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APPROFONDIMENTI

Difesa, numeri da brividi ma il muro biancoceleste vuole sorprendere

L'esame più tosto. Il più duro da superare. E digerire. Sembra quasi Davide che affronta Golia. E in realtà, in generale, tra Juve e Lazio il divario è piuttosto netto, e questo almeno in partenza si sa, ma se l'attacco con Keita e Immobile può far sperare in qualcosa, nonostante la difesa bianconera sia forte e granitica, quella biancoceleste contro il tandem stellare Higuain-Dybala, più Mandzukic e altri, appare uno scontro impari. I numeri, in questo caso, sono piuttosto impietosi, considerati i 72 gol realizzati dagli juventini contro le 45 reti incassate dal reparto arretrato laziale in 36 partite di campionato. Più di una a gara. Dati che fanno rabbrividire e pensare che ci siano poche chance.
IL RISCATTO
Sulla carta l'attacco della Juve sembra poter giocare sul velluto, ma è una finale, una gara secca, e giocatori come de Vrij, Bastos e Wallace vorranno dimostrare di essere all'altezza. La conquista del trofeo passa naturalmente anche tra i piedi dei centrali della Lazio che insieme a Strakosha dovranno fare la partita perfetta. Anzi, probabilmente di più. Tanti si appoggeranno all'olandese e alla sua voglia di vincere il primo titolo con la maglia laziale. Sarà sicuramente de Vrij a dover guidare i compagni e dare loro la giusta fiducia per non essere annichiliti dai cecchini juventini. Il suo senso dell'anticipo e di piazzamento dovrà essere l'arma in più per il reparto difensivo. Inzaghi si affiderà a lui, ma anche alla verve di Wallace e alla praticità e potenza di Bastos. Nonostante i tanti gol presi, questo terzetto difensivo ha dato ampie garanzie in questa stagione e la Roma dei vari Dzeko e Salah, ne sa qualcosa. Per il congolese, sempre se alla fine sarà lui e non Radu a spuntarla, sarà un altro esame di maturità. Già in avvio di stagione fu proprio il difensore laziale che fece vedere di che pasta era fatto, quando fece toccare pochi palloni a Higuain. In quella partita d'agosto giocata all'Olimpico Bastos impressionò per la naturalezza e la capacità tecnica di tenere a bada il centravanti della Juve e tanti tra due giorni all'Olimpico si aspettano di rivedere proprio quel difensore lì. E' vero che l'argentino non era in grandissima forma, ma il laziale dimostrò di poter reggere l'urto e di riuscire a contenere la furia del Pipita.
LA SPERANZA
Una piccola finestra d'ottimismo, a parte la tecnica e la voglia di ben figurare dei giocatori biancocelesti, sono i numeri di entrambi i reparti difensivi in questa manifestazione, dove quella laziale ha fatto addirittura meglio di quella juventina. Nelle quattro gare giocate in coppa Italia, de Vrij e compagni si sono comportati meglio rispetto ai colleghi bianconeri, avendo subìto una rete in meno, sei contro le sette incassate dalla formazione di Allegri. Magari è poca cosa, ma per il divario e tutti i numeri impressionanti della Juve, potrebbe essere un buon punto di partenza per sorprendere e regalarsi una serata da sogno. De Vrij e compagni si preparano e scalpitano per essere determinanti contro gli attaccanti più forti d'Europa. E mostrare a tutti come si possono fermare i campioni della Juve.ilmessaggero.it

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FORMELLO

(VIDEO) FORMELLO – La Juve è vicina: Keita tenta Inzaghi, Parolo prova domani. Hoedt e Radu sperano…

