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FORMELLO

FORMELLO – Correa quasi pronto, Fares più indietro. Conferma Lulic, il ritorno in lista è ad un passo

Allenamento mattutino per la Prima Squadra della Capitale che, quest’oggi, si è ritrovata presso il Centro Sportivo di Formello a partire dalle ore 11:00.

Dopo aver concluso un riscaldamento atletico, la formazione biancoceleste ha svolto delle esercitazioni sul possesso palla. La seduta si è conclusa con una partitella a campo ridotto.

Nella giornata di domani è previsto un allenamento pomeridiano.

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FORMELLO

La settimana del derby: previsto pranzo di squadra a 48 ore dalla gara

Tra le note positive della vittoria di ieri per 2-0 contro il Parma va messo anche il gruppo. Si sono rivisti sprazzi di quella squadra capace di chiudere le partite e poi gestire le forze. In settimana Reina e i senatori hanno dato appuntamento a tutti a Formello. La giornata dovrebbe essere quella di mercoledì. Visto che le norme anti-covid e il coprifuoco impediscono le cene si è deciso di fare un pranzo di squadra. La giusta occasione per cementare ancora di più il gruppo e pompare il morale al massimo in vista del derby. Magari anche far ritrovare il sorriso a qualcuno come Strakosha finito dietro Reina nelle gerarchie e ora anche stirato.

Ilmessaggero.it

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CURIOSITA'

E’ Caicedo-mania, in Ecuador lo esaltano: “Un mito!”

Felipe Caicedo segna a più non posso e la Lazio riprende a volare. I suoi gol sono messaggi rivolti al presidente Claudio Lotito: venderlo in questo momento, con questa forma strepitosa, sembrerebbe proprio un suicidio. Reclamava spazio, Felipao. E Inzaghi, con Correa fuori, lo ha accontentato. Sei marcature in campionato fin qui (7 contando la Champions), può battere il suo record stagionale di 9 reti dello scorso anno.

Celebrato come un mito

Le gesta di Caicedo arrivano anche in Ecuador. Il paese guarda con attenzione le sue prestazioni, il popolo spera sempre in un ripensamento per tornare in nazionale. Ipotesi accantonata già da tempo. Il Panterone pensa solo alla Lazio. “Un mito”, commentano i suo connazionali. Che a fine 2020, tramite il sondaggio lanciato dal giornale Diario El Comercio, lo hanno votato come secondo “miglior legionario”, ovvero il calciatore preferito ecuadoriano che gioca all’estero. L’attaccante battuto solo da Angel Mena, goleador del León, in Messico. Ora il derby, in cui Caicedo vuole essere di nuovo protagonista. La stracittadina amplifica ogni grande prestazione. L'Ecuador attende notizie. corrieredellosport.it

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STATISTICHE

Caicedo nei primi 50 bomber della Storia. Ramos re della difesa

Felipe Caceido con una percentuale del 32% è il terzo calciatore della S.S.Lazio  per numero di gol segnati "con l'altro piede", nel suo caso il destro, in campionato dal 1988 ad oggi con la maglia della Lazio (giocatori con almeno 25 reti). Davanti a lui, segnala laziopage.com, solo Pavel Nedved (33.3%) e Alen Boksic (32.3%). Ancora l'ecuadoreno con la rete segnatra ieri al Parma entra nella top 50 dei migliori marcatori nella storia, agganciando a quota 31 Keita, Fiore, Floccari e Pastore. Al Tardini, sempre in attacco, si ferma una striscia positiva per i capitolini: la Lazio non è riuscita a segnare nel primo tempo  dopo un filone di sei gare nelle quali aveva trovato la rete prima dell'intervallo; quella laziale resta la seconda migliore striscia europea dopo quella del Bayer Leverkusen (7). Passando ai singoli, lazzari contro i crociatio effettua 8 cross e produce lo scatto più veloce a 32,96 km/h; Milinkovic è il maratoneta con 12,55 km e quello con più tocchi, 107; bene anche Ramos, re degli anticipi (4) e dei tackle (7). In attacco Caicedo tira settev volte, numero dei passaggi chiave di Luis Alberto.  

