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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Pancaro alza il tiro: “La Lazio può giocarsi lo Scudetto e sono ottimista anche con il Bayern” (AUDIO)

GIUSEPPE #PANCARO in collegamento a ‘NMM’! #radiosei

"Questa Lazio mi piace molto, da diverso tempo. Il rapporto che intercorre con Inzaghi è un valore aggiunto che si fa sentire anche in campo. La prossima gara con l'Inter sarà uno snodo importante per capire fino a dove può spingersi la Lazio. Io ho la sensazione che possa dire la propria anche per la lotta al titolo, così come penso che il Bayern Monaco deve fare attenzione. Non credo sia scontata quella doppia gara, se la Lazio sta bene può fare bene contro chiunque in Europa. Campioni in carica compresi. Lazzari-Hakimi? Due grandissimi interpreti del ruolo di esterno, la Lazio in quel settore del campo è davvero forte"

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

“NMM” – Capodaglio: “Inter nervosa ma chi va in campo dimentica queste cose. Firmare per un pareggio? No, ma per il quarto posto sì” (AUDIO)

Franco Capodaglio è intervenuto ai microfoni di Radiosei nella trasmissione 'Non MOllare Mai', queste le sue dichiarazioni: "Con l'Inter non si firma nulla. La Lazio va a Milano per cercare di vincere, anche per mentalità. Se vinciamo a San Siro sentiremo il nostro Valerio Cassetta ripetere 'Scudetto, Scudetto, Scudetto', anche se tale atteggiamento non è da laziali. Dopo ieri sera in casa nerazzurra ho notato nervosismo, malcontento e una società che forse andrà ceduta, anche se poi i giocatori in campo a queste cose non pensano. Come detto non firmerei per il pareggio, ma se mi chiedi la sigla per il quarto posto allora dico sì. Rispetto ai duelli personali, con Handanovic mi tengo Reina, così come non scambio Acerbi con De Vrij, mentre sulla fascia Hakimi ha qualcosa in più di Lazzari; Barella sta crescendo molto ma Milnkovic non si tocca e non cambierei neanche Immobile con Lukaku".  

  

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CALCIOMERCATO

Dalla Turchia: la Lazio segue Tozok, centrocampista del Besiktas in scadenza

Una notizia di mercato rimbalza dalla Turchia: la Lazio sulle tracce di Dorukhan Tokoz, centrocampista difensivo del Besiktas. Classe ’96, ha il contratto in scadenza a giugno. Per ora nessun nuovo appuntamento per il rinnovo. È anche un nazionale turco, quest’anno 22 presenze totali tra Super Lig, Europa League e Champions. Il giocatore avrebbe già rifiutato una prima offerta per il nuovo contratto da poco meno di 1 milione di euro. Oltre alla Lazio, sulle sue tracce ci sarebbero anche Udinese e Real Betis. Sogna il grande salto. E a quanto pare osservatori biancocelesti lo avrebbero visto da vicino. Tare segue sempre con attenzione il campionato turco, la scorsa estate da lì ha messo a segno il colpo Muriqi. Va detto che i biancocelesti sono ben coperti a centrocampo, ma Tokoz si andrebbe a posizionare come un vice Leiva, che ha da poco compiuto 34 anni. E poi l’occasione di prenderlo a zero aumenterebbe l’appetibilità dell’affare. Per ora nessuna conferma, ma intanto una voce dalla Turchia rivela uno dei possibili obiettivi della Lazio per la prossima stagione.

corrieredellosport.it

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CITTA'

Stadio A.S. Roma, Friedkin scarta l’ipotesi Flaminio: si lavora a modifiche per il progetto Tor di Valle

