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Ad Auronzo si suda, Luis Alberto si fa attendere: il mondo Lazio si ribella

È riapparso Luis Alberto, ma solo su Instagram. Era sparito anche dai social, non solo dalla Lazio. E’ riemerso dal nulla. Il Mago ha sbagliato uscita, un’altra volta. Ieri mattina ha postato una foto che lo ritraeva con la moglie Patricia, erano intenti a festeggiare il compleanno di lei (30 anni), la dedica era chiara. L’immagine della festa ha scatenato malumori a più livelli considerando l’assenza dello spagnolo dal ritiro di Auronzo di Cadore. La signora Patricia, con un post successivo apparso sul suo profilo Instagram (trasformato poi in privato), ha datato il party al 3 luglio scorso. Festa o non festa, non c’è traccia di Luis Alberto dentro la Lazio. Ha ricevuto una lettera di richiamo con la quale la società gli ha ordinato di rispondere alla convocazione, gli è stata comminata una multa. Il diesse Tare si è messo in contatto con lo spagnolo e i suoi agenti nei giorni scorsi, attende il giocatore a Formello. Il Mago, questo s’era saputo dopo la diserzione iniziale (mercoledì nel giorno del raduno), aveva fatto sapere al club di voler partire. Successivamente ha comunicato alla società di essere ancora in Spagna perché soggetto a trattamenti fisioterapici per curare vecchi fastidi con cui è costretto a convivere (ha spesso sofferto di pubalgia). La Lazio non ha cambiato posizione, perentoriamente lo aspetta a Formello. Prima dovrà chiarirsi con il club, poi con Sarri e i compagni. Non si conosce la data di arrivo di Luis Alberto, girano indiscrezioni secondo cui lo spagnolo avrebbe intenzione di sbarcare in Italia mercoledì 14 luglio. I giorni passano, la rabbia della Lazio aumenta. Sarri è stato chiaro nel giorno della presentazione: «Dal punto di vista gestionale è un problema societario. Dal punto di vista morale aspetto che arrivi, che parli con me e i suoi compagni, che ci convinca di ciò che ha fatto. Se ci convince, il problema morale sparisce altrimenti dovrà chiederci scusa». Mau lo aspetta in ritiro, lo considera un uomo-chiave per il 4-3-3. Non ha gli azzurri, la difesa è incompleta, aspetta due ali d’attacco, s’è ritrovato senza Mago. Ha scelto il modo peggiore per presentarsi al nuovo allenatore. Se è vero che ha chiesto la cessione, non è ancora chiara quale possa essere la sua tentazione. Nelle scorse settimane, in Spagna, era rimbalzata una notizia legata all’interesse dell’Atletico di Simeone per il Mago in caso di partenza di Saul. In Italia può interessare al Milan. Si sono diffuse ipotesi di fantamercato legate ad un possibile scambio con Insigne del Napoli. Lotito, imbufalito per l’ennesima piazzata di Luis Alberto, non si fa condizionare, lo cederebbe solo per offerte da 60 milioni. 

I tifosi, nel primo giorno di ritiro, hanno acclamato Milinkovic, esempio di professionalità. A Luis Alberto, sui social, sono state rivolte solo critiche. «Due mesi di ferie non ti bastano?», «ma per favore sbrigati a tornare», «se non era per la Lazio chissà cosa stavi facendo ora», «se devi farci un favore a stare qui, puoi andare. Porta un’offerta importante e ciao», «il professionismo è un’altra cosa», si legge nei post che hanno invaso il profilo Instagram. 

Corrieredellosport.it

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Italia campione, Immobile: “Io continuo a vincere, attaccatevi…”

È tutto vero, siamo Campioni d’Europa. Ciro Immobile festeggia con la coppa che è anche sua. Il centravanti titolare dell’Italia, spesso sommerso dalle critiche, si lascia andare sui social. Fa festa e manda qualche messaggio a chi lo ha criticato pesantemente in questi mesi. La sua colpa: segnare in azzurro meno gol di quelli fatti registrare con la maglia della Lazio. Ciro si fa fotografare con la coppa in mano e scrive: “Dalle strade di una piccola cittadina in provincia di Napoli al tetto d’Europa. Quando devi sognare fallo in grande a volte si avvera tutto quello che desideri con tutto te stesso”. Ma è il commento che fa alla moglie, sua prima tifosa, che zittisce tutti: “Vita mia i sogni si avverano contro tutto e tutti. Siamo Campioni d'Europa e Scarpa d'Oro si attaccano al c***o tutti". Un concetto ribadito anche nelle storie: “In nemmeno un anno Scarpa d'Oro e campione d'Europa. Continuate a parlare, nel frattempo continuo a vincere. Magnatev u limone!”. Sipario. Corrieredellosport.it

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Il calcio è tornato a casa: l’Italia è campione d’Europa!

