungeranno ai 35 già messi in cassa.

E nonostante le difficoltà provocate dal calcio ai tempi del Covid, dove i ricavi sono quasi svaniti, è da questo tesoro che la Lazio dovrà ripartire a gennaio, altrimenti rischia ancora una volta di rinunciare al salto di qualità. E’ evidente che la squadra ha bisogno di un rinforzo per una difesa a cui non basta più Acerbi, cioè il miglior centrale del campionato: dopo il fallimento di Vavro, la società aveva messo le mani su Kumbulla prima di spostare una cifra per lei inconsueta (18 milioni) su un attaccante come Muriqi, destinato a restare chissà per quanto tempo alle spalle di un Immobile infinito. Il recupero di Hoedt a costo zero e la sorprendente promozione di Patric non hanno migliorato il reparto più in sofferenza della squadra. Sarebbe un peccato non fare uno sforzo proprio adesso, correggendo gli errori estivi anche sulla corsia sinistra, dove Lulic da anni non trova un erede: dopo i fallimenti di Durmisi e Jony, le enormi difficoltà di Fares. Lo scudetto non ha ancora un padrone e in Champions, con i titolari veri, la Lazio può battere tutti o quasi, ma deve investire.

A.D.P. – Il Corriere dello Sport 

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Vaccino: il ministero della Salute lavora per il via il 15 gennaio

Anticipare, anche solo di un paio di settimane. È la parola d'ordine di questi giorni al ministero alla Salute dove si lavora per avviare le vaccinazioni anti Covid il 15 di gennaio 2021 e non alla fine del mese come era previsto fino a qualche giorno fa. Se l'agenzia regolatoria europea, Ema, autorizzerà Pfizer il 29 dicembre, l'obiettivo potrebbe essere raggiunto. E appena sarà il suo turnosi vaccinerà anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha fatto sapere di voler dare così l'esempio agli italiani. Sulla suddivisione delle dosi del vaccino Pfizer fatta dalla struttura del commissario straordinario per l'emergenza Domenico Arcuri, ci sono perplessità delle Regioni. Alcuni numeri, basati anche sulle comunicazioni delle stesse amministrazioni locali, non tornano. Il Lazio, ad esempio, riceverà più fiale della Lombardia, anche se ha più o meno la metà degli abitanti. I vari Paesi dell'Unione stanno ipotizzando, come ha spiegato ieri il responsabile della Prevenzione del ministero alla Salute Gianni Rezza, di partire tutti insieme: «L'obiettivo è iniziare la campagna almeno in contemporanea con Germania, Francia e Spagna». L'altro ieri Arcuri ha presentato alle Regioni le diapositive che riassumono il piano vaccinale. Lui si occupa della logistica, mentre Rezza ha scritto la parte strategica, presentata da Roberto Speranza al Parlamento. I dubbi sui numeri Il primo vaccino ad arrivare sarà quello di Pfizer, che va conservato a -80 gradi(e infatti nel piano si parla di "modello freeze"). Inizialmente, a gennaio, saranno disponibili circa 3,4 milioni di dosi che serviranno a 1,7 milioni di persone (è necessario un richiamo). Nel corso di tutto l'anno l'azienda fornirà 27 milioni di vaccini. I primi a riceverli saranno i dipendenti del sistema sanitario e gli ospiti e operatori delle rsa. Nella tabelle dove si indicano i numeri dipersone da vaccinare in ogni Regione, però, ci sono dati che non tornano. Intanto il Lazio avrebbe molte più dosi rispetto agli abitanti della Lombardia: 356mila (con 5,8 milioni di residenti) contro308mila (10,1 milioni). Poi sono previste 51mila dosi per la Toscana (3,7 milioni di abitanti) e 177mila per l'Emilia (4,4 milioni di abitanti). Altra proporzione che non torna. La Provincia di Bolzano (500mila abitanti), avrà la metà delle dosi della Toscana, cioè 26mila. Ma sono altre le incongruenze, delle quali alcune Regioni stanno chiedendo conto in queste ore alla struttura commissariale.  Una novità introdotta nel piano di Arcuri è quella delle prenotazioni da parte dei cittadini che vogliono fare il vaccino. Anche su questo punto qualcuno nelle Regioni ha espresso dubbi durante la riunione. L'idea è quella di creare una app e attivare un numero verde. Chi decide di vaccinarsi chiama o accede e ottiene l'appuntamento per le due somministrazioni. Secondo l'assessore alla Salute del Lazio, Alessio D'Amato il call center rischia di essere presto intasato, visto che moltissime persone che chiameranno avranno molti dubbi da sciogliere, cosa che farà durare molto le telefonate. Secondo altri sarebbe meglio contattare direttamente i soggetti a rischio perpatologia o età. È vero che chiedere di prenotare ai cittadini permette di prevedere meglio quante vaccinazioni verranno fatte e di conseguenza organizzare meglio i servizi.
Il personale Il base al progetto, le équipe che si occuperanno della vaccinazione saranno composte da1 medico e 4 infermieri e potranno contare su 1 amministrativo e 2 operatori sociosanitari. Secondo lestime di Arcuri bisogna mettere sotto contratto fino a 16 mila addetti, anche se nei primi 4 mesi nebasteranno 10 mila. Nella fase iniziale, per il vaccino Pfizer sono stimati «3.700 inoculatori ». Il commissario avvierà nei prossimi giorni due bandi, che dovrebbero concludersi il 4 gennaio, per medicie infermieri e per selezionare delle società di somministrazione. Con una call pubblica saranno coinvolti laureati in medicina, infermieri e assistenti sanitari, anche in pensione. Attraverso un accordo con il ministero della Ricerca si recluteranno poi gli specializzandi, mentre con l'aiuto delle Regioni si acquisirà personale sociosanitario e amministrativo. Trenta milioni di vaccinati L'obiettivo, ambizioso, è arrivare a vaccinare 30 milioni di persone insette mesi. I punti di somministrazione, circa 1.500, saranno aperti 7 giorni su 7 e faranno 6iniezioni all'ora. In 5 giorni della settimana inoltre, partiranno squadre per andare al domicilio dichi non può muoversi. 

