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APPROFONDIMENTI

Lulic, oggi parte l’ultimo tentativo. Intanto l’ex Romulo si propone…

Un’idea, per lui perfino una suggestione. La Lazio ha bisogno di rinforzare le corsie. Numericamente i giocatori a disposizione di Inzaghi sono solo quattro (Lazzari, Marusic, Fares e Djavan Anderson), ma il tecnico ne tiene in considerazione solo tre (nelle ultime 52 partite di campionato Anderson ha giocato appena 220 minuti complessivi). Serve almeno un’altra freccia all’arco dell’allenatore, anche perché con il 3-5-2 quello dell’esterno a tutta fascia è il ruolo più dispendioso di tutti e i giocatori per rendere al massimo hanno bisogno di rifiatare.

C’È ROMULO

In attesa di capire quali saranno le condizioni di Lulic (il capitano, che il 18 gennaio compirà 35 anni, è fermo da 11 mesi), opzione principale per risolvere il problema nei piani di club e tecnico, si valuta anche l’alternativa Romulo, 33enne svincolato. L’italo-brasiliano non gioca una partita da giugno, ma alla Lazio fece bene e nello spogliatoio ha lasciato un buon ricordo.

Oggi Lulic tornerà ad allenarsi. Nei prossimi giorni si valuteranno i progressi della caviglia sinistra, operata due volte nell’ultimo anno. La speranza è che non si gonfi più come successo anche nelle scorse settimane dopo che il capitano era tornato ad allenarsi con i compagni (aveva anche partecipato a una partitella in famiglia). In caso contrario però la Lazio dovrà muoversi sul mercato. Romulo con la Lazio ha vinto la Coppa Italia del 2019, unico trofeo della sua carriera eccezion fatta per lo scudetto conquistato con la Juventus nel 2015: in tutta quella stagione, fra campionato e coppe, Romulo totalizzò però appena 5 presenze, meno delle 13 fatte registrare nei suoi sei mesi in biancoceleste. Per questo è così legato alla Lazio: in questi anni ha continuato a scrivere, attraverso i social, agli ex compagni, mettendo anche diversi like ai post dell’account ufficiale della Lazio. "Non so ancora se si potrà fare, ma tornare a casa sarebbe bello", ha ribadito l’italo-brasiliano nelle ultime ore. Per ora per la Lazio è solo un’idea, ma per lui è già una suggestione.

Gazzetta.it

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RASSEGNA STAMPA

Il no di Inzaghi, il mancato rilancio di Lotito: futuro a rischio

La questione più importante da chiarire al momento in casa biancoeleste è quella legata al rinnovo di mister Inzaghi. Come riporta Il Messaggero, dopo il Bruges il tecnico non aveva accettato i 2,3 milioni più bonus a stagione. Il 9 dicembre il presidente Lotito gli ha proposto il prolungamento di un anno, senza però adeguamento del contratto. Al momento tutti e tutto sono in discussione a Formello: il patron ha ancora tanta voglia di rivoluzione, anche se di solito prevale l'”affetto” familiare e cambia idea alla fine. Laziopress.it

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RASSEGNA STAMPA

Correa, ricaduta amara: derby a rischio

In casa Lazio c’è da fare i conti con l’infermeria in questi giorni. Come riporta il Corriere dello Sport, a preoccupare sono le condizioni di Correa. Mentre Leiva ed Acerbi sono da valutare, l’argentino è alle prese con un’elongazione del soleo. Per lui sono in programma ulteriori esami tra sette giorni. Spera di esserci il 15 gennaio, per il derby, ma sarà fondamentale evitare complicazioni nel percorso riabilitativo. Laziopress.it

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ESCLUSIVE

‘QDL’ – Onofri: “Ballardini a Genova è un santo in Paradiso, alla Lazio serveno maggiore attenzione e cattiveria” (AUDIO)

CLAUDIO ONOFRI in collegamento a 'QDL': "Prima dell'arrivo di Ballardini il mio stato d'animo rispetto al Genoa non era positivo. Tecnicamente è una discreta squadra, ma Maran non è riuscito ad incidere. Il ritorno di Ballardini mi ha rasserenato, ho molta stima di lui come uomo e tecnico, poteva fare di più in carriera. Qui a Genova è un santo in Paradiso, chiaro che dopo pochi giorni non pupo lavorare molto, ma contro lo Spezia si è vista già un'identità di gioco, oltre che il ritorno alla vittoria. Da spettatore continuo ad avere una sensazione brutta rispetto a questo campionato senza pubblico, è tutto strano. Per la Lazio è ancora più strano. Dallo scorso anno non si è più ripresa completamente. Si è vista a sprazzi, così come è accaduto a Milano in cui ha rivonato la rimonta con poca attenzione e cattiveria sui calci piazzati. All'interno di questa negatività di classifica ci sono stati anche dei momenti positivi, ora serve continuità". 

