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Il Napoli sfida Keita, l’attaccante che piace a Sarri

Era il febbraio 2016. Keita abbracciava Koulibalyall’Olimpico, dopo i buu che qualcuno aveva indirizzato al difensore. L’arbitro era Irrati, lo stesso di stasera, fermò il match. «Questo gioco è molto di più che nero, bianco o verde! Tanta ammirazione per te, amico!», scrisse l’attaccante laziale sui social. Koulibaly abbraccerebbe volentieri Keita a Napoli, lo spinge a sposare il progetto azzurro, ci avrebbe parlato per convincerlo a giocare nella sua stessa squadra. Koulibaly caldeggia l’ipotesi di mercato, sponsorizza il suo acquisto. Keita e il difensore sono diventati compagni di Nazionale pochi mesi fa. Un anno fa non lo erano, ma già si stimavano. Oggi sono entrambi punti fermi del Senegal (Koulibaly ne è il capitano) e sono diventati sempre più amici. La risposta dell’attaccante sarebbe stata interlocutoria, vorrebbe spostarsi all’estero. Nel calciomercato nulla è mai detto.

INZAGHI: «LAZIO DA CHAMPIONS»

LO SCENARIO – Keita e il Napoli s’incroceranno oggi all’Olimpico. La squadra di Sarri è una delle destinazioni possibili per l’attaccante della Lazio e lo è per vari motivi, alcuni arcinoti, triti e ritriti. Keita è in scadenza nel 2018 così come Mertens. Al Napoli può fare gola. Sarri, dopo il match dell’andata (1-1), parlò così del senegalese: «Keita è un giocatore fenomenale e non fa ancora le scelte all’altezza del talento che ha». Quelle dichiarazioni suonarono come un invito per il futuro. Lotito, per Keita, chiede 25 milioni, ha fatto lo sconto se di sconto si può parlare. Non c’è solo il Napoli sulle tracce dell’attaccante, c’è il Milan, ci sono varie squadre all’estero.corrieredellosport.it

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Lazio, ora nulla è impossibile… anche senza Lulic e de Vrij

L’ultimo atto della missione Trittico, dopo Sassuolo e Roma, è affascinante quasi come il derby. "Il Napoli gioca il calcio più bello d’Europa e Sarri ha vinto la panchina d’oro" dice Inzaghi per sintetizzare la difficoltà della partita. “Ma non c’è niente di impossibile” è il concetto guida dell’intera stagione biancoceleste. Eliminata la Roma dalla Coppa Italia, stasera all’Olimpico (attesi 30mila spettatori) la Lazio sogna un’altra impresa: "È uno scontro diretto per il terzo posto, dobbiamo credere nella Champions" sottolinea il tecnico più elogiato del momento. In effetti è come una finale, i biancocelesti vogliono vincerla per arrivare a un passo dal Napoli; in caso di ko, invece, sarà meglio concentrarsi sull’Europa League.

Oltre a preparare la partita (lo aiuta in particolare Mario Cecchi, ora nel suo staff ma per anni collaboratore di Sarri a Empoli), l’altra cosa complicata è gestire l’euforia post-derby. Inzaghi ha “vietato” la festa con i tifosi a Formello, giovedì, proprio per evitare distrazioni: "È stato giusto festeggiare quella sera con la nostra gente, ora dobbiamo giocare alla grande le ultime 9 gare della stagione".

Oggi dovrà rinunciare a de Vrij e Lulic, affaticati e non convocati. Poi c’è il dubbio Biglia: stamane il provino decisivo, se si sceglierà di non rischiare andrà in panchina e al suo posto vedremo il giovane Murgia. Sarà 3-4-2-1 con Bastos, Wallace e Radu in difesa, Basta e Lukaku sulle fasce, Parolo che rientra a centrocampo, la coppia Felipe-Milinkovic alle spalle di Immobile. Per sfruttare l’effetto derby, dal 12 aprile al 12 maggio in vendita gli abbonamenti per il prossimo campionato. Nel manifesto promozionale, Milinkovic che indica lo stemma della Lazio dopo il gol alla Roma. Lo slogan è “Ti conviene crederci”: non è una minaccia, solo un riferimento agli “importanti benefici” per chi si abbona subito.repubblica

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FORMELLO

FORMELLO – Immobile recupera, ma Biglia e Lulic sono ancora in dubbio. Con il Napoli ancora difesa a 3

