Dal 15 maggio del 2019, quando la Lazio vinse la Coppa Italia proprio battendo l’Atalanta in finale, Gasperini è diventato un incubo vero, come se il tecnico nerazzurro avesse trovato un antidoto anti-Inzaghi, anche restando a lungo in dieci contro undici come ieri sera. Un pareggio in campionato all’Olimpico partendo da 0-3, poi un 2-3 a Bergamo, un 1-4 ancora a Roma e, infine, il 2-3 di nuovo in Coppa Italia nonostante il vantaggio dell’uomo in più: è questa la serie nera più recente della Lazio. E se allarghiamo il raggio dei confronti diretti, i dati peggiorano ancora: nelle ultime nove sfide, 5 successi dell’Atalanta, 3 pareggi e una sola vittoria di Simone, anche se pesantissima perché assegnava un trofeo. E tra quattro giorni, di nuovo Inzaghi di fronte a Gasp, stavolta rivali nelle corsa verso la Champions: riuscirà il tecnico biancoceleste a trovare una soluzione per arginare i bergamaschi, capaci in 10 di segnare il gol della vittoria e di conquistare il rigore del possibile 4-2, parato da Reina a Zapata?
Un incubo vero Gasperini, che, paradossalmente, non è mai rimasto con l’uomo in meno perché uno dei centrali della Lazio, Hoedt, è stato un pericolo costante per la difesa biancoceleste: colpevole su due gol nerazzurri e autore di un goffo fallo da rigore su Zapata quando la partita era in perfetto equilibrio, l’olandese è stato l’altro “nemico” di Inzaghi, che mai come ora chiederà aiuto all’ex milanista Musacchio, forse da domenica a Bergamo. Come già era accaduto in questi primi sei mesi della sua seconda avventura alla Lazio, Hoedt si è rivelato assolutamente inadeguato per una squadra così offensiva come quella di Simone. Già liquidato nell’estate del 2017 (cessione al Southampton per 15 milioni, un super affare), è stato ripreso a costo zero ad agosto, unico rinforzo (si fa per dire) di una difesa che dopo il lockdown aveva avuto un rendimento molto negativo. La società, commettendo un errore gravissimo, si è dedicata più all’estensione del reparto offensivo con gli acquisti di Muriqi (splendido, ieri, il suo primo gol italiano) e di Pereira piuttosto che a rinforzare il reparto arretrato, penalizzato già dal giugno scorso dalle assenze di Luiz Felipe. Adesso la Lazio è corsa ai ripari prendendo un giocatore molto esperto come Musacchio, lontano dalle scene da quasi un anno e probabilmente non ancora pronto: meglio che niente, perché era impensabile andare avanti per due o tre mesi con Hoedt e Patric, anelli deboli della squadra biancoceleste.
Un vero peccato per Inzaghi, che sperava di arrivare in fondo a questa Coppa per giocarsela di nuovo in finale. A un passo dalla firma del nuovo contratto, gli resta l’obiettivo Champions, cioè un posto fra le prime quattro, con la speranza che poi qualcuno si dedichi alla ricostruzione di un reparto a cui non basta più Acerbi, il miglior difensore italiano, autore ieri di un assist e di uno splendido gol, oltre che dell’unica occasione per il 3-3.
Il Corriere dello Sport – Alberto Dalla Palma