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PAROLA ALL'OPINIONISTA

“NMM” – Abbate: “Inzaghi a Formello per chiarire con Caicedo. Correa a rischio anche per il derby” (AUDIO)

Alberto Abbate in collegamento con "Non Mollare Mai": "Tanto di cui parlare in casa Lazio. Partiamo da Caicedo, perché Inzaghi torna a Formello per parlare con la punta ecuadorena che sarà titolare a Marassi contro il Genoa a causa dellì'nfortunio di Correa. L'ex Espanyol credo voglia un chiarimento sul perché no sarebbe stato preso in considerazione contro il MIlan: Lui sosteiene di stare benissimo, non era affaticato: a me risulta fosse arravbbiato perché sapeva delle condizioni di Correa. Già alla vigilia col Milan si capiva sarebbe stata la terza scelta, venendo anche dopo Muriqi.  Come sta Correa? Non ci son certezze, credo sia ancora a rischio per il derby del 19 gennaio: a san Siro l'argentino si è stirato al polpaccio. Acerbi invece resta a rischio per la gara contro l'ex Ballardini. All'ex Sassuolo e al Tuci era stato sconsigliato di giocare, poi entrambi hanno dato l'assenso a giocare".  

 

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SERIE A

Recupero Juventus-Napoli: prende quota l’ipotesi weekend di San Valentino

L'occasione è arrivata da un vertice della commissione che si occupa di rendere operativo l’accordo già approvato con la cordata guidata dal fondo Cvc per costituire una nuova media company che gestirà e commercializzerà i diritti della Serie A. Ma nel cuore di Firenze, nella suggestiva cornice dell’Hotel Four Seasons in Borgo Pinti, c’è stato anche il primo incontro vis-à-vis tra il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis e quello della Juventus Andrea Agnelli. Non si erano più incontrati, di persona, dopo che il collegio di garanzia del Coni ha deciso che Juventus-Napoli andrà giocata, cancellando il punto di penalizzazione alla squadra di Gattuso e il 3-0 a tavolino per quella di Pirlo. 

Firenze si è trasformata nello scenario perfetto, anche per ipotizzare una data di recupero in un calendario superaffollato di impegni, da una parte e dall’altra. L’idea è quella di sfruttare il fine settimana del 14 febbraio (il Torino gioca sabato 13 in casa contro il Genoa, è verosimile pensare che il D-day possa diventare, appunto, la domenica), quello della terza giornata di ritorno per capirsi, per disputare il match da recuperare e fare invece scivolare più avanti la prevista Napoli-Juventus, da incastrare a seconda del cammino europeo di entrambi i club. Magari, potrà essere stata questa anche l’occasione per un ulteriore chiarimento sul fronte del protocollo e, perché no, anche per affrontare il capitolo mercato ormai alle porte.