Formello – A poco più di 24 ore dalla sfida con il Napoli i dubbi di formazione sono molti. La Lazio è ancora un cantiere aperto, nel corso della rifinitura pomeridiana Inzaghi riabbraccia Ciro Immobile, ma per capire se Biglia e Lulic potranno essere della partita bisognerà aspettare la sgambata di domani mattina. L'argentino e il bosniaco sono fermi per noie muscolari, gli strascichi della stracittadina di martedì si fanno ancora sentire. Oltre a quella di Marchetti, è certa invece l’assenza di de Vrij, come confermato dallo stesso tecnico biancoceleste nella conferenza che ha presentato la gara. Senza di lui toccherà a Wallace muoversi al centro della difesa a tre, come accadde al san Paolo nella gara di andata. Bastos e Radu sono pronti a completare la linea della retroguardia. A centrocampo, in regia, se Biglia non dovesse farcela potrebbe toccare a Murgia. Lukaku spera in una nuova chance e alla luce delle condizioni di Lulic dovrebbe strappare nuovamente la maglia da titolare dopo la bella prestazione nel derby. Si muoverà sul versante mancino, a tutta fascia. Dalla parte opposta spazio a Basta. Felipe Anderson sarà ancora una volta preferito a Keita, agirà a supporto del recuperato Immobile. Il senegalese entrerà nelle ripresa come spesso accade nell’ultimo periodo.

PROBABILE FORMAZIONE (3-5-1-1): Strakosha; Bastos, Wallace, Radu; Basta, Parolo, Biglia, MIlinkovic, Lukaku; Felipe Anderson; Immobile

 

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DICHIARAZIONI

Inzaghi in conferenza: “Ora con il Napoli una prova di maturità!”

Alla vigilia della sfida con il Napoli, il tecnico della Lazio, Simone Inzaghi, ha parlato in conferenza stampa a Formello:

Entusiasmo. «Sappiamo di aver fatto qualcosa di importante. Abbiamo centrato una finale storia, battere in semifinale la Roma è stata una grande impresa. E’ stato giusto festeggiarla e sono molto contento per i ragazzi, si meritavano una soddisfazione così».

Gestione forze. «Nella mia testa la gara di Sassuolo era già importante, ho messo la squadra migliore al Mapei Stadium. Abbiamo fatto grande derby, qualche giocatore è affaticato. Dobbiamo recuperare energie psico-fisiche. Oggi ci alleneremo, poi ne faremo un altro domani e sceglierò».

Finale per il terzo posto. «E’ una gara importantissima. La classifica è corta, noi dovremo essere bravi. Mancano otto partite più la finale. Domani troveremo una squadra ferita, che è uscita dalla Coppa Italia giocando bene».

Modulo. «Ho una squadra che può variare. Quello che più conta e l’interpretazione. Affronteremo una grande squadra che ha un allenatore, votato come il migliore d’Italia».

Speranze. «Vogliamo continuare così. Siamo agli ultimi due mesi, saranno importantissimi». 

Recuperi. «Dovrò valutare. Penso che de Vrij e Marchetti saranno gli unici sicuri di non esserci. Lulic, Immobile e Biglia sono affaticati. Lombardi ha un problema alla schiena. Cercherò di recuperarli almeno per la panchina».

Trionfo. «E’ stato giusto festeggiare con la nostra gente. I tifosi sono stati il dodicesimo uomo in campo. Abbiamo giocato in casa, anche se eravamo in trasferta. La corsa con Immobile in occasione della rete? Sapevo che con il secondo gol sarebbe finita la partita, quindi ho accompagnato Ciro con tutto me stesso». 

Banco di prova. «Avremo bisogno di una grande prova di maturità. Affronteremo una grande squadra, sappiamo come lavorano».

Napoli. «Serviranno umiltà e determinazione, come contro la Roma. Dopo il 2-1 martedì abbiamo cercato di gestire la partita, e questo è stato l’unico neo. Abbiamo preso due gol evitabili a partita chiusa. Gestire la partita non si addice alle nostre caratteristiche».

Gestione mentale. «Sappiamo di ave regalato una grande gioia ai tifosi. Abbiamo due finali da disputare. Ho già visto i ragazzi contenti e con la faccia giusta. Ho toccato le corde dei miei giocatori. Affrontiamo la squadra che, secondo tutti, gioca il migliore calcio europeo».

Sarri. «Il Napoli è la squadra italiana con più possesso palla e cerca sempre di giocare. Hanno giocatori fortissimi e cercheremo di fare la nostra partita, senza farci trovare impreparati. La cosa più importante è preparare la gara come sempre, recuperando energie».

Lukaku e Bastos. «Sono due giocatori molto importanti. Sono stati penalizzati dagli infortuni. Bastos ha avuto uno strappo muscolare di secondo grado. Lukaku ha avuto un problema alla caviglia. Ora sono un po’ più freschi degli altri e saranno una risorsa per noi».

