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‘QDL’ – Moggi: “Lazio da Champions con il miglior centrocampo di Italia. 14 maggio 2000? Juve-Perugia andava rigiocata, sbagliai a permettere a Collina di aspettare 74′” (AUDIO)

LUCIANO MOGGI in collegamento a 'QDL': "Continuo a pensare che questo campionato possa vincerlo l'Inter. La squadra di Conte avrà la possibilità di preparare gli impegni senza il problema delle Coppe, ma probabilmente dovrà fare i conti con la Juventus. I bianconeri non sono partiti benissimo a causa del cambio del tecnico, ora sembra aver risolto i suo problemi. Tendenzialmente la Juve è considerata la migliore, ma quando pensi al centrocampo della Juve, trovi tre mediani, poi c'è Arthur che gioca lentamente, solo in orrizzontale. L'Inter ha speso molto, con Hakimi e la presenza di Lukaku non può che agire di contropiede. Se la Lazio non fosse discontinua potrebbe essere la favorita per il quarto posto. Ha il miglior centrocampo della serie A e ha Immobile che come tira segna. La squadra di Inzaghi lotterà per la Champions, meno la Roma che è bella da vedersi ma non tira mai in porta. C'è l'Atalanta che è forte, ha un grande giocatore come Ililic ma non vorrei che alla lunga rimpiangesse Gomez. Il 14 Maggio 2000? Un discorso particolare, meglio non riprenderlo. Quel campionato lì è stato figlio di una gara al Curi in cui c'è stato un diluvio. Quella partita andava rigiocata. Non discuto la vittoria della Lazio, era una buona squadra, ma come si è manifestata la cosa è da non parlarne. Ora rinviano le partite con le previsioni del tempo. Lo sbaglio l'ho fatto io, lasciando lì i giocatori per non passare per arrogante. Come dirigente dovevo ritirare la squadra dopo 45', mentre Collina aspettò 74' per riprendere la gara, una cosa assurda che abbiamo accettato. L'anno dopo fecero vincere la Roma, con il Dott. Pretucci che permise a Nakata di giocare contro la Juventus. Poi parlano dei favori che riceveva la Juventus". 

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La rinascita di Lukaku: il ct del Belgio: “Impressionante”

Infortuni e Covid sembrano alle spalle, Jordan Lukaku è rinato all’Anversa. Dopo un inizio difficile, l’esterno in prestito della Lazio sta trovando sempre più spazio. I guai fisici sono alle spalle, da fine dicembre ad oggi le ha giocate praticamente tutte. Sono 15 le presenze totali da quando è in Belgio, 11 solo in campionato (3 assist totali). Ha già superato il record stagionale dello scorso anno con l’aquila sul petto. Nella passata stagione furono 13 le apparizioni totali. Infortuni muscolari, i problemi alle ginocchia. Poi la buona preparazione estiva e l’addio in prestito con diritto di riscatto. Chissà, potrebbe anche essere confermato. È sotto contratto con la Lazio sino al 2022. In caso di un altro prestito servirebbe un rinnovo.

I complimenti a Lukaku del ct del Belgio
Jordan, fratello più piccolo del Lukaku dell’Inter, ha attirato le attenzioni anche del ct del Belgio, Roberto Martinez:  “Jordan ha giocato in modo impressionante nelle ultime settimane. Per la prima volta dal 2018 sta vivendo la stagione con continuità. Grazie all'Anversa può giocare per tutti i 90 minuti”. Magari per l’esterno si riaprono anche le porte della nazionale. Fin qui 8 presenze. Mai direi mai. Con la continuità ha dimostrato di essere un giocatore importante.

corrieredellosport.it

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Palestre e piscine: il CTS approva le proposte del Ministero sulle nuove regole

In attesa della formazione del nuovo governo (passaggio indispensabile per l'approvazione, ndr) prosegue la discussione sulle modalità con cui palestre, piscine e, più in genere, impianti sportivi potranno riaprire nelle prossime settimane. Il Comitato tecnico scientifico ha dato il via libera alle regole proposte dal ministero dello Sport e ha stabilito che i primi a ripartire saranno gli sport individuali, seguiti da quelli di squadra e, successivamente, da quelli di contatto. La data, al momento, resta quella della scadenza del decreto del presidente del Consiglio, firmato dall’ex premier Conte il 16 gennaio e valido fino al 5 marzo.