Il Corriere dello Sport

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RASSEGNA STAMPA

Casting fascia sinistra: anche Tommaso Augello nella lista di Simone Inzaghi

Prove di mercato al telefono, la Lazio comincia già a guardarsi intorno: sul taccuino spunta Augello. Tare aveva assicurato che non avrebbe fatto nulla a gennaio, ma la classifica e la situazione di Lulic spingono a trovare almeno un rinforzo temporaneo. Il capitano biancoceleste a dicembre ha subito in Svizzera il terzo intervento ed è rientrato a Formello. Poi è scomparso dai radar, ma dovrebbe tornare domani nella capitale per la ripresa e dopodomani unirsi addirittura al resto del gruppo. In queste vacanze non ha mollato e finalmente comincia a ruotare la caviglia operata un po' meglio. Inzaghi è ottimista sul recupero, ma difficilmente sarà completo: Senad punta però a giocare almeno gli ottavi col Bayern Monaco per poi capire il da farsi in scadenza a giugno. E' questo il suo obiettivo, d'altronde nel curriculum gli manca solo Champions. Un po' per riconoscenza, un po' per il rimorso legato al calvario, la Lazio ha aspettato il bosniaco dal 5 febbraio, ma dopo quasi un anno non può più permetterselo. Anche perché Fares si è stirato e mancherà almeno per le prossime due gare di campionato. Sulle fasce rimangono solo Marusic e Lazzari con Djavan Anderson come unico ricambio. Sarebbe proprio quest'ultimo a lasciar spazio nella lista dei 25 a Lulic o a un nuovo sostituto. Il club biancoceleste non ha nessun altro slot libero, tanto da aver rimosso pure Vavro, che Tare cercherà in questo mese di piazzare (si parla del Fenerbahce, interessato pure a Radu) in prestito. Non si può fare granché altro in difesa con questo quadro. 
IDEAContro il Napoli all'Olimpico era arrivato il cross decisivo di Marusic col mancino. Eppure continua ad essere adattato su quell'esterno, il montenegrino, fra l'altro miracolato quest'anno dal punto di vista fisico. Anche se Lulic dovesse tornare a dare una mano, quale sarà la condizione del capitano? Oltretutto parliamo di un terzino che fra pochi giorni compirà 35 anni e non può certo rappresentare il futuro. Un'opzione sarebbe inserire Lulic nell'elenco Champions per gratificarlo e mettere un nome non certo di grido in campionato. Non a caso la Lazio si sta già muovendo in gran segreto. Piace tanto la sorpresa della Sampdoria, Tommaso Augello. A segno proprio contro i biancocelesti, ironia del destino, il 26enne è stato prelevato quest'estate dallo Spezia e ha un costo abbastanza contenuto. Piace a Inzaghi, possiede i tempi giusti dell'inserimento, buone qualità tecniche, piede educato. Ma Ranieri lo ha rilanciato e non vuole cederlo. 
ALTRISu ordine di Lotito guai a spendere tanto, si può solo cogliere qualche occasione al volo. Occhio in questo senso a Caicedo (che non vuole però andar via a gennaio) se la Fiorentina dovesse mettere sul piatto Biraghi per averlo. In secondo piano rimangono Domagoj Bradaric del Lille, Mathias Vinha del Palmeiras e Federico Ricca del Bruges, fresco avversario della Lazio in Champions. Sarà fondamentale mantenere l'indice di liquidità stabile, alla luce dei problemi riscontrate poi per gli acquisti quest'estate. Per questo sarebbe il massimo ottenere un prestito per sei mesi, come fu per Romulo in extremis a gennaio 2019. 

Il messaggero – A.A.

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CALCIOMERCATO

Non solo Lulic e la fascia sinistra: ecco gli esuberi da piazzare

Il mercato della Lazio partirà dalla verifica delle condizioni di Senad Lulic. Domani il capitano è atteso a Formello per riprendere gli allenamenti. Si valuteranno i tempi per il suo pieno recupero dopo il terzo intervento alla caviglia sinistra effettuato a novembre. Già nel giro di una settimana potrebbe esser fatto il punto della situazione. Il rientro di Lulic risolverebbe i problemi di Inzaghi sulla fascia sinistra, altrimenti si guarderà al mercato per cercare un esterno. Alcune nomi sono già stati monitorati. A partire da Darko Lazovic del Verona, obiettivo del d.s. Tare già da quando giocava nel Genoa. Piace molto pure Cristiano Biraghi della Fiorentina. Ma sta crescendo l’interesse per Federico Ricca del Bruges. In realtà, l’uruguaiano è in difensore utilizzabile sulla sinistra e al centro. Proprio per la sua duttilità sulla fascia potrebbe essere una soluzione per il ruolo di quinto a metà campo. Nello stesso tempo, Ricca garantirebbe un’opzione in più per la retroguardia biancoceleste che sta scontando diversi problemi in questa stagione.