FORMELLO – Entra nel vivo la preparazione in vista della finale di Tim Cup di mercoledì sera. Il gruppo di Inzaghi è tornato sul campo in mattinata, lavoro atletico e tattico in  vista dei bianconeri. Confermati i recuperi di de Vrij e Milinkovic, in realtà mai in dubbio per il match dell’Olimpico. Non ha preso parte all’allenamento Parolo, uscito malconcio dalla gara di Firenze di sabato scorso. Lo staff medico biancoceleste nelle ultime ore si è detto ottimista, il centrocampista di Gallarate ha rimediato solo una forte contusione al ginocchio nel corso della ripresa del Franchi. Come da programma anche oggi si è sottoposto alle terapie del caso e già da domani dovrebbe tornare a disposizione di Inzaghi. Il tecnico spera nel suo recupero, il suo numero 16 è un pilastro imprescindibile nel 3-5-2  che si opporrà alla corazzata di Allegri. Alla luce della certa assenza di Lukaku, anche lui fermatosi a Firenze per un risentimento muscolare e oggi assente, il forfait del centrocampista della Nazionale creerebbe un dilemma tattico difficile da risolvere. Intanto nel corso della sessione tattica di oggi il tecnico ha scelto Murgia per completare la mediana. Un’altra via percorribile porterebbe ad un eventuale inserimento di Radu sulla corsia mancina e all’accentramento di Lulic. Nelle prossime 24 ore se ne saprà di più, anche a proposito del ballottaggio che caratterizza l’avvicinamento a questa sfida. Felipe Anderson o Keita a supporto di Immobile? L’attaccante del Senegal sta vivendo un momento d’oro, segna a raffica e finalmente gode della stima dei suoi compagni. Il brasiliano è sembrato scarico nell’ultimo periodo, ma da subentrante a gara in corso difficilmente sembra poter fare la differenza. Inzaghi osserva e valuta, certamente li sfrutterà entrambi nell’arco del match. In mattinata è stato Keita a completare il tandem offensivo con il capocannoniere partenopeo. Per quanto riguarda la difesa le prove di oggi lasciano vive le speranze di Hoedt e Radu di giocare da titolari la sfida con i bianconeri: nel corso della seduta Wallace si è mosso sul centro-destra, nella difesa a tre completata da de Vrij e Hoedt. A rischiare ora è Bastos, ma il centrale dell’Angola, uscito dal terreno di gioco del Franchi con i crampi, sembra comunque in vantaggio sui colleghi di reparto. Le prossime ore saranno decisive…

 

ADD

 

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ARBITRI

La finale di Coppa Italia a Tagliavento

Juventus-Lazio, finale di Coppa Italia, in programma mercoledì 17 maggio alle ore 21:00 allo Stadio Olimpico di Roma, sarà diretta da Paolo Tagliavento (sez. Terni).

Assistenti: Costanzo – Cariolato 

IV Uomo: Massa

ADD1: Rocchi

ADD2: Damato

AA RIS.: Marzaloni

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SOCIETA'

Finale di Coppa Italia, martedì Lazio e Juventus in udienza da Papa Francesco

La finale di Coppa Italia per Lazio e Juventus sarà anche l’occasione per un incontro importante. Come riporta il sito della Lega Serie A il 16 maggio alle 10,30 una delegazione composta dai calciatori, dagli staff tecnici e dai dirigenti delle due squadre, dagli ufficiali di gara e dalla Lega sarà ricevuta in udienza da Papa Francesco. Nella Sala Clementina di Palazzo Apostolico andrà in scena un incontro che è ormai consuetudine per il Pontificato di Bergoglio, che vorrà sottolineare l’importanza dei valori autentici dello sport e dei calciatori come modelli per i più giovani. Carlo Tavecchio, commissario della Lega, porterà in dono il pallone della partita e una copia del trofeo che verrà sollevato mercoledì all’Olimpico.lalaziosiamonoi.it

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DICHIARAZIONI

Parolo carica: “Voglio esserci, Juve con la bava alla bocca ma noi vogliamo sognare”

 

“Farò di tutto per esserci in finale. Dopo una sconfitta la Juve è la squadra più difficile da affrontare. L’abbiamo visto anche in campionato, dato che ci abbiamo giocato contro dopo il ko di Firenze. Prepareremo comunque questa partita come tutte le altre, abbiamo le qualità per mettere in difficoltà la Juventus”. Marco Parolo mostra i denti e ai microfoni de La Domenica Sportiva carica i suoi compagni in vista della finale di  Coppa Italia contro la Juventus, in programma mercoledì all'Olimpico. Una botta rimediata sabato a Firenze lo metto in dubbio, ma il centrocampista ha già dimostrato di saper stringere quando serve. L'ex Parma è sicuro che la Lazio si farà trovare pronta: “Aver conquistato la qualificazione in Europa League ci ha fatto rilassare un po’, ma ora siamo concentrati sulla finale con la Juventus. Con la Juve dobbiamo dimostrare di essere cresciuti e maturi. Mi aspetto la stessa Juve che ha giocato contro il Monaco, l’abbiamo studiata e il mister ci saprà dire dove colpirla. Il turn-over di Allegri contro la Roma era inevitabile, ma sono convinto che i bianconeri avranno la bava alla bocca in finale. Dal canto nostro, abbiamo voglia di stupire e anche la giusta sfrontatezza per fare bene”.Vincere sarebbe la ciliegina sulla torta come ammette il numero sedici biancoceleste: “La Coppa Italia sarebbe un grandissimo sogno, i nostri tifosi si meritano questa vittoria. Daremo tutto anche perché si tratta dell’ultima partita importante della stagione. Giocare nel nostro stadio ci darà una carica in più. Vogliamo rifarci della sconfitta nella finale di due anni fa. Il nostro segreto? La nostra ottima stagione è frutto di lavoro e programmazione. Noi vecchietti proviamo a dare una mano, ma abbiamo dei giovani di primissima qualità”. Non potevano mancare anche due battute su Conte, suo ex ct nell'Italia, e Pioli, appena esonerato dall'Inter: “E’ stato un onore essere allenato da Conte, mi ha trasmesso una mentalità vincente. Cerco di portare avanti quello che mi ha insegnato e diffonderlo in questa squadra. Pioli all’inizio ha fatto molto bene, cambiando l’Inter a sua immagine e somiglianza. Purtroppo però c’erano delle crepe, i risultati sono venuti meno e Pioli ha pagato con l’esonero. Forse non c’entrava tanto l’allenatore, ma non spetta a me preoccuparmene”.lalaziosiamonoi.it