la Repubblica

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CHAMPIONS LEAGUE

Il quarto uomo chiama “nero” un giocatore del Basaksehir: sospesa la gara con il PSG

Partita sospesa e caso internazionale al Parc des Princes, lo stadio del Paris Saint-Germain. Si gioca il match di Champions League tra il Psg e i turchi del Basaksehir. La tensione di gioco è relativa: la squadra di Istanbul è già eliminata, ai francesi basta un pareggio per qualificarsi agli ottavi di finale. Dopo appena 13 minuti di gioco, con il risultato ancora sullo 0 a 0, il giocatore del Psg Presnel Kimpembe commette un fallo, sulla panchina del Basaksehir qualcuno chiede un'ammonizione. In particolare protesta Achille Webo, camerunense, assistente dell'allenatore.Il quarto arbitro a bordo campo, il rumeno Sebastien Coltescu, chiama l'arbitro principale, Ovidio Hategan, rumeno anche lui, per riportare l'ordine e gli indica la persona da sanzionare: Webo, il«negru». L'arbitro Hategan non si scandalizza per quella parola, tira fuori il cartellino rosso e espelle Achille Webo. Solo che sulla panchina turca c'è anche Demba Ba, attaccante franco-senegalese, che assiste alla scena e decide di non lasciare correre. Mentre Achille Webo sta già tornando negli spogliatoi, Demba Ba grida più volte al quarto arbitro «perché hai detto negro?». Coltescu prova a giustificarsi, spiega che ha parlato rumeno e «negru» vuol dire semplicemente «nero», senza connotazione negativa. «Volevo dire black guy », aggiunge. Ma Demba Ba non molla, «perché dici black guy per indicare un nero? Per indicare un bianco diresti white guy ?». A bordo campo è il caos, i giocatori del Paris Saint Germain si mostrano immediatamente solidali con gli avversari turchi. In particolare Neymar, Marquinhos e Mbappé chiedono spiegazioni all'arbitro Hategan e al quarto arbitro Coltescu, anche il direttore sportivo parigino Leonardo scende in campodalle tribune. Dopo dieci minuti, i giocatori di entrambe le squadre si trovano d'accordo: escono dalcampo, e non ci torneranno finché Coltescu, l'autore dell'insulto, farà parte dell'équipe degli arbitri. È una decisione senza precedenti. Il razzismo tormenta il calcio da anni, ma di solito i problemiarrivano dagli spalti. Al Parc des Princes stasera non ci sono spettatori, la partita si gioca ancorauna volta a parte chiuse. I guai arrivano, pare incredibile, dagli arbitri. A un certo punto si raggiunge un accordo per tornare in campo alle 22 tenendosi a braccetto permostrare l'unione di tutti i calciatori contro il razzismo. Ma ormai la questione ha preso dimensionienormi, il ministro dello Sport turco protesta contro «il razzismo crimine contro l'umanità». IlBasaksehir non è una squadra come le altre, in Turchia: pressoché inesistente fino al 2014, è statacomprata da personalità vicine al potere e portata ai massimi livelli del campionato. Il proprietario Goksel Gumusdag è nipote della moglie di Erdogan, e lo stesso presidente turco «condanna fermamente»l'episodio di razzismo chiedendo all'Uefa di intervenire. I giocatori lasciano lo stadio, il restodella partita verrà rigiocato stasera alle 19 con nuovi arbitri. E l'Uefa comunica che apriràun'inchiesta.