Carattere. «Fa parte del processo di crescita. Ricordo la conferenza post Chievo Verona, dopo la sconfitta.  Perdemmo una partita incredibile con 25 tiri a uno. Ero molto amareggiato, ma ero fiducioso perché la squadra era in crescita. Così è stato. Abbiamo fatto trenta partite in campionato più quattro di Coppa Italia ad altissimo livello, ne mancano ancora nove. Ci faremo trovare pronti».

Mertens. «E’ un “nove vero”, ma un po’ atipico. Ha caratteristiche diverse rispetto a Miliik e Pavoletti, ma ci stiamo concentrando anche su Callejon e Insigne».

 

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ESCLUSIVE

Mauri a ‘1900 Tv’: “Qualificazione meritata, per la finale tornerò all’Olimpico. Futuro alla Lazio? Vorrei tornare”

Ha  vestito per 10 anni la maglia della Lazio, indossandone anche la fascia di capitano. Stefano Mauri è intervenuto ai microfoni di 1900 Tv. Tantissimi i temi toccati dall’ex biancoceleste. Si parte proprio dal derby di Coppa Italia: “Sembra quasi un dejavù, il risultato la Lazio ha giocato molto bene sia la partita di andata che di ritorno. Ha passato meritatamente il turno. Ho sentito i ragazzi. Erano carichi prima e lo sono ancora di più adesso. Inzaghi ha fatto un ottimo lavoro, valutando i punti deboli della Roma e colpendo al momento giusto. I meriti vanno divisi tra tutti, la Lazio sta facendo un buonissimo campionato. Inzaghi ha lavorato bene, i ragazzi hanno dimostrato i loro valori in campo”.

UN PENSIERO SU MILINKOVIC –  Da qui un pensiero sul centrocampista della Lazio: “Milinkovic è migliorato tanto. All’inizio faceva fatica a giocare spalle alla porta, adesso invece gioca qualche metro indietro e ha i giusti tempi di inserimento. Lui da una parte, Parolo dall’altra rendono la Lazio imprevedibile. È completo, è forte nel gioco aereo e ha un tiro da fuori potentissimo. È cresciuto molto e può fare ancora tanto”.  

SULLA SUA AVVENTURA – Uno sguardo anche al suo futuro: “Il gioco è molto fisico, è diverso dalla Serie A sia come fisico che dal punto di vista del ritmo. Bisogna sapersi adattare, non è sempre facile".

DIFESA A TRE E RITORNO ALL’OLIMPICO – Si passa poi allo schema di gioco messo in campo ultimamente da Inzaghi: “Secondo me è il modulo migliore perché non si prendono contropiedi e le squadre avversarie difficilmente penetrano la difesa”. Poi sul suo ritorno all’Olimpico:“Cercherò di andare alla finale di Coppa Italia. Il derby non farò in tempo perché sarò impegnato con il Brescia. Non so se in curva o no, ma spero comunque di esserci”.  

UNO SGUARDO IN AVANTI – Un pensiero sul suo futuro: “Non ho ancora deciso, anche se il momento si sta avvicinando. Un ritorno alla Lazio? Ci spero, quella è casa mia. Cercherò di mettermi in contatto con il Presidente per capire se c’è questa possibilità. Il rapporto c’è, ci siamo sentiti qualche tempo fa anche se non abbiamo parlato di futuro”.

UN PENSIERO SUL NAPOLI – Un commento infine sulla prossima sfida di campionato: “È una squadra molto forte e l’ha dimostrato anche ocn la Juve. Però secondo me qualcosa dietro lo può subire, anche con le ripartenze. La Lazio con le caratteristiche de suoi centravanti può far male. Champions? Bisogna pensare una partita alla volta”. Un suo ricordo: “Napoli-Lazio mi fa sorgere bei ricordi. È sempre stata un avversario tosto”.

LA CHIUSURA SU STRAKOSHA – “Ha dimostrato di essere un portiere di ottimo livello. È migliorato tanto, già quando faceva il terzo con me si vedevano le sue qualità. Titolare l’anno prossimo? Non so rispondere, indubbiamente si è fatto trovare pronto ed è importante”. 

