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CALCIOMERCATO

Casting allenatori: Sarri può diventare una realtà, previsto per domani un incontro conoscitivo. Resta la pista Nuno Espirito Santo

AGGIORNAMENTO ORE 10,42 – Confermata la pista che porta a Maurizio Sarri, l’incontro, di cui il portale specializzato tuttomercatoweb.com aveva scritto,è infatti previsto per domani . Sarà un summit conoscitivo che servirà a verificare la possibilità di intavolare una trattativa. Sarri è un profilo gradito al numero uno biancoceleste. Rimane viva anche l’ipotesi Nuno Espirito Santo. Nessuno sviluppo concreto al momento su Vincenzo Italiano (contattato da alcune persone vicine a Lotito ma non ancora da dirigenti della Lazio) fino a martedì quando incontrerà nuovamente lo Spezia a cui darà una risposta sul suo futuro. La Lazio sfoglia la margherita. E domani sarà il turno di Sarri. Tuttomercatoweb.com

Continua il casting in casa Lazio alla ricerca di un allenatore dopo l’addio di Simone Inzaghi. Secondo quanto filtra da fonti vicine al patrón biancoceleste, Lotito ha in programma nei prossimi giorni un incontro con Maurizio Sarri. Un summit che può diventare qualcosa di più. Maurizio Sarri è un candidato, la Lazio sfoglia la margherita a caccia del dopo Inzaghi. Sarri nome che potrebbe diventare caldo. E sullo sfondo c’è l’idea Mihajlovic che però perde posizioni perché non intriga il numero uno biancoceleste dopo gli approcci di ieri. Anche Nuno Espirito Santo è uno dei candidati alla successione di Simone Inzaghi. Il trainer lusitano ha lasciato il Wolverhampton Wanderers da pochi giorni e ora è nella short list di Lotito e Tare per il ruolo di allenatore della Lazio. Tuttomercatoweb.com

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – D. Rossi: “Il modo non bello, ma Inzaghi e la Lazio andavano avanti per abitudine. Può essere un bene anche per il club. Italiano? Non l’ideale per questo organico” (AUDIO)

DELIO ROSSI in collegamento a 'NMM': "Ho la sensazione che, malgrado Inzaghi e Lotito avessero raggiunto un intesa per andare avanti insieme, il loro sarebbe andato avanti quasi per opportunità, abitudine, perchè entrambe le parti fossero in una zona di conforto. Si andava avanti senza convinzione. Poi è capitata questa situazione dell'Inter, la squadra campione d'Italia, con un ingaggio molto importante e c'è stata la scelta di andarsi a musirare. Credo che alla fine sia andata meglio per tutti, ancor di più per la Lazio che ora avrà la spinta di fare qualcosa che con Simone non avrebbe fatto. Il fatto che non ci fosse la convinzione di andare avanti insieme lo dimostra che non si è affrontato il discorso rinnovo a metà campionato. Ho l'impressione che ci fosse o poca o troppa convinzione che tutto fosse scontato. Il modo non è stato bello, io personalmente se dò la mia parola, poi può arrivare anche il Real. Ma sarebbe sbagliato criminalizzare Inzaghi, ha colto l'occasione della vita. La Lazio ora deve guardare oltre e costruire qualcosa di diverso. Italiano? Non lo conosco, mi sembra un tecnico con idee. Non ho la sensazione che questa squadra con l'organico di oggi possa essere giusta per il suo 4-3-3. Serve un tecnico che scelga un sistema di gioco utile per far coesistere le tue eccelenze. Juric sarebbe stato più adatto, anche se entrambi sono govani"

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CALCIOMERCATO

Inter, il primo arrivo può portarlo Inzaghi: Radu

Non solo Inzaghi. Un po’ come successo in passato. In casa Lazio si teme che il tecnico non sia l’unico a lasciare Roma per andare all’Inter. L'allenatore vuole infatti portare con sé uno dei veterani dello spogliatoio biancoceleste: Stefan Radu. Il difensore romeno (34 anni) è in scadenza e non sta trovando un accordo con la società.

Radu è il giocatore che ha indossato più volte la maglia della Lazio (412 presenze), è a Roma dal 2008. Lui, così come Lulic e Parolo (anche loro in scadenza) si aspettava un trattamento diverso da parte della società. La Lazio, infatti, non si sta facendo sentire da tempo, motivo per il quale tutti e tre i giocatori, pur dando la priorità al club biancoceleste, si sentono liberi di trattare con altri. Radu, che in questa stagione ha giocato 33 partite con la Lazio, è un fedelissimo di Inzaghi (due anni fa il tecnico convinse il club a tenerlo benché sembrasse inevitabile la rottura), con il quale ha anche giocato insieme (sempre alla Lazio). Il rapporto fra i due è forte e considerando che all’Inter diversi difensori sono in scadenza (D’Ambrosio, Kolarov e Ranocchia), Radu, che alla Lazio guadagna 1,3 milioni a stagione, è una buona soluzione.

