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RITIRO ESTIVO

Sarri debutta su Sportitalia: le prossime due amichevoli in chiaro

venerdì 23 luglio alle ore 18.30 si comincia con Lazio-Triestina e martedì 27 luglio alle ore 18.30 è il turno di Lazio-Padova. Entrambe le partite saranno visibili in chiaro e gratuitamente su Sportitalia (canale 60 del digitale terrestre e in versione HD al canale 560) e saranno disponibili live e on demand, come tutto il resto della programmazione, attraverso la App Sportitalia.

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RITIRO ESTIVO

12^ GIORNO AURONZO – Leiva: “Sto bene, la mia esperienza al servizio del sarrismo. Felipe come se non fosse mai andato via, Luis Alberto sembra stia bene” (AUDIO)

Dopo l'allenamento della mattina, Lucas Leiva, centrocampista della Lazio, ha fatto il punto del ritiro biancoceleste in conferenza nella sala stampa di Auronzo di Cadore.

State lavorando tanto, con serietà: sembra che nel gruppo ci sia l'atmosfera giusta…
"L'inizio di ritiro è sempre così, dobbiamo lavorare tanto con un allenatore nuovo che sta portando idee diverse. Il nostro gruppo è sempre stato molto umile, abbiamo voglia di imparare e fare quello che ci viene chiesto. Siamo al decimo giorno di preparazione, è ancora presto per capire quale sarà il nostro obiettivo. Lo scopriremo solo con il tempo, sicuramente la strada è giusta".

Come stai a livello fisico?
"L'anno scorso fisicamente ho avuto pochi problemi, ma avevo saltato il ritiro per l'intervento al ginocchio. Adesso la possibilità di fare la preparazione intera mi aiuta. Il mister in quel ruolo mi chiede tante cose, anche a livello comunicativo, io con la mia esperienza provo ad aiutare i compagni".

Fra i tanti ordini che vi sta dando il mister, qual è il più complicato da eseguire?
"È un calcio diverso, con la pressione alta e la linea difensiva a metà campo. Dobbiamo imparare a lavorare come squadra. Ma possiamo riuscirci. Giorno dopo giorno miglioreremo, possiamo fare grandi cose quest'anno, anche se ci vuole sempre pazienza".

Come avete accolto Luis Alberto?
"È tornato e sta lavorando bene, come gli altri. Come gruppo dobbiamo solo aiutare i compagni. Ma è una domanda che dovreste fare a lui, non a me".

Felipe Anderson?
"Sembra che non sia mai andato via. È arrivato e conosce già tutti. Dal primo minuto si è subito adattato, lo vedo con tanta voglia di riprendere la sua carriera. L'anno scorso ha vissuto un anno difficile, credo sia molto carico"

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RITIRO ESTIVO

12^ GIORNO AURONZO, MATTINA: “Sacrificio e divertimento”, lavoro atletico prima del riposo pomeridiano. Romero ancora non in gruppo (VIDEO)

AURONZO – Lavoro atletico dall'inizio alla fine della seduta matturina, l'unica di giornata visto che Sarri ha concesso il pomeriggio libero al gruppo dopo le fatiche dei primi 12 giorni di ritiro. La novità riguarda proprio il format di lavoro. Per una volta non ci sono esercitazioni tattiche, non c'è didattica finalizzata ad automatizzare i meccanismi del sarrismo. Si corre allo Zandegiacomo, si raccolgono dati con il gps per verificare la condizione generale. Alla ripetute sui 100 metri non partecipano Luiz Felipe e Felipe Anderson, leggermente affaticati dopo la seconda uscita stagionale di ieri. Assenti anche i neo-arrivati Luka Romero e Maistro. Per loro lavoro in palestra e probabile sessione aletica anche nel pomeriggio. Il lavoro svolto nella prima parte di ritiro inizia a farsi sentire sulle gambe dei calciatori. Anche Patric (sempre centrale) l'ha ammesso ieri dopo l'11-0 al Sospirolo: "Ci divertiamo, ancora non siamo freschi atleticamente, siamo un po' stanchi ma siamo sulla strada giusta". Il martellamento è stato costante, l'intensità ed i ritmi imposti da Sarri stanno forgiando non solo ma la mentalità, ma anche la struttura di un gruppo al quale è chiesto di stare sempre in movimento. In entrambe le fasi di gioco. Concetto essenziale per essere imprevedibili in costruzione e aggressivi nel recupero del pallone. "Voglio una squadra che si sacrifichi in alleamento per poi dominare l'avversario nelle gare uffciiali", parlava così il Comandante il giorno della sua presentazione. E allora, sembra proprio che la tabella di marcia sia stata rispettata.  La preparazione ripartirà domani, quando sarà vigilia del primo test probante con la Triestina. DB Radiosei

