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APPROFONDIMENTI

Lazio-Bayern Monaco, la sfida: tutti i duelli clou oltre Immobile-Lewandowski

Lazio e Bayern Monaco sono accomunate da un calcio offensivo, aggressivo, per larghi tratti spettacolare. Chiara la superiorità dei bavaresi, squadra invincibile o quasi fatta di numeri incredibili. Qualità in campo al potere, nonostante qualche assenza importante, che fa paura. Sarà una partita emozionante con i duelli in campo pronti ad esaltare e far scoppiettare la sfida. Sfide uno contro uno e a distanza tra i dieci calciatori chiave.

Reina-Neuer: registi aggiunti 

Ex compagni di squadra al Bayern, Pepe fu voluto da Guardiola nel 2014. Il motivo? Gioca bene con i piedi, proprio come il tedesco. Chiara l’intenzione dell’allenatore spagnolo: avere un primo e un secondo portiere abili tecnicamente. Una sola stagione in Baviera per l'ex Napoli, tre presenze e zero gol incassati. Ha vinto una Bundesliga da vice, martedì sera saluterà Manuel da vecchio amico. Ora Inzaghi e Flick si affidano a loro per far partire le rispettive azioni. Giocano con i piedi, impostano da dietro. Portieri simili che si sfideranno a distanza. Ma a fare la differenza saranno soprattutto le parate.

Acerbi-Lewandowski: corpo a corpo

Acerbi ha già affrontato Lewandowski nella doppia sfida di Nations League tra ottobre e novembre con la maglia dell’Italia. L’attaccante polacco, marcato a sentinella, non ha segnato. Certo, la forza della Polonia non è quella del Bayern. Il Leone però, gli ha preso le misure, sa come gioca, i movimenti. Da centrale (in Champions ha sempre giocato sul centrosinistra), la sfida più elettrizzante contro la punta più in forma del momento.

Davies-Lazzari: duello in corsa

Terzino sinistro contro esterno destro. Due pendolini niente male sul prato dell’Olimpico. Il giovane canadese, 20 anni, è uno dei migliori nel suo ruolo.  Lanciato dall’ex allenatore Kovac, confermato da Flick, accomuna velocità e qualità incredibili. Nelle ultime valutazioni tra i giocatori più veloci al mondo c’è lui in cima: 36.51 km/h come sprint di punta. Numeri da velocista. Lazzari pure non scherza: quest’anno raggiunta la velocità massima di 34 km/h. Passano loro e si alza il vento. Davies ha forse una carta a suo vantaggio: alto, piazzato, fisicamente è molto più strutturato dell’ex Spal. 

Kimmich-Milinkovic: gli equilibratori

Ricoprono aree geografiche leggermente diverse del centrocampo, probabilmente non saranno uno contro uno. Ma si somigliano molto Kimmich e Milinkovic. Giocatori di qualità incredibile, i migliori forse nelle due fasi: abili nel difendere, letali nell’attaccare. Fisicamente non si somigliano: il tedesco è piccolo e veloce, il Sergente biancoceleste fa del suo strapotere fisico la caratteristica migliore. Il mediano bavarese ha collezionato 24 presenze, 4 gol e 13 assist in stagione. Sergej in 27 apparizioni ha siglato 5 reti e servito 9 assist. A centrocampo comandano loro.

Sané-Luis Alberto: sfida tra numeri 10

Fantasia al potere, ecco il duello a distanza tra Leroy Sané e Luis Alberto. Il tedesco plasmato da Guardiola al City è l’ala preferita di Flick. Sette gol e 8 assist in 28 apparizioni. Dall’altra parte c’è il Mago, che di assist quest’anno non ne vuole sapere di farne: appena un passaggio vincente (in Champions League contro il Bruges), ma ben 7 reti. In questa stagione, al contrario di quella passata, si è scoperto più bomber che assist-man. È il cervello della Lazio. Inzaghi consegnerà a lui le chiavi della squadra, ancora una volta.