La sintesi finale è che non sarà Virginia Raggi sindaco a chiudere il dossier Stadio della Roma. Nella migliore delle ipotesi sarà il prossimo inquilino di Palazzo Senatorio. Sempre ammesso che i Friedkin vadano avanti nel progetto che, a loro giudizio, presenta molti problemi gran parte dei quali, però, si riproporrebbero anche scegliendo nuove localizzazioni per l’impianto. Per i Friedkin, Tor di Valle si intreccia con una serie di problemi: la cronica lentezza italiana (e romana in particolare) nel fare le cose, le indecisioni politiche, il Covid e i suoi effetti sul futuro, Vitek, gli assetti societari globali, i partner potenziali da trovare per la squadra e per lo Stadio. Il primo punto è quello dei costi generali del progetto, in particolare quello delle opere pubbliche e degli uffici. L’attuale conformazione del progetto – le sette palazzine – per la parte uffici appaiono poco appetibili sul mercato. Le opere pubbliche sono care e giudicate a rischio efficacia: la cancellazione del Ponte di Traiano e dello sfioccamento della metro B non sembrano compensate dalle opere sostitutive, il potenziamento della Roma-Lido e il ponte dei Congressi. Sono fuori dalle competenze della Roma e, anche se non c’è più la contestualità di queste, il rischio è quello di completare il complesso Stadio e rimanere imbottigliati a ogni gara. Inoltre, il costo delle opere pubbliche, 333 milioni in totale, è giudicato elevato. Nell’analisi che i Friedkin stanno conducendo insieme a Stefano Scalera, arrivato a gennaio proprio per seguire in primis il dossier Stadio, i dubbi sono legati alla melassa romana di uffici indolenti, trappole burocratiche, inghippi archeologici, ricorsi pretestuosi. In questa riflessione si inserisce il magnate ceco Radovan Vitek che ha fatto arrivare ai Friedkin una prima offerta: linea di credito garantita per un miliardo, conferimento del complesso nel patrimonio sociale in cambio di un ingresso nel capitale sociale della Roma. Per i Friedkin non c’è fretta: l’iter burocratico è incagliato fra Regione e Comune e, a settembre scorso, la Roma ha fatto sapere al Comune che ci si sarebbe preso un anno per riflettere. I texani vogliono partner ma non una presenza troppo forte dentro casa ecco perché per ora c’è il “no grazie” all’offerta iniziale di Vitek che per i primi giorni di marzo dovrebbe chiudere con Parnasi la cessione di terreni e progetto.  Piuttosto i Friedkin stanno ragionando su due elementi: ottenere una modifica del progetto e cedere a Vitek l’intera parte commerciale in cambio di un impegno consistente sulle opere pubbliche. Le modifiche su cui si sta studiando potrebbero essere due: cambiare la destinazione d’uso del comparto uffici e trasformare tutto in commerciale. Ipotesi difficilmente percorribile senza azzerare l’iter e ricominciare da capo. Molto più facile, invece, la seconda ipotesi: cancellare le sette palazzine orribili e utilizzare la stessa cubatura in un’unico edificio. Per questo, basterebbe una delibera di Consiglio comunale di integrazione delle precedenti. In entrambi i casi, però, queste modifiche renderebbero molto più appetibile per Vitek accettare l’idea della Roma di cedere al Ceco tutto il cucuzzaro, tranne la parte sportiva, in cambio di una copertura dei costi delle opere pubbliche da un 55 a un 70 per cento del valore. La trattativa, però, gestita direttamente da Friedkin e Vitek, entrerà nel vivo solo dopo il closing con Parnasi. Tutto questo, nell’ipotesi di proseguire con Tor di Valle. Le riflessioni contemplano anche la cancellazione dell’intero progetto per ricominciare da zero. In questo caso, però, la proprietà si orienterebbe solo per la costruzione di uno Stadio senza negozi né uffici rimanendo Tor di Valle un’area papabile. Delle altre che sono circolate – Flaminio, Tor Vergata, Fiumicino, Pietralata – l’unica certezza è che i Friedkin hanno scartato per impraticabilità il Flaminio.
Fernando Magliaro – Il Tempo

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APPROFONDIMENTI

Il tap-in di Kamenovic accende il Cukaricki e avvicina il mancino serbo alla Lazio