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APPROFONDIMENTI

Finalmente porta inviolata: Reina si prepara al primo derby

Fa quasi più notizia della vittoria, la Lazio che contro il Parma tiene la porta inviolata. Perché in quest'inizio di stagione la tenuta difensiva della squadra di Inzaghi ha lasciato più volte a desiderare, tanto da incassare 25 gol in 17 partite di campionato: 32 se si considerano anche le 6 sfide di Champions. Per una media complessiva di una rete presa ogni 64,5 minuti. Sono cambiati più volte gli interpreti, anche i portieri con Reina titolare 16 volte contro le 7 presenze di Strakosha, ma i biancocelesti non sono mai riusciti a trovare la quadra e la solidità necessaria. E la vittoria di ieri per 2-0 al Tardini suona quasi come una nota stonata, perché solo altre 3 volte in questa stagione la Lazio aveva mantenuto i propri pali imbattuti (2-0 contro Cagliari, Crotone e Napoli). 
La fase difensiva riguarda tutta la squadra, Inzaghi lo ha sempre ribadito: "Stiamo subendo di più rispetto all’anno scorso, ma gli uomini sono pressoché gli stessi: non è una questione solo dei difensori, ma tutto il gruppo". Però ieri vanno riconosciuti anche i meriti a Reina, autore sullo 0-0 di una super parata su un colpo di testa quasi a botta sicura di Cornelius. Ora si entra nella settimana del derby, che quasi certamente lo spagnolo giocherà contro il suo collega e connazionale Pau Lopez. Perché Strakosha non dovrebbe recuperare dall'infortunio muscolare (trauma distrattivo a carico del retto femorale della coscia destra) che gli ha impedito di partecipare alla trasferta di Parma. Oltre all'infortunio, va detto che Strakosha non ha ben digerito il cambio delle gerarchie deciso dal tecnico. Nonostante al momento il titolare sia Reina, a Formello puntano molto sul classe '95. Ma il suo futuro, che sembrava scontato, adesso è in bilico: ha il contratto in scadenza nel 2022 e se dovesse continuare a fare panchina, il rinnovo potrebbe diventare un problema. Tuttomercatoweb.com

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CALCIOMERCATO

Tare al lavoro per chiudere l’acquisto di Kamenovic per giugno: ancora una differenza da limare col Cukaricki

