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CALCIOMERCATO

Sfuma ipotesi La Gumina, l’indice di liquidità blocca la trattativa

AGGIORNAMENTO ORE 17,50 – Fumata nera nella trattativa delle ultime ore fra Lazio e Sampdoria per Antonino La Gumina. I biancocelesti si erano inseriti con forza sull'attaccante che piace anche a Brescia, Reggina e Chievo, con l'obiettivo di girarlo poi alla Salernitana. Ma l'operazione, secondo le ultimissime raccolte da TMW, si è interrotta a causa dei limiti imposti dagli indici di liquidità ai movimenti biancocelesti. Per questo, a due ore dalla fine del mercato, possibile la permanenza di La Gumina alla Sampdoria.

Antonino La Gumina può lasciare la Sampdoria nelle ultime ore di calciomercato. A sorpresa, la Lazio proprio in questi minuti sta trattando l'acquisto del centravanti classe '96 per poi girarlo in prestito alla Salernitana. Trattativa da circa sei milioni di euro.
tuttomercatoweb.com

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SOCIETA'

Addio al papà del dottor Marco Cavaliere: il cordoglio della società

La S.S. Lazio ed il suo Presidente si stringono attorno al Direttore dell'area Amministrativa e di Controllo di Gestione del club, Dott. Marco Cavaliere, per la scomparsa dell’amato papà Francesco.

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APPROFONDIMENTI

La quinta di Inzaghi: la lezione a Gasperini è un messaggio a tutto il campionato

La quinta vittoria consecutiva rilancia la Lazio in zona Champions e si trasforma anche in un segnale per chi davanti ha tenuto il ritmo più alto per un girone intero. I tre gol di Bergamo, contro l’Atalanta, equivalgono a quelli segnati contro la Roma per il peso che hanno: è chiaro che vincere il derby ha tutto un altro sapore, ma da anni ormai la sfida contro i nerazzurri e, in particolare, contro Gasperini è diventata un vero cult. Quattro giorni fa Inzaghi aveva lasciato la semifinale di Coppa Italia ai rivali, nonostante il vantaggio dell’uomo in più per quasi un tempo, mentre ieri gli ha dato una lezione di novanta minuti preparando e giocando la partita perfetta. Conclusa con il capolavoro delle ultime sostituzioni sul 2-1: fuori le due punte titolari, Correa e Immobile, dentro gli attaccanti di riserva, Pereira e Muriqi. E proprio loro hanno confezionato, in uno spettacolare contropiede ispirato da Milinkovic, il terzo gol, quello del successo e della rivincita più attesa. Corrieredellosport.it

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POLISPORTIVA

La Lazio Women riparte da Carolina Morace: l’annuncio ufficiale

"La Lazio Women comunica che Ashraf Seleman è stato esonerato dall’incarico di allenatore della Prima Squadra. La Società ringrazia il tecnico per la dedizione e la professionalità mostrata in questi anni. La Lazio Women annuncia, inoltre, di aver definito un accordo con l’allenatrice Carolina Morace cui viene affidata da domani la guida tecnica della Prima squadra e con Nicola Jane Williams come allenatrice in seconda". Riparte in biancoceleste, Carolina Morace. L'allenatrice, che in biancoceleste ha giocato tra il 1982 e il 1984 e tra il 1987 e il 1989, ritorna sulla panchina laziale dopo l'esperienza iniziata nel 1998. La sua ultima avventura è stata al Milan femminile. Nicola Jane Williams, sua moglie, sarà l'allenatrice in seconda. Le ragazze biancocelesti occupano momentaneamente la quarta posizione della Serie B femminile.

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APPROFONDIMENTI

Il calendario di Febbraio: due settimane senza infrasettimanali, poi Inter e la Champions…

La Lazio continua il suo 2021 con un mese di febbraio intenso con tante partite.

Questo il programma completo:

 

Domenica 7 febbraio

20:45 | Lazio-Cagliari 

Domenica 14 febbraio

20:45 | Inter-Lazio

Sabato 20 febbraio

15:00 | Lazio-Sampdoria

Martedì 23 febbraio

21:00 | Lazio-Bayern Monaco

Saabto 27 febbraio

18:00 | Bologna-Lazio

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SOCIAL

Dalla “cazzimma” di Reina alle “palle” di Milinkovic: così la Lazio è tornata!