Corrieredellosport.it

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APPROFONDIMENTI

Zhang, l’Inter da scudetto resta sul mercato: servono 200 milioni per tenere il club

Ieri avrebbe voluto essere a San Siro. Per tutta la settimana ha accarezzato il sogno una trasferta mordi e fuggi per godersi dal vivo la sua creatura, nel momento più bello. Alla fine Steven Zhang è dovuto scendere a patti con la realtà. Il derby che potrebbe valere lo scudetto l'ha visto da casa a Nanchino. Il viaggio a Milano gli sarebbe costato una lunga quarantena al rientro in Cina, incompatibile con la missione che s' è dato: trovare un partner finanziario che metta sul piatto 200 milioni, per arrivare alla fine della stagione da proprietario del club. La prospettiva di perdere l'Inter proprio adesso, che lo scudetto è diventato un obbiettivo reale, è troppo dolorosa per il 29enne presidente dell'Inter, che ha gridato la gioia per la vittoria alla solita maniera. Su Instagram, sotto la foto dei giocatori festanti, ha scritto: «Forza ragazzi! Con tutto il cuore e grande lavoro non ci fermeremo mai». I tifosi hanno risposto a centinaia, chiedendogli di non mollare. L'Inter ha un vantaggio di 4 punti sul Milan che alla conta finale varrebbero 5, per gli scontri diretti. La Juve può risalire la china, certo. Ma ora i nerazzurri in campionato sono padroni del proprio destino. In quindici partite, per la certezza matematica di vincere, dovranno raccogliere 41 punti. Realisticamente una decina di vittorie potrebbe bastare, visto il ritmo delle avversarie. Il Milan nel 2021 ha perso quattro partite di campionato su nove. Se l'Inter è ricca in punti, la ragioneria invece non perdona. Questa proprietà, che nel 2016 ha preso il club fuori dalle posizioni che danno accesso alle coppe, deve trovare soldi subito. L'opzione del prestito a tassi in doppia cifra è la prima nella testa del presidente. Un'impresa ardua: i fondi di debito chiedono come garanzia azioni della holding. Una prospettiva contraria al proposito di Zhang senior di concentrare gli sforzi finanziari del gruppo sulla vendita di elettrodomestici in Cina. Suning naviga in un mare di debiti, agitato dalle politiche restrittive del governo cinese sugli investimenti nel calcio. Eppure la speranza di portare la barca in porto resta, almeno per Steven. Ottenere un prestito e il rifinanziamento del debito significherebbe comunque affrontare almeno due stagioni di austerity. Un po' di sollievo potrebbe portarlo proprio il campo: vincere lo scudetto porterebbe una trentina di milioni. Al vincitore della stagione 20/21 andranno 23,4 milioni della quota premiale dei diritti tv. Un'altra decina è attesa dal market pool Uefa (che pure sarà rivisto al ribasso). E scatterebbero fra i 4 e i 5 milioni di bonus dagli sponsor. È abbastanza per scongiurare la vendita? No. Ma da quando in classifica il vento è cambiato, sono calcoli che a Nanchino hanno cominciato a fare. Intanto, prosegue il dialogo con i fondi per la cessione. Anzitutto con BC Partners, che valuta un'Inter qualificata in Champions 750 milioni. Troppo pochi per Suning. Bisogna vedere quanto varrebbe, agli occhi di chi compra, un'Inter campione d'Italia.
la Repubblica

