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DICHIARAZIONI

Muriqi gol in nazionale e futuro a Roma: “Alla Lazio sono felice, rimango!”

Vedat Muriqi di nuovo al Fenerbahce? No. É lo stesso calciatore della Lazio che spegne le voci di mercato udite negli ultimi giorni. Ha segnato con il Kosovo nel match contro la Lituania, ha ritrovato sintonia con la porta e rilancia le sue ambizioni in biancoceleste: “Sono stato sfortunato con la Lazio tra Covid-19 e infortuni. Ho saltato anche il ritiro precampionato. Devo imparare la lingua italiana, è giusto farlo”, le sue parole riportate dai media kosovari. Poi la promessa: “Ho bisogno anche di adattarmi alla squadra. Ho 5 anni di contratto con la Lazio. Sono felice a Roma!". Parole che per il momento non lasciano spazio a fantasie di mercato. Vedat ha tutta l'intenzione di imporsi in biancoceleste. Se lo augura anche Tare, che ha puntato molto su di lui la scorsa estate.

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APPROFONDIMENTI

Caso tamponi, l’arma segreta della Lazio: il protocollo anti-Covid non è stato approvato dal Coni

Domani è prevista l'udienza per il caso tamponi che coinvolge la Lazio e il suo presidente Lotito. L'avvocato Gentile, legale dei biancocelesti, ha riscritto per intero la difesa del club grazie all'aiuto di tre periti. Si insisterà sul difetto di giurisdizione fra i test molecolari europei e quelli italiani – riporta Il Messaggero – con la Lazio che vorrebbe portare a deporre anche i rappresentanti della Synlab già interrogati dal pm Chinè. Sarà il presidente del Tribunale Federale a decidere se ammetterli e se così fosse i tempi per la sentenza potrebbero slittare rispetto a domani. La nuova arma segreta che la Lazio vorrebbe sfruttare è la seguente: il protocollo FIGC non è mai stato approvato dal Coni. In ogni caso, nonostante gli impegni di Lotito in Lega per l'assegnazione dei diritti tv, la Lazio non chiederà un altro rinvio. A riportarlo è Il Messaggero. tuttomercatweb.com

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APPROFONDIMENTI

Addio Guerini, il mondo del calcio lo ricorda: i messaggi dai club a Malagò

La morte di Daniel Guerini, giovane giocatore della Lazio Primavera, ha scosso tutto il mondo del calcio. Il club biancoceleste, sotto shock, in una nota ha espresso tutto il proprio dolore: “Ancora increduli e sconvolti dal dolore il Presidente, gli uomini e le donne della Società Sportiva Lazio si stringono attorno alla famiglia del giovane Daniel Guerini”. Il post è stato ricondiviso anche dalla Roma con scritto ‘Ciao Daniel’. Tanti i messaggi pure da parte dei tifosi.

Morte Guerini, i cordogli delle società di calcio
Guerini ha giocato anche con il Torino. Il club granata ha scritto: “Il Presidente Urbano Cairo e tutto il Torino Football Club, increduli e profondamente addolorati, si stringono intorno alla famiglia Guerini per la tragica scomparsa di Daniel, nostro ex calciatore della formazione Primavera”. Il dolore è condiviso da tutti. Il messaggio della Fiorentina: “La società si unisce al cordoglio della Lazio per l'improvvisa e dolorosa scomparsa di Daniel Guerini che aveva giocato nelle giovanili viola nel 18/19 e 19/20. Il presidente Commisso e la società viola si stringono alla famiglia Guerini in questo momento di immenso dolore”. Post social anche da parte dell’Atalanta: “Tutta la società, profondamente colpita da questa tragedia, si unisce al dolore della famiglia Guerini della Lazio per la scomparsa del caro Daniel”. Pure l’Inter: “FC Internazionale Milano si unisce in un grande abbraccio alla famiglia di Daniel Guerini, calciatore della Primavera biancoceleste”. Messaggi anche da parte di Cagliari, Chievo Verona e altre società calcistiche.