Con un gol ha fatto esultare due tifoserie. Quella del Cukaricki, soddisfatta per il quarto posto in classifica confermato grazie al suo tap-in decisivo. Quella della Lazio, curiosa di conoscere meglio il prossimo rinforzo: bloccato a gennaio e lasciato nel parcheggio del campionato serbo. Dimitrije Kamenovic non s’è fatto distrarre dagli scenari futuri e sta continuando a convincere in patria. Classe 2000, compirà 21 anni il 16 luglio quando sarà già diventato un calciatore biancoceleste. Arriverà a fine stagione, costerà circa 3 milioni di euro. Sabato ha siglato il suo secondo gol in carriera, è stato risolutivo per espugnare lo stadio dell’Indjija: 0-1 al 39’, si è avventato su un pallone sfuggito al portiere e respinto dal palo nell’arietta piccola. Ci prova sempre, presenza fissa sui calci piazzati a favore, cerca di sfruttare i 188 centimetri di altezza. Ha servito il bis dopo la prima rete in assoluto, realizzata lo scorso 20 ottobre contro lo Spartak. Anche in quel caso trovò la deviazione giusta in mischia. Non era ancora stato accostato alla Lazio, pronta a ipotecare il colpo nella sessione invernale in vista dell’estate. Per Kamenovic si è trattata della diciottesima presenza nell'attuale Super Liga. È diventato un titolare fisso della formazione allenata da Djordjevic: «Sarà molto utile per la Lazio, può giocare sia come terzino, sia da centrale arretrato. Le squadre di Serie A giocano spesso con una difesa a tre, lui è un mancino che si può adattare a tutti i moduli», aveva confidato qualche settimana fa il tecnico del Cukaricki. Lo aveva elogiato per l'impegno dimostrato, nell'ultimo weekend si è concretizzato nel gol-vittoria: «È molto giovane, gioca su ottimi livelli da più di un anno. È alto, forte fisicamente, ha un buon passo, senso del gioco ed è bravissimo nel gioco aereo. Ha ampi margini di miglioramento, la Lazio lo avrà sicuramente valutato in prospettiva. Questa cessione è un riconoscimento per tutti nel club, la nostra politica è allevare talenti per poi rivenderli». Sta giocando come laterale basso del 4-2-3-1, la Lazio lo ha preso con l’idea di aggiungere un “quinto” alla batteria degli esterni del 3-5-2. Può adattarsi anche sul centrosinistra della linea difensiva, viene considerato un profilo multiruolo. Ha lo stesso agente di Milinkovic e Marusic, la regia di Mateja Kezman ha facilito la trattativa. Rapporti solidissimi. Kamenovic si sta togliendo le ultime soddisfazioni in Serbia prima dell'arrivo in Serie A. È nato a Pirot, confine con la Bulgaria. È un figlio d'arte, suo padre Zoran – "Zoca" per tutti – è stato un attaccante talentuoso frenato da un grave infortunio. Poteva ambire sicuramente a una carriera migliore. Dimitrije, cresciuto nel Radnicki (selezione locale) e passato al Cukaricki nel 2015 dopo aver superato un provino, vuole esplodere nel calcio che conta per se stesso e anche per il papà più "sfortunato". Quasi una rivendicazione familiare. Lo sbarco alla Lazio è vicino, rappresenta un'occasione irripetibile. Il suo "sì" è stato immediato, non ha esitato un attimo. Un pò come sabato scorso quando s'è fiondato su quel pallone vagante in area. 
C.R. – Il Corriere dello Sport

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RASSEGNA STAMPA

Marcolin: “La Lazio la migliore per creare difficoltà all’Inter. Penso al gol di Simeone alla Juventus…”

Volata Champions e Inter-Lazio, un momento chiave che può aprire le porte del Paradiso. Non solo l'Europa che conta, ma qualcosa di più. Ne è convinto e lo dice chiaramente Dario Marcolin, campione d'Italia con la Lazio nel 2000 ma anche ex nerazzurro, visto che lavorò con Mancini ai tempi dell'Inter, ora telecronista e opinionista Dazn. «La Lazio ora è un orologio, funziona tutto a meraviglia. Può competere per il titolo», per l'ex centrocampista non ci sono cose che non vanno nella formazione di Inzaghi.
Inter-Lazio una chiamata per lo scudetto, addirittura?
«I biancocelesti possono fare risultato a San Siro, è la squadra che più di tutte può mettere in difficoltà la corazzata di Conte».
Perché ne è così convinto?
«Mi sembra di rivedere in questa gara un po' quel Juventus-Lazio gol di Simeone, mi aspetto una situazione simile. E se accadrà, la Lazio è capace di volare e sorprendere tanti, fino alla fine. A quel punto l'entusiasmo e la consapevolezza farà la differenza».
Crede sia un po' sottovalutata la Lazio?
«Un po' sì, non so perché, ma quando si mette in testa di giocare a pallone, poche squadre riescono a tenere il ritmo del gioco e della qualità dei biancocelesti. La strada è lunga, mancano tante partite, ma per la Champions, se continua così, non ci saranno problemi, credo che possa aspirare a qualcosa di più».
Un po' come l'anno scorso…
«In un certo senso è come se ci fosse la voglia tra i giocatori di riallacciare quel discorso interrotto prima del lockdown. E questa può essere un'arma devastante. Risalire da sotto non è facile, ma è possibile, soprattutto in un campionato come questo».
Da come parla non sembra ci sia molta differenza tra Lazio e Inter.
«E infatti non c'è. I nerazzurri sono più leggibili come squadra, i biancocelesti imprevedibili. Le difese si equivalgono, l'attacco pure, più fisico con Lukaku, più tecnico per certi versi con Immobile. È in mezzo al campo la differenza, ed è a vantaggio della Lazio, perché c'è Luis Alberto. Lui può essere colui che spiazza e decide. L'Inter non ce l'ha uno così, in Italia direi nessuno».
Tutto in discesa quindi?
«Certo che no, a parte la gara di domenica, la Lazio dovrà fare attenzione quando ripartirà la Champions. Lì, Inzaghi dovrà essere bravo a dare equilibrio e gestire le forze dei giocatori. Se ci riuscirà, ne vedremo delle belle, anche se io sarei più concentrato sul campionato».
D.M. – Il Messaggero

