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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Petrucci (Skysport): “Inzaghi-Lotito, il rinnovo si farà” (AUDIO)

AUDIO 'NMM' – Ascolta l'intervento di MATTEO PETRUCCI (Skysport). Il finale di stagione della Lazio, i successi in tribunale di Lotito ed il rinnovo di Simone Inzaghi: "Sono chi conosce le dinamiche ed i rapporti tra il presidente ed il tecnico possono spiegarsi i motivi di questa lunga attesa. Dalle mie informazioni e sensazione, l'intesa tra i due si troverà ed il rinnovo sarà siglato"

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DICHIARAZIONI

Europei, il sottosegretario al Ministero della salute: “Si giocheranno anche in Italia con i tifosi”

"Europei? Si terranno anche in Italia, ci dobbiamo lavorare. C’è una richiesta della FIFA di garantire una certa presenza di tifosi negli stadi. Io credo che, se rispetteremo i nostri piani, si possa tornare non solo negli stadi, ma anche in maniera graduale ad una vita normale". Così Andrea Costa, sottosegretario al Ministero della salute, in diretta a Radio Punto Nuovo. "Voglio chiarire che il governo è il primo che vorrebbe riaprire tutto e subito. Sul passaporto ho espresso il mio parere e sono favorevole. Credo sia un elemento utile e anche di sicurezza. Dico che però conseguentemente al passaporto dovremmo mettere i cittadini nelle condizioni di vaccinarsi. Milan? Siamo contenti. Sta facendo un buon campionato. Il nostro obiettivo era tornare in Champions League e direi che ci stiamo tornando. Lo Spezia? Sono spezino e sono contento del campionato dello Spezia", ha aggiunto.

Il piano vaccinale: 3 milioni di vaccini

"Il piano vaccinale in questo ultimo mese ha segnato un cambio di passo importante. Il piano vaccinale che abbiamo predisposto continua a dare i suoi frutti. Ci sono tre piani: il numero di vaccinatori e su questo si sono fatti passi importanti che ci consente di aumentare il numero di vaccinati; aumentare il numero luoghi di vaccinazione e anche su questo si sono fatti passi in avanti; c’è, infine, il tema dell’approvvigionamento dei vaccini. Vorrei sottolineare che da qui alla prossima settimana arriveranno 3 milioni di vaccini. È chiaro che il trimestre decisivo sarà quello che arriva fino a giugno".

Johnson&Johnson, scuole e trasporti

"A breve inizierà anche la somministrazione di Johnson&Johnson che ci consentirà di aumentare il numero di vaccinazioni, anche perché è monodose. Questo ci consentirebbe di pianificare delle riaperture. Il tema dello sport è molto caro come quello della scuola, su cui sono già presenti pianificazione. Scuole? L’ipotesi a cui stiamo lavorando è riaprire dagli asili alle medie, anche in zona rossa. Questo lo ha detto anche il presidente Draghi. I trasporti? Sui trasporti c’è bisogno da parte delle regioni di mettere in atto delle iniziative che consentano di trasportare i ragazzi in sicurezza. Gli studi non dicono che le scuole sono luoghi di contagio, ma che il contagio avviene fuori. Il rapporto del governo con le regioni è di collaborazioni".

Sputnik in Campania e De Luca "singolare"

"Sullo Sputnik dico quello che ho sempre detto: mi auguro che in tempi rapidi si possa arrivare dagli enti preposti ad una certificazione. Nessuna preclusione. Ci dobbiamo preoccupare che siano prodotti e certificati, non dove vengano prodotti. Per quanto riguarda De Luca mi sembra abbastanza singolare. Mi pare che ci sia bisogno di una regia nazionale su questo tipo di situazioni, anche perché sugli approvvigionamenti nazionali, c’è una regia nazionale. Questa è un’iniziativa locale. Mi pare singolare investire su un vaccino che ad oggi non ha certificazioni. Detto ciò, siamo consapevoli che l’approvvigionamento è un tema fondamentale per applicare il piano che ci siamo dati".