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ESCLUSIVE

‘QDL’ – Baccini: “Ero rassegnato alla retrocessione del Genoa, ma il ritorno di Ballardini…” (AUDIO)

FRANCESCO BACCINI in collegamento a 'QDL': "Fino a due settimane fa era già rassegnato ad un Genoa destinato alla retrocessione, con il ritorno di Ballardini sono più speranzoso. Siamo al suo quarto ritorno, ha sempre fatto bene e salvato la squadra. La stagione della Lazio è strana, un paio di volte ha giocato da squadrone, in altre circostanze è stata irriconoscibile. Non riesco a capirla, la classifica dimostra che il suo percorso è stata altalenante"

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DICHIARAZIONI

L’esplosione di André Anderson a Salerno: “Futuro? Vedremo”

Una doppietta contro il Venezia per far volare la Salernitana, André Anderson in Serie B è definitivamente esploso. Il giocatore di proprietà della Lazio è alla sua seconda esperienza in granata. In mezzo un anno in biancoceleste senza riuscire a lasciare il segno. Eppure non si è arreso ripartendo agli ordini di Castori. Fin qui grande stagione: dieci presenze, 3 reti e 2 assist. Ha già migliorato le sue statistiche di due anni fa.

Il colpo di Tare

“André Anderson è un ragazzo molto giovane, seguito da me negli ultimi due anni nel settore giovanile del Santos. Un centrocampista con delle caratteristiche importanti, ricorda tanto Hernanes”, queste le parole di Tare quando nel 2019 presentò il ragazzo. Con il suo fiuto il ds della Lazio ha probabilmente scovato un altro talento da riportare in biancoceleste: “Per la sua crescita avevamo pensato di fare un percorso simile a quello di Luiz Felipe e penso che questa strada fatta a Salerno sia stata molto utile per lui. In estate si è meritato la conferma per far parte della Lazio. Può giocare in più ruoli, ha margini di miglioramento importanti e nei prossimi anni farà parlare molto di sé”. Agli ordini di Inzaghi appena sette presenze e 85’ giocati. In estate è ritornato alla Salernitana, l’ultimo passo per crescere definitivamente. Fin qui ci sta riuscendo e dopo la doppietta al Venezia, il classe ’99 ha ammesso: “Lazio o Salernitana? L'anno prossimo vediamo, ora sto bene in granata". Il 2021 l’anno verità.

Corrieredellosport.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Oddi: “Inzaghi ha sbagliato poco, però in emergenza proverei anche il 4-3-3” (AUDIO)

Giancarlo Oddi  in collegamento con "Non Mollare Mai": "Ronaldo gicatore del secolo? Ci può stare però certi premi dovrebbero essere assegnati considerando il numero di partite giocate. Se pensiamo a Ronaldo "il Fenomeno", mi faceva impazzire, soprattutto al Barcellona: bastava lanciare la palla oltre il centrocampo e ci avrebbe pensato lui. Lewandoski è giusto sia il calciatre dell'anno: segna in tutti i modi anche se ora è più facile segnare. Critiche ingenerose a Inzaghi o ci stanno? Izaghi è stato èpiù adorato che messo alla gogna. Col MIlan non è èpiaciuto nenache a me, da quando siede sulla panchina ha lavorato molto bene, merita degli elogi: anche sbagliando dieci gare il suo bilancio resta positivo. Dove migliorare? Penso che ha voluto giocare a tre anche quando non aveva tre difensori di ruoli. Quando prese la Lazio ricordo benissimo che si metteva a specchio all'avversario, era più estroso, ora punta solo sul 3-5-2.  Ormai gli avversari ti conoscono, in rosa hai i giocatori per giocare anche con la linea difensiva a quattro: penso a Patric terzino destro, Radu a sinistra, centrali Acerbi e Ramos. Leiva, Milinkovic e Luis Alberto in mediana; in attacco Immobile con Lazzari e Correa larghi".  