Guerini e il saluto di Malagò
"Vicini al profondo cordoglio della famiglia Guerini e della Lazio per la tragica scomparsa del giovane Daniel, nel commosso ricordo di un giovane che amava lo sport e i suoi valori autentici". Con questo tweet, il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ricorda Daniel Guerini.

corrieredellosport.it

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SERIE A

Bando diritti tv 2021-2024, Dazn: “Il tentativo di Sky rischia di minare l’integrità della gara”

Il tentativo di Sky "laddove non gestito rapidamente e fermamente" rischia di "minare irreparabilmente l'integrità della gara per i diritti tv, danneggiando la Lega Serie A e le relative società sportive". Lo spiegano all'ANSA fonti vicine a Dazn, dopo la lettera di ieri con cui la pay-tv di Comcast ha garantito ai club l'investimento anche oltre il 29 marzo, data in cui scadranno le offerte per i diritti tv del campionato. "Un simile tentativo avrebbe l'effetto di alterare e distorcere il processo", proseguono le fonti vicine a Dazn, aggiungendo che l'emittente si riserva "di intraprendere ogni azione a tutela dei propri diritti". Dazn ha inviato una lettera alla Lega Serie A in cui esprime "esprime forti preoccupazioni relative al corretto svolgimento della gara per l'assegnazione dei diritti Tv del prossimo triennio", spiegano fonti vicine alla piattaforma streaming. Una preoccupazione in particolar modo legata "a comunicazioni relative ad un impegno finanziario che sarebbe stato assunto nei confronti della Lega Serie A e delle relative società sportive riguardo ad un potenziale nuovo processo di gara (nel caso si rendesse vana l'attuale Gara, non giungendo all'assegnazione)", con il riferimento alla lettera di ieri di Sky. Dazn, inoltre, si riserva di intraprendere "ogni possibile azione a tutela dei propri diritti, innanzi ad ogni sede competente, ove sia necessario esaminare la conformità dei comportamenti tenuti in sede di Gara dalle parti interessate", per verificare se queste "abbiano agito per ottenere un illegittimo vantaggio e/o abbiano in qualche modo sovvertito, distorto o influenzato lo svolgimento della procedura di Gara".

 

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CITTA'

Stadio Flaminio: quello che resta, forse resterà, potrebbe anche morire nella nostra memoria