Pregliasco: "Pubblico negli stadi agli Europei? Simbolico, nulla di più"

L'Uefa entro il 7 aprile vuole la disponibilità dei Paesi che ospiteranno gli Europei di calcio ad accettare il pubblico negli stadi. "Se questo potrà avvenire anche in Italia? Ci potrà essere una piccola percentuale, simbolica, nulla di più – ha spiegato a Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora, il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell'IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano –. Non abbiamo ancora una proiezione numerica sufficiente per sapere quali saranno i numeri dei contagi a giugno". L'Uefa però chiede una percentuale del 20% di pubblico almeno: "Al momento non mi sembra proprio il caso", ha aggiunto Pregliasco.  Corrieredellosport.it

 

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FORMELLO

FORMELLO – La settimana anti-Spezia parte bene: Caicedo recuperato, Fares quasi

Si apre la settimana di lavoro con una seduta pomeridiana in casa Lazio. Gruppo ancora decimato per via degli impegni delle nazionali, Simone Inzaghi ritroverà il gruppo al completo solo nei prossimi giorni. Riscaldamento atletico, esercizi sul possesso palla tra fasi di pressing e recupero e infine la solita partitella a campo ridotto. Il tecnico inizia a pensare alla partita di sabato contro lo Spezia, si gioca alle ore 15. Due buone notizie dall’infermeria: Caicedo e Fares sono recuperati. Il Panterone tornerà a disposizione già sabato, da capire se riuscirà a rientrare tra i convocati anche l’ex Spal, che ha saltato solo la fase finale dell’allenamento concentrandosi su un lavoro differenziato. Continua il recupero di Luiz Felipe tra palestra e corsa blanda sul campo. Nelle prossime settimane riuscirà a tornare anche lui per mettersi a disposizione nelle ultime partite della stagione. Corrieredellosport.it

 

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SOCIETA'

Vicenda tamponi, De Martino: “Tanto accanimento contro la Lazio, la Società agirà di conseguenza”

Stefano De Martino, Direttore della Comunicazione della S.S. Lazio, è intervenuto quest'oggi ai microfoni di Lazio Style 

"Si è scritto tanto e male sulla vicenda dei tamponi. In questa prima fase abbiamo una sentenza che possiamo commentare. Sappiamo tutti il terrorismo mediatico che si è scatenato, con previsioni catastrofiche e titoli a tutta pagina della Gazzetta dello Sport, dove la Società ha preso posizione. Si parlava di un verdetto già scritto, con ricostruzioni che hanno agitato il sonno dei tifosi biancocelesti. Questa è una seconda vicenda che vedremo più avanti, per capire quanto ci si sia esposti su questa vicenda. Abbiamo raccolto tutto, ascoltato e letto, per adesso c'è il tema legato alla sentenza di primo grado che non ci lascia soddisfatti perché c'è una multa e soprattutto un'inibizione per il Presidente e tutta la classe medica. La Lazio si è difesa con una memoria completa e puntuale che testimonia come la Società abbia agito nel rispetto dei protocolli, preoccupandosi di tutti i suoi tesserati e dipendenti. Capiremo poi se questa difesa verrà accolta nella misura completa, come si auspica la Società. Ad oggi, per quanto riguarda l'aspetto mediatico, per la Lazio è stato sicuramente un danno, ne abbiamo sentite di tutti i colori: questo per rinnovare il fatto che, quando c'è di mezzo la Lazio, c'è sempre questo tipo di atteggiamento.

Quello che mi conforta è che alla fine ho letto anche di persone che hanno potuto riconoscere questo accanimento da parte di qualcuno che non è giustificabile. Ho letto anche l'editoriale di Michele Criscitiello, che giustamente critica chi cerca di buttare giù chi lavora bene. Questa è anche la lettura di tanti professionisti e colleghi che ci hanno scritto in privato. Tutto questo però lo vedremo più avanti, quando questa vicenda finirà. Quel momento, conteremo anche parole e virgole di qualcuno che risponderà di quanto detto e scritto. Questa volta credo che qualcuno abbia davvero toccato il fondo, in questi tredici anni ne ho viste molte ma credo che questa volta si sia andati veramente oltre, con ricostruzioni che andavano sempre e solo verso un senso. La Società analizzerà molto bene quanto detto e poi agirà di conseguenza quando la storia vedrà la sua conclusione. Poi c'è il calcio giocato: si riprenderà dallo Spezia per continuare ad inseguire l'obiettivo Champions, obiettivo dichiarato dalla Società ad inizio stagione. Le voci fuori dal campo non hanno aiutato ma è stata brava la Società a far mantenere alta la concentrazione di tutti. Sabato ci aspetta una gara importante da vincere per rimanere in alto, in un campionato dove ci sarà battaglia fino all'ultima giornata.

