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COPPA ITALIA

Anatema Juve e rimpianti Lazio: Coppa Italia bianconera

– Il primo passo verso il 'triplete' è compiuto. La Juve ripete il successo contro la Lazio già ottenuto due anni fa e si toglie la soddisfazione di diventare la prima squadra a conquistare tre Coppa Italia di fila. La Cannibale d'Italia, dopo aver ceduto qualche briciola ai rivali (la Suercoppa al Milan), torna a monopolizzare la scena: 10° trofeo in 6 anni, con l'11°, il 6° scudetto consecutivo, ormai alle porte: è un dominio assoluto.

JUVE, UNA GRANDE PROVA DI FORZA – Alla Vecchia Signora sono bastati 25' per imporre la legge del più forte. Dopo aver rischiato in avvio su un contropiede di Keita (che ha colpito il palo), ha preso il sopravvento e, appena in 12', ha chiuso, di fatto, la pratica. La differenza l'hanno fatta Alex Sandro e Dani Alves: bravissimi a far sentire il loro peso sugli esterni, imprevedibili negli inserimenti in occasione delle due reti che hanno deciso la sfida.

LAZIO, QUANTI RIMPIANTI PER IL PALO DI KEITA – Il palo di Keita dopo 6' è stata la chiave di volta della partita della Lazio. Inzaghi sognava di ripetere il copione messo in atto nei due derby di semifinale con la Roma ma non c'è riuscito. E l'uno-due in 12' ha creato un solco incolmabile anche per una squadra volenterosa che, fino in fondo, ha tentato di rientrare in partita. L'unico appunto che si può fare al tecnico biancoceleste è quello di aver regalato inizialmente un uomo agli avversari visto che Parolo non si reggeva in piedi. Ma gli va anche dato atto che, con i tanti cambiamenti tattici nella ripresa, ha creato più di un grattacapo alla Juve.

ALLEGRI RILANCIA RINCON– Senza Khedira, infortunato, e Pjanic, squalicato, Allegri ha rivisto la linea mediana affiancando a Marchisio Rincon, preferito a Lemina. Per il resto ha ridato spazio ai 'titolarissimi' con l'unica eccezione di Neto, portiere di coppa, al posto di Buffon. Inzaghi ha risposto senza paura, lanciando dal 1' Keita al posto di Anderson quale partner di Immobile. Poi ha dato regolarmente una maglia a Parolo, recuperato in extremis con tre infiltrazioni dopo la botta al ginocchio rimediata a Firenze.

DANI ALVES SBLOCCA IL RISULTATO – La Juve ha rischiato di farsi infilare in contropiede da Keita dopo 6' (palo colpito da posizione angolata) ma poi si è rimboccata le maniche e ha iniziato ad attaccare in maniera tambureggiante dalle parti di Strakosha. Il portiere albanese si è opposto alla grande su un destro al volo da fuori area di Higuain ma nulla a potuto al 12' su un altro destro al volo, stavolta in diagonale, di Dani Alves su cross dalla sinistra di Alex Sandro.

BONUCCI RADDOPPIA – La Juve ha insistito contro una Lazio allo sbando, costretta a rimpiazzare Parolo con Radu. Strakosha ha compiuto altre quattro prodezze su Dybala (2) e Higuain (2) ma nulla ha potuto al 24′ sul tocco ravvicinato di Bonucci su angolo dalla sinistra di Dybala, prolungato in mezzo di testa da uno scatenato Alez Sandro.

NETO NEGA L'1-2 ALLA LAZIO – La Lazio si è rialzata dal micidiale uno-due solo dopo la mezz'ora e ha mancato due buone occasioni prima della fine del tempo con Immobile e Milinkovic-Savic. Nella ripresa ha provato a fare la partita ma è riuscita a rendersi pericolosa solo quando Inzaghi ha ordinato il 4-3-3 inserendo Anderson la posto di Bastos. Le migliori occasioni per segnare l'1-2 sono capitate ad Anderson e Immobile che, però, hanno trovato un Neto in vena di prodezze.

