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RASSEGNA STAMPA

La Lazio non si ferma più: i segreti di una rimonta ancora tutta da scrivere

Dopo il ko con il Milan, il 23 dicembre, la Lazio era ottava a 6 punti dalla Roma terza e a 5 dal quarto posto. Non sono passati neanche 50 giorni e i biancocelesti hanno agganciato i giallorossi in zona Champions: il tutto grazie a 7 risultati utili consecutivi – nessuno ha realizzato più punti nel 2021, ben 19 – e 6 vittorie di fila, la quarta miglior striscia in Europa dopo City (10), Atletico Madrid (8) e Monaco ( 7). Una rimonta formidabile per la squadra di Simone Inzaghi, che domenica affronterà l'Inter al Meazza: la sfida-verità per capire se anche la Lazio può inserirsi nella corsa scudetto. Le mosse decisive sono legate a cinque nomi: Reina, Acerbi, Leiva, Milinkovic e Immobile. In pratica l'asse centrale della squadra, anche se il contributo degli altri, dai " quinti" Marusic e Lazzari al rigenerato Radu, da Luis Alberto alle seconde linee, è stato comunque fondamentale. Ma quei 5 hanno fatto la differenza: la costruzione del basso resa possibile dalla tecnica con i piedi di Reina, il rendimento di Acerbi ( anche in fase offensiva, ha partecipato a 5 reti), il ritorno ad alti livelli di Leiva, i colpi e gli assist ( 6) del " tuttocampista" Milinkovic e i gol di Immobile, fenomeno di continuità, hanno permesso alla Lazio di recuperare terreno sulle prime. Come col Sassuolo, anche con il Cagliari è stato Ciro l'Implacabile a firmare il gol da tre punti: 19 le sue reti in 24 partite stagionali, media di un centro ogni 99 minuti. Più 4 assist. In generale, sono 144 reti con la Lazio in 202 gare (un gol ogni 114') e 38 assist. Ancora: in campionato è a 14, due meno di Ronaldo, ma Ciro è andato a segno in 14 diverse partite. In Europa solo Lewandowski ha fatto meglio ( 15). E il 23 febbraio i due si sfideranno in Lazio- Bayern: spettacolo assicurato. 

la Repubblica

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APPROFONDIMENTI

Radu e Marusic spediti al rinnovo. Lulic saluta a giugno 2021?

ROMA Ancora un anno. Forse dovuto. La Lazio vuole fare il contratto a Stefan Radu. Un primo approccio c'è stato e da parte del presidente Lotito in persona un paio di settimane fa. Il romeno, oltre a inanellare record di presenze nella storia biancoceleste, sta disputando l'ennesima stagione da incorniciare. In difesa è uno di quelli con il rendimento migliore. E il premio, che tanto desidera il giocatore, è il rinnovo di contratto. Non sarà come l'ultimo, che fu di cinque anni, bensì di una stagione, giugno 2022, forse con la possibilità di avere anche un'opzione per un'altra stagione ancora, ovvero fino al 2023. L'ingaggio sarà intorno al 1,2 milioni di euro più premi a presenza, un po' meno di quello che prende attualmente. Si riflette su Parolo e Lulic, anche se non si va così spediti, ma il bosniaco potrebbe salutare ugualmente a giugno e chiudere in Svizzera. Imminenti gli annunci di Marusic fino al 2026 (sarebbe il primo della rosa ad arrivare così lontano al momento), con un notevole ritocco all'ingaggio, visto che ora, tra i titolari, è l'unico sotto al milione, 900.000 euro. Il montenegrino raddoppierà il suo stipendio. Si sta lavorando anche per un ritocco sul contratto di Akpa-Apro, un altro di quelli che è messo in grande evidenza e ha sorpreso tutti, ma che prende circa 500.000 euro.  