Il mercato di oggi e di domani, sempre che non s’intreccino a sorpresa. Il diesse Tare lavora per chiudere l’acquisto di Dimitrije Kamenovic, 20 anni, mancino del Cukaricki, stesso club in cui ha iniziato a giocare Kolarov, ex biancoceleste, ex City e Roma, oggi all’Inter. Kamenovic è un esterno serbo alto 1 metro e 88, gioca da esterno a tutta fascia (nel 3-5-2) e da terzino nella difesa a 4. Chi lo conosce assicura che è adattabile da centrale difensivo, sempre a sinistra. Tare lo starebbe valutando per il doppio ruolo. Il nome di Kamenovic era rimbalzato nei giorni scorsi, si sta lavorando per blindare l’operazione in vista dell’estate (salvo colpi di scena immediati). E’ gestito da Mateja Kezman, è il manager di Milinkovic e Marusic. Ha vari corteggiatori in Europa ecco perché il Cukaricki sta cercando di monetizzare il più possibile. In Serbia scrivono che il club serbo chiede circa 3 milioni, non ci sono certezze sulle cifre. La Lazio avrebbe offerto poco più di 2 milioni. 
 Se le strategie saranno confermate nella settimana derby, la società biancoceleste conta di ritesserare Lulic al posto di Djavan Anderson (entrato ieri nel finale), già nei prossimi giorni può prendere il suo posto in lista. «Con Lulic e Fares siamo coperti a sinistra», aveva detto il diesse Tare prima di Lazio-Fiorentina. Kamenovic è extracomunitario, volendo la Lazio ha un posto libero da occupare subito. E’ under 22, può essere utilizzato in campionato senza dover depennare altri giocatori. Inzaghi spera che Lulic garantisca affidabilità, sulla fascia sinistra è rimasto scoperto (ha dovuto adattare Marusic). Simone ha comunque bisogno di un centrale difensivo in più. Acerbi ieri ha lamentato fastidi agli adduttori in partita, è reduce da uno stiramento, per fortuna ha resistito in campo. Luiz Felipe è sofferente, la caviglia infortunata a settembre lo tormenta, probabilmente si fermerà dopo il derby, sta stringendo i denti. Patric e Hoedt inciampano spesso, Armini è confinato in panchina. La Lazio entro l’1 febbraio proverà a regalare un centrale difensivo al tecnico, sempre un under 22. L’arrivo, condizione imprescindibile, dipende anche dall’uscita di Vavro. Per chiudere un’operazione in entrata serve una cessione, i due affari devono essere siglati con la stessa formula per rispettare i vincoli dettati dall’indice di liquidità Figc. Vavro, se uscirà, lo farà presumibilmente in prestito gratuito con diritto di riscatto. Il nuovo arrivo dovrà sbarcare a Formello alla stessa maniera. Per lo slovacco al momento non ci sono offerte, è saltato il trasferimento al Genoa il che non aiuta a trovare nuove sistemazioni.  
 
Gli scenari. Per oggi o domani, Kamenovic resta una pista da seguire. In settimana sono previsti nuovi contatti con il Cukaricki e il manager del giocatore. Sembra che la Lazio si sia lanciata sul jolly serbo in estate e da allora non ha mai smesso di trattare. Kamenovic, in caso di chiusura dell’affare, resterebbe in Serbia fino al termine della stagione. Se arriverà a luglio, sarà l’innesto che dovrà garantire un’alternativa a Fares e un aiuto in difesa. L’obiettivo del club è rintracciare un giovane talento per rilanciare investimenti redditizi tecnicamente ed economicamente, per iniziare ad abbassare l’età media, risalita nelle ultime stagioni. Kamenovic quest’anno ha giocato diciassette partite da titolare nella Superliga serba, è arrivato nel Cukaricki nel 2015, era in orbita Stella Rossa e Partizan. Sogna in grande. 
D.R. – Il Corriere dello Sport

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FORMELLO

FORMELLO – Lazio in campo lunedì mattina. Correa accelera per il derby

Lazio in campo lunedì mattina a poche ore dalla vincente trasferta al Tardini di Parma. La prima sessione settimanale aiuterà a capire le condizione di Correa, l'argentino spinge per essere presente alla stracittadina in progranmma venerdì sera all'Olimpico. Contro la Roma out certamente Fares e Strakosha, il portiere ha riportato una distrazione contro la Fiorentina, sarà monitorato ma lo stop dovrebbe essere di almeno tre settimane. Infine, i prossimi 10 giorni serviranno a decidere se e quando Lulic potrà essere reinserito nella rosa di serie A, lista nella quale eventualmente a fargli posto sarebbe Djavan Anderson.  

GLP – laziofamily.it

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Nuovo DPCM anti-CoVid: bar senza asporto dalle 18. No spostamenti tra Regioni anche in zona gialla