 

 

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CALCIOMERCATO

Cessioni per sbloccare gli arrivi: Correa, la Lazio abbassa le pretese. Intanto Palombi e Kiyine verso Lecce e Venezia

Quattro giocatori nuovi in ritiro (HysajKamenovicFelipe Anderson Romero), zero ufficialità. La Lazio ha già a disposizione il poker di acquisti estivi ma ancora non ne ha formalizzato neanche uno: prima infatti deve rientrare dentro i paletti dell'indice di liquidità, che al momento blocca il mercato di Tare e Lotito. Servono cessioni urgenti e anche di un certo spessore. Il nome più importante è in uscita è Correa, la cui valutazione di partenza era di 50 milioni: adesso, a fronte di 35, verrà venduto. Piace a Psg (scambio con Sarabia), Tottenham (25 milioni l'offerta di Paratici) e Arsenal, ma nessuno è riuscito a trovare l'accordo con la Lazio. Il paradosso è che il Tucu, fresco campione d'America con l'Argentina, piace molto anche a Sarri, che lo vedrebbe bene come ala sinistra nel tridente con Immobile e Felipe Anderson. Per questioni di bilancio e di volontà del giocatore, che ha chiesto due volte la cessione, il tecnico se ne dovrà fare una ragione.

Intanto il ds Tare lavora per chiudere due cessioni, anche se meno d'impatto di Correa. Si tratta di Kiyine e Palombi, rispettivamente reduci dai prestiti a Salerno (ha conquistato la promozione in A) e a Pisa (5 gol). Per il duttile centrocampista classe '97 si registra l'interessamento del Venezia: nei prossimi giorni sono previsti incontri per provare a chiudere l'operazione. Mentre per l'attaccante del '96 si è aperto lo scenario di un possibile ritorno: a Lecce, dove conquistò la Serie A nel 2018-'19, o alla Ternana, che riuscì a salvare in B nel 2016-'17. Tuttomercatoweb.com

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APPROFONDIMENTI

“Daje Hysaj”, spunta striscione di sostegno all’Olimpico. L’agente: “E’ scombussolato, è solo un ragazzo che pensa a giocare”

Daje Hysaj” è la scritta sullo striscione apparso questa mattina fuori lo stadio Olimpico a favore del terzino albanese in forza alla Lazio. Una risposta concreta e dovuta che ha accompagnato l’hashtag #iostoconHysaj che ieri ha invaso Twitter, a seguito degli attacchi che il terzino ha ricevuto sui social per aver cantato “Bella Ciao” e, soprattutto, dello striscione apparso due notti fa. I gesti di solidarietà nei confronti di Hysaj non fungono, però, solo come una risposta a quanto successo, bensì è un chiaro segnale che la tifoseria della Lazio, e la squadra stessa, non è (e nemmeno può e deve) essere rappresentata da gesti a cui, delle volte, viene dato un risalto mediatico eccessivo a fronte del vero numero di tifosi e del vero valore della Lazio. laziopress.it