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CALCIOMERCATO

Marusic a un passo dal rinnovo fino al 2026: raddoppierà l’attuale ingaggio

Secondo quanto afferma Il Messaggero, è imminente l'annuncio del rinnovo di Marusic con la Lazio. Il giocatore firmerà fino al 2026 e otterrà un notevole aumento dell'ingaggio visto che tra i titolari era l'unico fermo sotto al milione di euro a stagione. Il montenegrino raddoppierà il proprio ingaggio arrivando poco al di sotto di 2 milioni di euro.

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APPROFONDIMENTI

Lazio-Inzaghi, in meno di 5 anni il clamoroso record: contro l’Inter può arrivare a 100 vittorie

In campo c’erano (anche) Parolo e Lulic. In panchina, accanto a lui, un malinconico Milinkovic: altri tempi. Dopo aver sostituito l’esonerato Pioli, Inzaghi esordì con un 3-0 a Palermo – era il 10 aprile 2016 – firmato da una doppietta di Klose e dal sigillo di Felipe Anderson. Meno di 5 anni dopo – sottolinea il Corriere di Roma parlando del tecnico della Lazio – è a un passo da una clamorosa cifra tonda, mai neanche sfiorata da un tecnico laziale: 100 vittorie in serie A. Zoff, al massimo, era arrivato a 73. Simone ne ha messe in fila 99, con un record di 24 nello scorso campionato. In 180 partite totali, fanno una media del 55%: un filo meglio di Eriksson (63 successi su 115, il 54,7%) che però è l’unico che lo precede come media-punti, 1,89 contro 1,83. Il primo assalto a quota 100 lo tenterà domenica sera, ore 20.45, a San Siro contro l’Inter.tuttomercatoweb.com

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APPROFONDIMENTI

Lukaku contro Immobile, la prova del ‘9’: numeri a confronto

Attori protagonisti annunciati in Inter-Lazio di domenica sera: Romelu Lukaku e Ciro Immobile. Una partita dentro una sfida: Conte e Inzaghi combattono per capire chi tra i due sia davvero da scudetto. I due bomber per lanciarsi verso il titolo di capocannoniere. Mai come quest’anno il premio dei marcatori potrebbe significare tricolore. Ronaldo, Ibrahimovic, Lukaku e Immobile. La punta nerazzurra, che fa parte del miglior attacco della Serie A (51 gol), sfida la Scarpa d’Oro, il più decisivo con i suoi 14 gol.

Romelu e Immobile, sfida a suon di gol

Da dove cominciare. Sicuramente dalle reti collezionate fin qui. Lukaku 14, Immobile 14. La prima differenza: l’attaccante dell’Inter ha siglato solo 2 gol nelle ultime 7 gare. La punta di Inzaghi, calcolando sempre l’arco temporale di 7 sfide, ha marcato 5 volte. E ancora: Immobile è, tra tutti, l’uomo più decisivo (con 8 reti) e ben 14 punti guadagnati. Lukaku ha siglato 5 gol decisivi e grazie a lui l’Inter ha 8 punti in più. Le statistiche dicono pure che Ciro tira molto di più in porta (56 volte da inizio stagione) contro le 45 di Romelu. Le loro prestazioni sono anche altro: parliamo di due grandi attaccanti che sanno sacrificarsi per la squadra. Corrono, difendono, contrastano. In poche parole: non si risparmiano. Ecco perché Conte e Inzaghi vanno matti per loro. E domenica sera saranno uno contro uno. All'andata nessuno dei due andò a segno. Ciro pagò il nervosismo finale e venne espulso. Un girone dopo ritornano. E questa volta i punti in palio pesano molto di più. corrieredellosport.it

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In difesa non si passa più: la rincorsa Lazio passa da un reparto arretrato ritrovato

