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TIFOSI

Coppa Italia Juventus-Lazio, l’Olimpico canta: «Chi non salta è giallorosso»

Nonostante la sconfitta nella finale contro la Juventus, la Curva nord laziale ha comunque voluto omaggiare la bella stagione dei giocatori di Simone Inzaghi, culminata con il ritorno in Europa League, chiamando tutta la Lazio sotto il settore biancoceleste.

Nello stesso momento, la Curva Sud riservata ai tifosi bianconeri, ha cantato «chi non salta è giallorosso», sentimento contro i rivali della Roma che per un momento ha accomunato l'intero stadio.corrieredellosport.it

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ARBITRI

Juventus-Lazio, la moviola: Keita palo, Barzagli… mano involontario

Nonostante la designazione insidiosa, non ci sono errori per Tagliavento tali da condizionare la partita: un paio di gialli risparmiati, un atteggiamento troppo permissivo, che ha innervosito la partita in più d’una occasione.

Primo tempo
6’ – Subito un episodio da moviola: sul tiro di keita che colpisce il palo, il pallone tocca la mano destra di Barzagli. Tocco che sembra involontario, il difensore azzurro ha il braccio teso, parallelo e vicino al corpo.
7’ – Occasione per Higuain, sulla ribattuta di Higuain c’è la evidente spinta di Mandzukic alle spalle di Basta.
19’ – Dybala di anca su Lulic, ci stava il fallo: vero che l’intervento è con il pallone a distanza di gioco da entrambi, ma il contatto è molto irruento.
21’ – Wallace da dietro colpisce solo Dybala, pallone già lontano: manca l’ammonizione.
23’ – Rincon allarga il braccio sinistro, colpendo al volto Immobile: non è una gomitata, ci stava il cartellino giallo, che anche questa volta non arriva.
32’ – In pochi due episodi che incattiviscono la partita: prima Dani Alves interviene su Immobile, poi lo stesso Immobile (che finirà questa lunga sequenza di gioco tuffandosi di testa e colpendo il pallone verso Neto) da dietro su Rincon. Troppo lasciar correre…
43’ – Bastos-Mandzukic, contatto di gioco, fortuito: ne fa le spese il croato, che perde molto sangue dal sopracciglio.

PPERSecondo tempo
13’ – Immobile-Bazagli, miracolo di Neto prima che il pallone varchi la linea (la GLT certifica): l’ultimo tocco al pallone, però, lo aveva dato Immobile col la mano destra.
23’ – De Vrij sul pallone, poi contatto con dybala: nessuna scorrettezza.
26’ – Higuain tira, Biglia respinge fra spalla sinistra e testa.
35’ – Wallace prolunga per Immobile, tenuto in gioco da Dani Alves: l’off side non c’era, errore di Costanzo.
41’ – Giallo a Dani Alves: proteste.

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FORMELLO

Parolo e Lukaku ko, Radu squalificato: con l’Inter sarà emergenza

La Lazio torna ad allenarsi stamattina a Formello per la consueta seduta di scarico dedicata a chi ha svolto l'intera gara di ieri sera contro la Juventus, lavoro più intenso per gli altri biancocelesti in vista della gara di domenica con l'Inter mentre la prima seduta tattica si terrà domani pomeriggio. Con i nerazzurri sarà emergenza: mancheranno infatti Parolo, entrato in campo ieri e uscito dopo 20 minuti; Lukaku, ieri in giacca a e cravatta per uno stiramento al retto femorale, oltre allo squalificato Radu. Alla contesa potrebbe rinunciare anche de Vrij, uscito nel secondo tempo per un indurimento del tendine, ennesimo infortunio di una stagione contrassegnata da continui pit stop. Infine, in dubbio anche Keita: il senegalese ha lasciato l'Olimpico zoppicando per un fastidio muscolare alla gamba destra. Già da oggi se ne saprà di più. 