Il ritorno di Lulic o l’arrivo di un rinforzo determinerà l’uscita dalla lista di Djavan Anderson che però già da tempo non rientra più nelle scelte di Inzaghi. L’esterno olandese finirà sul mercato. Così come si sta cercando una sistemazione per Vavro, lo slovacco arrivato un anno dal Copenaghen per un investimento sugli 11 milioni di euro senza però riuscire ad adattarsi alle esigenze difensive di Inzaghi. Su Vavro si è affacciato il Fenerbahce, ma in prestito potrebbe tornare pure al Copenaghen. A caccia di una squadra anche per Proto, Di Gennaro, Durmisi, Kiyine, anche loro ormai fuori dai piani di Inzaghi. Diversa la situazione per Caicedo. La punta ecuadoriana vorrebbe avere più spazi da titolare. E’ sotto contratto sino al 2022, un’eventuale offerta potrebbe pure esser presa in considerazione: al momento, la Lazio lo quota sui 7 milioni.

Gazzetta.it

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DICHIARAZIONI

Lewandowski “attaccante dell’anno”: “Lazio grande squadra, agli ottavi di Champions non sarà facile”

Robert Lewandowski prepara il Bayern Monaco alla sfida degli ottavi di finale di Champions League contro la Lazio. Nominato giocatore dell'anno nell'ambito dei Globe Soccer Awards a Dubai, il centravanti polacco è intervenuto ai microfoni di Sky Sport, dicendo la sua sul gruppo di Simone Inzaghi: "La Lazio è una grande squadra, l'ha dimostrato lo scorso anno lottando fino alla fine per lo scudetto. Sarà sicuramente una partita molto dura, dovremo essere  molto preparati. Se mostriamo le nostre migliori qualità, possiamo superare il turno". In casa Bayern Miroslav Klose, oggi assistente dell'allenatore Hansi Flick, conosce bene il mondo biancoceleste. "Sì, lui ha giocato lì e li conosce bene – ammette Lewandowski – sarà una grande sfida, dobbiamo essere pronti e abbiamo un grande rispetto per la Lazio".

Lewandowski ha poi spiegato il significato di un 2020 che ha visto il Bayern Monaco vincere Bundesliga, Champions League, Coppa di Germania, Supercoppa europea e Supercoppa di Germania. "Quest'anno è stato molto difficile, non solo per me. Dal punto di vista sportivo, invece, è stato magnifico. Abbiamo vinto la Champions, la Supercoppa Europea, tutto quello che potevamo conquistare. Tutto fantastico, ne siamo orgogliosi ma sappiamo che dovremo impegnarci ancora di più – le parole del centravanti polacco – tutto quello che abbiamo fatto è stato sensazionale, abbiamo vinto quasi tutte le partite. Abbiamo perso una sola gara in Bundesliga e in Champions League abbiamo vinto sempre". Idee chiare sul futuro: "Rimanere al top è ancora più difficile perché tutti ci vogliono battere, ma noi siamo pronti per questo". skysport.it

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APPROFONDIMENTI

Immobile, un contratto da star: col rinnovo punta al record di Piola

Il 2020 è stato il tempo di un uomo incoronato re. E’ l’anno tumultuoso che calcisticamente ha visto protagonista Ciro Immobile, Scarpa d’Oro in carica. La riceverà appena l’Olimpico riaprirà, in una cornice degna del titolo. L’evento merita il massimo degli onori, non questi stadi senza invitati, è il motivo per cui è stata rinviata la passerella. E’ stato l’anno di Ciro, ad agosto ha conquistato lo scettro di cannoniere europeo battendo le star, ha eguagliato il record di Higuain (36 gol in A), ha continuato a strasegnare dopo il lockdown. In tutto, nell’anno solare, ha colpito 28 volte. Solo Ronaldo e Lewandowski hanno segnato di più, 33 e 32 reti. Immobile è stato coperto di nomination assieme ai despoti del gol e poco importa che ieri non sia salito sul palco dei Globe Soccer Award di Dubai, le votazioni internazionali (lanciate quest’anno su internet) hanno premiato Lewandowski come bomber dell’anno, vincitore di tutto (Bundesliga, Champions, Coppa di Germania, premio Fifa The Best). Il 2021 continuerà ad essere l’anno di Immobile, lo aspetta il record laziale di Piola, per centrarlo gli mancano 20 gol (139 contro 159). Incombe dietro ogni assalto della Lazio, assicura il proseguimento della scalata ai record. Proverà a far paura al Bayern dei fenomeni negli ottavi di finale Champions di febbraio e marzo. Ciro ha saputo abbattere muri e porte, si cimenterà pur sapendo che i pronostici sono assoluti, tutti contrari.