D.M. – Il Messaggero

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CALCIOMERCATO

Strakosha esce allo scoperto: “Pronto per nuove sfide, mentirei se non dicessi di essere interessato al Dortmund”

Thomas Strakosha, portiere della Lazio che ha perso il posto con l'arrivo di Reina, ha parlato a Sky Sports in Germania aprendo a un possibile addio in estate: "Sono aperto a nuove sfide. Roma è come una seconda casa per me ma la Bundesliga è un campionato molto interessante. Potrebbe essere un ottimo passo per la mia carriera. Il Borussia Dortmund? E' un grande club con grandi ambizioni. Chiaramente è una società interessante che ha anche uno stadio incredibile. Mentirei se dicessi di non essere interessato". tuttomercatoweb.com

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QDL’ – Barchiesi (Radio Rai): “A Milano con la testa libera per giocarsela, ma per ora parliamo solo di Champions” (AUDIO)

MASSIMO BARCHIESI (Radio Rai) in collegamento a 'QDL': "Con il Cagliari è stata la vittoria della pazienza. Di Francesco aveva preparato bene un trappolone. Il tecnico del cagliari per una volta ha abbandonato il suo credo calcistico, schierando un muro davanti alla difesa per cercare di lmitare i danni. La Lazio è stata brava ad attaccare con intelligenza e pazienza, sfruttando una delle sue chiavi vincenti, ossia la palla alta di Acerbi per uno specialista del terzo tempo come Milinkovic. Sono i giocatori perfetti per questa variante che è sempre più utilizzata da Inzaghi. Ieri molto bene anche Leiva, il brasiliano sta tornando quello di una volta. Mi è molto piaciuto lo spirito di squadra, a volte l'aspetto estetico va messo da parte. Ora la squadra di Inzaghi ha ritrovato grande fiducia nei propri mezzi. Le vittorie con Roma ed Atalanta fanno capire che può giocarsela con tutti, a San Siro la Lazio deve giocare libera di testa sapendo che può vincere questa partita. Ad oggi ho un grandissimo rimpianto riguardante lo scorso anno. La speranza è che la dinamica possa ribaltarsi, ma per ora mi soffermerei sul quarto posto". 

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QDL’ – Casinelli (RCtV): “Leiva mostruoso, Milinkovic uomo squadra” (AUDIO)

FABRIZIO CASINELLI (Radio Corriere Tv) in collegamento a 'QDL': "La gara con il Cagliari è stata complicata, strana, difficile da capire nel primo tempo la prestazione della Lazio. Meglio nella ripresa, con cinismo ed attenzione ha portato a casa il risultato. La suadra era molto concentrata ed il risultato ci sta tutto. C'è stata una parata di Cragno straordinaria su Immobile, attenzione in difesa ed un Leiva come ai vecchi tempi. Era una gara trappola, la temevo ma è andata bene. Leiva ha giocato una gara mostruosa, Milinkovic ha preso la squadra in mano ed Immobile come sempre è stato decisivo. Bello lo scontro tra Radu e Naingollan, il romeno lo seguiva a uomo. Va dato ancora tempo a Musacchio, ma già sta dimostrando di starci bene in questa squadra. Inter-Lazio? Se dovessi giocare una schedina metterei una tripla. L'Inter è una signora squadra, vedremo come uscirà dallo scontro con la Juventus domani sera. Potremmo trovare una squadra stanca, ma anche motivata. La Lazio può andare a giocarsela a viso aperto, può tenere testa all'Inter con la sua fisicità". 

 

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CALCIOMERCATO

Sirene tedesche per Tare: ci pensa il Lipsia

Sirene dalla Germania per il direttore sportivo della Lazio, Igli Tare. Il dirigente biancocelesti è finito nel mirino della Red Bull per il progetto Lipsia. Tare è un profilo molto apprezzato dal management del club tedesco, forse il più gradito. Il lavoro svolto in Italia con la Lazio non è passato inosservato. Il nome del dirigente albanese è cerchiato in rosso in casa Lipsia, ancora nessun contatto ma è uno scenario che potrebbe concretizzarsi nei prossimi mesi. La società tedesca infatti cerca una figura di spessore in vista della prossima stagione. E Igli Tare può diventare più di un’idea…tuttomercatoweb.com

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DICHIARAZIONI

Gascoigne shock: “Quando è morto mio padre l’ho preso a pugni”

"Quando è morto mio padre, l'ho preso a pugni". La clamorosa rivelazione arriva dalla viva voce di Paul Gascoigne, che ha ammesso di non aver affrontato con lucidità la morte del padre avvenuta nel 2018. L'ex bad boy, che ha vestito la maglia della Lazio dal 1992 al 1995, si sarebbe così preso una sorta di vendetta per i passati "peccati" commessi dal padre, che lui non aveva mai perdonato. Tra questi, Gazza aveva incolpato il padre per averlo rinchiuso in un istituto mentale nel 2010.

