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FORMELLO

FORMELLO – Prove tattiche rinviate a giovedì: intera seduta per Strakosha

Dopo il pesante ko interno patito ieri sera all'Olimpico contro il Bayern Monaco nell'andata degli ottavi di Champions League, la Lazio è tornata in campo per la classica seduta di scarico. Gruppo diviso in due: palestra per chi ha dipsutato l'interio match con i bavaresi; possesso palla, combinazioni e tiri da fermo per gli altri; aggregati anche Minala e Djavan Anderson, conferme per STrakosha che ha svolta tutta la sessione. Domattina in programma la prossima seduta. 

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SERIE A

Covid, la Asl blocca gli allenamenti del Torino: a rischio il match interno col Sassuolo e la trasferta con la Lazio

Sei giocatori granata positivi, per questo ieri la Asl di Torino ha deciso di imporre lo stop alla squadra per sette giorni. Scelta che di fatto obbligherà la Lega a cancellare dal calendario la partita di venerdì contro il Sassuolo, in attesa di capire che cosa sarà di Lazio-Torino di martedì 2, fra sette giorni. «È un focolaio — fanno sapere dalla Asl — perché ha le caratteristiche di velocità e continuità: troviamo 2-3 casi a ogni esame». Asintomatici, i sei giocatori positivi sono in isolamento, il resto del gruppo è in quarantena per sette giorni. Niente allenamenti, la Asl lo ha deciso e messo nero su bianco mentre il club sottoponeva la squadra e lo staff (come tutti i dipendenti che lavorano al Filadelfia, magazzinieri, manutentori e sicurezza, una cinquantina di persone) a un ulteriore giro di tamponi. Per l’ufficio sanitario locale del dipartimento prevenzione la situazione già ieri era sufficientemente grave da non aspettare oltre, «anche se — fanno sapere—icalciatori sono monitorati con attenzione e ripeteranno i tamponi ogni 48 ore, quindi la quarantena potrà essere rimodulata nel week end. In assenza di ulteriori contagi potrebbero tornare ad allenarsi anche in gruppo. Cosa ora da escludere». Tocca alla Lega, che già ieri ha contattatoisanitari torinesi, prendere atto dell’indicazione e decidere il da farsi per Torino-Sassuolo. E forse anche per Lazio-Torino di martedì, visto che la squadra di Nicola, al momento, starà ferma sino a quel giorno. Palla alla lega, aspettando i risultati degli esami. Tutto era cominciato giovedì, quando due giocatori (Buongiorno e Murru) erano usciti dai convocati per Cagliari. A loro si era aggiunto Linetty, rispeditoacasa dalla Sardegna venerdì per un esame non negativo che sabatoèdiventato positivo. La squadra ha applicatoiprotocolli, ma il virus circolavaenelle ultime 24 oreèstato trovato negli esami di altri tre granata. Il club ha sceltoeconfermato il riserbo sui nomi, ma in città e sui social tutti hanno notato che il capitano, Andrea Belotti, non era in ospedale con la moglie Giorgia Duro lunedì notte, quando è nata Vittoria, la loro primogenita, annunciata in un post proprio dalla compagna del numero9granata.

M. G. – Il Corriere della Sera

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APPROFONDIMENTI

Mondiali Qatar 2022, censimento choc: 6750 morti nei cantieri della manifestazione