Il 2021 si aprirà innanzitutto con la firma sul rinnovo annunciato ad agosto dalla società. Sarà celebrato adeguatamente, con un comunicato ad hoc. La Lazio è solita immortalare questi eventi con foto e note di rito, finora non ci sono stati. Gli accordi verbali erano stati trovati in ritiro, sono sempre stati validi, saranno ratificati appena rientrerà Lotito dalla vacanza invernale di Cortina. […] Corrieredellosport.it

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APPROFONDIMENTI

Lotito-Inzaghi, perché il rinnovo conviene a tutti e due

Da oltre un mese, in casa Lazio, tiene banco la trattativa tra il presidente Lotito e Inzaghi per il rinnovo di un contratto in scadenza nel prossimo giugno. Un tira e molla snervante, destinato sicuramente a creare altre tensioni in un momento in cui tutto servirebbe meno che l’incertezza: se l’obiettivo è quello di tornare in Champions e di affrontare gli ottavi contro il Bayern con qualche speranza, la squadra avrebbe bisogno di un segnale di continuità e di serenità, considerando il distacco accumulato da settembre a dicembre a causa di un rendimento casalingo assolutamente inaccettabile. La sosta avrebbe dovuto avvicinare le due parti, magari con l’organizzazione di un vertice serio, da dentro o fuori, invece niente o quasi. In fondo Lotito non dice sempre di essere un padre di famiglia per tutta la Lazio e i laziali? E chi può essere più figlio di Simone Inzaghi, che da oltre vent’anni vive solo colorato di biancoceleste? Prima giocatore (vincente), poi allenatore delle giovanili (vincente), e, infine, tecnico della prima squadra (sempre vincente): una Coppa Italia e due Supercoppe tra il 2017 e il 2019, più una finale persa, sempre contro la Juve, una qualificazione Champions fallita all’ultima giornata (2018) e una conquistata l’estate scorsa. La realtà è che il presidente e Simone dovrebbero fare presto a mettersi d’accordo e a continuare il loro rapporto, perché la realtà attuale consiglia a entrambi di non cambiare strada con il rischio di finire non peggio ma molto peggio.