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RASSEGNA STAMPA

La Juve vince col talento, Allegri indovina la squadra anche senza regista

La Gazzetta dello Sport offre un'interessante analisi tattica della vittoria della Juventus ai danni di una Lazio scesa in campo senza la dovuta concentrazione. La Rosea sottolinea la scelta del tecnico Massimiliano Allegri di puntare le proprie giocate su due assi come Dybala e Dani Alves, opzione nata dalla mancanza di un vero regista, considerata la mancanza delle due menti del centrocampo, Pjanic e Khedira. 
La Joya e l’ex Barcellona assolvono il compito dei geometri da maestri, aiutati dall’altra parte da Alex Sandro, il giocatore più coinvolto tra i bianconeri (76 tocchi). In tre costruiscono 9 occasioni. Rincon fa la comparsa (11 palloni persi), Marchisio svolge ruoli di raccordo (62 passaggi positivi), mentre la vera costruzione di pericolo viaggia sull’asse Dybala-Dani Alves, le trame si sviluppano soprattutto a sinistra, da quella parte arriva l'1-0 ospite, nato da un' incomprensione tra Lulic e Wallace: nessuno dei due segue l’ex Barça che traduce in rete un lungo e leggibile cross di Alex Sandro. Questa marcatura alza ulteriormente la consapevolezza dei Campioni d'Italia, difficile segnare alla BBC. 
La Lazio vorrebbe puntare sui duelli individuali, ma finisce intorpidita nella rete di movimenti sinuosi della Signora. Dybala si agita soprattutto sul centrodestra, dove già Dani Alves imperversa: Marchisio stringe per cercare il pallone, Milinkovic deve chiudere su di lui, il centrale laziale di quel lato resta inchiodato dietro e così Dybala può sempre ricevere senza problemi.
Come accade in queste gare secche, soprattutto per la squadra sfavorita sulla carta, per portare a casa la Coppa fondamentale segnare per primi. E l’occasione l’ha avuta, sull’unica situazione che poteva mettere in difficoltà la Juve: tocco in verticale di Milinkovic dopo raddoppio di marcatura vicino all’area e verticalizzazione immediata per Keita. Il passaggio di prima, con relativo accorciamento dei tempi di gioco, è l’unica situazione che i bianconeri possono soffrire, perché non danno a Bonucci la possibilità di coprire la profondità come fa straordinariamente in situazioni normali. Qualche miglioramento c’è stato, sul piano della pericolosità, quando Inzaghi ha tentato il tutto per tutto, mettendo anche Felipe Anderson. In quel modo non c’era più uno contro uno sulla fascia ma due contro uno, oppure obbligo di uscita per uno dei tre centrali. Troppo poco, troppo tardi.

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RASSEGNA STAMPA

Il commento di Sconcerti: “Lazio e Juventus esempi di modernità”

La partita della Lazio è finita sul palo di Keita. Aveva bisogno di contropiede e non l’ha più trovato. La Juve è andata in vantaggio, Parolo ha lasciato il campo, due episodi irrecuperabili. la Juve ha così trovato il primo trofeo della stagione. Non era facile, aveva Khedira e Pjanic fuori, tutto il suo centrocampo. Inzaghi si è trovato dopo dieci minuti con una squadra inadatta, piena di difensori e corridori, ma spezzata in due, senza capacità di costruire. È entrata in partita nella ripresa quando è arrivato Anderson e la Juve ha confermato il non correttissimo momento della sua difesa. Dani Alves mi è sembrato determinante. È stato comunque un grosso spettacolo dentro lo stadio pieno, avvolto dalla più grande burocrazia del Paese schierata dentro il lusso della partita. Una mescolanza di sport, show business e vecchia politica, un’italianità complessa, ma alla fine reale. Il tratto comune della gara è stata l’impronta europea della partita accanto alla forte italianità delle due squadre. Juve e Lazio cercavano gli spazi nella stessa maniera. Ma per la prima volta si è avuta l’impressione di qualcosa che è andato oltre il semplice destino italiano. Molti lanci, molti scatti, molti tiri, non uno spettacolo sempre eccitante, ma vero, tempi corti per pensare e chiudere l’azione. Pur dentro le scorie della partita, Lazio e Juve sono i migliori esempi di questa nuova modernità che sembra aver preso l’Europa. Ormai sono molti i sintomi. Conte ha vinto in Inghilterra dopo Ranieri e Ranieri aveva vinto subito dopo Ancelotti e Mancini. La stessa Juve è un riferimento obbligato in Champions, quindi nel Continente. Il Real di Zidane gioca un calcio che è una evoluzione diretta del nostro. Ed è avvenuta nel frattempo l’involuzione naturale di Guardiola e del Barcellona. Non è un ridimensionamento, è un passo naturale. Poi toccherà a noi farci di nuovo da parte. Ma oggi vince questa potente evoluzione di un calcio empirico, pratico: non è più l’idea che va verso la palla, ma viceversa, è la palla a volere l’idea. Quindi, vincono velocità, movimento, ricerca svelta della profondità. Intelligenza, non metodo. All’Olimpico ne abbiamo visti fortissimi accenni. Ma credo sia solo l’inizio. L’appuntamento è a Cardiff.