Il governo prepara il primo provvedimento del 2021 con nuove limitazioni e una stretta in particolare sulla movida, arrivata dopo gli ultimi episodi di assembramenti e feste illegali, vietando l'asporto dai bar a partire dalle 18 ed estendendo il divieto di spostamento tra regioni anche nelle zone gialle, così come avvenuto dalle feste di Natale ad oggi. Ma sul tavolo c'è anche la possibilità di istituire una zona bianca, seppur difficile da raggiungere (servirebbe un Rt sotto 0.5), in cui poter riaprire tutto senza limitazioni e la possibilità di riaprire i musei, ma soltanto nelle Regioni gialle. Sono le ipotesi trapelate al termine della riunione del premier Giuseppe Conte con i capi delegazione e che saranno presentate alle Regioni nel vertice con il ministro Francesco Boccia. E' stato confermato il coprifuoco alle 22 e si inizia ad inserire la zona bianca. Sulle soglie dei parametri che decreteranno i colori delle zone e sulla durata del nuovo Dpcm che sarà in vigore dal prossimo 16 gennaio – si apprende al termine della riunione – si deciderà dopo il vertice con le regioni e le comunicazioni al Parlamento del ministro della Salute, Roberto Speranza, il prossimo 13 gennaio. Potrebbe essere prolungato il divieto di spostamenti anche tra Regioni "gialle", è un'altra ipotesi, sulla quale, viene spiegato, ci si confronterà con le Regioni, nell'incontro già programmato. Viene invece smentita, da fonti di governo, l'ipotesi di una stretta nei weekend che renderebbe tutte le regioni "arancioni". Allo studio del governo, per il prossimo Dpcm, anche  varare una stretta anti-movida, vietando l'asporto dalle 18 esclusivamente per i bar. Saranno quindi consentite solo le consegne a domicilio. La proposta dovrà comunque essere sottoposta alle regioni. Si va verso un rinvio dell'apertura dell'impianti sciistici. In ogni caso si attende il parere dei tecnici sulle nuove proposte che devono arrivare dalle Regioni dopo che erano state invitate ad aggiornare il protocollo. I musei potrebbero riaprire, ma soltanto nelle Regioni gialle. E' un'altra delle ipotesi di cui si è parlato nel vertice di governo in vista del nuovo Dpcm con le misure anti-Covid. "E' una proposta che il ministro Franceschini ha fatto e che e' alla nostra attenzione. La valuteremo ancora nelle prossime ore – ha spiegato Roberto Speranza. Dobbiamo valutare se non sia il caso di dare qualche primissimo segnale, ma ne discuteremo nelle prossime ore".   C'è anche l'idea di prorogare lo stato d'emergenza per il Covid fino al 30 aprile. Una decisione però, spiegano fonti di governo, non è stata ancora presa. Il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia ha convocato, dunque, per la mattinata una riunione con Regioni, Anci e Upi. All'incontro parteciperà in video conferenza anche il ministro della Salute Roberto Speranza. "C'è una fase di recrudescenza del virus in tutti i paesi Ue ma nei giorni precedenti al Natale c'è stata una fase di rilassamento anche se durante le feste abbiamo assunto misure robuste", ha detto in serata il ministro della Salute, Roberto Speranza, a Che tempo che fa su Rai3 in relazione all'andamento ancora alto dei contagi. "Le misure restrittive funzionano e con molta probabilità resterà il divieto di spostamento tra regioni. Con l'ultima ordinanza abbiamo gia' stretto i parametri e domani incontreremo le regioni e mercoledi sarò in Parlamento e tra giovedi e venerdi ci prepariamo a ulteriore dpcm: saranno confermate le norme vigenti con nuove restrizioni. C'è inoltre la variante inglese e quindi mantenere alta l'asticella di attenzione è fondamentale".  "L'auspicio è che l'approvazione di Ema per il vaccino anti-Covid di Oxford/AstraZeneca/Irbm possa arrivare entro la fine di gennaio e gli inizi di febbraio", ha detto ancora Speranza. "Siamo primi in Ue per numero di vaccinati ma urge l'approvazione di più vaccini da parte di Ema", ha aggiunto.
ansa.it