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STATISTICHE

STATS, Immobile-Lewandowski: sfida dei gol Champions a suon di record

La classifica dei marcatori in 66 edizioni di Coppa Campioni / Champions League: 1° Cristiano Ronaldo 135 gol, 2° Messi 119, 3° Lewandowski 71 (insieme a Raúl). Immobile chi? Meglio di lui e dei suoi 9 gol hanno fatto addirittura 342 giocatori. Oltre a Lewa, nel Bayern attuale, anche Thomas Müller (47), Coman e Douglas Costa (11), perfino Kimmich (10). E come Ciro ne hanno segnati 9 Gnabry, Sané e Tolisso. Per presentare Lazio-Bayern di domani (anche) come una sfida tra i due centravanti, però, basta ricorrere alla media-gol: Immobile, una rete ogni 91 minuti, ha fatto addirittura meglio del fenomeno polacco, a segno ogni 112'. In Champions ha esordito prima Ciro, mezz' ora scarsa con la Juventus a Bordeaux nel 2009, ma Lewandowski dal 2011 a oggi in Europa ha giocato sempre lì, con Borussia Dortmund e Bayern, perdendo una finale (nel derby tedesco del 2013) e vincendo la coppa dalle grandi orecchie 6 mesi fa, da dominatore, andando a segno in 9 partite sulle 10 giocate e sfiorando, con 15 gol, il record di 17 stabilito nel 2014 da Cristiano Ronaldo. Immobile, nel frattempo, era rimasto 5 anni lontano dall'Europa, tornando in Champions nel 2014-15 col Borussia (4 reti in 6 partite) e poi, a parte 3 spezzoni col Siviglia, solo in questo 2020-21 con la Lazio, lasciando il segno – con 5 gol – in tutti i 4 incontri giocati. Ciro arrivò a Dortmund proprio per sostituire Lewandowski. Lo scelse Klopp dopo aver guardato 70 partite («ne ha viste più lui di mio padre…»), esordì nella Supercoppa tedesca battendo proprio il suo predecessore: Borussia-Bayern 2-0, il 13 agosto 2014, finora l'unico scontro diretto. Ebbero un'occasione a testa, ma non segnarono. Poi il duello per la Scarpa d'Oro 2020: vinta da Immobile, 36 gol a 34, però giocando più partite, 37 a 31, e segnando molti più rigori, 14 a 5. Nel 2021 Lewa, con 26 gol, è già largamente davanti a tutti. L'anno scorso, se fosse stato assegnato, il Pallone d'Oro probabilmente l'avrebbe vinto lui, dopo essere arrivato 13° nel 2013, 4° nel 2015, 16° nel 2016, 9° nel 2017 e 8° nel 2019, mentre Immobile non è mai stato preso in considerazione. Il polacco è laureato e parla almeno 3 lingue, Ciro ha la terza media e in Germania riusciva solo a scambiare qualche parola in italiano con Sokratis e Aubameyang. Come trofei non c'è paragone, 23 a 4 per Lewandowski. Sembra una sfida impossibile. Per questo, forse, sarà ancora più bella.

M.P. – Il Corriere della Sera

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RASSEGNA STAMPA

Il doppio ex, Massimo Oddo: “La Lazio giochi a viso aperto: anche in Champions la sorpresa è dietro l’angolo…”

Un doppio ex speciale. Più legato alla Lazio che al Bayern Monaco. Coi biancocelesti Massimo Oddo ha giocato cinque anni, è stato capitano, ha vinto una coppa Italia e con Inzaghi (i due sono molto amici) ha attraversato due ere, quella di Cragnotti e di Lotito. Con i tedeschi una sola stagione, «un'esperienza fantastica, giocavo con Miro (Klose ndc) e Ribery, c'erano anche i giovani Muller e Kroos. Che squadra pure quella». E' campione del mondo del 2006, ma è col Milan che ha vinto tutto. 
Che effetto le fa vedere la Lazio giocare una gara così? 
«Bellissimo, è lì che deve stare la Lazio. Se lo meritano la società e Simone. Per i giocatori sarà una serata fantastica». 
L'emozione può giocare brutti scherzi? 
«No, forse i primi minuti, ma l'adrenalina e la voglia di mettersi in mostra farà la differenza. Certo il Bayern è più abituato a giocare gare simili rispetto alla Lazio, ma la sorpresa è dietro l'angolo. Sempre, pure in Champions». 
Una sfida proibitiva 
«Il Bayern è un'armata, una vera corazzata, ma credetemi, al di là dei valori e dell'esperienza, la Lazio, questa Lazio, se la gioca alla grande. Ne sono più che convinto. Certo se poi i tedeschi la prendono sottogamba…». 
Che significa giocare con la maglia del Bayern? 
«E' una casacca pesante: devi vincere, punto. Poi è la squadra della Germania, non è come da noi che ci sono antipatie tra tifosi di squadre italiane, i tedeschi quando gioca il Bayern fanno tutti il tifo per la squadra di Monaco. E' il club nazionale. Loro sono i favoriti, naturale, ma tutto resta in ballo». 
Un consiglio al suo amico Simone? 
«Non ne ha bisogno. Come me ne ha giocate tante di gare così, quindi sa benissimo cosa fare e cosa dire ai suoi ragazzi. Da giocatore posso solo dire che non devono avere paura, giocare a viso aperto. Con calciatori come Luis Alberto, Milinkovic e Immobile possono mettere ansia anche al Bayern». 
Un giocatore della Lazio che può mettere in difficoltà il Bayern. 
«Immobile, sarà motivato dalla sfida con Lewandoski e poi negli spazi e può essere devastante per la difesa tedesca». 
Quasi inutile che le chieda chi temere del Bayern… 
«Direi di sì, comunque i tre d'attacco». 
Sorpreso di quello che sta facendo Inzaghi? 
«Ma Simone negli ultimi quattro anni da giocatore faceva finta di giocare, era già allenatore. E' stato bravissimo». 
Le va di uscire dall' argomento e tornare sulle polemiche del play-out tra il suo Perugia e Pescara? 
«Avevo lasciato il Perugia in zona play-off, sono tornato e abbiamo perso lo spareggio per un rigore: sconfitta nella prima gara, vittoria nella seconda. Tutto quello che è successo dopo col mio arrivo a Pescara sono tutte idiozie, fandonie. Al Perugia devo solo dire grazie e l'hanno fatto anche loro. Speravo di salvarmi e restare lì, purtroppo il calcio è anche questo». 
D. M. – Il Messaggero