Via del Rossellino è probabilmente una delle strade più tristi di Roma. Lunga una trentina di metri, fiancheggiata da arbusti così stanchi di essere arbusti che sarebbero ben felici se qualcuno venisse a potarli, abbellita ( ma si potrà dire?) da una palazzina a un piano, completamente isolata, è una specie di vicolo surreale che fa angolo retto con Viale Tiziano, sulla destra guardando verso nord, e si conclude con un'alta cancellata verde: un verde cattivo, arrugginito, terrorizzante, completamente privo di speranza. Oltre c'è una portaerei dismessa: lo Stadio Flaminio. Fa tenerezza girarci intorno, pensare che non ci sia ormai neppure un lembo di muro che non abbia i segni, stampati a forza di giorni sovrapposti ad altri giorni, della cattiveria del tempo, della disattivazione forzata. In perfetto stile pandemico, lo Stadio Flaminio è un risuonare di degrado e solitudine. Dentro, l'erba ha preso possesso di ciò che in teoria non avrebbe mai dovuto competerle: le gradinate. Di porte, di pali, di traverse, non si parla più. Ci sono varie altezze degli sterpi, come se per discrezione alcuni di loro non avessero voluto infierire sul quadro già compromesso. Anche fuori, intorno, fra le rimembranze dell'originario Tennis Club Parioli, sembra che le condizioni delle strutture cerchino di assecondare il senso di abbandono che soltanto il Parco della Musica ha il potere di interrompere. E così all'interno, sotto la superficie stradale, dove un tempo prosperavano palestre, dove ci si incontrava per lo sport, gli sport. I colori smunti e inquietanti delle colonne dei riflettori, una specie di arancio scuro che fa pensare a una passata di antiruggine collocata però in un punto imprecisato della storia, si abbinano al grigio cetaceo che, ingannando l'occhio dell'osservatore, riflette la luce con sinistra angolazione. Non si sa cosa accadrà di questo gioiello messo in piedi 62 anni fa da Pierluigi Nervi sulle spoglie dell'antico Stadio Nazionale (poi Torino): meglio non saperlo. Si parla di una donazione della Getty Foundation per il "ristoro" dell'impianto, dichiarato tredici anni fa "bene artistico e storico". Quando ti fermi sotto la piegatura della tribuna centrale e guardi in alto, può succedere che ti cadano addosso un pezzo d'intonaco o una valanga di storie vissute. Quante volte abbiamo fatto su e giù per le antiche scale? Da riempire libri e diari. Quanto tempo occorre per riandare ai derby giocati qui quando l'Olimpico era in ristrutturazione per "Italia 90" (ufficialmente Roma e Lazio si trasferirono all'Olimpico nel ' 53)? Un attimo. I tifosi della Roma ricordano Andrade e Renato. I tifosi biancocelesti Amarildo e Troglio. Cambiando uso e genere, risplendono ancora nei nostri cuori del le luci delle finestre aperte a sera sulla collina, come i tanti occhi curiosi di una facoltosa piccionaia disponibile al chiasso. Stracolmo sotto di loro, il Flaminio tratteneva il respiro davanti alle canzoni di Michael Jackson, degli U2, dei Pink Floyd e dello Springsteen di Tunnel of love. Nessuno s' adontava, nei quartieri alti. Poi hanno cambiato idea. Forse 40 anni fa in questa città eravamo più " squadra". Il Flaminio sembrava allora il luogo perfetto, che tutti ci invidiavano. Il luogo dalle dimensioni ideali in cui cedemmo alla bellezza del calcio di un Milan stratosferico (quello di Arrigo Sacchi e di uno spaziale Van Basten) che al Flaminio rifilò 4 reti alla Roma e solo perché rinunciò a farne di più. Il luogo che 21 anni fa ospitò il debutto dell'Italia al "Sei Nazioni" di rugby. Ora nulla di tutto questo sarebbe possibile. Sembra addirittura strano che possa essere accaduto. Adesso c'è chi fiuta aria di fallimento, chi è meno pessimista e chi dice: «Il Flaminio non si toccherà più!». Il " bene artistico e storico" è lasciato al suo cupo destino. Non senza futuro: peggio. Con un futuro da reperto archeologico scomodo, rovinato, incurabile e ingombrante. Un luogo fantasma che forse un giorno, nonostante il minestrone di ricordi, che cominciano con De Sica ( Ladri di biciclette), e finiscono con la Lodigiani, marcirà persino nella nostra memoria. Che pure è dura a morire. © RIPRODUZIONE RISERVATA j Il degrado A sinistra, uno degli ingressi allo Stadio Flaminio in stato di abbandono. A destra, una recinzione ricoperta da arbusti. Sotto, l'interno dell'impianto. Dal 2008 è un bene artistico e storico. L'ingegnere Pier Luigi Nervi progettò e realizzò lo Stadio Flaminio tra il 1956 e il 1959.

la Repubblica

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RASSEGNA STAMPA

Domani il processo tamponi, la memoria difensiva della Lazio: “Accuse prive di base normativa e giuridica”. Pregliasco: “Comportamento del club corretto”

È una battaglia di verità e di giustizia.Lotito si sente accerchiato, rovescia le accuse e ribalta il protocollo, pieno di vuoti normativi. Domani, davanti al Tribunale Federale, i suoi legali proveranno a smontare i sei capi d’imputazione a sostegno del deferimento disposto da Chiné, capo della Procura, il 16 febbraio. Venticinque pagine di memoria difensiva e altre cinquantadue di allegati, comprensive di tre illustri pareri pro veritate, per ricostruire la condotta della Lazio e dimostrare come Immobile (negativo) potesse giocare il primo novembre 2020 a Torino, cardine su cui gira la parte principale del processo di primo grado e che ha investito da mesi Lotito e i suoi medici. «A leggere le carte dell’incolpazione, chiunque trarrebbe il convincimento che la Lazio abbia posto in essere la condotta di un soggetto non soltanto incauto ma addirittura irresponsabile».