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RASSEGNA STAMPA

Fares e Correa convocati per il derby. Strakosha out, ma il portiere sbuffa…

Luis Alberto e Caicedo firmano il regalo per i 121 anni. La Lazio festeggia il compleanno a Parma con la seconda vittoria consecutiva: in campionato era successo soltanto a inizio novembre, con Bologna e Torino. C'era bisogno di trovare continuità dopo il successo con la Fiorentina, per rimanere nella corsa Champions e trovare entusiasmo in ottica derby. « Queste due vittorie ci danno autostima e fiducia – dice Simone Inzaghi – in vista della sfida di venerdì sera con la Roma: sappiamo cosa rappresenta per i tifosi e per noi. Cercheremo di prepararla nel migliore dei modi, può essere la svolta del nostro campionato » . Secondo centro consecutivo per Caicedo, arrivato a 7 gol in stagione. In Serie A è a quota 6 su 7 presenze da titolare e viaggia a una media di una rete ogni 110 minuti. Inzaghi se lo tiene ben stretto: « È sempre stato fondamentale, siamo felici di averlo. Vogliamo che rimanga con noi. Il mercato? Abbiamo un ds bravissimo, io spero solo di poter giocare al completo dopo dieci mesi: mi mancano Lulic, Fares e Correa». Saranno convocati per il derby, mentre rischia di non esserci Strakosha. Ieri il portiere non era a Parma: " Trauma distrattivo alla coscia destra", ha assicurato la società attraverso un comunicato. Ma è anche vero che l'albanese è scontento perché gli è stato preferito di nuovo Reina. E avrebbe bloccato le trattative per il rinnovo del contratto in scadenza nel 2022. In ogni caso, lo spagnolo ha dato ragione alla scelta di Inzaghi con una prestazione super ( sullo 0- 0 gran parata su Cornelius) e ha mantenuto la porta inviolata (per la Lazio è la quarta volta quest' anno). La tenuta difensiva è una delle note più positive della trasferta del Tardini, così come la condizione fisica e mentale della squadra nel secondo tempo. Era solita iniziare bene per poi calare nella ripresa: invece i biancocelesti ieri hanno segnato i due gol decisivi dopo l'intervallo rimanendo concentrati fino alla fine. Contro il Parma sono arrivate risposte confortanti anche dai due big di centrocampo: Luis Alberto ha aperto le marcature con un destro chirurgico, su cross di un ottimo Lazzari al secondo assist di fila, mentre il Milinkovic ha propiziato il 2- 0 di Caicedo con un tocco di classe, sotto la palla, a beffare il portiere Sepe. Oltre all'assist ( il 7° stagionale), il serbo ha avviato l'azione dell'1-0. «Sono il Sergente e amo vincere. Questo è quello che la mia Lazio deve fare», ha scritto sui social, riscaldando il clima per il derby: «Abbiamo 4-5 giorni per prepararlo al meglio, questa vittoria ci motiva ancora di più». Contro i giallorossi, terzi con 6 punti in più, servirà ritrovare il miglior Leiva, che ieri ha collezionato la 100esima apparizione in A. Domenica speciale anche per Radu: il difensore romeno ha raggiunto a quota 394 presenze Pino Wilson al secondo posto nella classifica all-time della storia laziale: al primo c'è Favalli a 401. k Implacabile Felipe Caicedo (32 anni) ha firmato la rete del 2-0 a Parma, quella che ha chiuso il match.. L'attaccante ecuadoriano è a quota 7 gol in stagione, di cui 6 in campionato (con 7 gare da titolare). Viaggia alla media di una rete ogni 110 minuti.