Sembra di rivivere quanto accaduto nel 2004, quando Roberto Mancini, all’epoca allenatore della Lazio, lasciò Roma per andare all’Inter. Insieme al tecnico sbarcarono a Milano anche Mihajlovic e Favalli, oltre a Stankovic che si era vestito di nerazzurro pochi mesi prima. Anche per questo a Roma i tifosi della Lazio temono che ad andarsene possa non essere solo Inzaghi.

Gazzetta.it

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DICHIARAZIONI

Panchina, Mihajlovic: “Normale ci siano tanti cambiamenti in panchina, alcuni non sorprendono”

AUDIO SKYSPORT – Ascolta le parole di SINISA MIHAJLOVIC: "E' normale ci siano tanti cambi nelle panchine. Ci sono quelli più sorprendenti, come Conte, ma gli altri c'era da aspettarselo. In Italia in generale si sta bene. Se sto a Roma, a Milano, a Bologna o a Genova sto bene. Io sono uno zingaro di natura, mi trovo bene da tutte le parti, specialmente in Italia che è un paese bellissimo"

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CALCIOMERCATO

Casting allenatore, spunta anche Italiano: c’è il contatto

Nelle ultime ore è stato contattato anche Vincenzo Italiano, l'attuale allenatore dello Spezia, sul quale da giorni c'è l'interesse anche del Sassuolo e dell'Hellas Verona. Nel caso però in cui la Lazio dovesse affondare, sono forti le probabilità che la società biancoceleste riesca a battere la concorrenza per convincere l'allenatore. Le prossime ore saranno decisive per capire chi sarà il successore di Simone Inzaghi. Nel casting è entrato anche Vincenzo Italiano. Gianlucadimarzio.com

 

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TIFOSI

La Curva Nord: “Inzaghi, grazie per lo spirito di appartenenza e l’attaccamento alla maglia, ma non esistono bandiere”

Comunicato dei tifosi della Lazio sull'addio di Simone Inzaghi: "22 anni con l'aquila della Lazio sul petto, prima da giocatore, poi da allenatore. Hai vinto tanto, hai sofferto e gioito con noi, hai sempre parlato da tifoso e non da semplice tecnico. Hai dimostrato attaccamento alla maglia, alla nostra storia, al nostro ideale. Con orgoglio e spirito di appartenenza, ma soprattutto con rispetto. Per questo noi ti ringraziamo, per tutti questi anni vissuti insieme e anche per questo potremmo mai contestare la tua scelta. Con rispetto e stima, in bocca al lupo mister. Nel calcio non esistono bandiere, se non quella che il tifoso porta allo stadio ogni domenica".

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DICHIARAZIONI

Ancora Lotito: “Cinque mesi fa avevo proposto il rinnovo a Inzaghi, poi c’è stato il caos dei processi. Successore? Non decidiamo in una sera”

Come riportato da Il Messaggero, dopo l’incontro di ieri pomeriggio tra Lotito e Inzaghi, il presidente biancoceleste ha mollato la presa, dichiarando: ”Gli avevo offerto il contratto cinque mesi fa con un aumento di stipendio importante e anche dei bonus, lui mi ha detto ne riparliamo dopo. Poi c’è stato il caos dei processi e varie vicissitudini, solo per questo ci siamo rincontrati a fine anno per il rinnovo. L’ho chiamato, gli ho dato appuntamento e dopo un’ora e mezza c’eravamo già stretti la mano. Mercoledì mattina Inzaghi aveva già parlato con Tare e fra loro c’era stato un chiarimento. Proprio col ds s’era messo d’accordo per tutto. Poi abbiamo cenato tutti e tre a Formello, avevamo trovato l’accordo. Avevamo concordato tutto per tre anni a cena. Ho chiamato il segretario Calveri ieri mattina per sapere se aveva contattato Inzaghi per fargli apporre sui contratti la sua firma, visto che c’era già la mia. Poco dopo mi è arrivata la telefonata di Simone che mi voleva parlare e già lì ho capito l’antifona. Mi ha detto che non aveva più stimoli e non sapeva più come presentarsi alla squadra, che era arrivata l’ora di una nuova esperienza. Io gli ho risposto di pensarci bene e che non ci si può comportare in questa maniera. Anche se poi nella vita ognuno raccoglie quello che semina…”. Sul possibile successore di Inzaghi, aveva aggiunto: ”Non deciderò certo il nuovo allenatore in una serata”. Laziopress.it

