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NEWS RASSEGNA STAMPA

Felipe Anderson, partenza top e affare a costo zero

Una mossa di mercato intelligente che sta portando i suoi frutti. Felipe Anderson alla Lazio praticamente a parametro zero. Lotito non ha sborsato un euro per rivedere il brasiliano a Formello. Il patron ha rinunciato al credito residuo di 3 milioni che doveva incassare dal West Ham dal 2018. All’epoca erano stati pattuiti 31 milioni più 7 di bonus. Ora è tornato con una valutazione pari al mancato incasso dell’ultima rata. Gli inglesi hanno conservato il 50% dell’eventuale e futura rivendita.Pipe, 28 anni e con un contratto firmato in estate con scadenza nel 2025, sogna di rimanere a vita alla Lazio. Qui è stata sempre casa sua. Era arrivato, ventenne, dal Santos nell’estate 2013. Per tornare si è ridotto l’ingaggio. A testa bassa lavora per ripagare la fiducia di tutti. In primis di Sarri, che lo elogia e spinge sempre a fare meglio. Non era mai partito così forte in campionato: 3 gol e 2 assist nelle prime 8 giornate della Serie A. L’uomo in più: quando la Lazio non gira, ci pensa lui con le sue giocate ad illuminare l’attacco. Il suo ritorno, a conti fatti, è stata una fortuna per tutti.  Corrieredellosportp

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DICHIARAZIONI NEWS

Gravina: “Comprare un’auto da Lotito? La farei controllare…”

Se comprerei una macchina usata da Andrea Agnelli? Sì, di solito faccio il leasing, le uso per un po’ di tempo e poi le rivendo. Da Lotito? Sì, ma la farei controllare molto bene. Questo sicuramente”. È un Gabriele Gravina a 360° intervistato a ‘Tiki Taka – La Repubblica del pallone’ su Italia 1. Il Presidente della Figc ha toccato diversi temi, tra cui anche quello del razzismo negli stadi: “Hanno ragione tutti coloro che ritengono che i soggetti che vengono individuati, e abbiamo i mezzi per farlo come dimostrano i casi di Firenze, Roma e Torino, devono stare fuori dagli stadi in maniera definitiva, con un Daspo a vita. E questo si può fare. Noi l’abbiamo attivato come meccanismo cercando di spostare quella che era una responsabilità oggettiva, che penalizzava la maggior parte dello stadio, a una responsabilità individuale e abbiamo inserito una norma delle sementi e delle attenuanti che sta dando risultati importanti: attraverso questa norma la società si può sgravare collaborando, si può fare. Abbiamo la tecnologia a disposizione. Basta prendere i singoli soggetti, espellerli dagli stadi e non farli più rientrare”.

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NEWS RASSEGNA STAMPA

Lazio, c’è del sarrismo nel tuo gioco: lo dicono i numeri

Sarri chiedeva una prova da uomini e non da calciatori prima della sfida contro l’Inter. Così è stato. E oltre alla vittoria si sono visti segnali incoraggianti dal punto di vista del gioco. C’era il rischio di entrare in una crisi nera dopo la batosta di Bologna, invece i biancocelesti hanno reagito e messo in campo gli insegnamenti del proprio allenatore. Ci sono i numeri a fotografare i progressi di una Lazio che ora non si deve fermare.I numeri nel calcio servono a capire meglio la situazione. Ovvio, non ci si può basare solo su un approccio analitico, eppure aiutano. La Lazio nel primo tempo contro l’Inter aveva un baricentro alto 53,7 metri contro i 45,9 dell’avversario. Bene i recuperi: 45 contro 29. Alta la percentuale di passaggi riusciti: 519 contro 437. E anche la precisione di palleggio (92%). Sono le regole che detta Sarri: squadra aggressiva, che vuole imporre il proprio gioco con qualità e precisione. Il risultato ha dato ragione. Ora contro Marsiglia e Verona due occasioni per far vedere che i progressi sono reali e non casuali. Il bello viene solo ora. Corrieredellosport.it

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, il giorno del giudizio: tamponi, oggi il processo-bis