HIGUAIN SFIORA IL TRIS – La Lazio ci ha provato fino in fondo ma le ultime speranze sono volate via insieme al destro di Keita, spedito alto da buona posizione al 76'. La Juve ha ringraziato e, dopo aver a lungo controllato, ha legittimato il successo sfiorando il 3-0 nel finale con Higuain che ha calciato un pallone addotto a Strakosha, a tu per tu col portiere. Il primo round, quindi, va alla Juve. Per la rivincita la Lazio dovrà attendere la Supercoppa.
Republica.it

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COPPA ITALIA

Il tabellino di Juventus-Lazio 2-0

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

Facco: “Vietato sentirsi inferiori, serve coraggio”; Giordano: “Luis Alberto se non recupera Parolo? Veramente?!”

MARIO FACCO e BRUNO GIORDANO in collegamento a 'NMM'!

FACCO: "VIETATO AVERE COMPLESSI DI INFERIORITÀ', SERVE IL CORAGGIO DI VINCERE": "Non sono teso, ma curioso di vedere che partita sarà questa sera e se finalmente si possa vincere contro una Juventus che sembra imbattibile. Nelle ultime sei partite contro la Juve la Lazio non ha neanche mai segnato? Spero che non sia un complesso, la speranza è che la Lazio non abbia una strategia remissiva. I dati sono allarmanti, qualcosa di diverso per vincere deve essere fatto. La Lazio deve provare a vincere e non solo provare a non prendere gol. C'è abbastanza qualità per provarci. Serve la voglia di vincere ed ultimamente non è stato così con loro. Forse perché la consideravano una squadra non raggiungibile. Serve rispetto, ma soprattutto coraggio. Ci sono tutti i presupposti per fare bene, la cosa importante è non avere rimpianti"

GIORDANO: "LUIS ALBERTO SE NON RECUPERA PAROLO? MA VERAMENTE?!" – "Luis Alberto al posto di Parolo se non ce la fa? Ma veramente?! Mi sorprenderebbe, credevo che la soluzione alternativa fosse lo spostamento al centro di Lulic con l'inserimento di Radu a sinistra. Sarebbe davvero una scelta azzardata. Sono fiducioso, a bocce ferme anche le scelte che fece nel derby non ci avevano convinto, poi il campo ci ha smentito. Se dovesse giocare lo spagnolo vorrà dire che Inzaghi ha i suoi buoni motivi. Possiamo fidarci delle sue scelte".

 

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ESCLUSIVE

Bonolis ‘NMM’: “Lazio, non ti azzardare a non vincere”

PAOLO BONOLIS in collegamento a 'NMM': "Lazio, non ti azzardare a non vincere"

"Questa sera non vi azzardate a non vincere (ride, ndr). Noi dell'Inter abbiamo un presente indecoroso, ci resta solo il passato, se ci togliete anche quello. Il 'triplete' di Mourinho è una delle poche cose che ancora ci rende orgogliosi, la speranza è che la Juventus non ci tolga anche questo. Questa sera la Lazio per colmare il gap deve fare quello che sempre ha fatto ultimamente. Attendere e ripartire con compattezza. La Juve se si chiude è impossibile perforarla, mentre se riesci a farla aprire, come è accaduto con il Monaco, puoi essere pericoloso. Certamente questa interpretazione la Lazio la conosce, basta pensare ai derby quando la Roma ha pagato dazio. Poi dipende se il pallone riesci a metterlo dentro. La Juventus è più forte, ma fa a meno di Pjanic e Khedira. Keita o Anderson? Il brasiliano in questo campionato è molto maturato, è più costante. Keita mi piace molto, li alterna per una maggior freschezza e per non scoprirsi subito. Cambia poco se gioca prima l'uno o l'altro, certo che Keita vede più la porta. Per quanto il futuro dell'Inter, il gruppo Suning ha l'economia per costruire, ora bisogna vedere come le sfrutti. I soldi per togliersi tutti gli sfizi ci sono, ma una squadra di calcio ha bisogno di bravi assemblatori. Tempo fa mi sono permesso di parlare con i dirigenti e mi dissero che le intenzioni sono quelle di portare 7-8 grandi giocatori. Io mi sono permesso di spendere tanto per meno giocatori e di prendere un manico importante".