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APPROFONDIMENTI

Inzaghi: il rimpianto per uno scudetto sfuggito e un contratto ancora da scrivere

Del 2020 che se ne va, a Simone Inzaghi resteranno un rimpianto spaccafegato, due obiettivi centrati, tanti record e mille emozioni. Il primo: lui, l'allenatore della Lazio, è convinto che, se non fosse piombata la pandemia a interrompere la magia, la sua squadra avrebbe vinto lo scudetto. Non glielo toglie dalla testa nessuno, e il suo amico Tare la pensa allo stesso modo. « Al 101% » , confidano entrambi. Gli obiettivi centrati sono noti: la qualificazione alla Champions dopo 13 anni, il passaggio agli ottavi dopo 20. »Il coronamento di quattro anni e mezzo di lavoro » , dice. A giugno si concluderà la sua quinta stagione alla guida dei biancocelesti, ma Inzaghi pensa che il ciclo non sia finito. Ha battuto primati storici, a partire dalle presenze sulla panchina laziale ( è a 223), molto però c'è ancora da fare: crede in questo gruppo di giocatori, il feeling con Tare e Peruzzi è solido, vorrebbe togliersi altre soddisfazioni con il club della sua vita, abbracciato nel '99 e amato senza dubbi mai. Non a caso la moglie, Gaia Lucariello, che ad agosto gli ha regalato il terzo figlio, su Instagram ha risposto con un enorme " certo!" alla domanda: "Simone sogna di restare alla Lazio a vita?". Molto significativo. Il suo sogno è quello, diventare il Ferguson biancoceleste. D'altronde in tanti considerano Inzaghi l'allenatore ideale per la Lazio e la Lazio la squadra ideale per Inzaghi. Ora bisogna capire se Lotito, che ha sempre dato fiducia al suo pupillo, la pensi (ancora) così pure lui. Il loro rapporto vive un periodo tormentato, il sospetto strisciante è che il presidente si sia innamorato di un altro, cioè di Allegri, che però a sua volta ha altri obiettivi (il Real, l'Inter, la Premier), quindi si è creato un cortocircuito che rischia di bruciare solo le ambizioni della Lazio. Di sicuro, Lotito non ha dato concretezza ai discorsi fatti con Inzaghi e Tare in tre recenti incontri, il rinnovo è in stallo, non se ne parlerà prima del 4 gennaio, quando il presidente tornerà da Cortina. La questione economica è secondaria, il nodo principale resta la convinzione di continuare insieme: se quella c'è, l'accordo su durata e ingaggio si troverà. Non ne hanno parlato finora, ma non può essere un problema. Lo è, invece, il clima di incertezza sul futuro nel quale lavorano Inzaghi, Tare e quindi la squadra. Quando il contratto dell'allenatore è in scadenza, la leadership nei confronti dello spogliatoio vacilla pericolosamente. Nonostante questo, il tecnico non ha perso le motivazioni ( anzi), ritiene – al contrario di Lotito – che in questi quattro anni e mezzo sarebbe stato impossibile ottenere risultati migliori, e aspetta la mossa definitiva del presidente: al momento, le sue parole d'ordine sono pazienza – al frullatore di critiche e polemiche è abituato – e vittorie, il tecnico è convinto infatti che la Lazio risalirà in classifica. E domani sarà il primo a festeggiare il ritorno di Lulic: il capitano si allenerà a Formello, vuole dare una mano alla Lazio in Champions, che non ha mai giocato, e in campionato. Sarebbe l'acquisto più importante per Inzaghi, in attesa del Bayern: ecco, la grande sfida ai Campioni d'Europa sarà un altro passaggio affascinante della sua storia d'amore con la Lazio.