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DICHIARAZIONI

Immobile: “Sfidare il Bayern già un traguardo, serve la perfezione. Lewandowski? Il migliore al mondo”

È tra i protagonisti più attesi di Lazio-Bayern Monaco, Ciro Immobile. Inzaghi si affida a lui per provare a far male ai bavaresi. E sarà un match nel match: dentro la partita dell’Olimpico va segnalata anche la sfida a distanza con Lewandowsi. Il bomber biancoceleste, ai microfoni del sito della Uefa, ha commentato: ”È giusto considerare questa sfida un premio. Affrontare i migliori ti dà sempre più soddisfazione e motivazioni. Ovviamente sarà una partita difficilissima. Cercheremo di fare del nostro meglio in entrambe le partite, sapendo di non dover cambiare il nostro stile di gioco. Faremo sempre quello che sappiamo, con la consapevolezza di dover dare qualcosa in più per giocare la partita perfetta”.

 

Immobile e l’analisi sul Bayern Monaco

“Il Bayern è una squadra molto offensiva e veloce, che gioca un calcio totale, quindi sarà difficile fermarlo quando attacca. Cercheremo di dargli qualche problema sfruttando i suoi punti deboli. Chiaramente non avremo così tante occasioni come nelle scorse partite, quindi dobbiamo rimanere concentrati e provare a coglierlo di sorpresa. Affrontiamo i vincitori dell'ultima Champions League. Per noi è fondamentale capire ogni aspetto della partita, ma comunque vada saremo soddisfatti di quello che abbiamo fatto in Champions. Arrivare qui dopo 20 anni è un grande risultato per il club e ci dà gioia”.

Il commento su Lewandowski 

“Che cosa mi piace di più di Robert Lewandowski? Che non è mai soddisfatto. Ogni anno cerca di migliorare e di superare i suoi limiti, anche se è già un giocatore eccezionale. È un attaccante completo. Credo che attualmente sia il centravanti più forte del mondo, quindi dovremo stare molto attenti. È stato incredibile batterlo nella Scarpa d'Oro. Sfidare grandi giocatori come lui e [Cristiano] Ronaldo mi rende molto felice. Le qualità di un grande attaccante? L'egoismo è un tratto comune degli attaccanti. Quando hai la porta davanti non pensi a nient'altro. Per istinto, gli attaccanti vogliono segnare a tutti i costi; a volte significa prendere decisioni d'impulso che in quel momento possono essere sbagliate. Molti miei gol arrivano grazie al lavoro di squadra e alle manovre, altri solo per istinto. Se sono superstizioso? Sì, certo. Ognuno ha le sue superstizioni e io sono anche del sud, quindi… Cerco di seguire la stessa routine quando gioco una partita. Voglio sempre segnare, ma so che non è sempre possibile; quando non riesco a segnare, cerco di rimanere concentrato sul gioco di squadra”.