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

Cardone (La Repubblica): “Scettico su recupero di Parolo, speriamo bene”

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a 'NMM'!

"Abbiamo sempre detto che le chances della Lazio questa sera sono direttamente proporzionali alla possibilità di vedere in campo la formazione titolare. L'apprensione per Parolo ancora esiste, la partita di Firenze ha rovinato i piani. Vediamo se ce la farà, io ho il sentore che sia dura che Marco riesca ed in questo caso cambierebbe molto. Il riscaldamento pre-partita sarà decisivo, speriamo bene. Anche nelle altre gare di Coppa Italia ci furono assenza, ma qui parliamo della Juventus. Vediamo, ancora l'assenza di Lukaku è pesante"

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CALCIOMERCATO

Keita, parla il padre: “Corte Juve fa piacere, ma saremo sempre grati alla Lazio”

Oltre che nelle finali di Coppa Italia e Supercoppa Italia, le strade di Juventus e Lazio potrebbero incrociarsi anche in sede di mercato. Non è una novità che l’impressionante momento di forma di Keita Balde Diao sia stato notato anche in casa bianconera, con la Juventus che si candida ad essere una delle partecipanti alla probabile asta che si scatenerà quest’estate per il gioiello biancoceleste. Come riporta la rassegna stampa a cura di Radiosei, si è espresso in merito il papà di Keita, Mamadou Balde: “Da papà l’interesse della Juventus non può che farmi piacere, è sempre bello sentire che un top club si interessi a tuo figlio. Nel calcio mai dire mai. Ma Keita è un giocatore biancoceleste e noi saremo grati tutta la vita alla Lazio e a Lotito e Tare, che hanno lanciato mio figlio tra i professionisti realizzando un sogno. Simone Inzaghi? Una bravissima persona e un ottimo allenatore, sempre pronto ad aiutare i suoi ragazzi. A differenza di Pioli punta molto sui giovani, mi ricorda Simeone. Keita una testa calda? Non è vero, mio figlio non è ’loco’, è un ragazzo perbene". lalaziosiamonoi.it

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COPPA ITALIA

Coppa Italia, Tavecchio: “Onorato che due big come Juve e Lazio siano in finale”

Carlo Tavecchio, presidente della FIGC, è intervenuto ai microfoni di Premium Sport per parlare della finale di Coppa Italia che vedrà sfidarsi stasera all'Olimpico Juventus e Lazio: "Il nostro calcio sta crescendo e questo lo dimostra anche l'importanza che riveste questa Coppa. Sono molto onorato per la presenza del Presidente della Repubblica e di due squadre importanti in finale. Scudetto? Il campionato è stato dominato e sapete da chi, poi quando c'è ancora l'aritmetica che tiene gli altri in ballo è normale parlarne". 

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DICHIARAZIONI

De Vrij: “Una finale è aperta a ogni risultato: in 90 o 120 minuti può succedere di tutto…”

Febbre da finale sempre più alta per la Lazio. I biancocelesti si giocano la possibilità di rendere trionfale la stagione contro la Juventus: portare a casa la Coppa Italia oltre alla qualificazione europea già in tasca segnerebbe un’impresa che all’inizio in pochi avrebbero pronosticato. A poche ore dal match il difensore laziale Stefan de Vrij ha parlato ai microfoni del TGR Lazio “Secondo me non conta come si arriva ad una finale: è una partita particolare aperta a qualsiasi risultato. L’importante è che ci arriviamo preparati, la Juventus è una squadra fortissima ma anche noi siamo cresciuti negli ultimi anni. Non si danno possibilità, in 90 minuti o forse 120 può succedere di tutto”. L’olandese ci crede e vuole finalmente alzare un trofeo con l’aquila sul petto.lalaziosiamonoi.it