Forse senza la pandemia, sarebbe stato più difficile mettere assieme i tasselli, vedere nitidamente il quadro dell’orrore che fa da sfondo al prossimo Mondiale di calcio previsto in Qatar dal 21 novembre al 18 dicembre 2022: per mesi, decine di famiglie nepalesi sono rimaste in attesa del rimpatrio all’aeroporto di Katmandu delle salme dei loro cari, morti a causa del virus, ma non solo, a Doha e dintorni. Qualcuno — ha raccontato prima di Natale il Daily Mail — ha rinunciato, disponendo la cremazione in Qatar. Altri invece hanno aspettato, protestatoosemplicemente mostrato al mondo che i conti non tornano. I lavoratori morti in dieci anni nella costruzione delle infrastrutture per la Coppa del mondo non sono 37 o 67, come recitavano le cifre più recenti. Sono almeno cento volte di più — come ha rivelato ieri un’inchiesta del Guardian — ma la stima ufficiale rischia di essere drammaticamente per difetto: i decessi conteggiati sono 6750, 12 a settimana, secondo il censimento della vergogna, che raccoglie le cifre comunicate dai governi di India, Pakistan, Nepal, Bangladesh e Sri Lanka. Il dato, pur impressionante — come lo è il fatto che la maggior parte dei decessi sia per «cause naturali» non meglio precisate — non tiene conto degli ultimi mesi del 2020 e soprattutto non include i lavoratori di Kenya e Filippine che forniscono una quantità ingente di manodopera al Qatar. I numeri sono comunque sconvolgenti e sono così alti perché non riguardano solo gli operai caduti direttamente nella costruzione dei sei impianti (su otto) tirati su dal nulla per giocare a calcio, ma comprendono tutti i lavoratori impegnati dal 2011 per costruire il nuovo aeroporto, le strade, le metropolitane e gli hotel. Un’operazione che ha cambiato il volto del Qatar, sfondando i centocinquanta miliardi di dollari di spesa. E che da anni, almeno attorno alle futuristiche arene refrigerate ormai pronte per ospitare Mbappé, Ronaldo o Messi, ha già attirato l’attenzione delle organizzazioni umanitarie: Amnesty International si è mossa sul campo, interrogando decine di immigrati e scoprendo il «sequestro» dei passaporti subito da tanti operai. Una rivelazione che ha messo in imbarazzo il governo del Qatar e la Fifa, già sotto pressione per le ombre sulla assegnazione del torneo, stabilita il 2 dicembre 2010 dall’ex presidente Blatter. Nel 2016 il capo del comitato di Qatar 2022 aveva ammesso di «non avere la bacchetta magica per risolvere il problema delle morti sul lavoro. Ma il Mondiale sarà un catalizzatore per il cambiamento». Magari invece si rivelerà un gigantesco bo0merang: di fronte alla nuova contabilità dello scempio in atto, fra suicidi, operai collassati nelle loro baracche o morti in incidenti atroci, abusi di ogni genere e condizioni di vita disastrose, il governo del pallone mondiale farà finta di niente?

P.T. – Il Corriere della Sera

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CHAMPIONS LEAGUE

Inzaghi: “Bloccati dal primo gol: non siamo pronti per certe gare”

Un duro scontro con la realtà per la Lazio. Una severa lezione dal Bayern Monaco rimediata facilitando fin troppo il compito ai campioni del mondo. «Evidentemente non siamo ancora pronti per partite del genere, sapevamo che potevamo perdere, ma non così, facendoci gol da soli», l'amaro post-partita di Inzaghi che quasi non crede a quello che ha assistito. L'aveva inseguita e aspettata da mesi e sognata da anni una gara del genere. Voleva la partita perfetta, un po' sulla falsa riga della prima col Borussia Dortmund, invece è rimasto deluso perché i suoi ragazzi hanno sbagliato serata. I big biancocelesti come Luis Alberto e Milinkovic, nonostante la voglia, si sono squagliati come neve al sole davanti a Lewandoski e compagnia. 
 

ORA IL CAMPIONATO«L'abbiamo sentita troppo spiega l'allenatore della Lazio -, siamo stati contratti. Un peccato perché, tutto sommato eravamo anche partiti bene, ma poi il primo errore ci ha quasi bloccato, togliendoci certezze e diverse cose che avevamo preparato. Loro sono fortissimi, ma li abbiamo agevolati anche troppo. Il rigore? Sull'1-0 forse c'era, ma se poi ti fai tre gol da solo». Quasi non ci crede, Inzaghi che la partita attesa dai suoi giocatori per settimane sia stata giocata in questo modo. Con una Lazio irriconoscibile e impaurita. «Qualche cosa buona c'è stata ha ammesso il tecnico -, come la prestazione di Marusic in una posizione dove può diventare utile e prezioso. Musacchio? No Matteo ci sta dando una grande mano, errori simili possono capitare, l'ho sostituito perché lo vedevo in difficoltà. Adesso pensiamo al campionato e ritirarci su perché Bologna è importante, fondamentale». Affranti anche Reina e Leiva. Il primo è anche un ex: «Li abbiamo aiutati troppo e loro non ne hanno bisogno. Troppi errori, anche da parte mia che non ho fatto girare il pallone come al solito. Ma ora dobbiamo rialzarci in fretta e tornare la vera Lazio». Più severo Leiva: «È stata la più brutta gara della nostra stagione. Volevamo giocare in modo diverso, non ci siamo riusciti. Tanti, troppi errori e con i più forti li paghi a caro prezzo». 
D. M. Il Messaggero

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DICHIARAZIONI

Leiva: “La peggiore prestazione della stagione, ora rialziamoci”

Al termine di Lazio-Bayern Monaco, Lucas Leiva è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky:

“Era difficile battere il Bayern Monaco, ma li abbiamo anche aiutati perché non abbiamo giocato bene. Non è stata la Lazio che conosciamo. Dobbiamo imparare da questa sconfitta come esperienza utile per il nostro campionato. Ora servirà orgoglio per giocare in Germania perché quella che si è vista stasera non è stata la vera Lazio.