Football came home! Il calcio è tornato a casa. Nostra, però. L’ultimo pallone ha preso la strada per l’Italia, quella giusta, la più giusta: siamo di nuovo campioni d’Europa e dopo 53 anni. È tutto così meraviglioso. Abbiamo meritato questo trionfo, abbiamo battuto tutto e tutti, 70mila inglesi, la famiglia reale, l’Uefa, gli scettici, l’ottimismo britannico, Boris Johnson. Le lacrime di Mancini sono il premio a un lavoro straordinario. Scrivo e sto male, sto male e sto bene. Benissimo. Mi manca il respiro, lo smartphone mi regala le urla di Polverosi, di mio figlio, degli amici, dei colleghi. Dalla strada arriva di tutto. Campioni d’Europa: che estate, quanta vita! Siamo risaliti al piano nobile del calcio mondiale. La Grande Vergogna del 2018 è ridotta a incidente dimenticabile. Merito di Roberto Mancini, un modernista, ma mai un postmoderno: ha sempre avuto un’idea semplice, inattuale forse, ma intrigante del calcio: ha dimostrato che si possono fare ottime cose non solo con i milioni, ma con le idee: selezionando la tecnica, le aspirazioni e soprattutto i caratteri, esagerando nella somiglianza, investendo su un elemento sempre più trascurato negli ultimi trent’anni, la gioia di giocare a calcio, il divertimento, l’allegria e la fiducia. Su questi punti ha insistito: si è tenuto dentro le tensioni che un ruolo come il suo produce, non si è fatto coinvolgere da preoccupazioni superficiali che non avevano alcun potere di distrarlo.

Donnarumma; Di Lorenzo Bonucci Chiellini Spinazzola; Barella Jorginho Verratti; Chiesa Immobile Insigne. Una cosa sola. Siamo ripartiti da questa formazione da mandare a memoria come nelle migliori tradizioni. Undici cognomi, alcuni dei quali sorprendenti, ai quali bisogna aggiungere quelli di Florenzi, Acerbi, Emerson, Locatelli, Pessina, Belotti, Berardi, Bernardeschi, Sirigu, Raspadori e insomma i versi di una poesia di emozioni e calcio recitata in un mese e che non potremo dimenticare. Una Nazionale che ha lottato anche contro i propri limiti: mi ha ricordato le squadre capaci di fare risultati impensabili e apparentemente illogici nonostante i guai finanziari del club. In questo caso di un movimento fallito e conflittuale come il nostro, distante in questo anche dalla federazione della quale fa parte. Ci siamo sorpresi ad amare senza riserve questo gruppo: ci siamo ritrovati a casa degli amici per la partita, nelle domande della gente comune che hanno preceduto la finale di Wembley, nei dubbi sull’arbitraggio che rimbalzavano da una strada all’altra, spesso per sentito dire. In questi giorni abbiamo sentito parlare e letto di “parentela mediatica”, ovvero il grado di parentela e amicizia che si stabilisce tra il pubblico e chi a lungo è stato protagonista in televisione. Purtroppo se ne è parlato per occasioni dolorose come la morte di Raffaella Carrà. La Nazionale di Mancini è riuscita ad accorciare i tempi della teoria di McLuhan: sono bastati soltanto trenta giorni agli azzurri per entrare definitivamente nel cuore degli italiani e, aggiungo, per ottenere un grado di popolarità internazionale senza precedenti – c’entra un poco anche la Brexit. Ciò che più mi è piaciuto di Euro 2020 è stato il ritorno a emozioni che sembravano irrimediabilmente contagiate dal virus della tristezza. Ma anche la restituzione di un ruolo unico e inimitabile al calcio. «Non sono tantissime le occasioni per sentirsi mondo, e nemmeno per sentirsi Italia» ha scritto Michele Serra «Serve un poco di pazienza per sopportare il patriottismo schiamazzato, la caciara in eccesso, le tonnellate di luoghi comuni. Serve però anche un poco di senso della realtà per ammettere che sì, è proprio così: un gioco – questo gioco, undici contro undici in un campo di 105 metri per 68 – può essere così potente da unire, per qualche sera, un popolo che prima e dopo la partita nemmeno sa di esserlo». Oggi è un luminoso lunedì mattina di luglio. Sono felice per questo grande giornale, per chi ha dato tutto quello che aveva. Un giorno potrò dire che ero direttore quando Mancini piangeva di gioia e l’Italia urlava di felicità.Corrieredellosport.it

 

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Correa, Copa America e futuro: da lui dipende il mercato della Lazio