Il Corriere della Sera 

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DICHIARAZIONI

Inzaghi, rimpianti ed una consolazione: “Episodi hanno girato male ma che emozione questi tifosi”

 

MLa Lazio perde la finale di Coppa Italia contro la Juventus, ma esce a testa alta da questa gara, che ha provato a riaprire in tutti i modi. Lo sa bene Simone Inzaghi, che infatti ha solo belle parole da spendere per i suoi giocatori: "Sicuramente stiamo parlando della finalissima della Champions, ma penso che stasera la Juve abbia trovato una squadra che ha fatto la sua partita e non è stata nemmeno fortunata. Quel palo a inizio gara poteva cambiare tutto. Una partita la possono decidere gli episodi, e questa volta gli episodi non sono stati dalla nostra parte. Mi ha emozionato vedere lo stadio così, dobbiamo dire grazie ai nostri tifosi. Dispiace perdere questa partita, ma in ogni caso onore ai miei giocatori, che hanno dato tutto. Parolo? Voleva giocare a tutti i costi, ci ha provato fino all’ultimo". 

Inoltre, il tecnico biancoceleste si è fermato anche ai microfoni di Lazio Style Channel: “Non usciamo ridimensionati, abbiamo fatto la gara che dobbiamo fare. Potevamo evitare i due gol, gli episodi non ci sono stati favorevoli. Se fosse entrato il pallone di Keita sarebbe cambiato la partita, ma con i se e i ma non si fa la storia. Onore ai ragazzi per la loro stagione, sarebbe stata la ciliegina. Sapevamo che squadra avevamo di fronte, ci abbiamo provato ma non ci siamo riusciti. Se Lukaku non fosse stato infortunato avrebbe giocato, era in un buonissimo periodo. E’ andata così, nulla da toglie alla squadra, è stata straordinaria anche stasera. Ci ha messo il cuore, ha gettato tutte le forze oltre l’ostacolo. La Juventus al primo errore ti punisce, così è andata anche oggi. Era una finale, sapevamo che sarebbe stata una partita proibita. Abbiamo fatto una buona gara, serviva quella perfetta. Emozione dei ragazzi? Sono soddisfatto, anche se c’era un po’ di emozione. I ragazzi hanno fatto quello che dovevano fare. Giusto il tributo che gli hanno riservato i tifosi che sono stati straordinari. La coreografia era davvero bella, anche la Tevere era calda. La soddisfazione più grande è aver riportato la nostra gente allo stadio, so che i tifosi sono contenti di noi e questa è la cosa più importante. Abbiamo avuto un ottimo approccio. Sappiamo che gli episodi possono cambiare le gare. Modulo? Rifarei le stesse scelte, abbiamo fatto un’ottima partita. Abbiamo fatto buone trame, avuto le nostre occasioni. Neto ha fatto ottime parate, rifarei tutto dall’inizio alla fine. La Curva ci ha emozionato stasera, sappiamo che sono con noi, che gli abbiamo dato grosse soddisfazioni. Stasera sono stati splenditi, per noi sarebbe stata la ciliegina sulla torta. Sappiamo che è difficile, ma ci riproveremo. I cambi sono entrati bene. Con un pizzico di fortuna e precisione in più avremmo potuto riaprire la partita da un momento all’altro”.