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APPROFONDIMENTI

Il curioso caso di Francesco Acerbi: migliora invecchiando

"Un muro per la Champions". Questo il titolo che Il Messaggero in edicola stamani dedica a Francesco Acerbi. Sono 33 anni oggi per il difensore biancoceleste che vanta 121 presenze, 6 gol e 5 assist dall'estate 2018 con la maglia della Lazio cancellando in un attimo De Vrij. E' sempre più maturo, leader assoluto del reparto arretrato e più invecchia più diventa buono come il vino e Benjamin Button. Non è un caso che la rinascita sia coincisa con la ritrovata solidità difensiva: 3 reti subite nelle ultime 6 partite, 3 clean sheet. Tuttomercatoweb.com

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RASSEGNA STAMPA

Strakosha al bivio, il chiarimento al rientro

Dopo le dichiarazioni rilasciate a Sky DeutschlandThomas Strakosha ha attirato su di sé ulteriori dubbi sul suo rientro in campo. L’estremo difensore, ai box per infortunio, è in Germania per le cure del caso: la sua situazione ultimamente sta facendo discutere, visto che dall’arrivo di Pepe Reina il portiere ha perso la sua titolarità, complici anche alcuni avvenimenti (positività, stiramento, ginocchio dolorante) che hanno rallentano il suo reintegro. Come riporta il Corriere dello Sport, Thomas è in attesa che lo specialista che lo sta seguendo gli dial’ok per rientrare poi in Italia: se non subito, un chiarimento con la società immaginabile, visto soprattutto che è in scadenza nel 2022 ed è tra i giocatori in attesa di una chiamata da parte della società. A marzo compirà 26 anni e c’è da capire che futuro lo attenderà a Roma: per ora non sarà disponibile contro l’Inter, proverà ad esserci con la Sampdoria o, in alternativa, l’obiettivo è esserci per Lazio-Bayerndel 23 febbraio.

Laziopress.it

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La profezia di Inzaghi che ha risvegliato la Lazio: il retroscena

Momenti di crisi, momenti di gloria. In crisi di risultati, di nervi, di coscienza ci era finita la Lazio, svaporata dopo il lockdown, straziata dalle positività, zavorrata dagli infortuni di ottobre-novembre-dicembre. La gloria l’ha ritrovata uscendo da una convalescenza precaria, dalle crisi acute periodiche che la colpiscono. L’ha fatto regolando i conti, parlandosi, guardandosi in faccia, interrogandosi, ritrovandosi: «Prima eravamo così forti, ora non riusciamo ad avere continuità, perché? Dobbiamo ritrovarci, torniamo quelli di un anno fa», è stata una delle domande ricorrenti diventate un ritornello nello spogliatoio di Formello. La Lazio rovistava in se stessa, si dimenava in quell’ossessione, nello spaesamento. Prima da scudetto, poi che cosa, chi siamo? I confronti sono stati multipli, trasversali. Hanno coinvolto la società, Inzaghi e la squadra, i giocatori tra di loro, più e più volte. Era successo prima di Lazio-Napoli (2-0), quando presero la parola i big. Il primo ad intervenire (a sorpresa) fu Luis Alberto, a novembre al centro del caso “stipendi”, nel prosieguo autore di prestazioni incolori: «Siamo forti, dimostriamo il nostro valore e io tornerò quello di prima», fu la promessa da penitenza.

Alla vittoria sul Napoli fece seguito il ko col Milan, arrivato alla fine (3-2 dopo un doppiosvantaggio).I confronti non si son mai interrotti, sono avvenuti a cavallo del nuovo anno: «Ci siamo guardati in faccia», ha raccontato Simone domenica scorsa. I discorsi stimolanti di Inzaghi, allenatore-rammendatore, hanno fatto colpo. La Laziosi è ritrovata a gennaio, ha preso nuova coscienza della sua forza.

Corrieredellosport.it

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ESCLUSIVE

‘QDL’ – Gnocchi: “L’Inter non mi convince, non esprime un buon gioco” (AUDIO)

GENE GNOCCHI in collegamento a 'QDL': "L'Atalanta deve trovare un'alternativa a Gomez e non ha ricambi importanti sulle corsie esterne. Gli ultimi acquiti non sono all'altezza. Sono molto dubbioso sull'Inter, no esprime un buon gioco, fa solo contropiede, mentre non sono d'accordo con chi ritiene che il centrocampo della Juventus non sia all'altezza".