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APPROFONDIMENTI

I tifosi si sentono traditi, scritte contro Inzaghi a Formello

Non è andato giù neanche a qualche tifoso della Lazio l'addio di Simone Inzaghi, con i sostenitori biancocelesti che, a Formello, hanno scritto sui muri: "Inzaghi traditore, servo del calcio moderno". Tuttomercatoweb.com

“I laziali gli hanno dato fiducia fin dall’inizio. Lo hanno sempre amato, fino all’ultimo. L’errore non é essersene andato, ma come se ne è andato. Ha tradito il popolo, non il padrone. E il popolo che non se lo merita non dimentica”. Ecco uno dei tanti commenti sui social dei tifosi della Lazio rivolti a Simone Inzaghi. Sostenitori prima euforici per il rinnovo, poi spaesati, alla fine arrabbiati. Tutto in ventiquattro ore: l’appuntamento con Lotito, i sorrisi, la firma vicina. E dopo l’interessamento dell’Inter e il dietrofront. Momenti che rimangono. Sui social, nelle radio, i tifosi si sfogano. L’allenatore-bandiera va via, ma non sembra questo il male peggiore. Ma il modus operandi in cui l’addio è maturato. “Caro Simoncino, anche tu sei stato un traditore della Lazio”, scrive un sostenitore. E ancora: “Dici sì alla Lazio, poi all’Inter. Questo è stato il tuo errore”“Non sei stato di parola”. Tutti contro Inzaghi: “21 anni con noi, 21 minuti per girarci le spalle. Un uomo che vale quanto la sua parola”. Commenti caldi, dettati dal momento. Finisce così la storia amore con il giocatore-allenatore. E uno dei tanti commenti fa da sipario: “In bocca al lupo mister. Ti auguro di prendere quattro gol a Lazio-Inter e di andare a casa con una bordata di fischi!”. The end. Corrieredellosport.it

 

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APPROFONDIMENTI

Da “faremo grandi cose” a “porterò la Lazio mel cuore”: il ripensamento di Simone

Come riportato da Il Messaggero, poche ore prima Inzaghi, dopo aver lasciato Formello aveva dichiarato, intercettato a mezzanotte sotto i cancelli di casa sua a Parioli: ”Si tutto ok, resto e sono felice, è stata una bellissima serata, ci voleva, faremo una bella squadra, ci sarà da lavorare, ma sono contento che tutto si sia sistemato. Ho preso la decisione giusta, la Lazio era quello che volevo, restare qui era il mio obiettivo. La firma? Ancora non c’è stata, ma lo farò domani mattina, siamo d’accordo su tutto e io sono felice. I dissapori con Tare? Ma con Igli siamo fratelli, è tutto a posto ora, ci siamo visti anche il giorno prima io e lui. Gli devo molto. Sono contento perchè abbiamo parlato di tutto, con Lotito anche, è stata una bellissima serata”.

Ieri mattina, invece, il dietrofront e il saluto ai tifosi biancocelesti: ”Mi porterò la Lazio nel cuore”. Laziopress.it

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DICHIARAZIONI

Lotito su Inzaghi: “Abbiamo trovato l’accordo, il contratto era pronto, poi mi ha detto che non aveva più gli stimoli per dare la giusta carica”

“Sono rimasto deluso sul piano personale. Ha cambiato idea dalla sera alla mattina”: Claudio Lotito è amareggiato. Pensava di aver convinto Simone Inzaghi a rimanere alla Lazio. Mercoledì sera hanno cenato insieme e hanno trovato un’intesa, triennale a 2,3 milioni a stagione. "Il contratto era pronto, io lo avevo firmato – dice il presidente -. Lui doveva raggiungere il segretario Calveri per sottoscriverlo a sua volta, e invece non si è mai presentato".

Insomma il tecnico, dopo una notte di riflessione, ha cambiato idea. Lusingato, evidentemente, dalla proposta dell’Inter che Tullio Tinti, il suo procuratore, gli ha sussurrato all’orecchio. “Mi ha detto che ci ha dormito sopra e ha maturato questa convinzione”, spiega il presidente della Lazio.

Che, da questa faccenda, ne esce come un amante ferito (come testimonia lo stringato comunicato che ufficializza la separazione). Arrabbiato per una retromarcia inaspettata: “Siamo stati sette ore insieme, abbiamo trovato l’accordo. Ci siamo anche dati la mano”. Non è bastato. Giovedì mattina Inzaghi lo ha chiamato e gli ha detto di non voler rinnovare il contratto con la Lazio. Poi un ulteriore incontro, a infiocchettare l’addio: “Mi ha raccontato che non aveva più stimoli, che non sarebbe stato in grado di dare la carica giusta ai calciatori. Quando una persona ti dice così, come fai a pensare di tenerlo? Certo, se me l’avesse detto la sera precedente non avrei fatto preparare l'accordo da firmare”. Calciomercato.com