Prima della partita abbiamo analizzato i tedeschi. Coman, Sané e Lewandowski rimangono sempre in avanti per farsi trovare pronti in caso di contropiede. Quando si commettono degli errori a questi livelli, poi è difficile vincere. Ora non dobbiamo abbassare la testa, ma analizzare questa sconfitta affinché non ricapiti più.

Speriamo che questa sconfitta non rovini il lavoro che abbiamo costruito in questi anni e che non intacchi la fiducia che abbiamo di noi stessi. È stata la peggior prova dell’anno, ma non dobbiamo dimenticato quanto fatto finora. Siamo dispiaciuti perché è sempre un sogno giocare la Champions League. Ora dobbiamo recuperare energie mentali per giocare al meglio la trasferta di Bologna”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Insegno: “Bayern più abituato a questa realtà, ma la Lazio se la giocherà. Sarà una festa a prescindere” (AUDIO)

PINO INSEGNO in collegamento a 'NMM': "Non è facile vivere bene l'attesa di questa gara con il Bayern Monaco. La Lazio è fatta per le gare perfette, poi è chiaro che quando giochi contro grandi squadre gli episodi possono indirizzare in modo negativo. La Lazio, è vero, non è abituata a certe realtà, ma poi bisogna capire cosa accadrà in campo. La Lazio c'è e se la giocherà. Me la voglio vivere tranquillamente, così come mi sono vissuto Lazio-Real Madrid, quando Pandev glie ne fece due. E' vero che si gioca in 180', se dobbiamo sperare in qualche errore sarà la gara di ritorno a fare la differenza. Il Bayern è più abituato a certi contesti, ma alla fine si deve giocare a pallone. Deve essere una festa, è già una gioia respirare questa aria qui"

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Gregucci: “Lazio, sfida i campioni con una gara coraggiosa, giocati al massimo questa opportunità storica!” (AUDIO)

ANGELO ADAMO GREGUCCI in collegamento a 'NMM': "Musacchio avrà attitudini per stare a destra, ma può tranquillamente adattarsi per giocare a sinistra. E' la qualità che conta, se c'è quella il modulo conta poco. Stasera contro il Bayern giocheranno giocatori che sono all'altezza, altrimenti non starebbero in una squadra che fa questa competizione. Stasera bisogna vedere che atteggiamento avranno i tedeschi stasera. La loro linea difensiva patisce la velocità, in particolare Boateng. Immobile e Correa sanno attaccare la profondità. Questa è una gara di campionato, dura 180', le letture possono essere differenti. Sarà importante interpretare con lucidità i momenti della gara, la squadra di Inzaghi sa attaccare anche sugli esterni o con la palla alta per Milinkovic. Il Bayern Monaco è nettamente favorito? E sti cavoli, la Lazio deve giocarsi forte questa occasione con una gara coraggiosa, deve far capire che c'è. Loro sono molto pericolosi sulle corsie esterne, Davies va più veloce della palla, Coman e Sane sono fortissimi. Lewandowski è l'attaccante più armonioso che c'è, utilizza il corpo in maniera divina. Sono i campioni in carica, grande rispetto, ma giochiamocela. Dobbiamo giocarci ogni episodio al massimo della convinzione e della concentrazione. Questa è una partita storica, una grande occasione che va giocata senza rimpianti"

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Mellone (Vicedir. Rai 1): “Emozione Bayern, sono in apnea…” (AUDIO)

ANGELO MELLONE (Vicedirettore Rai1) in collegamento a 'NMM': "Sono in apnea in attesa della gara di questa sera con il Bayern Monaco. Vorrei salutare la squadra a Formello, magari portando le mie figli alle quali ho trasmesso la mia passione per la Lazio che nasce dai tempi di Fiorini. Nella mia vita ho trovato mille ragioni per legarmi a questi colori, malgrado sono tarantino. Se stasera le cose dovessero andare bene da chi mi aspetto il primo messaggio? Da un mio collega Rai al quale sono molto affezionato. Ecco, stasera mi auguro di ricevere un bel messaggio al fischio finale del match"

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POLISPORTIVA

Fondazione S.S. Lazio 1900, il taglio del nastro della Sindaca Raggi

Nasce la Fondazione S.S. Lazio 1900 nel centenario della costituzione in Ente Morale

A Piazza della Libertà il taglio del nastro della Sindaca Virginia Raggi

 

Dopo oltre un secolo, l’ideale di Piazza della Libertà è più saldo che mai. 