C'è stata poi la tragedia di Daniel Guerini, un'altra vicenda luttuosa che ci colpisce, un altro dolore profondo che ci colpisce, con un'altra famiglia distrutta da questo evento. La Società è rimasta impietrita dalla notizie, il Presidente ha subito voluto avere notizie ed aggiornamenti minuto per minuto. Le parole in questi casi valgono poco, quello che potremo fare è solo ricordarlo e tenerlo presente nella vita quotidiana e nei ricordi. Anche oggi c'è un'aria pesantissima, manca la vita di un giovane biancoceleste che stava inseguendo un sogno con passione e professionalità.

Diritti TV? Andiamo verso una tecnologia diversa, il prossimo triennio sarà di DAZN, con il quale lavoriamo ovviamente da tempo. Vedremo poi chi si aggiudicherà le tre partite che mancano. Oggi bisogna essere al passo con le nuove tecnologie e modalità per questo bisogna stare sereni perché su questo non ci saranno problemi, con un'informazione capillare. Vedremo come si comporrà il quadro definitivo e poi potremo essere più precisi. Il futuro ormai va verso questi tipi di sistemi, anche per noi ci saranno cambiamenti importanti, è in corso un aggiornamento e miglioramento della nostra offerta per la prossima stagione, con la possibilità di seguire la Lazio in ogni momento e che non riguardano solo la prima squadra, saremo presenti ancora di più in diretta. Nelle prossime settimane vi svelerò di più, saranno novità che ci proietteranno tra i primi in assoluto per fruibilità e numero di notizie perché si sta facendo un lavoro importante del quale ne parleremo più avanti".

sslazio.it

 

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GIUSTIZIA SPORTIVA

Lazio-Torino, niente decisione: verdetto rinviato

Al momento nessuna sentenza del ricorso fatto dalla Lazio sul match non giocato contro il Torino. I giudici hanno posticipato così la decisione, che arriverà soltanto nei prossimi giorni. Il dibattimento alla Corte d'Appello della Federazione è durato circa un'ora. "Abbiamo ribadito di aver provato documentalmente le ragioni del Torino con la conferma della sentenza del giudice sportivo. È innegabile la causa di forza maggiore per cui il Torino non poteva raggiungere l'Olimpico per la partita del 2 marzo", ha spiegato il legale del club granata Eduardo Chiacchio. Che ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli ha confermato: "Il dibattimento è durato un'ora, al termine della discussione il Presidente Sandulli ci ha comunicato che sentenza e motivazione saranno resi noti nei prossimi giorni".

La posizione della Lazio
Il club di Lotito ha ribadito invece le proprie ragioni per cui la partita andava comunque giocata e ha chiesto l'omologazione del 3-0 a tavolino. La Lazio ha insistito sui provvedimenti adottati dalla Asl di Torino: la quarantena disposta il 23 febbraio non poteva decorrere dal 24 e scadere il 2 marzo, proprio nel giorno in cui era in programma la partita dell’Olimpico.

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APPROFONDIMENTI

Motivi diversi, stessa voglia di riscatto: Luis Alberto e Lulic armi per la Champions

A Formello l’operazione Champions della Lazio durante la sosta si incentra su Luis Alberto e Lulic. Pronti a pilotare con le loro rispettive qualità la squadra di Inzaghi verso l’aggancio al quarto posto. Tra tante motivazioni personali anche in chiave di riscatto. Immobile e Acerbi sono in azzurro, Milinkovic con la Serbia, mentre Luis Alberto ancora una volta è rimasto a Formello. L’unico big di Inzaghi a non esser stato chiamato in nazionale. Anche per le gare contro Grecia, Georgia e Kosovo per la qualificazione al Mondiale, il c.t. spagnolo Luis Enrique non ha convocato il Mago biancoceleste. Così il rapporto con la nazionale resta sempre una ferita aperta per il fantasista. Che però ha approfittato di questi giorni per un lavoro differenziato, soprattutto di gestione atletica, dopo un breve visita in Spagna (foto sui social col Papu Gomez). Ieri è tornato in gruppo per disputare il test contro la Primavera. Si è riscoperto goleador in questo campionato. Sinora 8 reti firmate. In un’annata che ha messo in stand by le sue doti per gli assist (primo posto nella passata stagione di A: 15), ma ha riscoperto la sua pericolosità al tiro. L’apporto del Mago resta però dominante sul piano della costruzione della manovra. E da trascinatore Luis Alberto può assicurare una marcia in più alla Lazio per risalire in Champions.