Troppo più forte la Juventus per questa Lazio. Condannata dagli errori difensivi del primo tempo. Inzaghi l'aveva preparata bene, ma la cifra tecnica dei bianconeri ha fatto la differenza. Questa la conferenza stampa del tecnico biancoceleste presso la Sala Stampa dell'Olimpico

Tra le recriminazioni c'è anche un discorso di assetto offensivo?

"Penso assolutamente di no. Se il pallone di Keita fosse entrata invece di andare sul palo e il rimbalzo di Dani Alves non fosse entrato sotto l'incrocio, sarebbe cambiata la gara. Con i se e i ma non si va lontani. Gli episodi non ci sono stati favorevoli. Se i gol li prendi quando non puoi prenderli, ok. Invece dovevamo fare meglio in entrambe le occasioni. Abbiamo poi fatto un buon secondo tempo. Potevamo riaprirla. Sapevamo che sarebbero scesi dopo il 2-0 e, cambiando atteggiamento, ci siamo fatti pericolosi. Siamo stati un po' imprecisi in qualche frangente e Neto è stato bravo. Evidentemente dovevamo perderla. Dispiace, ci siamo conquistati una finale con pieno merito. Grazie ai tifosi e onore a questo gruppo. La scenografia è stata pazzesca, dispiace non averli ripagati con una gioia.Abbiamo comunque fatto qualcosa di incredibile raggiungendo l'Europa con tre giornate d'anticipo ed essere arrivati in finale battendo Roma e Inter ci inorgoglisce".

Il tormentone Parolo e le alternative

"Dal momento che lo perdo, avendo Lukaku, non ho praticamente nessun dubbio. Metto Jordan a fare il quinto e metto Lulic centrale. Il calcio però è anche un doppio infortunio a Firenze. Marco ci ha provato con tutto il cuore, i medici hanno provato il miracolo. Dal riscaldamento le sensazioni erano positive, era stato fatto discretamente bene. Onore a lui". 

Il finale sotto la Curva consacra la Lazio come una grande

"Senz'altro. Una delle più belle cose fatte quest'anno è stato riportare la gente al nostro fianco. Contro Palermo e Sampdoria vedere quasi 50.000 persone penso sia frutto dell'Europa. È la mia più grossa soddisfazione. Probabilmente negli ultimi anni si era un po' perso ma se ce lo meritiamo ci sono. I migliori in campo sono stati loro. Giocando contro la Juventus dovevamo superarci senza subire gol evitabili. A Firenze e oggi la fortuna, che uno se la deve anche cercare, non è stata dalla nostra parte".

Dopo lo svantaggio una Lazio disunita…

"Prendi un gol e può accadere. Abbiamo comunque più possesso palla della Juventus. L'approccio è stato ottima. Sul tiro di Keita c'è stata la mano ravvicinata di Barzagli. Chissà al contrario Tagliavento cosa avrebbe fatto. Peccato comunque. L'episodio non ci è girato favorevole".

La Sostituzione De Vrij?

"Stava bene. Ha sentito il tendine indurirsi. Non riusciva più a scattare. Ho scelto Luis Alberto a quel punto". 

 

Lalaziosiamonoi.it

 

 

 

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Lulic alza subito la testa: “Amarezza che ci serve per migliorare”

 

La Lazio ha perso la finale di Coppa Italia, ma la stagione non è ancora finita. Senad Lulic, intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, ha tenuto a tenere comunque alta l'attenzione in vista dei prossimi impegni: "Giusto ci sia amarezza, abbiamo perso una finale.Da queste sconfitte si impara, non ne usciamo a testa bassa. Ci rialziamo e pensiamo a domenica. Inutile ora cercare errori, loro sono stati più bravi sfruttando le loro occasioni, noi no.Fino a oggi abbiamo fatto un grande campionato, continueremo così perché la stagione non è finita. Fra tre giorni c'è un'altra partita, il nostro obiettivo è l'Europa. Abbiamo adesso Inter e Crotone e vogliamo chiudere la stagione con due risultati positivi per restare al quarto posto. Ognuno deve pensare a rialzarsi da solo e a dare il meglio, già da domani. Oggi non finisce la stagione, abbiamo perso una finale e c'è amarezza. Pensare che oggi sia finito tutto è un errore gravissimo. Non è facile per nessuno recuperare contro la Juve. Nel secondo tempo abbiamo fatto meglio, ma i gol pesano. Abbiamo provato fino alla fine, ma purtroppo non siamo riusciti". Lalaziosiamonoi.it