Come e più di allora, la Società Sportiva Lazio promuove lo sport per tutti, con oltre 70 discipline, con juniores, assoluti e master, con un’attenzione specifica alla disabilità. 

Come e più di allora, promuove inclusione e integrazione sociale contro ogni forma di discriminazione ed emarginazione

Come e più di allora, promuove il Welfare di comunità con diffusione di attività di interesse sociale e con finalità educativa.

Come e più di allora, promuove stili di vita salutari centrati sull’attività fisica, sulla sostenibilità dell’ambiente, sulla sana alimentazione.

Per dare forza e continuità agli ideali dei fondatori e dei pionieri nasce dunque la Fondazione S.S. Lazio 1900, organizzazione non lucrativa di utilità sociale (Onlus), casa luminosa dei progetti sportivi, culturali e sociali che da anni il Sodalizio biancoceleste porta avanti, in stretta collaborazione con le Istituzioni nazionali ed europee.

La Fondazione nasce nel centenario della costituzione in Ente Morale della allora Società Podistica Lazio, su proposta del Ministro dell’Istruzione Pubblica Benedetto Croce, con il Regio Decreto del 2 giugno 1921. Il “fine di pubblica utilità”, riconosciuto all’epoca, è alla base dell’identità della Fondazione, che vuole tramandare e confermare – attualizzandola – la forza morale dell’istituzione biancoceleste, esprimendola concretamente in opere e azioni che accrescano il Bene Comune. 

Nel solco di questa missione, davanti alla targa marmorea dedicata ai fondatori in piazza della Libertà, si è svolta una breve ma sentita cerimonia alla quale ha preso parte la Sindaca Virginia Raggi, a cui è stato consegnato lo Statuto della Fondazione. 

“La nascita della Fondazione S.S. Lazio 1900” rappresenta un ulteriore ed importante tassello nell’impegno della società biancoceleste per Roma”, ha affermato Virginia Raggi. “Nel solco della sua storica tradizione, alle attività sportive si affiancano preziose iniziative nel sociale dedicate ai più deboli e alle aree più disagiate della città, nell’ottica dell’integrazione e dell’inclusione. Una finalità che va oltre ogni appartenenza e fede calcistica. Un grazie a chi ha voluto e promosso questa significativa esperienza. Un augurio a Gabriella Bascelli che assumerà la presidenza della Fondazione e che sono certa metterà a disposizione tutto il suo bagaglio umano e di valori”.

“La Fondazione S.S. Lazio 1900 è nata per promuovere lo sport per tutti, con una attenzione specifica alla disabilità, favorendo inclusione e integrazione sociale contro ogni forma di discriminazione ed emarginazione. Il nostro obiettivo è dimostrare che, con il sacrificio e il duro lavoro, nessun traguardo è irraggiungibile”, ha dichiarato il Presidente Gabriella Bascelli.

Sarà inoltre creato un Albo d’Oro dei pionieri per tutti coloro che – da oggi fino al 31 dicembre 2021, nell’anno del centenario della costituzione in Ente Morale – daranno sostegno agli obiettivi della Fondazione. 

 

Per aderire a questa pietra miliare della storia della S.S. Lazio: www.fondazionesslazio.org

Roma, 23 febbraio 2021

Comunicazione Società Sportiva Lazio

media@societasportivalazio.it

 

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GIUSTIZIA SPORTIVA

Protocolli Covid, il 16 marzo l’udienza di Lotito

Si muove qualcosa sul fronte tamponi Lazio. Dopo il deferimento per il presidente Lotito e i medici Pulcini e Rodia, è stata fissata al 16 marzo l'udienza davanti al Tribunale federale nazionale per la vicenda della violazione dei protocolli sanitari Figc anti-Covid. Lo riporta l'Ansa. Prima della data del dibattimento non verrà formulata alcuna richiesta nei confronti del presidente della Lazio che lo scorso 16 febbraio era stato deferito dal procuratore federale, Giuseppe Chinè, e con lui i medici del club biancoceleste Ivo Pulcini e Fabio Rodia. Il reato contestato: violazione dell'articolo 4.1 del codice di giustizia sportiva, dell'art. 44.1 del Noif, dei protocolli sanitari Figc e da quanto previsto dal comunicato Figc del primo settembre 2020 in caso di "mancata osservanza dei protocolli sanitari". La Lazio è stata deferita a titolo di responsabilità diretta, oggettiva e propria.