I tesori di Immobile venivano sprecati dalle gaffe difensive. La Lazio del 2021, versione rullo, ha cambiato passo, marcia e scudo. E’ più sicura, è più unita, è più tutto, anche più attenta. Regalava gol, ha smesso di farlo, non si concede. Le sei vittorie di fila coincidono con la gestione dei gol di Ciro e dei vantaggi. Da Lazio-Fiorentina (2-1) del 6 gennaio a Lazio-Cagliari (1-0) di domenica scorsa, si sono contati solo tre gol presi e tre clean sheet (sono le partite chiuse senza beccare reti), risalgono alle sfide contro Parma (0-2),Roma (3-0) e Cagliari, tutte giocate nel giro di un mese (10 gennaio-7 febbraio). In precedenza la porta di Strakosha-Regina era rimasta chiusa solo tre volte su quindici partite (contro Cagliari, Crotone e Napoli), da settembre all’inizio di gennaio (3 gennaio, Genoa-Lazio 1-1). La banda di Inzaghi ha ripreso a chiudersi meglio, a presidiare gli spazi sabotando e disarmando gli attacchi avversari. Le differenze. «Siamo migliorati nelle distanze, siamo più corti e gli attaccanti ci stanno aiutando. Giocare senza Acerbi, Radu e altri titolari è difficile per tutti. Ma ora stiamo bene e ce la giocheremo con tutti», è l’analisi di Inzaghi a sintetizzare il cambiamento. Per distanze intende gli spazi che intercorrono tra i reparti e ha citato gli attaccanti perché sono i primi a dover fare scudo limitando il raggio d’azione dei difensori avversari. La scollatura tra difesa, centrocampo e attacco ha avuto varie cause. Si sono pagati gli infortuni di Luiz Felipe (finito sotto i ferri) e Radu (stirato ad inizio ottobre), le positività di novembre, lo stop di Acerbi (di metà dicembre). Inzaghi ha ritrovato l’assetto migliore con il passare del tempo, gli ha dato una mano anche Reina, leader carismatico, guida in campo, regista aggiuntivo. Contro il Cagliari c’è stato un solo vero brivido, quando Marin è scappato in contropiede, ha bruciato Musacchio sul tempo e s’è presentato davanti a Reina (sparacchiando in Curva Nord). La Lazio ha subito di più quando s’è allungata e allargata, è stata più vulnerabile. La controprova. Il big match di domenica contro l’Inter cade a pennello per confermare il cambio di marcia dei biancocelesti, in realtà già verificato contro Atalanta e Roma. «L’Inter? Abbiamo una grande partita davanti e avremo il tempo per prepararla bene. Sappiamo che affronteremo una grandissima squadra, ma cercheremo di prepararci al meglio. Lo scudetto? Ci sono squadre che stanno avendo un cammino impressionante, noi abbiamo vinto sei partite di fila e siamo tra quarto e quinto posto. Dobbiamo cercare di non fermarci perché abbiamo voglia di continuare», è stato il motto scelto da Inzaghi dopo la partita con il Cagliari. Chiede soltanto di poter lavorare con i big al completo: «Sappiamo che davanti abbiamo 5 colossi come altri anni, ma quando non perdiamo i soldati per strada dimostriamo che ce la possiamo giocare alla grande», ha chiosato il tecnico. Rispetto a Conte avrà una settimana liscia per preparare i suoi fisicamente e tatticamente, è il terreno ideale di scontro. I conti. Migliorano i risultati, migliorano tutti i numeri. Dopo ventuno giornate la Lazio ha beccato 27 gol, 4 in più di Milan e Inter, prima e seconda in classifica. La Juve ne ha subiti solo 18, il Napoli 21, l’Atalanta 29. La Roma è la squadra che ne ha incassati di più (35) tra le prime sette. A dicembre, dopo Milan-Lazio (3-2), la banda di Inzaghi contava 23 gol al passivo dopo 14 giornate. C’era bisogno di un cambio di rotta prima che di marcia e di anno. Ora la barra deve restare dritta.  