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Allegri: “Oggi siamo stati cattivi, bisogna comunque fare i complimenti alla Lazio”

La Lazio esce sconfitta in questa finale di Coppa Italia, alla Juventus bastano le reti realizzate da Dani Alves e Bonucci nel primo tempo. Dunque non è riuscita l’impresa ai biancocelesti. Al termine della sfida il tecnico della Juventus, Massimiliano Allegri è intervenuto ai microfoni di Rai Sport:“Bisogna fare i complimenti ai ragazzi per quello che hanno fatto. Bisogna fare i complimenti alla Lazio per quello che ha fatto durante questa stagione e questa sera. Stasera c’è da fare i complimenti per quanto fatto nel primo tempo, dove abbiamo speso molto e siamo stati molto alti, la Lazio ha comunque giocato una bella partita. Dani Alves? Parlare di un solo giocatore è una mancanza di rispetto per il gruppo, che ha vinto la terza Coppa Italia consecutiva. Domenica sarà difficile, il Crotone lotta per la salvezza e dobbiamo fare una partita cattiva come quella di stasera. Manca una vittoria e dovremo conquistarla domenica, sarà una partita decisiva".

Il tecnico dopo la premiazione ha preso nuovamente parola ai microfoni di Rai Sport: "Stasera era una sfida senza ritorno, era una finale e bisognava giocarla in modo diverso contro un’ottima Lazio, abbiamo giocato molto più cattivi rispetto a domenica. Le partite per portarle a casa serve questa cattiveria agonistica, cosa che è mancata domenica. C’è stato anche il ritorno della Lazio, che ha tirato diverse volte in porta, questo significa abbiamo fatto un buona fase difensiva. Nelle ultime uscite abbiamo subito varie reti, questa sera no. I ragazzi stasera hanno avuto una grande reazione, anche se abbiamo perso qualche palla di troppo. Higuain stasera ha fatto una buona partita, gli è mancato il gol. Domenica abbiamo il Crotone e dobbiamo fare una partita simile a quella di oggi: farà caldo alle 15 e servirà il supporto di tutti”. 

Il tecnico della Juventus è intervenuto anche in conferenza stampa. Prima domanda sulla spina riattaccata dopo il black out in campionato:

"C'è da fare i complimenti alla Juventus per quello che ha fatto. Bella partita sotto l'aspetto tecnico nel primo tempo, bella partita nel secondo tempo dal punto di vista tecnico. Il tutto contro un'ottima Lazio alla quale c'è da fare i complimenti per la bella stagione. Impensabile invece fare 57 partite al top. I ragazzi sono umani ed è fisiologico avere cali. La gara che mi ha lasciato più arrabbiato resta quella di Bergamo in cui prendiamo gol all'ultimo minuto. Questa vittoria ci dà la spinta verso domenica, quando dovremo assolutamente chiudere il campionato. Il calcio è strano e serve lucidità a questo punto".

Una grande finale a livello di tifo con la Juventus nella storia con tre coppe nazionali di fila

"La Juventus non l'avevo mai persa. Una partita non cambia certo il mio giudizio. In quei momenti serve serenità per affrontare nuove sfide. La risposta questa sera  stata delle migliori. Mi sento un allenatore importante grazie a chi lavora con me e grazie alla società- Ho avuto la fortuna di vincere con dei ragazzi". 

Alla fine festeggiamenti feroci come fosse stata la finale di Champions League

"Normale. La sconfitta contro la Roma ci ha colpito nell'orgoglio e nella rabbia. Domenica avevamo sbagliato il secondo tempo pur giocando una buona gara. Quando non hai la cattiveria giusta però sbagli gol e ne prendi altri un po' così. Importante aver avuto la reazione lucida". 

La Juventus è imbattibile?