Immobile e il rapporto con Inzaghi

Dato che era un attaccante, il mister preferisce che la squadra giochi un calcio offensivo e questo rende le cose più semplici per noi attaccanti. È molto importante. Come abbiamo visto, il nostro stile di gioco, sia in Serie A che in Champions League, è sempre stato divertente e votato all'attacco. Preferiamo segnare più gol dei nostri avversari anziché cercare di non subirne. Dunque, da questo punto di vista ho un grande vantaggio. Inzaghi sapeva come giocare con i compagni, a volte preferiva servire l'assist che segnare. A volte mi dà consigli su questo. Se mi ricorda che ha segnato quattro gol in una partita di UEFA Champions League? Sì, lo fa spesso! Di solito me lo dice qualche giorno prima della Champions".

Corrieredellosport.it

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Riedle: “Roma la mia seconda casa. Col Bayern Monaco la Lazio deve crederci: serve coraggio” (AUDIO)

L'ex calciatore della Lazio, nonché Campione del Mondo 1990 con la Germania, Karl Heinz Riedle, è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei. "Noi tedeschi siamo molto precisi ma io sono un po' diverso, ho preso molto dai miei anni in Italia. Amo Roma e i tifosi della Lazio, tanto che spesso ci torno in vacanza. Il mio piatto preferito? Senza dubbi l'aragosta alla catalana, ma sono fortunato perché in Germania nella nostra casa, in cucina abbiamo una cuoca italiana. Ricordo i miei anni in biancoceleste con piacere, anche le sfide con Maradona mi emozionavano perché lui, quando ero piccolo, era un mio mito. Come affrontare il Bayern Monaco? Hanno sì tante assenze ma sono forti, forse in difesa stanno pagando qualcosa ma la Lazio deve crederci. Per battere questa squadra serve coraggio, non ci sono altre soluzioni perché non bisogna avere timore, serve avere fiducia nei propri mezzi e, ripeto, avere coraggio".   
 

 

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ARBITRI

Lazio, una grande opportunità di crescita ma con poco da perdere

L'urlo che si alza da Formello è univoco: "Il Bayern è forte, lo sappiamo ma proveremo a giocarcela al massimo". La voglia c'è, la consapevolezza anche. E la Lazio si appresta a vivere l'andata degli ottavi di Champions come la classica squadra che non ha nulla da perdere: perché i tedeschi sono i campioni d'Europa e del Mondo in carica ed "erano l'unica pallina che non volevamo dall'urna", ha ammesso Inzaghi. Dunque, se dovesse andare male, nessuno avrebbe qualcosa da rimproverare alla Lazio, che ha già raggiunto il suo obiettivo: superare il girone eliminatorio dopo vent'anni. La pressione non c'è, la voglia di stupire è tanta. Ma dire che i biancocelesti non hanno nulla da perdere, forse non è corretto. Perché la Lazio deve essere consapevole che un doppio confronto del genere può essere lo strumento migliore per migliorare. E crescere come squadra, mentalmente e tatticamente, in vista del futuro. Così, la dovrà interpretare la banda Inzaghi. Deve vedere nel Bayern Monaco non tanto l'avversario da superare per fare un'impresa – che deve essere l'obiettivo principale – ma come una specie di maestro, che non ti perdona nulla e se può ti punisce con severità, ma al tempo stesso ti accelera un processo di maturazione che non potrà mai essere completato senza. La Lazo ha un'opportunità irripetibile e non deve sprecarla. Se verrà inquadrata così e verrà affrontata con lo spirito giusto, allora il doppio confronto contro Lewandowski e Co. sarà tutto di guadagnato. 
Ieri la squadra ha lavorato a Formello ed è entrata in ottica Champions. Nulla dovrà essere lasciato al caso, con lo staff di Inzaghi che sta analizzando (da settimane, per la verità) il Bayern per provarne a carpire anche un minimo e invisibile (a occhio nudo) difetto. Uno solo il dubbio di formazione: chi giocherà con Acerbi in difesa. Musacchio ha convinto e dovrebbe partire dall'inizio, mentre la terza maglia se la giocano Patric e Hoedt, titolare nelle ultime 5 del girone in inverno. Con l'olandese in campo, Musacchio si sposta a destra, altrimenti partirà come stopper di sinistra. Oggi alle 16 la rifinitura a Formello, mentre alle 15 parlerà Inzaghi, con un tesserato, in conferenza stampa. Il Bayern invece farà allenamento a Monaco alle 12, mentre l'allenatore Flick presenterà la partita ai media alle 13.45 sempre nel centro sportivo bavarese. Alle 18 poi il Bayern arriverà a Roma: niente rifinitura all'Olimpico. Tuttomercatoweb.com