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DICHIARAZIONI

Luis Alberto: “Lazio, carbonara e i litigi con Radu. Vi racconto…”

 Ospite speciale in casa Autogol. Con il famoso trio c’è Luis Alberto, il Mago della Lazio, che in una lunga intervista si è raccontato: “Sto benissimo, dopo l’operazione ho fatto un po’ di riposo. Non sono stanco mai. Oggi ci siamo allenati di mattina, martedì riposo. Dopo una partita c’è sempre lo “scarico”. Gioco alla PlayStation, a FIFA e qualcos’altro. Ho la mia carta FUT, mi scrive tanta gente. Immobile gioca, ma anche Escalante. Ma in live ci va sempre Ciro. Anche Lazzari è bravo, ma occhio a Musacchio, nuovo acquisto forte a War Zone”.

La Serie A secondo Luis Alberto

Nella storia del calcio mi sono sempre ispirato a Valerón e Riquelme, due grandi numeri dieci. In Italia ho amato Del Piero, ma Pirlo era una cosa pazzesca. Sembrava non avesse nulla, invece aveva tutto. Come Xavi. Facevano quello che volevano. La Juve di Pirlo? Gli manca ancora qualcosa. Da qualche settimana funziona meglio. Tutti dicevano che fosse morta, ma chi capisce di calcio non lo ha mai sostenuto. È la squadra favorita per lo scudetto. Tra le big chi mi ha impressionato? L’Inter è forte, l’Atalanta la conosciamo. Quando abbiamo affrontato la Juve non era ancora al top. Non c’è una squadra che mi ha impressionato. Ibrahimovic? Parla lui dentro e fuori. Ho giocato con tanti giocatori forti, ma Luis Suarez il vero top per me. Messi il calciatore avversario più forte. Duello con Ronaldo? Ho sempre detto Lionel, mi piace di più il suo calcio. Sono i due più grandi della storia. Hanno fatto immense cose in 15-16 anni, non c’è stato nessun altro come loro. La mia famiglia era del Real Madrid, credo sia stata la prima maglia indossata”.

Luis Alberto e il fantacalcio

“Conosco il gioco, anche in Spagna esiste, cambia solo il nome. Ma qui in Italia sono malati. A volte alcuni preferiscono vincere al fantacalcio che vedere la propria squadra trionfare. Vi giuro, sul mio Twitch chi scrive fantacalcio viene buttato fuori. Su Instagram lo stesso, eliminato (ride, ndr). Non so se qualche calciatore faccia il fantacalcio. Reina però, gioca in Spagna. A Liverpool ho affittato la sua casa, era appena andato via. Anche in nazionale abbiamo legato. Barella? Già al Cagliari era uno dei più forti. Ora all’Inter è anche più difficile. Per l’Italia è un orgoglio e un valore in più”.

Spogliatoio Lazio: il racconto

“Cataldi è sempre nervoso e agitato, ma non in lato negativo. Fa di tutto, pure il comico (ride, ndr). Il più serio? Parliamo tanto, litighiamo tutti i giorni e mi piace questa cosa. Io litigo sempre con Radu. La musica peggiore la ascoltano Patric e Correa. Non capisco nemmeno il genere, roba strana. Io ascolto musica spagnola, quella del carnevale del mio paese. La voce di Inzaghi? Dopo il minuto 50’ non ce l’ha più e si affida ai suoi collaboratori. Ha un problema. Il padel? In Spagna hanno cominciato tanto tempo fa, in paese giocavo con gli amici. A Siviglia, in casa mia, ho un campo e gioco lì. A Roma ho giocato con Cataldi, Parolo, che tra l’altro è migliorato. Io sono il più forte. Assist o gol? Per me è uguale. Mi piace giocare e vincere, voglio divertirmi. Ma non è una cosa che ho in mente, voglio solo giocare e vincere. Ieri avevo la palla lì, ma l’ho lasciata a Ciro. Il piatto preferito? La carbonara. In Spagna l’uovo fresco e patate fritte. Ma l’uovo vero, di campagna. La mia top 11 del momento? Ter Stegen in porta. Arnold, Van Dijk, Ramos e Davies in difesa. Kimmich, de Bruyne, Neymar, Cristiano, Messi e Benzema”.