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CALCIOMERCATO

Asta capitolina su Gomez: Monchi incontra l’agente del giocatore

C'è una concorrente in più per la Lazio nella corsa ad Alejandro Gomez, il gioiello dell'Atalanta capace di timbrare 14 gol, oltre a 12 assist, nelle 35 presenze della stagione corrente in serie A. Secondo Il Corriere dello Sport, la Roma si sarebbe fiondata sul Papu, cercando così di “addolcire” la pillola dopo il no ricevuto dal centrocampista dell'Atalanta Kessie, che avrebbe scelto definitivamente il Milan quale prossima destinazione. Piazza Indipendenza infatti rivela l'incontro avvenuto tra il neo ds giallorosso, Monchi, con l'agente dell'argentino, Giuseppe Riso. Gomez, 29 anni compiuti il 15 febbraio, avrebbe illustrato la situazione del suo assistito il cui contratto scadrà nel 2020, basso quindi il margine di manovra per agire sul prezzo del cartellino, il cui valore oscilla tra i 12 e 15 milioni. Sul costo la Roma proverà ad agire inserendo alcune contropartite come il giovane difensore Marchizza e l'attaccante Tumminello, già nel mirino degli orobici a gennaio scorso. Sul minibomber di Buenos Aires potrebbe scattare un'asta tutta capitolina, con i biancocelesti da tempo sul calciatore, soprattutto in caso di mancato rinnovo di Keita. Lotito e Tare sul piatto possono mettere il riscatto di Etrit Berisha, in prestito alla corte di Gasperini e autore di una stagione soddisfacente; il costo del riscatto è già fissato, fonti diverse parlano di 5 o 7 milioni, cifra insufficiente ad arrivare a Gomez.

 

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RASSEGNA STAMPA

Bunker Juventus: cinque ragioni per credere nella conquista della settima Coppa Italia

Il ko della Juventus di ieri all'Olimpico forse ha aperto qualche crepa nel bunker mentale di Buffon&Co, ma per battere la Vecchia Signora mercoledì alla Lazio servirà più di un'impresa. Le motivazioni agli uomini di Simone Inzgahi non mancheranno, trovare il pertugio giusto non sarà facile, soprattutto perché i bianconeri dopo ogni ko hanno reagito con rabbia, aggredendo il successivo malcapitato avversario di turno. A dare una chiave di lettura della finale di Coppa Italia ci prova oggi Il Corriere della Sera a firma Stefano Agresti, elencando i seguenti cinque motivi per credere nella vittoria della settima Coppa Italia.

Appena qualche settimana fa, la risposta a queste domande sarebbe stata comprensibilmente sfiduciata. Oggi, invece, la valutazione è differente, e di parecchio: Juve favorita, è ovvio, ma la Lazio ha più di un motivo per crederci. Anzi, ne ha almeno cinque.

1 – La sconfitta di Firenze non conta, Inzaghi ha giustamente risparmiato otto titolari in una partita senza importanza per la classifica. Per di più, nonostante questo massiccio turnover la squadra è stata padrona della gara fino a metà secondo tempo. Già, la Lazio vola. E anche i due infortuni di sabato, alla fine, potrebbero risolversi meglio del temuto: Lukaku è quasi certamente fuori causa per il problema muscolare, ma non sarebbe stato titolare. Sembra invece sicuro il recupero dell’intoccabile Parolo, che ha preso una botta al ginocchio ed è uscito prima one.