Con una doppietta Senad Lulic si è messo in mostra nella goleada di ieri contro la Primavera. Il capitano è ai titoli di coda dei suoi dieci anni in biancoceleste. In scadenza di contratto, non rinnoverà: ha preso il sopravvento la decisione di tornare in Svizzera dove vive la famiglia. Prima però il 35enne bosniaco ha centrato con tenacia l’obiettivo del ritorno in campo dopo uno stop di praticamente 11 mesi a causa di tre operazioni alla caviglia. Si sta alternando con Marusic e Fares sulla corsia sinistra. Vuol ricompattare la condizione atletica per dare il suo apporto nel finale di campionato. Contro il Bayern ha finalmente raggiunto l’esordio in Champions. Ora è salito al secondo posto, con 58 presenze (come Marchegiani) nella classifica dei biancocelesti nelle coppe europee (primo Negro, 64). Da capitano Lulic si è posto un traguardo: lasciare la Lazio in Champions.

gazzetta.it

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NAZIONALI

Nazionali: Muriqi a secco contro la Svezia, Strakosha ancora alle spalle di Berisha

ITALIA – Francesco Acerbi, Ciro Immobile e Manuel Lazzari

Qualificazioni Mondiali 2022 | Bulgaria-Italia 0-2

Prima vittoria in casa della Bulgaria. L'Italia vince 0-2 e mantiene il primo posto nel girone, insieme alla Svizzera. Le firme di Belotti, su rigore, e Locatelli regalano il successo alla squadra di Mancini. 90' da titolare per Acerbi e quarto d'ora finale per Immobile. Solo tribuna infine per Lazzari.

 

KOSOVO – Vedat Muriqi

Qualificazioni Mondiali 2022 | Kosovo-Svezia 0-3

Novanta minuti in campo per Vedat Muriqi nella sconfitta del suo Kosovo. Per l'attaccante anche un cartellino giallo dopo 6'.

ALBANIA – Thomas Strakosha

Qualificazioni Mondiali 2022 | Albania-Inghilterra 0-2

Solo panchina infine per Strakosha, nella sconfitta interna dell'Albania contro l'Inghilterra.

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AMARCORD

Memorie e gloria: quando Giorgio Vaccaro salvò la Coppa del Mondo dalle grinfie dei nazisti