la Repubblica

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APPROFONDIMENTI

Le milanesi in gara per il titolo ma quanto corre l’Atalanta senza coppe

Il confronto diretto d'alta classifica tra la Roma e l'Inter ha partorito una partita di calcio basic: a seconda del punteggio, che si è mosso in altalena, chi vinceva si difendeva e chi perdeva attaccava. Senza sfumature tattiche, tutti indietro e tutti avanti a turno. La Roma è andata in vantaggio piuttosto casualmente dopo un quarto d'ora, e da lì in poi ha arretrato il suo raggio d'azione in modo inizialmente progressivo ma ben presto brutale. Ha resistito al martellamento dell'Inter fino al riposo, come il pugile via via infiacchito dal lavoro al corpo viene salvato dal gong, ma si trattava soltanto di una sentenza rinviata: dentro alla ripresa la Roma è andata giù come il boxeur ormai prosciugato, incapace di saltare con Skriniar o di parare l'irresistibile freschezza della corsa di Hakimi. Appena il tabellone ha ufficializzato il ribaltamento della situazione, però, l'asse del match si è a sua volta rovesciato trasformando la porta di Pau Lopez nel vertice di una scalata e quella di Handanovic nel traguardo di una discesa libera. In verità l'Inter è riuscita a inerpicarsi una volta fino alla chance del 3-1, ma lì Vidal ha rovinato la sua prova – finalmente positiva – ciccando una girata in stile "Mai dire gol": un'isola nella corrente giallorossa, però, e il pareggio di Mancini è stata la logica conseguenza di un massacro finale nel quale la Roma pareva l'Inter di prima, e viceversa. Certo, entrambi i tecnici non hanno fatto del loro meglio alla voce cambi, Fonseca perché come spesso gli succede ha tardato a ordinarli e Conte perché nelle sue scelte c'è sempre un eco polemico nei confronti di una società che per portarlo ad Appiano gli aveva evidentemente prospettato altre risorse. «Un club importante deve poter pescare dalla panchina» è un'indiscutibile verità, ma togliere Hakimi nel momento in cui stai soffrendo e avresti l'uomo in grado di far fruttare anche la pallonata in avanti per alleggerire, è un errore. L'Inter che doveva recuperare è stata un'ottima Inter: corta, potente e insieme elastica, capace di giocare al centro sulle punte e devastare la fascia destra col portentoso Hakimi, abile nel creare continue superiorità numeriche (vedi il gol del 2-1) – anche contro una difesa schierata. Ma pure la Roma finita sott' acqua è piaciuta per l'abilità della linea che aveva in Villar il vertice arretrato, in Pellegrini la stazione di passaggio, in Mkhitaryan il terminale (in carenza di Dzeko) e, nel finale all'arma bianca, un buon guastatore in Cristante. È ovvio che il punteggio condizioni la psicologia delle squadre, ma il loro livello è dato anche dalla capacità di governarla. Ieri Roma e Inter per certi versi non si sono affrontate. Hanno corso a cronometro, prima una e poi l'altra, anziché battersi. Così facendo, hanno rallentato la loro ascesa in classifica e non hanno risolto i dubbi. Sono forti, però. Hanno dei limiti, però. Il pareggio dell'Olimpico è servito al Milan per consolidare nuovamente il suo vantaggio. Visto il rendimento molto superiore alle attese (ha fatto praticamente il doppio dei punti dell'anno scorso: 40-21), ogni gara dei rossoneri è considerata un esame, siamo da tempo in terra sconosciuta. Sabato Pioli doveva ripartire dopo la prima sconfitta, e l'ha fatto con autorità. Ha proseguito sullo slancio di San Siro anche la Juve, ma il suo esame è stato più duro perché il Sassuolo ha alzato bandiera bianca solo nei minuti finali, e dopo aver provato a vincere pur essendo in dieci. Lo potete considerare coraggio o incoscienza, di certo Pirlo ha dovuto sfoderare nuovamente tutta l'argenteria per individuare in Kulusevski e Ramsey i passepartout giusti per chiuderla. Contagiati e infortunati – si è aggiunto Dybala – crescono in casa Juve, il che aumenta il valore della vittoria in quello che era l'altro scontro diretto dell'alta classifica: rilievo importante perché anche in questo turno le nove squadre del treno di testa hanno perso punti soltanto giocando fra loro. Nel gennaio dei big-match ci si sposta ora a Inter-Juve di domenica, ma occhio che al turno successivo – ultimo d'andata – in cartellone c'è Milan-Atalanta. E se il Milan sta passando tutti gli esami, da quando si sono interrotte le coppe l'Atalanta è la squadra che va più forte. Ehm, molto più forte.
Paolo Condò