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APPROFONDIMENTI

Inzaghi prepara il muro e si affida ai senatori di coppa Leiva e Reina

Nel momento del bisogno servono loro, i senatori, i giocatori di maggiore esperienza internazionale. E domani sera alle 21 contro il Bayern Monaco ce ne vorrà tanta alla Lazio per fronteggiare un avversario che è campione del mondo in carica. Inzaghi prepara il muro biancoceleste ed è pronto a puntare su Reina e Leiva, i due con con più presenze nelle coppe europee dell’intera rosa. Il portiere spagnolo, un ex passato come una meteora in Baviera (solo tre presenze nella stagione 2014-2015), è la sorpresa di questa stagione. Il suo carisma ha fatto innamorare il tecnico e, col passare dei mesi, è diventato uno dei leader tecnici della squadra. Guida la difesa, le sue urla riecheggiano in tutti gli stadi italiani, non gli pesano i 38 anni compiuti lo scorso 31 agosto. Anzi, sembra un ragazzino, quasi abbia trovato a Formello l’ambiente ideale per esprimere le sue qualità. I numeri europei sono pesanti: 176presenze in competizioni Uefa (terzo posto di tutti i tempi dietro Casillas e Ronaldo) di cui 86 in Champions League. Inutile dire che contro il Bayern non si potrà sbagliare nulla e Reina vuole dare il contributo alla Lazio che gli sta entrando nel cuore. Anche Lucas Leiva è chiamato a una prestazione modello Borussia Dortmund, quando riuscì a tornare il rubapalloni da tutti conosciuto e purtroppo limitato da quel maledetto infortunio al ginocchio della scorsa primavera. Il brasiliano ora va un po’ ad intermittenza ma, nelle grandi occasioni, ha sempre fatto valere la sua classe nel saper reggere la pressione contro gli avversari più forti. Anche per lui 77presenze nelle coppe, di cui 30 nella Champions, tutte con Liverpool e Lazio, con la speranza di lasciare il segno di fronte al centrocampo tedesco, di riuscire ad aiutare i compagni in difficoltà come è solito fare quando sta bene fisicamente. Peccato per l’assenza del pubblico domani notte ma la curva laziale si muove lo stesso, per quanto è consentito di questi tempi di pandemia.

Il Tempo

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DICHIARAZIONI

Klose ritrova la Lazio: “Finalmente in Champions. Inzaghi gioca bene, Immobile forte ma con Lewa differenza netta”