2 – I bianconeri, benché abbiano un organico molto più ampio, nell’ultimo periodo hanno avuto una quantità di impegni decisamente superiore. Tra aprile e maggio la Juve ha giocato dodici partite, incluse le battaglie di Champions contro il Barcellona, mentre la Lazio di gare ne ha disputate otto: un terzo in meno. Una differenza che, in questo momento della stagione, può pesare.

3 – Keita è il giocatore più in forma della Lazio e uno dei migliori del campionato. Inzaghi l’ha schierato titolare a Firenze pensando di impiegarlo a gara in corso contro la Juve, e in effetti – se la finale arrivasse al 60’ in parità – la sua velocità potrebbe spaccare la partita. Ma, dopo l’ennesima grande prestazione, il tecnico sta riflettendo se non sia il caso di mandarlo subito in campo: lasciarlo fuori potrebbe generare rimpianti.

4 – Pjanic squalificato e Khedira infortunato: i due assi della Juve in mediana sono fuori causa, a parte qualche possibilità di recupero per l’azzurro. Il livello delle alternative – anzi, chiamiamole riserve – è modesto: Rincon, Lemina, Sturaro. Cosa s’inventerà Allegri? Qualsiasi soluzione scelga, la sensazione è che i biancocelesti in mezzo al campo possano essere addirittura superiore ai bianconeri.

5 – Sappiamo che la Juventus non lascia mai niente a nessuno. È evidente però che la Coppa Italia è il terzo obiettivo, su tre, della stagione: i bianconeri non faranno concessioni, ma si confronteranno con un’avversaria, la Lazio, per la quale questa finale rappresenta la partita della vita. Basterà?

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RASSEGNA STAMPA

L’analisi di Mario Sconcerti: “Scudetto tornato sommariamente in gioco”

L a tentazione è dire che Allegri stavolta ha sbagliato analisi, quindi formazione. Ha rovesciato nuovamente la Juve, due mediani per rimediare all’assenza di Khedira; a riposo Dybala, Pjanic a fare il regista nel mezzo, quindi marcabile, un riferimento stabile, la cosa che sa fingere meglio il bosniaco, ma non ancora giocarla. Meno qualità sulle fasce con Lichtsteiner e Asamoah, più un Cuadrado in serata lenta. Eppure sembrava ormai chiaro che la Juve non sa reggere più di un giocatore di forza, ha bisogno di respiro, di qualità, altrimenti diventa simile alle altre. Allegri ha ricordato alla vigilia che la sua Juve ha sempre cambiato dai cinque agli otto giocatori a partita. È quasi vero, ed è la differenza reale di una stagione con la Roma, altrettanto forte nei quattordici giocatori di base. Ma stavolta ha sbagliato cambi, ha sbagliato la gestione del calendario. La primavera tarda è la stagione che decide, è l’attimo della differenza. Non tutti i giocatori ce l’hanno, nemmeno la Juve. Nel particolare la Juve è stata lentamente sconvolta dalla geometria romantica della Roma, un misto di cuore e ragione permesso dalla routine muscolare e un po’ annoiata della Juve. Ma va anche ricordato che la Roma ha fatto lo stesso campionato della Juve tranne la partita dell’andata. Questo è l’errore di Allegri: era un grande avversario. Andava rispettato fino in fondo, non solo contenuto. A questo punto qualcosa cambia. La Juve è ancora nettamente favorita, ma il campionato che aveva vinto molte domeniche fa è tornato sommariamente in gioco. Ed è arrivata la quinta sconfitta, una più del Napoli, che a questo punto sembra davvero l’avversario che ha perso di più. Non c’è stato all’Olimpico spazio per Totti, quei pochi minuti finali non fanno testo. Sulle sue spalle è rimasto un pieno allo stadio fuori indirizzo. Forse c’è davvero tra lui e Spalletti qualcosa di metafisico e villano, un’ombra surreale che nessuno dei due vuole cancellare. Ma Totti deve essere davvero in condizioni imbarazzanti per stare così sempre fuori. Oppure è fuori Spalletti. Un tempo nel mezzo stava la cosa giusta.