Una soddisfazione immensa, per il Tucu Correa, che nella notte tra sabato e domenica ha alzato al cielo la Coppa America. Per anni c’era andata sempre vicina, l’Argentina, cadendo ogni volta prima di fare l’ultimo passo decisivo per la gloria. Anche per lo stesso Messi sembrava essere una maledizione, ora non lo è più. Saranno ore di festeggiamenti a cui seguiranno i meritati giorni di vacanza per l’attaccante della Lazio, che inevitabilmente – senza l’impegno della competizione – avrà anche tempo e modo di pensare al proprio futuro. La Lazio spera di trovare una soluzione il prima possibile, perché Correa ha chiesto la cessione ma non potrà acquistare un sostituto finché non sarà andato effettivamente via il 25enne. “Correa lo vedrei bene come attaccante di sinistra, ma deve avere voglia e stimoli. Vuole cambiare aria, vediamo se avrà la stessa idea quando finirà con la nazionale”, ha chiarito Sarri in conferenza venerdì.

La fine della Coppa America, e dell’Europeo, può aiutare il mercato: le trattative congelate subiranno delle accelerazioni. Su Correa ci sono Tottenham, Arsenal e soprattutto Psg, che aveva formulato un’iniziale offerta molto buona per la Lazio, che aveva subito accettato: 15-20 milioni più il cartellino di Sarabia, 29enne ala spagnola in uscita da Parigi. Dove però hanno capito di aver esagerato e sono tornati sui propri passi. La trattativa è in stand-by, l’interesse rimane vivo. Il problema può essere Lotito, che, come spesso è successo anche in passato, tira in alto il prezzo del cartellino: 45-50 milioni è infatti la richiesta per l’ex Siviglia (anche se si accontenterebbe di 35-40). Tanti soldi in un momento storico difficile, anche se la vittoria nella Coppa America può accendere altri interessi e far nascere nuove pretendenti per Correa. TuttoMercatoWeb

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CALCIOMERCATO

Difesa, spunta un altro fedelissimo di Sarri: idea Rugani

Mentre la Lazio ha iniziato il ritiro pre-campionato ad Auronzo di Cadore, la società biancoceleste lavora per mettere a disposizione di mister Sarri gli uomini funzionali al suo gioco. Dopo l’arrivo di Hysaj e l’attesa per Felipe Anderson, il club laziale pensa ad altri innesti. Stando a quanto riportato da TuttoSport, il ds Tare sta provando a regalare al nuovo tecnico anche un centrale difensivo: spunta il nome di Rugani, già al servizio del tecnico ai tempi dell’Empoli. Tuttosport

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RITIRO ESTIVO

AURONZO, GIORNO 2 – Pomeriggio, sempre 4-3-3: “Randellate e mangiate il pallone”. Partitella, decide Shehu: “Mi ispiro a Neymar”

Seconda seduta di giornata, la terza in questo ritiro di Auronzo di Cadore.

Puntuali, alle ore 17:45, i calciatori biancocelesti si sono ritrovati sul terreno di gioco. Al termine di un’iniziale messa in moto sul campo adiacente, gli uomini a disposizione di mister Maurizio Sarri hanno effettuato un’esercitazione tecnica divisi in tre gruppi. L’allenamento è proseguito con un lavoro incentrato sulla tattica per poi terminare con una partitella a campo ridotto vinta dai verdi grazie alla rete di Shehu.

Sia i fluo che i celesti hanno attaccato una difesa (passiva) formata Troise e i collaboratori Calori e Martusciello al centro. "La voglio randellata quella palla, vado incontro e la mangio".

VERDI: Strakosha, Marusic, Luiz Felipe, Patric, Fares; Milinkovic, Leiva, Bertini; Shehu, Muriqi, Jony

CELESTI: Reina, Lazzari, Vavro, Radu, Hysaj (Durmisi); Akpa Akpro, Escalante, Cataldi; Troise, Caicedo, Raul Moro

Florent Shehu è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, canale 233 di Sky:

"Sono felice di essere qui ad Auronzo di Cadore, è un'occasione irripetibile per me lavorare con un allenatore come Sarri. Rispetto alla Primavera, c'è più intensità e qualità. Questa chiamata mi ha sorpreso, non me l'aspettavo: ero in vacanza, mi hanno chiamato e sono subito tornato. Voglio dare il massimo in ogni allenamento e migliorare molto, prendendo spunto dai tanti grandi giocatori presenti in rosa. 

Futuro? Voglio solo dare il massimo, poi le cose vengono da sole. Lavorerò duro per dare sempre il meglio. Essere qui è sicuramente un sogno. Purtroppo la retrocessione in Primavera ha coinciso con un calo nella seconda parte della stagione, complici anche alcuni infortuni. Modelli? Mi sono sempre ispirato a Neymar, mentre nell'attuale rosa mi piace molto Milinkovic".