D.R. – Il Corriere dello Sport
 

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PRIMAVERA

Hellas Verona: grave il 2002 Andrea Gresele, folgorato mentre saltava sul tetto di un treno alla stazione

Uno dei punti di forza della Primavera dell'Hellas. Andrea Gresele, il giovane rimasto folgorato ieri dopo una bravata a Porto San Pancrazio, si allena spesso con la prima squadra e aveva già assaggiato anche l’emozione della prima squadra, convocato da mister Juric per la sfida del quarto turno di Coppa Italia contro il Cagliari di fine novembre. Nato nel 2002 e residente in provincia di Vicenza, prima di approdare all’Hellas giocava nell’Altovicentino, una delle formazioni dilettantistiche più accreditate nel panorama berico, mentre prima ancora era tesserato per l’Isola Vicentina. Poi la grande occasione con l’Hellas quando approda nel 2017 al settore giovanile gialloblù guidato da Massimo Margiotta. Gioca dagli Under 16 fino alla Primavera con cui sta disputando la sua seconda stagione: sempre da protagonista e tra i punti di riferimento per mister Nicola Corrent. Un terzino che ama spingere, dotato di buon fisico e di grande corsa, doti che evidentemente piacciono parecchio anche a mister Juric che oltre ad averlo convocato per la sfida con il Cagliari di Coppa Italia lo chiama spesso al centro sportivo di Peschiera per allenarsi con la prima squadra gialloblù. Un bravo ragazzo, con la testa sulle spalle e la voglia di fare il calciatore, consapevole dei sacrifici da fare e delle regole da rispettare per riuscire ad arrivare in alto, questa la descrizione che molti danno di Gresele. Uno degli atleti più promettenti del vivaio gialloblù su cui puntare anche in ottica futura, che ad aprile compirà 19 anni e che potrebbe davvero ritagliarsi uno spazio importante in futuro, con l’Hellas o con qualche altra società. Nonostante la sua famiglia risieda non troppo lontano da Verona fin da subito si è trasferito in riva all’Adige, andando a vivere in convitto con gli altri giovani del vivaio. Un ragazzo che non ha mai dato problemi, anzi un atleta concentrato solo sul calcio e sulla scuola che dovrebbe terminare quest’anno: Gresele infatti frequenta il quinto anno del liceo scientifico sportivo all’istituto Seghetti e quindi avrà gli esami alla fine dell’anno scolastico. Resta un mistero quindi capire cosa l’abbia spinto ad una bravata che gli è costata cara. Nessuna nota ufficiale al momento da parte dell’Hellas per rispettare la volontà di riservatezza della famiglia, ma il club ha cercato subito di stare subito vicino a loro: in ospedale con i familiari c’erano tra gli altri il direttore del settore giovanile gialloblù Massimo Margiotta e l’allenatore della Primavera Nicola Corrent. 