Il Corriere della Sera

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ALTRE

Assessore Sanità D’Amato: “Ristoranti chiusi alle 18 fino a marzo. Se ripetiamo l’estate ci sarà terza ondata”

«Questa è una corsa lunga», avverte Alessio D'Amato, l'assessore alla Sanità del Lazio, l'uomo che nella giunta di Nicola Zingaretti disegna la strategia anti- Covid. 
Quanto lunga, assessore?
«Bisognerà correre ancora 3 mesi, almeno. Perché il virus circola, l'Rt non è sotto controllo e per la campagna di vaccinazione ci vorrà tempo».
La seconda ondata non è ancora finita e già si parla della terza. Le restrizioni di oggi, come lo stop a bar e ristoranti alle 18 e il coprifuoco dalle 22, fino a quando dovrebbero durare nel Lazio? L'orizzonte qual è?
«La primavera. Naturalmente ci saranno interventi per le attività che rimarranno chiuse, come per le palestre, per il mondo della cultura, per il commercio ambulante dei mercati. Una cosa deve essere chiara: le misure adottate sono e saranno sempre proporzionali alla situazione dell'epidemia. Nel Lazio siamo stati prudenti e Roma oggi è tra le capitali europee che, pur con molte difficoltà, hanno sofferto meno, grazie al rigore dei comportamenti e anche alle misure che abbiamo adottato. Ora bisogna proseguire».
Quando a fine novembre si ipotizzava un allentamento pre-natalizio, per esempio concedendo ai ristoranti di aprire di sera, il Lazio ha subito detto: qui le cose non cambiano, massima cautela. Alla fine anche a livello nazionale quell'allentamento non c'è stato.
«Era inevitabile. Tutto ciò che facilita gli spostamenti e gli incontri, la convivialità diciamo, è benzina nel motore del virus. Abbiamo visto quello che è accaduto in estate e quanto ci abbiamo impiegato per far scendere la curva. Ed è vero che oggi diminuiscono i ricoveri e i posti occupati in terapia intensiva, ma abbiamo ancora 1.500 casi al giorno. Non sono pochi se pensiamo che quando è partita la seconda ondata, intorno a metà settembre, dovevamo confrontarci con qualche centinaio di positivi al massimo».
E il 7 gennaio riaprono le scuole superiori…
«Ecco perché dico: bisogna ancora far scendere l'Rt, se vogliamo stare tranquilli nei prossimi mesi. Speriamo di arrivare per gennaio a 0,5, ma abbiamo davanti settimane in cui la gente si muoverà. Per questo serve ancora il massimo rigore».
Il ministro Azzolina ha lasciato un certo margine di scelta alle Regioni. Le scuole come riapriranno nel Lazio? 
«La prima cosa da dire è una: in classe bisogna portare la mascherina sempre, anche al banco, basta demagogie. Lo abbiamo detto all'Ufficio scolastico regionale, che dipende dal Ministero. Poi saranno potenziati i bus, ce ne stiamo occupando con l'Astral, l'agenzia regionale, insieme alla Prefettura. Per i tamponi, a gennaio contiamo di avere 150mila test con prelievo salivare».
Per il vaccino Covid come vi state attrezzando?