“Ma che volete che ne sappia del valore politico o patriottico di Bella Ciao”. Mario Giuffredi, agente e amico di Elseid Hysaj, protagonista negli ultimi giorni di una spinosa polemica in casa Lazio: “È un ragazzo albanese che pensa solo al calcio – spiega il procuratore nelle parole riportate da Il Mattino – che ha sofferto tanto per arrivare dove è arrivato. Non ha pensato al significato di quel ritornello, al fatto che sia l'inno partigiano della seconda guerra mondiale. Gli piaceva e l'ha cantata. È pure lui adesso scombussolato da tutto quello che sta succedendo attorno. È finito al centro di una questione politica di cui non aveva idea, vuole che i tifosi capitano che gioca a calcio e basta”. tuttomercatoweb.com

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SERIE A

Covid, dopo il caso Spezia la Figc al lavoro sul vaccino: si spinge per somministrare due dosi a tutti i calciatori

Il calcio vuole ripartire per non fermarsi più, quindi pretende sicurezza. Il nuovo protocollo Figc dà indicazioni severe e precise su come limitare e gestire i contagi da coronavirus, ma quanto è accaduto allo Spezia preoccupa. L’ombra dei no vax del pallone si fa sempre più ingombrante e non è affatto semplice trovare una soluzione. Come noto in Italia non esiste l’obbligo di vaccinazione se non per le categorie che operano in ambito sanitario. Si discute degli insegnanti, di certo i calciatori non rientrano tra i professionisti per cui il governo può intervenire per scongiurare problemi su larga scala. La strada che si continuerà a battere è quella dell’informazione, ma c’è chi suggerisce che i no vax si assumano la responsabilità economica, oltre che morale, delle loro scelte. Al momento la situazione in Serie A è piuttosto buona, ha già ricevuto almeno una dose circa il 90% dei componenti dei gruppi squadra, ma mediamente esistono 2-3 elementi per club ancora non vaccinati. Molti si apprestano a farlo,  ci sono però alcuni giocatori che non hanno aderito ai primi inviti delle società. La speranza è di convincere tutti prima della partenza del campionato, tra un mese esatto. Dalla Federcalcio è partito il primo spot pro vaccini quando a inizio maggio, con Immobile e Insigne immortalati davanti allo Spallanzani con il presidente Gravina e il professor Vaia, si è deciso di immunizzare tutti gli azzurri in partenza per l’Europeo. La Figc ha poi sollecitato le Leghe e l’Aic a sensibilizzare i propri tesserati e definito un nuovo protocollo anti Covid che prevede test in abbondanza per individuare presto qualsiasi contagio. Non solo, la Federazione si è anche offerta di fare da tramite con le autorità commissariali per agevolare il percorso vaccinale dei club: ne hanno approfittato in quattro, Milan, Fiorentina, Bologna e Empoli. Molte altre, dal Genoa alla Roma, si sono appoggiate alle strutture sanitarie regionali. Non si potrà obbligare nessuno, ma informando si spera di cambiare le cose. La linea del buon senso è quella auspicata anche dalla Lega Serie A. Il presidente Dal Pino è sempre stato favorevole ai vaccini, ma per la gestione del percorso è stata lasciata autonomia ai club. Di certo qui, ancor più che in Federcalcio, è chiaro quanto il comportamento di un solo no vax possa pesare a livello economico su una squadra. Se quanto accaduto allo Spezia adesso, con un cluster di undici tesserati partito – stando a quanto dichiarato dal medico sociale – proprio da un no vax, fosse capitato ad ottobre, per il club ligure il danno sarebbe stato decisamente importante. Ed è un aspetto, ovviamente secondario alla salute, su cui i presidenti stanno già discutendo. Il fattore economico, a sentire il professor Gianni Nanni, responsabile sanitario del Bologna (che ha ancora tre giocatori indecisi sulla somministrazione) e membro della Commissione medica della Figc, potrebbe avere una sua importanza per convincere tutti a vaccinarsi: "Come medici dei club abbiamo organizzato diversi incontri per spiegare ai giocatori l’importanza dei vaccini per loro stessi, per gli altri e pure per il sistema calcio. È ovvio che dal punto di vista legale non si può obbligare nessuno, ma bisogna fare in modo che chi sceglie di non vaccinarsi ne risponda dal punto di vista morale e anche economico. Che paghino loro le terapie e i medici e rimborsino i club che per la loro scelta sono stati danneggiati! Io sono drastico: siamo di fronte a una pandemia, non un’influenzetta, servono regole speciali ed è ora di tirarle fuori". L’Assocalciatori ovviamente è chiamata a tutelare tutti, anche chi non vuole vaccinarsi, ma la sua posizione è molto chiara. Tempo fa ha inviato a tutti i suoi tesserati una lettera firmata dal professor Walter Della Frera in cui si spiegava ai giocatori perché è fondamentale farsi il vaccino. È chiaro che l’Aic sia contraria a qualsiasi forzatura, ma c’è la convinzione che il buon senso alla fine prevarrà. A pochi giorni dal via del primo ritiro (venerdì per la Serie A a Sportilia) appare più tranquilla la situazione degli arbitri. A oggi il 95% ha già la doppia dose di vaccino e nel restante 5% rientrano anche i guariti e chi ha ricevuto solo la prima dose. La percentuale dunque si avvicina al 100%. In ogni caso si seguirà alla lettera il nuovo protocollo Figc, con tamponi e sierologici per tutti e durante il ritiro distanziamento, mascherine. La situazione no vax è vista malissimo dal presidente della Federazione medici sportivi (Fmsi) Maurizio Casasco: "Bisogna vaccinare tutti e farlo in fretta, così si avranno meno contagi e quindi meno varianti. Le varianti sono una componente fondamentale che va oltre le ospedalizzazioni, i contagi o le vittime di questa pandemia, anche perché sono molto più veloci dei vaccini. E bisogna anche chiarire che la responsabilità sociale è più importante di quella individuale: se quest’ultima manca, allora dev’essere lo Stato a tutelare la prima. Se non c’è il coraggio di farlo le varianti aumenteranno e avranno effetti sui contagi e sui morti. E questo vale per lo sport come per tutta la società civile".