"Non percepisco questa sensazione. Percepisco serietà. Ho chiesto questa sera la partita giusta e seria sotto l'aspetto tecnico e difensivo. Abbiamo uomini con valori importanti". 

Allegri furioso nella seconda parte del primo tempo

"Questo perché nelle partite di calcio bisogna capire i momenti. Avevamo un uomo con mezzo di litro di sangue a terra e abbiamo dato palla a loro. Secondo tempo uguale, palla ballonzolante che finisce in angolo e serve poi la parata di Neto per togliere i problemi. Questi sono i dettagli che fanno vincere o perdere le partite". Lalaziosiamo.it

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De Vrij: “Fa male, ma il senso della stagione non cambia”

Ancora la Juventus a sbarrare la strada alla Lazio. Troppo forti i bianconeri che portano a casa la Coppa Italia. In mixed zone è intervenuto de Vrij ai microfoni dei cronisti presenti: “Sappiamo quanto è forte la Juventus, ci abbiamo provato ma è mancata un po’ di fortuna. Purtroppo non è andata bene. Sarebbe stato bello vincere questa finale, abbiamo fatto una grande stagione, non cambia perdere la finale ma fa male. Era iniziata bene con l’occasione di Keita, poi abbiamo sbagliato troppo e i bianconeri sanno cosa fare in queste situazioni”.

Inoltre de Vrij si è fermato anche ai microfoni di Lazio Style Channel: “Mi dispiace tanto per la squadra, per tutti i tifosi. Volevamo vincere questa finale anche se sapevamo quanto fosse forte la Juve, si è visto anche oggi. Ci abbiamo provato ma erano troppo forti. Come sto? Sono deluso. I nostri tifosi sono stati grandissimi, ci hanno sostenuto fino alla fine. Purtroppo non abbiamo potuto regalargli la vittoria e la Coppa, il calcio purtroppo è così. La Juve ha giocato con la miglior squadra, così come anche noi. Abbiamo visto quanta qualità hanno, sono grandissimi giocatori. Ci è mancata un po’ di fortuna, soprattutto nel secondo tempo la palla non voleva entrare. La Juventus, comunque, ha meritato la vittoria. Juve troppo forte? Stasera sono stati superiori a noi, soprattutto nel primo tempo quando hanno segnato due gol. Nella seconda frazione ci abbiamo provato ma era difficile tornare in partita”.lalaziosiamonoi.it

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TIFOSI

Curva Nord: spettacolo scenografico e applausi a prescindere

Una notte per entrare per sempre nella storia della Lazio: i ragazzi di Inzaghi sono chiamati all’impresa. Davanti a loro ci sarà la corazzata Juve, a caccia del triplete e con una fame di vittoria che non conosce fine. I biancocelesti ci credono e anche i tifosi non potevano che rispondere presente. Polverizzati i biglietti per curva, distinti e Tribuna Tevere e non poteva mancare una scenografia da applausi. Sono stati distribuiti oltre 22 mila cartoncini e a tutti gli spettatori è stato chiesto di rispettare i posti assegnati.  Il calore del popolo laziale si fa sentire già durante il riscaldamento e, prima di rientrare negli spogliatoi, Biglia e compagni sono andati a prendersi l’abbraccio della loro gente. Applausi scroscianti e l’invito a dare il massimo: “Undici leoni, noi vogliamo undici leoni”. Poi è clima partita ed eccola, la scenografia più attesa. Uno striscione con una  splendida aquila che riempie Nord e distinti e la scritta S.S. Lazio ai suoi lati, accompagnata dallo striscione: “Amore e coraggio”. Una scenografia straordinaria con i cartoncini blu, azzurri e celesti a fare da sfondo. 

Una Curva Nord spettacolare. Dall'inizio alla fine, il tifo caldo biancoceleste non ha mai mollato. Nemmeno a fine partita, quando la Juventus si prestava a vincere la Coppa Italia. I giocatori laziali hanno fatto un giro del campo sotto consiglio di Inzaghi. Applausi, cori per la squadra e il tecnico. Tutto l'affetto che arriva dagli spalti rende un po' meno amara la sconfitta. Anche Inzaghi è apparso emozionato: "Bello andare lì sotto".

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