L’avvocato Gentile parte così nella sua memoria, confermando la linea espressa con chiarezza un mese fa. «La Procura si sbaglia». Le accuse, per la società, sono fondate su presupposti normativi mancanti e verità deformate. «La Lazio si è data per tempo un’organizzazione dedicata: vanta 17 sanitari, ha espletato sino ad oggi circa 3 mila tamponi (con un costo pari a un milione di euro), non ha mai impiegato nessun giocatore positivo e si è persino assunta la responsabilità di supplire, con isolamenti precauzionali, all’inerzia dei pubblici poteri». La tempesta mediatica e il clima non tranquillizzano Lotito: «Auspichiamo che il Collegio si renda conto che ci difendiamo da una contestazione emotiva, priva di una base normativa e giuridica, ma anche esageratamente enfatizzata rispetto al reale e documentato andamento dei fatti».

Bisogna risalire ai casi emersi nella settimana che comprende Bruges, Torino e San Pietroburgo. Per la Procura i medici Pulcini e Rodia non avrebbero comunicato alle Asl positività e contatti stretti. «Le contestazioni sono in larga parte inammissibili» sostiene il club richiamando le competenze disciplinate dalle note della Regione Lazio del 14/10/2020 e la nota della Regione Campania del 9/9/2020 perché, all’epoca dei fatti, gli accertamenti diagnostici venivano scrutinati presso il laboratorio Futura di Avellino. «Il tenore delle relative discipline è chiaro. Sono i laboratori i soggetti onerati del dovere di trasmettere il referto al SISP territorialmente competente». Si spiega perché la Lazio scelse di rivolgersi al laboratorio di Taccone. «Quando è esplosa la pandemia nella Regione Lazio l’effettuazione dei test era demandata solo a strutture pubbliche, sarebbe stato sconsiderato servirsene. La Regione Campania, invece, aveva stabilito che le strutture private fossero equiparate a quelle pubbliche ai fini dell’analisi dei tamponi. La scelta non è stata solo logica e lecita, ma prudenziale». E ancora: «Non spetta e non spettava alla Lazio comunicare alle ASL competenti la positività al Covid e alcun rilievo può essere mosso. Conclusione unanimente confermata dai tre pareri pro veritate (Pregliasco, Rossi, Bondanini) acclusi alla memoria: per tutti nessun obbligo incombeva alla Lazio». Bisognerà capire se il giudice Cesare Mastrocola accoglierà o meno le perizie (su basi scientifiche) non trattandosi di tesserati. Gentile denuncia vuoti normativi. «La Procura non cita la norma e/o la prescrizione violata. La citazione manca perché nessuna prescrizione esiste». E’ rovesciato il teorema di Chiné. Non esistono divieti Asl in capo alla Lazio, come si può condannarla? Si fa riferimento a «quanto ordina la nota della ASL Roma 1 del 7 novembre 2020 in cui c’è scritto che i tesserati sono posti in isolamento presso il proprio domicilio». Solo quel giorno l’autorità si era messa in azione dopo i contatti con Pulcini di fine ottobre. C’è un altro documento che conforta la tesi della Lazio sugli obblighi di comunicazione: secondo il dottor Franchin (rappresentante Synlab) «il laboratorio di Calenzano provvede a comunicare le riscontrate positività alla Regione Toscana».

La difesa del presidente Lotito

Il presidente Lotito dovrà difendersi dalle accuse per responsabilità diretta (articolo 6 comma 1 del codice di giustizia sportiva) per non aver vigilato sul rispetto delle norme in materia di controlli sanitari. La Lazio, per provare a scagionarlo, ricostruisce l’organizzazione che si è data attraverso le figure dei medici Pulcini e Rodia, del dirigente Pinata, del segretario generale Calveri. Un assetto riscontrato dall’organo di vigilanza del 20/12/2020 e dalla corrispondenza mail del segretario che risale al 6/10/2020 e inoltrata all’Uefa. Si richiama la legge 231 sul sistema duale della governance societaria. «E’ scontato che le decisioni siano di esclusiva competenza dei sanitari. Nessuna decisione risulta assunta da Lotito… Per arrivare a coinvolgerlo si sarebbe dovuto provare che questi abbia interferito con le decisioni dei sanitari o che abbia imposto una determinata condotta». Corrieredellosport.it

 

 

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RADIOSEI

R.I.P DANIEL

L’editore Franco Nicolanti, la direttrice artistica Lucilla Nicolanti e tutto lo staff di Radiosei esprimono il più sentito cordoglio per la scomparsa del giovane calciatore della Primavera della S.S. Lazio Daniel Guerini e si stringono attorno alla famiglia per la tragica perdita

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SOCIETA'

Lazio in lutto, muore il 19enne Guerini in un incidente stradale

Tragedia per il giocatore della Primavera della Lazio Daniel Guerini. Il 19enne ha perso la vita a seguito di un incidente stradale avvenuto intorno alle 20 a Roma, all'incrocio tra via Palmiro Togliatti e viale dei Romanisti. L'impatto ha coinvolto una Mercedes Classe A e una Smart For Four, a bordo della quale c'era la giovane promessa biancoceleste.