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FORMELLO

(VIDEO) FORMELLO – Lo notte porta consiglio, tutto pronto per la Juve: Parolo ce la fa, Inzaghi sceglie Keita e Bastos

FORMELLO – La notte porta consiglio, ma soprattutto buone notizie. La sgambata mattutina del gruppo diretta mister Inzaghi scioglie ogni dubbio: contro la Juventus ci sarà Marco Parolo, il centrocampista di Gallarate ha regolarmente preso parte alla seduta mattutina. Nelle giornata di ieri le parole del tecnico a margine della conferenza che ha presentato il match avevano alimentato i dubbi, ma l’ex Parma ha definitivamente recuperato dalla botta al ginocchio ricevuta a Firenze. Comporrà con Biglia e Milinkovic il centrocampo biancoceleste. Sulle corsie esterne Basta e Lulic. In difesa Bastos ha superato all’ultima curva Radu, Wallace dunque si muoverà sul centrosinistra, avrà il compito di limitare Dani Alves. In avanti Immobile comporrà il tandem offensivo con Keita, Felipe Anderson partirà dalla panchina.

LAZIO (3-5-2): Strakosha; Bastos, de Vrij, Wallace; Basta, Parolo, Biglia, Milinkovic, Lulic; Immobile, Keita

ADD

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APPROFONDIMENTI

Pazienza e Lazio multiforme: questi i segreti di Simone Inzaghi

Quando gli parlate di destino o di caso, Simone Inzaghi un po' si arrabbia, lui la panchina della Lazio ritiene di averla meritata ampiamente, a prescindere dalle vicende estive che prefiguravano a Formello l'arrivo di Sampaoli, Prandelli, fino al grande rifiuto di Marcelo Bielsa. Come ricorda Il Corriere della Sera, Simone Inzaghi aspettava la “sua” panchina mentre era in vacanza a Formentera assieme al fratello Pippo: piovevano proposte, lui col contratto in tasca della Salernitana aspettava pazientemente che anche l'ultimo “cadavere”, targato Rosario, passasse lungo il fiume. da ottime squadre di serie B e da meno buone società di A, e le rifiutava tutte. Alla fine la perseveranza è stata premiata: stasera, nel suo stadio Olimpico, Inzaghi si gioca la Coppa Italia e la consacrazione. “Da Busellato a Biglia, da Coda a Immobile, da Entella e Latina a Juve e Roma: con tutto il rispetto per la Salernitana e per la serie B, il salto di Simone Inzaghi – grazie a Bielsa – è stato da capogiro”, scrive ancora Via Solferino, un balzo che il tecnico piacentino ha gestito da saggia volpe. In serie A aveva diretto solo 7 gare nel dopo Pioli II, ma lui è andato dritto, indovinando sempre il bivio giusto: ha accontentato Felipe Anderson che voleva a ogni costo giocare le Olimpiadi di Rio, poi vinte; ha lottato affinché Keita venisse (ri)accettato dal gruppo dopo la sua fuga prima del ritiro di Auronzo di Cadore. Inzaghi ha costruito le sue vittorie sulle continue variazioni di modulo: dalla difesa a quattro a quella a tre, dal tridente alle due punte, dal centrocampo a cinque ai due trequartisti. La Lazio ha cambiato mille volti e ha funzionato quasi sempre. «Ma la soddisfazione più grande, per me, è vedere di nuovo lo stadio pieno come accadeva ai miei tempi: un anno fa, quando ho debuttato in panchina, all’Olimpico c’erano quattromila persone».