Il Corriere della Sera

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AVVERSARIO

Juve, ko e scossa: “Riattacchiamo la spina e vinciamo la Coppa Italia

È la Roma a spuntarla all’Olimpico, rimandata la festa scudetto della Juventus. Queste le parole di mister Allegri a Sky Sport: “C’è amarezza da parte di tutti, non si deve creare nervosismo. Dobbiamo rimanere sereni, riattaccare la spina che in questo periodo abbiamo un po’ staccato come è accaduto a Bergamo. Non abbiamo in mente niente, stasera non abbiamo vinto lo scudetto, cerchiamo di vincere almeno la Coppa Italia. Mandzukic sta bene, ha preso solo un colpo alla schiena. Cosa serve in questi giorni che precedono la finale di Tim Cup? Serve serenità, il nervosismo non deve esserci. Stasera siamo stati bravi comunque a non perdere la testa, non fare un risultato fa parte di una stagione calcistica. La Juve arriverà in fondo ai propri traguardi. Il turnover lo facciamo da 3 mesi, la squadra ha sempre fatto risultati. Se giocano sempre gli stessi rimani corto, negli ultimi due mesi abbiamo giocato tante partite importanti in poco tempo, ci può stare che si perda attenzione anche se siamo vicini allo scudetto”. Il mister bianconero si è poi concesso anche ai microfoni di Mediaset Premium: "Non sono preoccupato per le prossime gare, basterà mantenere serenità e lucidità e riattaccare subito la spina. La Champions League è tra un mese, pensiamo prima a vincere Scudetto e Coppa Italia. Bisogna pensare a una cosa per volta. Oggi rimprovero di aver abbassato la tensione in fase difensiva. Marchisio e Dybala li avete visti, sono recuperati per le prossime gare". Infine, queste le parole di Allegri in conferenza stampa: "Dobbiamo prepararci bene adesso per la gara di mercoledì. In campionato bisognerà fare 88 punti. Non siamo turbati per la partita di oggi. Turnover esagerato in vista della Coppa Italia? Il cambiamento del numero di giocatori stasera è quello che è avvenuto negli ultimi due mesi. Ho sempre cambiato da un minimo di 5 a un massimo di 8. Con la rosa che ho a disposizione è giusto fare così, la sconfitta di oggi resta un caso isolato. A Bergamo abbiamo preso gol per leggerezze. Alziamo subito le antenne, il problema è stato l'abbassare la concentrazione. Mercoledì abbiamo una finale importante, ma sarà una gara diversa da quella di oggi. Va affrontata in un altro modo, con un'altra tensione. Si decide tutto in 95 minuti".". Il mister bianconero si è concentrato maggiormente sull'impegno di mercoledì ai microfoni della Domenica Sportiva. Allegri vuole vincere la terza finale contro la Lazio dopo i successi in Coppa Italia nel maggio del2015 e in Supercoppa in Cina nel settembre dello stesso anno: "Questa Coppa Italia vale molto per noi. È la terza finale che gioco contro i biancocelesti. Due le ho vinte, spero di vincere anche la terza. La Lazio di quest'anno però sta facendo grandi cose. Mandzukic? Ha subito un colpo alla schiena, vedremo se riusciremo a recuperarlo per mercoledì".lalaziosiamonoi.it

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FORMELLO

FORMELLO – De Vrij e Milinkovic presenti alla ripresa

FORMELLO – Buona nuove da Formello, Inzaghi può tirare un sospiro di sollievo: Parolo con la Juventus ci sarà. All’indomani della immeritata sconfitta di Firenze il gruppo biancoceleste è tornato a lavorare all’interno del quartier generale laziale: scarico per i protagonisti del Franchi, lavoro ordinario per il resto del gruppo. Simone Inzaghi recupera in gruppo de Vrij e Milinkovic, rimasti a riposo in settimana e nemmeno convocati per il match del Franchi. Come anticipato dallo staff medico nella serata di ieri, sono andati in scena anche gli accertamenti strumentali per Parolo e Lukaku, usciti acciaccati dalla gara con i viola. Per l’esterno belga “un risentimento al retto femorale della coscia destra”, come confermato questa mattina dal dott. Rodia ai microfoni della radio ufficiale. A proposito di Parolo, il trauma contusivo che lo ha costretto a lasciare in 10 i suoi nel corso della ripresa non preoccupa: “Sono abbastanza ottimista perché gli accertamenti hanno dato un esito soddisfacente. Anche lui sarà sottoposto a delle cure specifiche sia oggi che domani, ma sulla sua presenza mercoledì sono abbastanza ottimista”. Il gruppo tornerà al lavoro nel pomeriggio di domai, quando inizierà la vera preparazione in vista della finale di Tim Cup di mercoledì.

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