Una notte speciale, un avversario particolare. Dopo 20 anni la Lazio torna agli ottavi di Champions League, e li giocherà, per la prima volta, con uno scontro a eliminazione diretta (nel 2001 agli ottavi c'era ancora la seconda fase a gironi). Contro avrà il Bayern Monaco campione d'Europa e del mondo. Contro avrà Miro Klose, miglior marcatore straniero della storia biancoceleste, oggi vice di Flick al Bayern. “Speravo di incontrare la Lazio, e sono contento che finalmente giochi in Champions League – ha detto Miro –. Purtroppo viviamo un momento delicato, mi dispiace enormemente per i giocatori, che devono vivere le emozioni della Champions, senza i tifosi. Lo stesso discorso, per esempio, da noi vale per Musiala, che ha festeggiato il suo esordio e il suo primo gol in Bundesliga senza il calore dei tifosi”.
Cosa significa per la Lazio il ritorno in Champions?
“Ogni giocatore e ogni tifoso della Lazio desiderava da anni raggiungere questo traguardo. Non riesco a immaginare nulla di più bello per loro di un Lazio-Bayern con lo stadio esaurito. Purtroppo non è possibile. Sono però estremamente contento per i tifosi che possono finalmente vivere la Lazio in Champions”.
La Lazio è arrivata agli ottavi da imbattuta: se lo aspettava?
“No. Ho visto le partite, specialmente quelle col Dortmund. La Lazio ha qualità, è evidente. Ha giocato molto, molto bene. Il Dortmund non è una squadra che si batte facilmente”.
Ultimamente il Bayern balla dietro: il fatto che Alaba e Boateng siano in scadenza può esserne un motivo?
“Assolutamente no. Alaba e Boateng sono professionisti esemplari, riescono a lasciare queste cose fuori dal campo. In questo momento subiamo qualche gol in più, ma è normale. Era prevedibile che vivessimo una fase del genere, è normale. Sono quasi due anni che giochiamo ogni 3 giorni. Per tanto tempo le cose sono andate benissimo, al momento non siamo freschissimi, e a questo va aggiunto il fatto che le altre squadre ci studiano. Spesso mandano la palla improvvisamente dietro la linea della nostra difesa. Sono giocate sulle quali è difficile prepararsi. Però lo abbiamo analizzato, stiamo cercando di migliorarci e credo che siamo sulla strada giusta. Questo però è anche il bello del lavoro da allenatore: bisogna analizzare le cose, trovare nuove chiavi, poi allenarsi e rendere le cose concrete”.
La Lazio gioca molto in profondità, può essere un tipo di gioco particolarmente pericoloso per il Bayern?
“Immobile, Luis Alberto… Anche Correa gioca bene. Milinkovic è ambidestro, sa difendere bene il pallone, ha un buon tiro. Hanno armi pericolose. Ma voglio essere chiaro: se scenderemo in campo nel modo giusto allora la differenza fra il Bayern e la Lazio si dovrà vedere in maniera netta”.
A Roma si vive anche molto di sfottò, i tifosi romanisti sperano che il Bayern vinca 7-1 come successo con i giallorossi qualche anno fa…
“Quindi deve finire 6-1 o 7-2? (Ride…). Scherzi a parte non penso che la partita possa essere simile a quella fra il Bayern e la Roma. Con la qualità della Lazio fatico a immaginarmi un risultato del genere”.
Immobile e Lewandowski sono i due numeri 9 migliori d'Europa?
“Per me Lewandowski è un top player. Già prima lo valutavo molto bene, ma ora che lo alleno e lo vedo tutti i giorni posso dire che ha veramente veramente pochi punti deboli. Robert è ambidestro, è forte di testa, capisce le situazioni, è veloce. Immobile secondo me è molto bravo. Si crea le occasioni, sa giocare in profondità, ha un buon tiro. Secondo me però Lewandowski ha qualcosina in più. E non so se siano i due migliori in assoluto”.
Il suo amico Lulic, dopo uno stop di un anno, esordirà in Champions proprio contro di lei…
“Sono stato contento che Lulic sia tornato nella lista dei convocati nel derby, partita che sente e che ha deciso in passato. Spero abbia la possibilità di giocare con noi e che possa esordire in Champons, momento che aspetta da anni. Conosco Inzaghi e penso che al 100% gli farà giocare almeno qualche minuto. Lulic vede in Lazio-Bayern la luce in fondo al tunnel. Sarà emozionante per tutti”. Gazzetta dello Sport

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ARBITRI

Lazio-Bayern Monaco, arbitra l’israeliano Grinfeeld

Lazio-Bayern Monaco, sfida valida per la gara d’andata degli ottavi di finale di UEFA Champions League, in programma martedì 23 febbraio 2021 alle ore 21:00 allo Stadio Olimpico di Roma, sarà diretta dal signor Arbitro: Orel Grinfeeld (ISR).

 

Assistenti: Roy Hassan (ISR) – Idan Yarkoni (ISR)

IV uomo: Gal Leibovitz (ISR)

V.A.R.: Juan Martínez Munuera (ESP)

A.V.A.R.: Roi Reinshreiber (ISR)