Roma, novembre del ’43, mattina come altre, fresca, luminosa, a casa Barassi suonano alla porta. È il custode, è salito per informare che ieri sono stati qui i tedeschi e cercavano proprio del dottor Barassi. Cosa volevano? Non lo sa, sono saliti hanno suonato e bussato anche se aveva avvisato che il commendatore non era in casa, nessun commento e se ne sono andati abbastanza seccati. Erano in due ma fuori c’era una camionetta con sopra altri soldati. Il giorno seguente è un dirigente della Federcalcio a far visita, dice che senza avviso si sono presentati in sede dei tedeschi in abiti civili, volevano sapere dove fosse la Coppa del Mondo, lui ha risposto che non lo sapeva, hanno girato per gli uffici, hanno aperto tutte le porte, guardato negli armadi e poi se ne sono andati abbastanza furiosi. Anni prima, 29 maggio 1928, la Federation International de Football Association si è riunita ad Amsterdam sotto la presidenza di Jules Rimet e ha deciso la nascita di una competizione per nazionali, in sostanza il primo Mondiale che si disputerà due anni dopo su proposta di Henry Delanue.
Rimet decide che la competizione avrà cadenza quadriennale e commissiona al francese Albert LaFleur un trofeo per premiare la vincitrice. LaFleur, abilissimo orafo di scuola Cartier, sceglie l’effige di una vittoria alata che regge una coppa di un chilo e ottocento grammi d’argento e oro 18 carati su base ottagonale di marmo tempestata di lapislazzuli. Il nome della neonata coppa è Victory, e Victory si chiama ancora nel ’43 quando a custodirla siamo noi campioni del Mondo in carica con altissime probabilità di detenerla definitivamente perché Rimet ha deciso che andrà per sempre alla nazionale capace di conquistarla tre volte e noi lo abbiamo già fatto nel ’34 e nel ’38. Insomma ce la sentiamo. Ma scoppia la seconda guerra mondiale, l’edizione del ’42 salta, e negli uffici della Figc c’è la coppa che i tedeschi non hanno trovato. A proposito, Ottorino Barassi è il segretario della federazione, è nato a Napoli, suo padre, colonnello di artiglieria, è trasferito a Cremona e qui Ottorino passa la gioventù, gioca a calcio nell’Unitas, combatte nella prima Guerra mondiale, si laurea in ingegneria elettrotecnica, frequenta il corso arbitri, diventa corrispondente sportivo per la Provincia, viene eletto vicepresidente dell’associazione arbitri, e in un periodo dove il calcio conquista sempre più popolarità, scala rapidamente le posizioni, entra in Figc e organizza il mondiale del ’34 di Roma. Ora, è evidente che la custodia della Coppa Victory sia di sua strettissima pertinenza. E lì non è più sicura. Barassi in tutta segretezza, con mille precauzioni e senza mettere al corrente alcun funzionario, la preleva e la deposita in una banca. Fin quando arriva la soffiata da un dirigente fidatissimo: i tedeschi sono furiosi, la vogliono. Anche la banca a quel punto non è più un posto sicuro, i tedeschi sono padroni in città qualunque porta si spalanca. Adolf Hitler la vuole, due chili d’oro e il simbolo della nazionale più forte del Mondo, due ragioni estreme, e al Platzkommandantur di Roma arriva l’ordine di portargliela, rapido. Barassi fa circolare la voce che la coppa sia a Firenze, ma i nazi non ci cascano e una mattina all’alba si presentano nella sua abitazione in Piazza Adriana, dietro Castel Sant’Angelo. La coppa è dentro una
scatola di scarpe sotto il suo letto. Il custode non ha trovato il tempo di avvisarlo, alla porta va la signora che in qualche modo li intrattiene nel tinello, poche chiacchiere, entrano, costringono i coniugi in un angolo, perquisiscono, Barassi è pallido, ma è un nuovo fiasco, non la trovano. Solo questione di tempo. Poco. La mattina seguente identica scena, la signora sulla porta a raccontarla, i tedeschi furiosi e Barassi sul balcone con la coppa avvolta in un panno fra le sue braccia. Ha preso accordi con il vicino, il generale della Milizia Giorgio Vaccaro, presidente della Federcalcio e membro del Cio, in caso di allarme gliela avrebbe passata dal balcone. Quando rientra si trova davanti il comandante sul nervoso e qui va in scena un teatro che fa scuola: Mi creda, non ne so niente, implora quasi in ginocchio con una lacrima che gli solca il viso, forse è stata portata al Coni di Milano, sono solo un povero segretario, a me certe cose non le dicono, queste sono decisioni che vengono prese molto più in alto. Il comandante tedesco vacilla. Ma così non si può continuare. E non finisce lì quella mattina, il comandante esce da una porta e entra nell’altra. Suona a Vaccaro, la coppa adesso è lì, nascosta sotto le lenzuola del lettino del figlioletto che ancora dorme. Anche Vaccaro parte con la commedia, mostra ai tedeschi la sua collezione di armi e una personalissima lettera ricevuta e firmata addirittura da Hermann Goring in cui si celebra la loro imprescindibile amicizia. La Gestapo desiste perché in casa di un così fidato alleato non può celarsi quello che stanno cercando. Si può vivere a questo modo? Viene presa la decisione definitiva, la Coppa Victory viene trasportata su un carro bestiame a Torremaggiore in provincia di Foggia presso l’abitazione in via Monte Grappa di Leonardo e Lisetta Barassi, parenti dell’ingegnere, e qui rimane nascosta per due anni in un fusto di olio extra vergine d’oliva. Quando nel ’46 in Lussemburgo si tiene il primo congresso Fifa del nuovo mondo libero, nessuno sa cosa ne sia della coppa, finché Ottorino Barassi con un colpo di scena spettacolare estrae da sotto il tavolo una scatola nera mostrando a tutti la Coppa Victory che da quel giorno si chiama Rimet. Trionfo.