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RITIRO ESTIVO

AURONZO, GIORNO 2 – Il saluto del Sergente: “Mi sento leader e ancora tanti anni qui. Palla a terra e 4-3-3, non vedo l’ora”

Sergej Milinkovic-Savic è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, canale 233 di Sky:

"Mi sento bene, vedremo nei prossimi giorni, saranno allenamenti intensi. Sono felice di essere qui, eravamo fermi da un mese e mezzo, mi mancava tutto questo. Stiamo subito lavorando con il pallone, qualcosa in campo cambierà perché ci sarà un altro modulo, il 4-3-3 al posto del 3-5-2, seguirò le direttive del mister Sarri. Giocheremo più palla a terra, non vedo l'ora di iniziare. 

Mi sento ormai un leader, sono al mio sesto anno qui e vediamo di farne tanti altri. Vedo i giovani e penso a quando ero al loro posto, cerco di aiutarli come hanno fatto i senatori con me. 

I tifosi ci mancano, speriamo che con il nuovo anno possano tornare allo stadio. In questi 18 giorni di ritiro cercheremo di imparare tutto il prima possibile. Ci saranno molti cambianenti, abbiamo già iniziato ieri pomeriggio per abituarci a tutto. Io mi metto sempre a disposizione degli allenatori, dando sempre il massimo ogni anno".

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RASSEGNA STAMPA

AURONZO – La rivoluzione ha fretta di offendere: “Siete troppo attendisti”

È scattata l’ora zero della “nuova” Lazio griffata Maurizio Sarri. Ieri i biancocelesti sono arrivati ad Auronzo di Cadore dove nel pomeriggio (dopo la prima fase in palestra) sono scesi in campo per la prima seduta già ricca di spunti e riflessioni. Nella partita 11vs11 a due tocchi a metà campo il tecnico toscano ha già iniziato ad imprimere la sua idea di gioco fatta di aggressione, reti e pressing alto sulla difesa avversaria con il Comandante che fin da subito ha voluto invertire la rotta rispetto al passato richiamando i suoi ragazzi, definiti troppo attendisti. Oggi si conoscerà il programma degli allenamenti della prima fase del ritiro che dovrebbe vedere delle pause limite con lo staff di Sarri, a cui si è aggregato il tecnico della Primavera Calori, pronto a seguire da vicino ogni fase del ritiro cadorino biancoceleste. Lo riporta Il Corriere dello Sport. Laziopress.it

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RITIRO ESTIVO

AURONZO, GIORNO 1 – É giá sarrismo: applausi, due tocchi, difesa alta e 4-3-3. Lazzari terzino, giovani esterni alti in attesa di Felipe

 

“Daje comandante”. Con quest’urlo che mina la tranquillità di Auronzo, si è aperto il primo giorno di allenamento della Lazio di Sarri. Seduta pomeridiana iniziata in palestra, poi riscaldamento sul campo ed esercitazioni tecniche, intervallate da andature di corsa a variazione di velocità.

A chiudere l'allenamento la partitella finale, dove Sarri ha subito cominciato a impostare il suo 4-3-3. “Giriamo la palla veloce, anche in modo semplice, ma non deve mai fermarsi. E quando la perdiamo, subito veloci a riconquistarla", i primi messaggi che ha voluto mandare alla squadra. Di seguito le formazioni schierate, ovviamente con tante defezioni: 1-0 il punteggio finale per i celesti per l'autogol sfortunato di Patric a tempo scaduto.

Verdi: Strakosha; Lazzari, Patric, Vavro, Hysaj; Troise, Escalante, Akpa Akpro; Adekanye, Caicedo, Raul Moro

Celesti: Reina; Marusic, Luiz Felipe, Radu, Fares; Milinkovic, Leiva, Cataldi; Shehu, Muriqi, Jony.

Tuttomercatoweb.com

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AURONZO – La prima lista di Sarri tra assenze e giovani: Luis Alberto non c’è, Dirmisi e Jony si. Kamenovic out

Questo l’elenco dei calciatori presenti per il ritiro di Auronzo di Cadore 2021.

Portieri: Adamonis, Alia, Reina, Strakosha

Difensori: Durmisi, Fares, Hysaj, Lazzari, Luiz Felipe, Marusic, Patric, Radu, Vavro

Centrocampisti: Akpa Akpro, Bertini, Cataldi, Escalante, Jony, Leiva, Milinkovic, Shehu, Troise

Attaccanti: Adekanye, Caicedo, Raul Moro, Muriqi