«Contiamo di avere 8 milioni di dosi per il Lazio, per 4 milioni di cittadini, considerando che servirà il richiamo. Teniamo d'occhio due date: il 29 dicembre, quando aspettiamo che l'Ema dia l'ok al vaccino Pfizer. Da quel momento in poi possono partire concretamente tutte le iniziative che già stiamo programmando. E il 12 gennaio dovrebbe esserci un passaggio cruciale per il vaccino di Moderna».
Nel Lazio sarà obbligatorio vaccinarsi?
«Ci atterremo a quello che dirà il governo. L'obiettivo è arrivare all'immunità di gregge, la copertura vaccinale deve essere superiore al 70%. Sarà una campagna complicata, dato il numero di persone coinvolte, durerà fino al termine del 2021. Partiremo con i vaccini al personale sanitario negli hub ospedalieri, poi quando arriveremo in tarda primavera al picco della campagna, ci sarà bisogno di tutte le forze possibili, dai 4mila medici di medicina generale alle 1.500 farmacie».
La terza ondata è inevitabile?
«Se ci comportiamo come abbiamo fatto in estate, non sarà una probabilità ma una certezza. Se invece saremo attenti, possiamo tentare di ridurne l'impatto. In ogni caso ci stiamo attrezzando per fronteggiare gli scenari peggiori, amplieremo del 10% la rete ospedaliera, comprese le terapie intensive. Significa 500 posti in più. Speriamo non servano».
I malati della Campania continuano a riversarsi negli ospedali del basso Lazio, come ha denunciato l'Asl di Latina?
«Sembra che le cose siano leggermente migliorate, anche grazie all'azione delle forze dell'ordine».
Recovery Fund: bastano i 9 miliardi per la salute previsti nella prima bozza circolata in queste ore?
«Mi sembrano pochini, a meno che non si sommino al Mes. Spero non si faccia sempre lo stesso errore: in Italia viaggiamo a 2-3 punti in meno d'investimento sul Pil nazionale rispetto a Francia e Germania. Ma la sanità, come ci stiamo accorgendo ora, in piena pandemia, è fondamentale. È il motore del benessere del Paese».
L.D.C. – Il Messaggero

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DICHIARAZIONI

Leiva: “Fatta la storia, ma dobbiamo migliorare”

Lucas Leiva, centrocampista biancoceleste, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky dopo la partita contro il Club Brugge.

"Volevamo questa qualificazione, tornare dopo 20 anni agli ottavi di Champions League è un'altra medaglia per questo gruppo, abbiamo aggiornato la storia. Il Brugge è una squadra difficile, il secondo tempo ci ha detto che però possiamo ancora migliorare. Adesso testa al campionato, dove dobbiamo recuperare il terreno perduto in campionato".

 

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CHAMPIONS LEAGUE

Lazio-Club Brugge, i convocati di Inzaghi: Patric ci prova

Il tecnico biancoceleste Simone Inzaghi ha diramato la lista dei convocati in vista della sfida di oggi contro il Club Brugge (ore 18:55) allo Stadio Olimpico di Roma.

Portieri: Alia, Reina, Strakosha;

Difensori: Acerbi, Armini, Hoedt, Luiz Felipe, Patric, Radu;

Centrocampisti: Akpa Akpro, Anderson, Cataldi, Escalante, Fares, Lazzari, Leiva, Luis Alberto, Marusic, Milinkovic, Parolo, Pereira;

Attaccanti: Caicedo, Correa, Immobile.