C.D.C. – Il Giornale

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APPROFONDIMENTI

Lazio-Torino: oggi alle 12.30 il dibattimento in Corte Sportiva d’Appello

Inizierà alle 12.30 la prima udienza davanti alla Corte Sportiva d'Appello, organo di secondo grado per dirimere quanto accaduto lo scorso 2 marzo. In quella data infatti all'Olimpico era in programma Lazio-Torino, gara che non venen disputata perché gli ospiti, bloccati da un provvedimento della ASL Torino 1, non raggiunsero la Capitale. Il primo grado, il giudice sportivo, Gerardo Mastrandrea, ha riconosciuto la causa di forza maggiore, così come previsto dall'articolo 55 delle Norme Organizzative INterne della Fedearzione (NOIF), stabilendo che la gara vada riprogrammata, oevvero engando il 3-0 a tavolino come chiesto dalla Lazio. I biancocelesti sono ricorsi in appello, nella memoria allegata anche il riferimento alla decisione del TAS – Cassazione Sportiva che però riguarda le gare ineternazionali, non quelle dei campionati dei singoli paesi – che il 17 marzo scorso ha confermato il 3-0 a tavolino a favore della Svizzera in merito alla mancata disputa di Svizzera-Ucraina, match di Nations League. Nonostante la nazionale elvetica, già presente a Lucerna, sia stata bloccata in albergo dalle autorità saniatrie locali causa Covid nel gruppo squadra, il tribunale di Losanna nel dispositivo – ancora mancano le motivazioni – ha confermato il 3-0 ad agio della squadra allenata da Vladimir Petkovic.

Gianluca La Penna – Radiosei 

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RASSEGNA STAMPA

Inzaghi e Lotito ancora distanti: il 15 aprile la scelta dei “contendenti”

È passata una settimana e nessun verdetto è stato emesso. La situazione legata al rinnovo di Inzaghi rimane in standby. Un’attesa dovuta da una parte agli impegni extra campo del presidente Lotito, dall’altra alla forbice tra domanda e offerta nella proposta presentata al tecnico. Entro metà aprile si arriverà a una decisione definitiva. Intanto però De Laurentiis resta in pressing su Simone come erede di Gattuso, destinato a salutare Napoli alla fine della stagione. Per Inzaghi la priorità si chiama Lazio, anche se il contratto ipotizzato dal club campano sembrerebbe assai più ricco. Difficilmente Lotito si sposterà dai 7.5 milioni in tre anni con l'aggiunta dei bonus (si può arrivare fino a 11). L'allenatore avrebbe richiesto un ritocco della parte fissa e un aumento per il budget da destinare allo staff tecnico. Le prossime ore potrebbero essere decisive per una fumata bianca, anche se permane una certa diffidenza tra le parti. Nel frattempo oggi il patron della Lazio sarà impegnato in un'altra battaglia legale: alle 12.30 la Corte Sportiva d'Appello deciderà in merito alla partita mai giocata con il Torino dello scorso 2 marzo. La società biancoceleste continua a richiedere il 3-0 a tavolino, non ha accettato il rinvio da parte della Lega che, di fatto, permetterà ai granata (bloccati dall'Asl per i casi Covid) di rigiocare la gara. Intanto nel pomeriggio è programmata la ripresa degli allenamenti al centro sportivo dopo la giornata di riposo concessa da Inzaghi. In attesa di riabbracciare gli otto nazionali, da valutare ci sono le condizioni di Caicedo ed Escalante: entrambi hanno saltato l'amichevole in famiglia contro la Primavera. Sembrano invece aver recuperato dall'affaticamento muscolare sia Luis Alberto che Patric: sabato contro lo Spezia ci saranno. 

Il Tempo