larena.it

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SERIE A

Diritti tv 2021-2024: è corsa a due tra Dazn e Sky, si decide giovedì

 Una decisione definitiva ancora non è maturata ma l'orientamento dei presidenti, riuniti ieri, è quello di abbracciare una svolta storica. Traslocando cioè l'intero campionato di serie A sulla app di Dazn, dopo 17 anni di trasmissione su Sky. Sarebbe un cambiamento storico per le abitudini degli italiani, ma poiché in ballo ci sono interessi miliardari, occorre una profonda riflessione. Ecco perché le società hanno rimandato a giovedì l'assegnazione dei diritti tv del triennio 2021-2024. La partita resta aperta, in queste 48 ore può ancora succedere di tutto, anche se per ora sembra eccessiva la forbice fra la proposta avanzata da Dazn (840 milioni per il pacchetto delle 7 gare in esclusiva e quello di tre in condivisione) e l'offerta di Sky (750 per tutte le partite e altri 50-70 in caso di creazione del canale Ott della Lega, anche se il divieto di esclusiva sul web imposto a Sky fa sorgere dubbi sull'operazione): a parte rare eccezioni, non solo i grandi club, Juventus, Inter e Milan ma anche Roma, Lazio, Fiorentina e Torino ritengono che i risultati ottenuti in fase di negoziazione non siano da sottovalutare. «Abbiamo ottenuto un risultato eccellente nel panorama europeo della nostra industria – ha dichiarato Andrea Agnelli -. Nessuna Lega è stata capace di negoziare a questi livelli. Attenzione a non farci scappare questi numeri». Dello stesso avviso il presidente del Torino, Urbano Cairo. «Credo che per lo sviluppo dei diritti tv, la Lega e chi ha condotto le trattative abbiano svolto un buon lavoro. Le proposte dei broadcaster sono molto interessanti, in particolare reputo che l'offerta di Dazn vada valutata con attenzione considerando pure che sarà supportata da una telco. Sarà poi l'assemblea a decidere, ma va sottolineato che se a livello internazionale assistiamo a un calo del valore dei diritti tv, il calcio italiano dimostra di essere in trend positivo, manifestando un fascino, un interesse, insomma una vitalità che altre leghe hanno perso». Se si considera che i rilanci hanno portato a una cifra non molto diversa dal valore attuale di 973 milioni dei diritti televisivi (agli 840 milioni di Dazn si dovrebbero aggiungere i 70 milioni messi sul piatto da Sky per il pacchetto 2, relativo a tre gare non in esclusiva), mettendo in conto che la Lega non versa più i 55 milioni annui di commissione a Infront, resta alta la soddisfazione per il riconoscimento economico attribuito alla serie A. Come migliorare ancora? Non è escluso che giovedì non venga assegnato il pacchetto 2 e venga di nuovo messo all'asta. Tra le ipotesi per renderlo più appetibile è spuntata quella di inserire la possibilità di trasmettere una partita in chiaro a giornata. In tal modo Sky avrebbe ad esempio la facoltà di mandarla in onda su Cielo e Tv8. I presidenti puntano a toccare la quota di un miliardo. Slitta perciò l'assemblea che si sarebbe dovuta occupare dell'ingresso dei fondi come soci di minoranza nella media company. I fondi di private equity sono spazientiti dall'ennesimo rinvio. Dal Pino ha spiegato ai presidenti che dovranno risolvere i nodi relativi ai diritti di archivio e alla questione della responsabilità prima del voto sull'approvazione del pre-contratto. Ma intanto le casse dei club sembrano salve.

Il Corriere della Sera

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STATISTICHE

Inzaghi a un solo passo dalle 100 vittorie in panchina: la prima big battuta fu l’Inter…

In campo c'erano (anche) Parolo e Lulic. In panchina, accanto a lui, un malinconico Milinkovic: altri tempi. Dopo aver sostituito l'esonerato Pioli, Inzaghi esordì con un 3-0 a Palermo – era il 10 aprile 2016 – firmato da una doppietta di Klose e dal sigillo di Felipe Anderson. Meno di 5 anni dopo è a un passo da una clamorosa cifra tonda, mai neanche sfiorata da un tecnico laziale: 100 vittorie in serie A. Zoff, al massimo, era arrivato a 73. Simone ne ha messe in fila 99, con un record di 24 nello scorso campionato. In 180 partite totali, fanno una media del 55%: un filo meglio di Eriksson (63 successi su 115, il 54,7%) che però è l'unico che lo precede come media-punti, 1,89 contro 1,83. Ha battuto 28 squadre, Inzaghi, tutte quelle che si è trovato di fronte. La sua vittima preferita è proprio l'ultima, il Cagliari, che ha superato 8 volte; ha conquistato 7 successi contro Sampdoria e Udinese, 6 contro Fiorentina e Sassuolo, via via fino alla vittoria contro Carpi e Spezia nell'unico confronto diretto. Le big? Tre successi contro Inter, Roma e Atalanta, due contro Juventus, Milan e Napoli. Il primo assalto a quota 100 lo tenterà domenica sera, ore 20.45, a San Siro contro l'Inter. Proprio la prima storica grande che riuscì a battere: 2-0 all'Olimpico, il 1° maggio 2016, con uno scavetto di Klose e un rigore di Candreva nel finale, quando lui, Simone, era già stato espulso per proteste.

M.P. – Il Corriere della Sera