Chiamatela rivincita, chiamatela vendetta (sempre sportivamente parlando, s'intende) o con qualsiasi altra definizione. Perché la forma non cambia la sostanza, del 3-1 della Lazio in casa dell'Atalanta. Tre punti in uno scontro diretto per la Champions, contro la Dea di Gasperini, che mercoledì scorso aveva vinto nei quarti di finale di Coppa Italia. Un ko che ha bruciato e fatto male allo spogliatoio biancoceleste, che nei giorni scorsi – tra il doppio impegno al Gewiss Stadium – si è preparato fisicamente e soprattutto mentalmente. "Eravamo carichi come non mai", ha spiegato Reina. Nessuno voleva soccombere per la seconda volta consecutiva contro l'Atalanta, con cui dalla finale di Coppa Italia del 2019 ci sono sempre state tante polemiche. "Da quella partita è nata la rivalità", ha spiegato con amarezza Gasperini. E le tensioni dopo il triplice fischio di ieri testimoniano quanto sia diventata sentita "questo classico", per usare l'espressione di Farris, il vice di Inzaghi. Il successo di Bergamo, ottenuto 1624 giorni dopo l'ultima volta, cambia la stagione della Lazio. Il presente e le prospettive future. Serve una bilancia speciale, per pesare i tre punti conquistati ieri che permettono alla banda Inzaghi – felice per aver ricevuto gli stipendi in anticipo – di superare l'Atalanta in classifica e rilanciarsi nella corsa Champions. Tuttomercatoweb.com

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APPROFONDIMENTI

Tris a tre mani sul capolavoro di Bergamo: quella di Bastos, Inzaghi e Lotito

C’è la mano di Inzaghi e quella di Bastos nella vittoria di ieri. La prima ha disegnato il capolavoro di ieri, la seconda ha dato pepe ad una sfida che non si fanno di certo simpatiche. E ieri ce n’è stata un’ulteriore conferma, e stavolta sul ring di Bergamo è stata l’Atalanta ad andare al tappeto. Un 3-1 senza appello, con i biancocelesti che vendicano così l’eliminazione dalla Coppa Italia, sorpassando in classifica gli uomini di Gasperini. Ma c’è anche la mano del presidente Lotito, che ha annunciato il pagamento anticipato degli stipendi: un gesto per spronare la squadra e togliere ogni alibi. E al termine del match sono arrivati i complimenti del numero uno biancoceleste.

Il Messaggero

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CURIOSITA'

Incredibile Messi: il Barcellona lo pagherà anche se dovesse andare al PSG!

Che la fine dell'era Messi a Barcellona fosse ormai segnata, che non si potesse più tornare indietro, era ormai chiaro a tutti. Troppe incomprensioni, troppi scandali, troppi anni, troppi gol, troppo tutto. Ma che finisse così, in questa maniera, rinfacciandosi perfino i soldi e le colpe, era difficile anche solo immaginarlo. Neanche in certi volgarissimi divorzi fra milionari e soubrette. E invece è successo che il clamoroso scoop di El Mundo , con la pubblicazione in prima pagina del contratto di Leo da oltre mezzo miliardo di euro in quattro anni, ha avuto l'effetto di una gigantesca esplosione. Nulla sarà più come prima. Perché se prima esisteva anche solo una minima possibilità di un colpo di scena, di un lieto fine, ora è stata spazzata via: Messi ha deciso, questo è troppo, a giugno se ne andrà. Il suo contratto scade fra quattro mesi, significa che può firmare già ora un preaccordo. Con chi? Tutti lo vogliono, ma pochissimi se lo possono permettere. Tutto sembra portare al Psg, dove la Pulce ritroverebbe l'amico Neymar e un allenatore argentino, Pochettino, che sta già studiando il modo di farli giocare insieme a Mbappé. L'ultimo indizio lo hanno rivelato quelli di Canal+, raccontando che i Messi da qualche mese stanno studiando il francese. Non l'inglese, che servirebbe in caso di passaggio al Manchester City del vecchio amico Guardiola, che comunque non mollerà. E nemmeno l'italiano, che gli avrebbe fatto comodo in caso di sbarco a Milano. È noto che l'Inter un'estate fa ci ha pensato sul serio, ma ora la situazione è cambiata: troppo incerta la situazione societaria, ma troppi anche gli oltre 50 milioni netti di stipendio che Leo chiederà anche al suo nuovo datore di lavoro. Per la precisione, dal 2017 a oggi il Barcellona ha versato a Messi 555.237.619 euro, vale a dire quasi 139 milioni lordi a stagione, circa 70 netti. Una cifra monstre che include parte fissa e variabile. Alla firma nel 2017 gliene hanno dati 115 milioni. C'è anche una seconda rata da 39 milioni del «premio fedeltà» che gli dovrà essere saldata il 15 luglio, «indipendentemente che se ne sia andato o no». Una bella beffa. Leggendo fra le pieghe del contratto, si nota poi come la parte variabile fosse poi in realtà facilmente raggiungibile: Lionel ha già incassato il 92% dello stipendio massimo, cioè quasi 511 milioni di euro. A stagione, sono 127,7 milioni lordi, 60 netti. Una cifra che di certo ha contribuito ad aggravare i conti del club, che ha appena annunciato un indebitamente superiore al miliardo: 1.137 milioni. Il senso dello scoop, o meglio il vero obiettivo di chi ha passato il documento ai giornalisti, era esattamente questo: mettere in cattiva luce il fuoriclasse, collegando la crisi finanziaria della società con lo stipendio della Pulce. Eloquenti i titoli che accompagnavano le cifre: «Come ha ricompensato in questi anni il club il giocatore argentino?». Il Barcellona ha negato responsabilità sulla pubblicazione e minaccia cause legali contro il quotidiano per lo scoop che è ovviamente legato alla faida interna per le attesissime elezioni presidenziali del 7 marzo. Ma il campione è furibondo e vuole i responsabili. Giustamente non accetta di passare per il male del Barça, dopo aver vinto 34 trofei in 15 anni fra cui 10 campionati e 4 Champions. Di certo non è stato lui a buttare 400 milioni per Coutinho, Dembelé e Griezmann, né a farsi scappare Suarez che ora è in testa alla Liga con l'Atletico, né è sua la colpa di una pandemia globale che rischia di mandare sul lastrico i conti delle aziende di tutto il pianeta. Voleva andarsene, non l'hanno lasciato, ora gli addossano ogni colpa. Più che un club, uno scaricabarile.