È il giorno del giudizio, non ancora universale e neppure definitivo, se la Procura della Figc e/o Lo- tito decideranno di tornare al Collegio di Garanzia del Coni. Dipenderà dalla sentenza, attesa in serata. Alle ore 11 tornerà a riunirsi la Corte d’Appello Federale per esaminare il caso dei tamponi della Lazio, aperto da un anno. Non sono bastati tre gradi di giudizio sportivo e un’inchiesta della magistratura ordinaria di Avellino (relativa al laboratorio di analisi che processava i tamponi: i termini di proroga scadranno a inizio dicembre) per chiarire ogni aspetto, esaurendo dibattimento, accuse e difesa. Si riparte questa mattina con una diversa composizione della Corte: Torsello in secondo grado aveva condannato Lotito e i medici della Lazio (Pulcini e Rodia) a dodici mesi di squalifica.

Questa volta toccherà a Marco Lipariguidare il collegio. Relatrice Francesca Morelli, giudice penale, cooptata in Figc dopo il rinnovo degli organi disciplinari lo scorso aprile, quando già infuriava la battaglia legale. Serviranno competenza e autonomia per pilotare verso le ultime curve un procedimento di cui si discute da troppi mesi, non senza tensioni. Udienza da remoto, in videoconferenza. Al Coni si era tenuta in presenza. Non interverrà Lotito, atteso a Milano per l’assemblea della Lega, a rischio decadenza dalla carica di consigliere federale. In primo grado il presidente della Lazio era stato condannato a sette mesi: era il 26 marzo, l’inibizione (ancora vigente per la Figc) scade il 26 ottobre. corrieredellosport.it

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ESCLUSIVE

‘QDL’ – Fiore: “Fase di adattamento, ma Sarri sta iniziando a bruciare le tappe” (AUDIO)

STEFANO FIORE ora in collegamento a ‘QDL‘: “Inzaghi ha ereditato una squadra forte ma che aveva quell’ardore che senza Conte ha perso. Simone è un tecnico diverso, la sua Inter deve trovare ancora un suo equilibrio. Ha smarrito una certa solidità offensiva, è meno aggressiva rispetto alla squadra di Conte. Quello che più di altro sta mancando è il giocatore di raccordo tra mediana ed attacco, Calhanoglu non sta sostituendo al meglio Eriksen. La Lazio ha messo in mostra delle buone cose nella prima fase di campionato, ma anche altre non buone. Sarri sta bruciando le tappe, è già un pelino avanti rispetto a quello che ci si poteva aspettare. Mentre l’Inter sta continuando un lavoro tattico simile a quello di Inzaghi, alla Lazio le cose sono cambiate radicalmente. Soprattutto dal punto di vista tattico per quanto riguarda la linea difensiva. Ci sono ancora tante cose da migliorare, ora in attacco non si aspetta per avere spazio da attaccare, ma si cerca di fare la partita. Ci sono delle cose da sistemare e si nota anche nella gestione di Luis Alberto che deve adattarsi alle necessità della squadra. La Lazio è consapevole della propria forza, ma deve approcciare a tutte le gare nello stesso modo in cui ha fatto sabato sera”

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FORMELLO

FORMELLO – Ripresa con Marsiglia in vista: assente Luis Alberto

Ultimissime sulla Lazio da Formello, dove oggi è andato in scena l’allenamento di ripresa della squadra a due giorni dalla gara europea contro il Marsigilia. I biancocelesti sono stati divisi in due gruppi, in base al minutaggio registrato durante l’ultimo successo in campionato contro l’Inter: da segnalare l’assenza, l’unica per mister Sarri, di Luis Alberto, che non si è visto in campo con i compagni. Tuttomercatoweb.com

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APPROFONDIMENTI

Sarri l’intransigente, così sta conquistando lo spogliatoio

I punti forti. I punti fermi. Così la Lazio si è rilanciata. Segnando prima tre gol alla Roma, poi altri tre all’Inter. Conquistando 6 punti a -1 dal quarto posto. Merito anche di alcune chiare indicazioni di Sarri. Il sarrismo non ha ancora preso piede a Formello, eppure il tecnico sta cominciando a imporsi. Il suo 4-3-3 sta portando i primi frutti. Questo benché, dopo qualche difficoltà iniziale, si ipotizzasse già un cambio. Un mese fa Martusciello, il vice di Sarri, aveva però annunciato che lo staff tecnico voleva andare avanti per la propria strada. “Non possiamo cambiare modulo, rischiamo di peggiorare – affermò -. Se reggiamo la situazione, prima o poi potremo anche fare questo discorso, ma prima va assimilato il modulo di base”. E con il 4-3-3 la Lazio sta rendendo. Come dimostrano le prestazioni di Pedro e (soprattutto) Felipe Anderson, che contro Roma e Inter sono stati decisivi.