gazzetta.it

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DICHIARAZIONI

Andreas Pereira: “Tornerei e Roma potrebbe essere la mia nuova casa: con più spazio a disposizione nella Lazio avrei fatto meglio”

Tempo, sente di meritarne di più. Parla al presente Andreas Pereira: “Roma potrebbe essere la mia casa definitiva, mi sono trovato benissimo”. Tiene ancora apertissima una porta su un futuro in biancoceleste: “So che potrei fare ancora meglio se mi venisse concesso più spazio. Anche i tifosi sono d’accordo, me lo hanno scritto sui social”, ha rivelato in un’intervista esclusiva a Gianlucadimarzio.com. Il suo tempo alla Lazio è scaduto, per ora. Alti e bassi, poco spazio per mettersi in mostra. Qualche bella giocata, un gol. Il 30 giugno è tornato a Manchester, lavora sodo per impressionare Solskjær. Fa collezione di post con i compagni dello United, ma su Instagram quasi tutti i ricordi parlano di Roma: “Alla Lazio ho sempre dato il massimo nel tempo che mi è stato concesso. Penso che le mie prestazioni potrebbero essere migliori se avessi più minuti a disposizione e più libertà di giocare. Quando entri a fine partita, il compito che devi svolgere tatticamente non è il migliore”. Per questo precisa: “Mi piacerebbe tornare in biancoceleste se mi fosse concesso più tempo”. Inzaghi non gliene ha dato molto, il loro è stato “un buon rapporto professionale”. La passione, invece, è esplosa con i tifosi. Sono state le giocate di classe ad accenderla, i dribbling. Ha aiutato anche il post con cui Pereira ammiccava allo United, avversario della Roma in Europa League: “I tifosi sono il motivo principale della mia passione per la Lazio. Anche senza averli allo stadio, ho potuto sentire il loro affetto nelle strade e soprattutto sui social”. Avrebbe avvertito il loro abbraccio anche ad Auronzo, dove i suoi ex compagni sudano sotto la guida di Sarri: “E’ un grande allenatore, ho amici che hanno giocato nelle sue squadre e hanno sempre lodato il suo modo di lavorare. Sarà un cambiamento in meglio per il gioco della Lazio”. Andreas Pereira ci spera ancora, l'Italia lo ha stregato: “Amo lo stile di gioco e lo spirito di squadra che c’è in Serie A. La Lazio ha la priorità nel mio cuore, ma il vostro paese mi ha conquistato, perché non tornare un giorno se si presentasse l’occasione?”. La forza dell’amico Lukaku lo ha impressionato, il genio di Ronaldo ispirato. Da Immobile ha capito cosa sia la voglia di vincere: “È una macchina da gol. Sono sicuro che potremmo fare molto di più se avessimo a disposizione più tempo insieme in campo". Tempo, è una parola che ripete spesso. Non vuole più sprecarlo: “La prossima stagione spero sia la migliore della mia vita, sto lavorando per questo. Fisicamente e mentalmente sono pronto a prendermi la responsabilità in campo: voglio giocare”. Magari in Italia.   