Saremmo curiosi di sapere con chi Lotito cambierebbe Inzaghi, considerando che le sue ultime scelte erano state Bielsa per la Lazio (un fortunato fallimento che ha consentito all’attuale allenatore di restare) e Ventura prima per la Nazionale e poi per la Salernitana (altri due fallimenti, quello azzurro addirittura epocale, incancellabile per il calcio italiano). Si è parlato a lungo di Allegri, nei salotti biancocelesti, ma noi pensiamo che il tecnico toscano, dopo i cinque anni trionfali alla Juve, non voglia rientrare con un club che non sarebbe in grado di garantirgli costantemente una squadra in grado di conquistare lo scudetto (ne ha vinti cinque consecutivi) e di lottare per la Champions (due finali perse). La Lazio non investe grandi cifre sul mercato, anzi, da anni si affida solo alle idee geniali del suo diesse Tare, che ultimamente sembrano meno brillanti del solito: non è facile trovare tutti gli anni talenti come Immobile, Luis Alberto e Milinkovic a costo di saldo ma si può forse trovare qualche difensore più competitivo di Vavro o di Hoedt per lottare a certi livelli oppure un esterno sinistro migliore di Durmisi, Jony o Fares a cui consegnare l’eredità di Lulic. Anche per Tare, comunque, la sintonia con Inzaghi è qualcosa di speciale, come se i due si completassero nella gestione dell’unica squadra che è riuscita a competere con la Juve negli ultimi anni: lasciando Allegri al proprio destino (Arsenal, Manchester United, Chelsea o, soprattutto, Inter), chi potrebbe lavorare meglio di Inzaghi sulla panchina della Lazio, coniugando il lavoro sul campo alla gestione di un rapporto con la società sempre molto complesso per chi non conosce il mondo biancoceleste? Il club non dimentichi, infine, che gli ottavi di Champions e i 45 milioni portati nella casse svuotate dal Covid portano proprio la firma di Inzaghi, costretto a giocare contro Bruges e Zenit in trasferta senza molte delle sue stelle. Di contro ci chiediamo anche dove voglia andare Simone, sul cui valore nessuno può discutere. E’ uno dei giovani tecnici emergenti più bravi, e lo ha dimostrato sul campo, ma in questo momento il salto di qualità può farlo proprio allenando la Lazio e migliorando la gestione del gruppo. Se dalla società pretende un aiuto superiore sul mercato, è giusto che poi il tecnico metta anche gli eventuali nuovi acquisti nella condizione di esprimersi al massimo. Spesso, invece, si ha la sensazione che Inzaghi li bocci, magari involontariamente (citiamo per tutti Berisha e Vavro, due titolari nelle rispettive nazionali), privilegiando la squadra tipo. Il caos provocato dal virus lo ha costretto a fare più turnover del solito nei primi mesi della stagione, ma quando ha tutti i titolari a disposizione Simone tende sempre a far giocare i suoi fedelissimi emarginando gli altri. Dettagli, sia chiaro, ma che possono fare la differenza nell’arco di una stagione, perché come Pioli non toglierebbe mai Ibrahimovic e Pirlo non rinuncerebbe mai a Ronaldo, anche Inzaghi è giusto che privilegi talenti come Immobile, Luis Alberto, Acerbi e Milinkovic, ma a volte bisogna comunque coinvolgere anche le riserve più quotate a prescindere dagli infortuni. 

Corrieredellosport.it

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Flop Muriqi, piazza e Lotito perplessi: ora serve il rilancio

Quando sei il secondo acquisto più oneroso della storia della gestione Lotito, rincorso e inseguito a lungo, e deludi così tanto le aspettative nei primi mesi, non puoi non diventare il bersaglio principale della critica della piazza laziale. Da sempre molto esigente, soprattutto con chi viene pagato una certa cifra: venti milioni, 17,5 milioni più 2,5 di bonus per la precisione, di cui una prima parte è già stata saldata. È la storia di Muriqi, del Pirata kosovaro: l'entusiasmo iniziale che aveva accompagnato il suo arrivo non c'è più, ora c'è solo tanto scetticismo e perplessità sulla scelta estiva di Tare. Non solo dei tifosi, ma anche del presidente Lotito, furioso dopo la sconfitta di San Siro anche per il rendimento dell'ex Fenerbahce. Contro il Milan Muriqi ha giocato un'ora, subentrando al 32' a Correa, fornendo una prestazione del tutto insufficiente. 
E non è un caso isolato. Perché nelle 10 volte che è stato chiamato in causa da Inzaghi, di cui 3 soltanto da titolare (per 374 minuti complessivi), il 26enne attaccante non ha mai convinto. Soltanto contro il Torino e in Russia con lo Zenit ha lasciato intravedere qualcosa, ma è decisamente poco rispetto alle attese. Lui stesso ne è consapevole, così come tutti a Formello, dove però chiedono pazienza e tempo. Perché è oggettivo che a Muriqi vanno concesse delle attenuanti che hanno rallentato e complicato il suo processo di inserimento. A fine agosto, prima dell'ufficialità del trasferimento, ha riportato una lesione di secondo grado. E durante la convalescenza, quando ha firmato per la Lazio, ha contratto il Covid e ha dovuto rispettare le due settimane di quarantena a Istanbul. Poi, dopo le prime apparizioni quando stava per ritrovare una forma accettabile, è finito di nuovo in infermeria (il 24 novembre, dopo Lazio-Zenit). Dopo quasi tre settimane, è tornato a disposizione e Inzaghi lo ha gettato nella mischia a San Siro. Di fatto però non aveva più di 20 allenamenti completi in gruppo alle spalle. 
L'ambiente, scosso dalla sconfitta al fotofinish contro i rossoneri e deluso per l'ottavo posto in campionato, sembra già aver etichettato Muriqi come un acquisto sbagliato. E i social impazzano le critiche (anche pesanti) verso di lui. Ma i giudizi affrettati non sempre sono corretti, il caso Luis Alberto per esempio docet. Anche per giustificare l'investimento, la Lazio continuerà a dare fiducia al kosovaro, alla caccia del gol liberatorio per migliorare fiducia, autostima e condizione. L'unica soluzione è di schierarlo in campo il più possibile: a rimetterci, anche nelle gerarchie, sarà Caicedo, arrabbiato per la panchina di San Siro. Il futuro dell'ecuadoriano è in bilico, mentre quello di Muriqi per il momento no. Almeno fino alla fine della stagione, poi si tireranno le somme.