Sono tanti anche i punti che la Lazio ha già conquistato benché si trovasse in svantaggio. I biancocelesti sono andati sotto contro Spezia, Empoli, Inter (gare nelle quali ha conquistato 9 punti complessivi), oltre che con Cagliari e Torino (due punti complessivi). Solo contro la Roma, di fatto, la Lazio ha conquistato punti senza andare sotto. La capacità di reagire, perfino di capovolgere il risultato, è fondamentale per la squadra di Sarri. La sua intransigenza, il fatto di non fare favoritismi per quel che riguarda la gestione fra titolarissimi e riserve sta conquistando lo spogliatoio. Anche per questo la squadra sta (spesso) riuscendo a reggere anche nei momenti di difficoltà. Sta facendo la differenza anche il fattore campo: in casa, nel 2021, i biancocelesti all’Olimpico hanno perso solo con il Bayern Monaco in Champions. In campionato, nell’anno solare, sono imbattuti (tolto il derby di ritorno della passata stagione, che era però in casa della Roma). In questa stagione, avendo ritrovato i propri tifosi, la Lazio in casa fra campionato ed Europa League ha conquistato ben 13 punti su 15. E nella classifica questo pesa eccome. Esattamente come gli altri punti forti della Lazio di Sarri. Esattamente come i suoi punti fermi. Gazzetta.it

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STATISTICHE

Lazio-OM in numeri: i biancocelesti cercano la cinquina con i francesi, Immobile on fire in Europa

Pillole statistiche

La Lazio ha vinto tutte le quattro sfide contro il Marsiglia nelle maggiori competizioni europee, inclusi i successi in entrambe le gare della fase a gironi dell’Europa League 2018-19.

La Lazio ha vinto tutte le ultime quattro sfide casalinghe contro squadre francesi in Europa League, successi contro St. Etienne, Nizza, Marsiglia e Rennes.

Il Marsiglia ha perso tutte le ultime cinque partite contro squadre italiane in competizioni europee: Inter (una sfida nel 2011-12), Napoli (due gare nel 2013-14) e Lazio (due match nel 2018-19).

Nessuna delle ultime 19 partite di Europa League della Lazio si è conclusa con il pareggio: otto successi e 11 sconfitte per i biancocelesti. La Lazio potrebbe vincere due gare di fila nel torneo per la prima volta dal novembre 2018, entrambe in quel caso contro il Marsiglia.

La Lazio ha vinto 2-0 l’ultimo match di Europa League contro la Lokomotiv Mosca: è dal dicembre 2013 che non registra due clean sheet di fila in competizioni europee.

La Lazio va in gol da ben 16 gare casalinghe della fase a gironi in competizioni europee: 32 reti nel periodo, esattamente due di media a match (12V, 2N, 2P).

Il Marsiglia non vince da nove trasferte nelle maggiori competizioni europee (2N, 7P), l’ultimo successo risale al 2017-18 contro l’Athletic Bilbao; in più ha segnato solo una volta negli ultimi cinque match fuori casa in campo europeo.

Otto delle ultime 10 reti della Lazio in competizioni europee sono state realizzate allo stadio Olimpico, incluse le due di questa stagione in Europa League.

Ciro Immobile ha preso parte a 19 reti nelle ultime 21 partite in competizioni europee con la maglia della Lazio (14 gol e cinque assist).