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ESCLUSIVE

Ledesma a Radiosei: “Giocare con la Lazio Calcio a 8 è tornare a casa. Sarri una garanzia: nei giocatori c’è entusiasmo, il tecnico ha tanta voglia di fare bene” (AUDIO)

Cristian Daniel Ledesma, capitano della Lazio Calcio a 8, stamattina è intervenuto ai microfoni di Radiosei nella trasmissione "Sei Volte Buongiorno". Queste le sue dichiarazioni: "Mi sto divertendo, ho meno pressioni rispetto alla serie A. Quando mi hannno presentato alla lazio calcio a 8 è stato come tornare a casa, sono parte della Polisportiva. La finale di Coppa Italia vinta, hai scambiato qualche parola con Totti? Prima della gara, dopo anni di confronti all'Olimpico la tensione si abbassa, ci siamo salutati, abbiamo parlato, era tutto più tranquillo. Non credo che al momento con Sarri ci siano problematiche, non è stato preso in corsa ma si parte dal ritiro, progetta la squadra. Sono d'accordo con lui quando dice di non voler essere chiuso in uno schema, il calcio mederno prevede la capacità di cambiare in corsa, saper modificare il saper difendere o attaccare. Contatti con la Lazio attuale? Con Felipe Anderson ci siamo messaggiati appena è tornato, è molto carico e contento: ora è un giocatre di livello internazionale, più maturo". Per Radu avere un tecnico che torna s spiegarti l'abc cosa può significare? "I giocatori intelligenti sanno che non si finisce mai di imparare, avere un tecnico di quel livello che ti vuole far crescere rappresenta uno stimolo; è bello vedere che si interfaccia con i giocatori. Sta portando tanto entusiasmo, quando parla si intuisce che Sarri ha tanta voglia di condurre al meglio questa avventura".

  

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RASSEGNA STAMPA

Sarri aspetta l’ala sinistra: in corsa anche Ilicic e la new entry Januzai

 L a priorità Brandt, la pista Sarabia legata alla cessione di Correa, i piani B Shaqiri e Januzaj. Arriverà un altro esterno d’attacco, va aggiunta la seconda ala del tridente dopo aver occupato la casella a destra con Felipe Anderson, libero di traslocare anche sulla fascia opposta. 

 

 La Lazio riflette sul prossimo innesto offensivo, sul tavolo gradimenti tecnici ed esigenze economiche. Brandt è da tempo in cima alla lista dei desideri, va convinto il Borussia Dortmund a mollare la presa, ad accettare il prestito con diritto di riscatto, formula che i tedeschi non escludono più a priori nonostante le dichiarazioni del ds Zorc: «Julian può fare bene la prossima stagione, mi aspetto prestazioni migliori da parte sua. Ha un potenziale incredibile…». 
La valutazione è di circa 30 milioni di euro, colpo impossibile da chiudere subito a titolo definitivo. Il classe 1996 vuole partire, Lotito prova a sfruttare gli ottimi rapporti con il vicepresidente del Borussia e a spuntarla a condizioni favorevoli.  
 