tuttomercatoweb.com

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CALCIOMERCATO

E se Lulic non recupera? Da Ricca a Bradaric, i nomi per la fascia sinistra

Tre operazioni e quasi un anno di stop. Lulic non si vede in campo dal 15 febbraio scorso e, nonostante alcuni allenamenti svolti a Formello, il suo calvario non sembra avere un lieto fine. Domani la Lazio si ritroverà per la ripresa dopo la sosta natalizia e le condizioni del capitano saranno valutate, intanto – come riportato da La Gazzetta dello Sport – Inzaghichiede certezza sull’out di sinistra. Tare avrebbe già qualche nome sulla sua agenda per sostituire il bosniaco a gennaio. Il primo è quello di Lazovic del Verona, un’idea che non sembra ancora aver portato contatti concreti col club scaligero; Biraghi della Fiorentina e Bradaric del Lilla. La candidatura più consistente, però, è quella di Ricca del Bruges: il 26enne, uruguaiano con passaporto italiano, è stato osservato nella sfida Champions e nella Laziopotrebbe essere un jolly per difesa e centrocampo. Il prezzo cartellino si aggira attorno ai 5 milioni e la società biancoceleste avrebbe già saggiato il terreno per un eventuale affare. Laziopress.it

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RASSEGNA STAMPA

Rinnovo Inzaghi, stallo in attesa del nuovo anno. Domani torna Lulic a Formello

Il rinnovo è in stallo, non se ne parlerà prima del 4 gennaio, quando il presidente tornerà da Cortina. La questione economica è secondaria, il nodo principale resta la convinzione di continuare insieme: se quella c’è, l’accordo su durata e ingaggio si troverà. Non ne hanno parlato finora, ma non può essere un problema. Lo è, invece, il clima di incertezza sul futuro nel quale lavorano InzaghiTare e quindi la squadra. Quando il contratto dell’allenatore è in scadenza, la leadership nei confronti dello spogliatoio vacilla pericolosamente. Nonostante questo, il tecnico non ha perso le motivazioni (anzi), ritiene – al contrario di Lotito – che in questi quattro anni e mezzo sarebbe stato impossibile ottenere risultati migliori, e aspetta la mossa definitiva del presidente: al momento, le sue parole d’ordine sono pazienza – al frullatore di critiche e polemiche è abituato – e vittorie, il tecnico è convinto infatti che la Lazio risalirà in classifica. E domani sarà il primo a festeggiare il ritorno di Lulic: il capitano si allenerà a Formello, vuole dare una mano alla Lazio in Champions, che non ha mai giocato, e in campionato. Sarebbe l’acquisto più importante per Inzaghi, in attesa del Bayern: ecco, la grande sfida ai Campioni d’Europa sarà un altro passaggio affascinante della sua storia d’amore con la Lazio.

La Repubblica