G.C. – la Repubblica

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STATISTICHE

Muriqi come Vignaroli nel precedente Champions: dieci presenze, zero goal

Dieci partite, zero gol. D'accordo, Muriqi ha giocato poco: 374 minuti in tutto. Ma i numeri restano quelli. C'è una sinistra assonanza con l'unica altra stagione in cui la Lazio si era qualificata per i gironi di Champions con Lotito presidente, e arrivò Vignaroli. Bisogna risalire a quel 2007-08 per trovare un nuovo attaccante biancoceleste ancora a secco dopo 10 presenze. L'allora 31enne Vignaroli in carriera aveva segnato solo una volta più di 7 gol stagionali arrivando addirittura a 21 con la Salernitana di Zeman nel 2001-02. In Champions con la Lazio non andò mai neanche in panchina, collezionò 11 presenze tra campionato (9) e Coppa Italia (2), la "serie A" la rivide poi solo all'estero, in Australia e a Malta. Ma non era costato nulla: arrivò svincolato dal Bari. Muriqi è a bilancio per una ventina di milioni, compreso un bonus che finora sembra difficilmente esigibile dal Fenerbahce. Per un attaccante, Lotito aveva speso di più solo per Zarate: che vinse una Coppa Italia da protagonista, e di gol con la Lazio ne segnò 34. Le 22 reti realizzate nelle prime 14 giornate di questo campionato fanno dell'attacco biancoceleste il peggiore delle prime 8 in classifica. Il Torino, ultimo, ha segnato gli stessi 22 gol. Con Muriqi a secco, l'unico gol di un nuovo acquisto è quello di Pereira proprio contro i granata. Diventano 2, in stagione, aggiungendo quello di Akpa Akpro in Champions contro il Borussia Dortmund. C'è una sola squadra che ha avuto meno dall'ultimo mercato: il Sassuolo, con l'unica rete di Maxime Lopez. A quota 2, come la Lazio, c'è anche il Parma con una doppietta di Brunetta in Coppa Italia. La Juventus ha segnato 17 gol con i nuovi acquisti, coppe comprese, lo Spezia e il Genoa 11, il Verona 10. Il Benevento di Pippo Inzaghi, che si trova solo 3 punti sotto la Lazio del fratello Simone, ha avuto 4 gol da Caprari e 3 da Lapadula che in due sono stati valutati (compreso il teorico riscatto di Caprari) 13 milioni. Meno di quel Muriqi ancora tristemente a secco.

Il Corriere della Sera

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ALTRE

Vaccino in Italia: martedì 29 dicembre in arrivo altre 450000 dosi

Arriva entro domani in Italia il secondo carico delle 450mila dosi del vaccino Pfizer in partenza in queste ore dal Belgio. A quanto si apprende non si esclude che, anche a seconda delle difficoltà di raggiungimento dei vari territori e delle attuali condizioni meterologiche, in alcune regioni le dosi possano arrivare anche dopodomani. La Pfizer, che consegnerà con i propri mezzi i vaccini in 300 punti sparsi sul territorio avrebbe garantito, secondo quanto si apprende, che per l'Italia non c'è alcun ritardo e il piano di consegna andrà avanti come previstoPrefetti e Comitati provinciali per l'ordine pubblico entreranno a breve in campo per la copertura dei servizi di sorveglianza e di scorta dei vaccini nei vari territori – da parte delle forze dell'ordine – per la fase di distribuzione delle dosi una volta uscite dagli hub militari. E' quanto si apprende in merito ai servizi di sicurezza per la consegna e la conservazione delle dosi nei 300 presidi sanitari. I Prefetti saranno dunque coivolti per la modulazione dei servizi nelle sedi dei vari Comitati provinciali. L'arrivo delle 350 mila dosi di vaccini, atteso per oggi, è slittato in Spagna e la consegna avverrà domani. Intanto il ministro della Salute tedesco, Jens Spahn, ha spiegato che in Germania aumenteranno i centri di produzione del vaccino Biontech-Pfizer. "Stiamo lavorando insieme alla Biontech-Pfizer, affinché ci possano essere degli ulteriori centri di produzione del vaccino a Marburgo e in Assia", ha affermato alla ZDF. Biontech ha acquisito il centro di produzione di Marburgo della Novartis. E stando all'impresa tedesca serviranno adesso solo piccoli adeguamenti, per partire con la produzione del vaccino anticovid. "E' noto che la Germania abbia proceduto a un'ordinazione di 30 milioni di dosi, per via bilaterale, con la Biontech", ha detto la portavoce del ministero della Salute tedesco rispondendo ad una domanda nel corso della conferenza stampa di governo a Berlino.

ansa.it