Arkadiusz Milik ha segnato due gol in sei sfide ufficiali contro la Lazio, entrambi nella stagione 2018/19 con la maglia del Napoli in Serie

OPTA

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AVVERSARIO

OM, il marsigliese Guendouzi avverte: “Andiamo a Roma per prenderci tre punti”

Mattéo Guendouzi, centrocampista del Marsiglia, è stato grande protagonista nel successo contro il Lorient ieri sera. Per il centrocampista una doppietta nel 4-1 finale per l’OM, che giovedì affronterà la Lazio in Europa League, terza giornata della fase a gironi. Il giocatore a fine partita si è già proiettato alla sfida dell’Olimpico: “La Lazio ha vinto questa partita contro l’Inter. Abbiamo solo due punti con due pareggi ma giovedì vogliamo andare a Roma per i tre punti. Siamo concentrati su questa partita prima di pensare a quella contro il Paris Saint-Germain. Vogliamo sul serio i tre punti a Roma, si tratta di una partita importante. Vogliamo vincerla, se giochiamo come abbiamo fatto oggi abbiamo una possibilità”.

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APPROFONDIMENTI NEWS

Lazio-OM è Sarri-Sampaoli: dalla banca al calcio, le storie A confronto

Storia di un impiegato… diventato allenatore. Maurizio Sarri e Jorge Sampaoli, prossimi avversari in Europa League con Lazio e Olympique Marsiglia, condividono un passato molto simile. Entrambi bancari prima di diventare grandi nel mondo del calcio. Con idee tutte loro. Il ‘posto fisso’ tanto caro al cinematografico Zalone è una noia per due uomini che hanno un fantasioso sogno nel cassetto: diventare tecnici professionisti e vincere. Lasciare il certo per l’incerto è il primo loro grande passo verso il futuro.

Dalla banca al calcio, Sarri e il valore aggiunto

Monte dei Paschi di Siena e Banco de la Provincia sono le due realtà che appartengono ai giovani Sarri e Sampaoli. Nel tempo libero, lontani dalle beghe del lavoro, allenano in maniera dilettantistica. Sarri lascia il suo impiego nel 2002 quando è alla guida del Sansovino. Da lì inizia formalmente la sua carriera sulle panchine di Sangiovannese, Pescara, Arezzo, Avellino, Verona, Perugia, Grosseto, Alessandria, Sorrento e poi Empoli, Napoli, Chelsea, Juve e Lazio. Chiamasi gavetta. “Ho scelto come unico mestiere quello che avrei fatto gratis. Ho giocato, alleno da una vita, non sono qui per caso. Mi chiamano ancora l’ex impiegato. Come fosse una colpa aver fatto altro”. Il sarrismo, le vittorie, il bel calcio, il soprannome di Comandante. Tutto è storia, sta nei libri e nei vocabolari (sarrismo: s. m. La concezione del gioco del calcio propugnata dall’allenatore Maurizio Sarri, fondata sulla velocità e la propensione offensiva. Dice Treccani). “L’esperienza in banca è un valore aggiunto: ho appreso il valore dell’organizzazione e della capacità decisionale”. Come dire: tutto nella vita serve.

Sampaoli e il ‘non ascolto e continuo’

Jorge Sampaoli, un anno più giovane di Sarri, ha anche lui lasciato il ‘posto fisso’ per amore del calcio. Dai campi di provincia argentini sino al Cile e la chiamata della nazionale. Nel 2015 la storica vittoria in Coppa America. Poi la prima esperienza europea al Siviglia nel 2016, la nazionale Argentina con Messi, il Santos e l’Atletico Mineiro in Brasile. Dal 2021 è tecnico del Marsiglia. Avrebbe anche potuto allenare la Lazio nei ‘provini’ andati in scena in quella calda estate del Bielsa mai visto. Sampaoli di Bielsa è un grande estimatore. O forse ne è devoto. Alcuni, vedendo le sue squadre giocare, hanno detto che è un bielsista più di Bielsa. Un calcio fatto di idee, propositivo e che non ha mezzi colori: o bianco o nero. In poche parole: è terribilmente efficace o un flop clamoroso. Jorge, che ha intitolato la sua biografia ‘Non ascolto e continuo’, ha basato il calcio solo sul suo pensiero. Ha un tatuaggio di una frase presa in prestito dal suo gruppo preferito, i Callejeros. E si legge: “Non ascolto nessuno e proseguo sulla mia strada, perché molte cose proibite mi fanno sentire vivo”. Corrieredellosport.it