La formazione campionato di Luis Alberto

“In Serie A ecco la mia top 11 senza giocatori della Lazio. Handanovic in porta. Poi scelgo Calabria, de Vrij, Toloi, Theo Hernandez. A centrocampo Barella, Zielinski tra i più forti, e Ilicic. Poi Cristiano Ronaldo, Lukaku e Insigne. Lorenzo quando sta bene è fondamentale”. Finisce l’intervista con un quiz. La domanda sbagliata? Su Simone Inzaghi, che non segnò 4 gol in Champions contro il Dinamo Kiev, ma al Marsiglia. Il tecnico gliela perdonerà in cambio di gol e assist.

corrieredellosport.it

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CURIOSITA'

La frustrazione di Di Francesco furioso: ecco la frase urlata alla panchina della Lazio…

ROMA – Tensione finale durante il match tra Lazio e Cagliari. Il tecnico dei sardi, Eusebio Di Francesco, si è scatenato contro i raccattapalle dell’Olimpico, rei, secondo lui, di non agevolare la ripresa del gioco dei suoi calciatori. Ne è nato un piccolo battibecco a distanza con la panchina biancoceleste: “Se lui va lì e non gli dà il pallone, almeno stai zitto… fate i furbi”, si è ascoltato dall’audio ambientale. La partita era alle battute finali, il Cagliari, sotto 1-0, aveva tutta la voglia di fare presto nelle rimesse laterali e di giocarsi il pareggio. Lo stesso Di Francesco poi, in conferenza stampa, ha archiviato il fatto: “Non mi sono piaciuti alcuni atteggiamenti e alcune perdite di tempo. Ma sono cose di campo, c’è stato un po’ di nervosismo, ma è finito tutto".

corrieredellosport.it

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APPROFONDIMENTI

Boom 2021, la Lazio è davvero tornata: in Europa meglio solo City e Monaco

Per Inzaghi il Cagliari era "un esame per valutare la maturità della squadra". E la Lazio l'ha passato, il test, anche se non a pieni voti. Perché all'Olimpico contro Cagliari, fortemente arroccato in difesa con tutti gli effettivi sempre sotto la linea della palla, i biancocelesti non hanno brillato e hanno sofferto più del previsto. Ma alla fine, hanno ottenuto ciò più volevano: la vittoria, la sesta consecutiva in Serie A. E forse è quella che nell'economia del campionato pesa più di tutte, perché è arrivata nel turno in cui 'steccano' Atalanta, Napoli e Roma, raggiunta al 4° posto a 40 punti.
Dopo le difficoltà di inizio stagione, tra l'impegno in Champions e i vari casi di positività al Covid, ora la Lazio è tornata. Di dubbi ce ne sono pochi, sopratutto dopo l'1-0 non spumeggiante col Cagliari. Perché se è vero che la manovra ieri non è stata fluida e la qualità è venuta meno (su un campo dove il giorno prima aveva giocato il rugby e aveva assorbito una giornata di pioggia), è altrettanto da sottolineare la caparbietà, la determinazione e il cinismo della Banda Inzaghi, che rispetto al passato ha imparato a vincere anche quando non va a mille. Gli astri, sopra Formello, sembrano essersi di nuovo allineati. Dopo qualche tempesta, è tornato il sereno. Lotito ha pagato in anticipo gli stipendi per i prossimi due mesi alla squadra, che inevitabilmente ha apprezzato il gesto. Inoltre, è prossimo il rinnovo di Inzaghi, per chiudere una telenovela lunga ormai un anno e dare un forte segnale di continuità al progetto. Che sembrava sgretolarsi, a inizio stagione, invece adesso è più solido che mai. E la Lazio ha ripreso a volare, conquistato nel 2021 più punti di tutti in campionato (19): in Europa solo Manchester City (24) e Monaco (21) hanno fatto meglio. Tuttomercatoweb.com