Lui ha perso la vita nell'incidente, altri suoi due coetanei presenti nella stessa autovettura sono stati trasportati con codice rosso al Policlinico di Tor Vergata e all'Umberto I. Nessuna grave conseguenza invece per il conducente dell'altro veicolo coinvolto, pur essendo rimasto sotto choc dopo quanto accaduto. Questa la nota della Lazio: "Ancora increduli e sconvolti dal dolore il presidente, gli uomini e le donne della società sportiva lazio si stringono attorno alla famiglia del giovane Daniel Guerini…". Anche il Torino, precedente squadra di Guerini, ha mandato il suo messaggio di cordoglio: "Il Presidente Urbano Cairo e tutto il Torino Football Club, increduli e profondamente addolorati, si stringono intorno alla famiglia Guerini per la tragica scomparsa di Daniel, nostro ex calciatore della formazione Primavera". Corrieredellosport.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QDL’ – Rinnovo Inzaghi, Barchiesi: “Futuro lontano da Roma non per questioni economiche”; Abbate: “Se volesse potrebbe firmare il contratto proposto da Lotito” (AUDIO)

ALBERTO ABBATE (Il Messaggero) in collegamento a 'QDL': "Le riflessioni per il rinnovo di Inzaghi riguardano entrambe le parti. Lotito, pur non essendo totalmente convinto di proseguire con il tecnico, una proposta formale l'ha presentata. Inzaghi, dal canto suo, avrebbe potuto firmare un accordo di poco superiore rispetto a quanto percepisce ora. Non l'ha fatto perchè ritiene di poter ottenere un trattamento migliore. Inoltre, nessuno mi toglie dalla testa che la sua speranza sia quella di sedere sulla panchina della Juventus. Per quanto riguarda il Napoli, sa quanto so non ha intenzione di lasciare la Lazio per la panchina azzurra. I temi con il mercato sono connessi alla questione allenatore. La prossima estate il valore del cartellino dei giocatori si dimezzerà, non è facile immaginare cessioni importanti da parte di Lotito. Verrà puntellata la rosa ed andranno fatte delle scelte su alcuni calciatori. Dobbiamo prnedere atto che Correa è questo. Penso sarà il prmo a partire. 

MASSIMO BARCHIESI (Radio RAI) in collegamento a 'QDL': "E' da tempo che penso che Inzaghi non resterà alla Lazio. Sinceramente non credo che sia un problema economico, bensì di prospettive di crescita dopo tutto ciò che già ha ottenuto. Io mi auguro che possa esserci un ribaltone finale, ma le mie sensazioni non sono queste. Mi chiedo cosa potrà accadere sul mercato per quanto riguarda alcuni calciatori che sono molto legati ad Inzaghi. Luis Alberto su tutti. Se dovesse andare via Inzaghi, ne arriverebbe un altro con le proprie indicazioni. Poi un conto è andare in Champions, un altro è non andarci". 

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FORMELLO

FORMELLO – La Lazio riparte senza i nazionali: ancora out Fares e Caicedo

Terminati i due giorni di riposo concessi da Inzaghi, la Lazio torna in campo a Formello per riprendere il ritmo in vista della ripresa fissata sabato tre aprile contro lo Spezia. Tanti gli assenti di giornata: oltre ai vari calciatori assenti per gli impegni della nazionali o per infortuni gravi come Luiz Felipe, non sono scesi in campo Reina, Luis Alberto, Lulic, Fares e Caicedo con questi ultimi due che continuano il programma di recupero dopo il forfait con l’Udinese. Solo dodici i calciatori presenti nella sessione odierna (tra cui i Primavera Furlanetto, Peruzzi e Pica) che dopo aver lavorato sulla tecnica hanno svolto una partitella. laziopress.it