INDIZIATI. Se Brandt è il preferito, Sarabia può diventare l’occasione grazie all’addio di Correa. Il Tucu piace in Premier a Tottenham e Arsenal, ma al momento è il Psg la squadra che fa più sul serio. I francesi avrebbero proposto 18 milioni e il cartellino dello spagnolo ex Siviglia, protagonista con la nazionale di Luis Enrique fino al problema muscolare che l’ha messo ko per la semifinale con l’Italia. 
Le altre tracce portano a Shaqiri e Januzaj, in secondo piano rispetto ai primi due. Per lo svizzero si tratterebbe di un ritorno in Serie A, ci ha giocato 6 mesi nel 2015, arrivò all’Inter a gennaio. È chiuso al Liverpool, ha chiesto di andare via, ci vogliono circa 12 milioni per convincere i Reds. 
Januzaj è l’ultimo nome accostato, veniva considerato un prodigio ai tempi del Manchester United, dal 2017 gioca nella Real Sociedad. Può muoversi su entrambe le corsie e all’occorrenza da trequartista. È in scadenza nel 2022, gli spagnoli devono cederlo per non perderlo tra un anno a parametro zero. 
Sullo sfondo anche Ilicic, in possibile uscita dall'Atalanta: «Se Josip resta? Ha dato tantissimo qui, è stato chiacchierato in passato, è un patrimonio della società», ha spiegato il patron del club bergamasco Percassi. «Se ci saranno opportunità le valuteremo, non c'è fretta di risolvere un problema, ma la volontà di fare le cose per il bene della società».  
ROMERO. Intanto ieri, come previsto, si è aggiunto al ritiro Luka Romero, quarto acquisto estivo dopo Kamenovic, Hysaj e Felipe Anderson. Il classe 2004 ha raggiunto i nuovi compagni intorno all'ora di pranzo e nel pomeriggio ha svolto la prima seduta differenziata allo Zandegiacomo. 
Con lui Fabio Maistro, classe 1998, ex Salernitana, ultima stagione vissuta in prestito al Pescara. Romero più lo spagnolo Raul Moro (2002), ora c'è una coppia di baby nella batteria degli esterni di Maurizio Sarri. 
L'idea della Lazio è proprio quella: tenere i due giovani all'ombra dei titolari del tridente. Jony e Adekanye – adesso aggregati – verranno piazzati, partiranno in prestito. Lo ha già fatto Alia, portiere 2000 che ha abbandonato Auronzo in anticipo per unirsi al Monterosi, squadra promossa in C: il ragazzo era in scadenza nel 2022, ha prolungato di un anno (2023) prima di avere il via libera. 

Il Corriere dello Sport

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RITIRO ESTIVO

Hysaj, un sorriso dopo le polemiche: segna in amichevole e la Lazio lo coccola

Con un bel colpo di sinistro Elseid Hysaj è andato a segno, al 36’ del primo tempo, nel test della Lazio ad Auronzo di Cadore contro la formazione locale del Fiori Barp Sospirolo. Un mezzo sorriso da parte del difensore in questi giorni bersagliato da tensioni e polemiche dopo il video in cui cantava "Bella Ciao". Il suo primo gol con la Lazio è stato accompagnato da applausi calorosi e cori dei tifosi biancocelesti che erano sugli spalti dello Zandegiacomo. Il difensore ha ricevuto subito i complimenti di Luis Alberto e l’abbraccio da parte di Marusic e Milinkovic mentre lo raggiungevano i compagni in zona. Ciascuno ha cercato di dirgli qualcosa mentre l’ex Napoli procedeva verso il centrocampo. La sua è stata la quarta rete nella goleada della Lazio alla seconda uscita stagionale sotto le Tre Cime di Lavaredo. Gazzetta.it