Il Corriere della Sera

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RASSEGNA STAMPA

Dopopartita: battibecco Acerbi-Raimondi, Inzaghi si travisa da paciere

Esultanza sfrenata in campo. Balli e cori negli spogliatoi. C'era voglia di rivincita. Il dente, quando Lazio e Atalanta si incrociano è sempre avvelenato. Da una parte e dall'altra. La finale di Coppa Italia del 2019 vinta dai biancocelesti ha lasciato il segno. Non è un caso che ogni volta venga ritirato in ballo l'episodio della presunta mano di Bastos. Gasperini litiga subito con Parolo che chiedeva un'ammonizione. «Vai via fenomeno. Mandatelo via» la risposta piccata del tecnico dei bergamaschi. Cose di campo. A fine partita non è sfuggito nemmeno un acceso battibecco tra Acerbi e Raimondi, collaboratore tecnico della Dea. Ruggini risalenti al gol segnato dal difensore laziale nella gara di Coppa Italia di mercoledì scorso. A sedare gli animi ci pensa Inzaghi che porta via il suo giocatore. Vola qualche parola di troppo anche tra altri calciatori. Attimi di tensione che vengono subito stemperati. L'arbitro non ha messo nulla a referto. Ma il meglio avviene durante le conferenze stampa di fine partita. Gasperini affila subito il punteruolo: «Il nervosismo nel finale? Loro arrivavano da tante partite perse contro di noi finiscono spesso indietro in classifica e c'è quella finale di Coppa Italia in sospeso. È nata questa rivalità, oggi è andata bene a loro ma siamo fiduciosi di continuare a ripeterci in campionato: abbiamo visto che possiamo competere». Inzaghi è senza voce e come gli capita da qualche tempo lascia la parola al suo vice Farris. La replica del tecnico in seconda è affilatissima: «La tensione? Atalanta-Lazio è un classico, ma il nervosismo non arrivava da noi. Forse, visto che ne parlano sempre, sono stati segnati dalla Coppa Italia che è ben esposta a Formello in bacheca». Il video in pochi minuti fa il giro del web e diventa il più condiviso dai tifosi laziali. Cala il silenzio. C'è solo un coro che rimbomba dallo spogliatoio biancoceleste.

E.B. – Il Messaggero

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FORMELLO

FORMELLO – Lazio a riposo. La ripresa martedì

Dopo la vittoriosa trasferta di Bergamo, la Lazio tornerà ad allenarsi martedi pomeriggio a Formello. Il tecnico Simone Inzaghi ha concesso 24 ore di riposo ai suoi giocatori, da preparare c'è la sfida al Cagliari in programma domenica prossima alle 20.45. Contro i sardi assente Patric per squalifica, Musacchio dovrebbe disputare la sua prima gara all'Olimpico in maglia biancoceleste. Ancora out Ramos, da valutare le condizioni di caicedo, out per una fascite plantare,  oltre a Strakosha, il cui rientro in gruppo è atteso per metà settimana.