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Il derby non finisce mai: il commento di Felipe e il pranzo a Ponte Milvio

Quando si dice che il derby a Roma dura tutto l’anno, non è certo per spolverare un vecchio luogo comune. È così davvero, per l’atmosfera generata dai tifosi di entrambe le sponde del Tevere e, ultimamente in particolar modo, anche per i comportamenti dentro e fuori il campo dei calciatori. L’ultimo esempio è quello di Felipe Anderson, che giusto ieri ha commentato su Instagram un video postato sul profilo di LazioPress, un sito specializzato sul mondo Lazio. Il filmato in questione è quello di Francesco Totti (ripreso da Espn durante il derby) che, mentre sta facendo il riscaldamento a bordo campo, prima finge di tirare una pallonata con le mani a Wallace a gioco fermo e poi lo fa davvero, colpendo sul viso il difensore brasiliano della Lazio. Il tutto davanti gli occhi del guardalinee e di Rizzoli, lo stesso arbitro dei famosi tre “vaffa” di seguito del capitano giallorosso, che portarono a una semplice ammonizione. Stavolta è andata pure meglio a Totti, solo richiamato ed entrato regolarmente in campo poco dopo.

A tentare di “fare giustizia” ci ha provato Anderson, con quel suo commento emblematico espresso in una sola parola: “Coglione”. Successivamente Felipe ha anche rimosso il messaggio (c’è chi pensa potesse essere riferito ad alcuni tifosi della Roma che avevano detto la loro precedentemente) che però aveva già fatto il giro del web. Inevitabilmente ha portato all’indignazione dei tifosi giallorossi e alla solidarietà di quelli della Lazio. Di certo il brasiliano avrebbe potuto evitare. Non c’è il rischio deferimento, al massimo si prenderà un rimprovero da società e Inzaghi, che — modi a parte — avrà gradito che i suoi giocatori si difendano a vicenda. Ennesimo esempio del gruppo che il tecnico è riuscito a creare in questi mesi, ieri cementato ulteriormente dal pranzo della squadra (con le famiglie) tenuto in un locale a Ponte Milvio. Un modo per compattarsi ancora di più in vista della partita di domani con il Napoli e mantenere alto l’entusiasmo.Repubblica

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Lazio-Napoli: numeri e statistiche

La Lazio non batte in casa il Napoli dal 7 aprile 2012, all'Olimpico finì 3-1, questi i marcatori: 9' Candreva, 34' Pandev, 68' Mauri, 81' Ledesma (rig). Come riportano le cifre Opta, i capitolini hanno vinto solamente una delle ultime nove sfide contro il Napoli in Serie A (2N, 6P), subendo sempre almeno un gol negli ultimi 10 incroci in campionato: 24 reti concesse nel parziale dai biancocelesti. Tra le mura amiche contro il Napoli Biglia&Co perdono da 3 match consecutivi: solo nel febbraio 1934 i biancocelesti hanno fatto peggio accumulando 5 sconfitte nelle prime 5 sfide in casa contro la formazione partenopea in A. Va meglio quest'anno per i ragazzi di Inzaghi, negli ultimi 6 turni hanno sommato 16 punti (5V, 1N), i migliori in A. Bene anche il Napoli che ha vinto le ultime cinque gare esterne di campionato, pur subendo sempre gol: resta comunque un record per i partenopei; inoltre, nell’era dei tre punti a vittoria, solo una volta (la scorsa stagione con 67 punti) il Napoli ha ottenuto un miglior parziale rispetto a quello attuale (64 punti) dopo 30 giornate di Serie A. Questo record vale anche per i capitolini: Stessa cosa per la Lazio: solo una volta (nel 2000/01 con 62 punti) i biancocelesti hanno ottenuto un miglior parziale rispetto a quello attuale (60 punti) dopo 30 giornate di Serie A. Un numero particolare riguarda le prime frazioni: se la Lazio con Juventus e Roma è la squadra che ha subito meno gol nei primi tempi di questo campionato (9) – il Napoli solo 10 – i partenopei sono i più prolifici con 29 gol realizzati. La squadra di Inzaghi è la formazione che ha effettuato più conclusioni di testa nello specchio in questo campionato (33), mentre il Napoli di testa ha effettuato solo 39 tentativi (16 nello specchio), più solo di Bologna, Pescara ed Empoli; sono 12 invece le reti segnate in trasferta da Dries Mertens, almeno tre più di ogni altro giocatore in questa Serie A. Con i suoi 18 gol, Immobile ha portato 18 punti alla propria squadra – un primato tra i giocatori della Serie A 2016/17, mentre il Napoli è l’unica squadra di A a cui Marco Parolo ha segnato con tre maglie diverse: una rete col Cesena, due con il Parma e una con la Lazio (maggio 2015).

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Inzaghi: “Nedved il più forte. Biglia senza eguali in Europa”

Simone Inzaghi è il protagonista odierno dell'intervista di Walter Veltroni nel suo 'A tu per Tu' sul Corriere dello Sport. Questo l'incipit dell'ex primo cittadino sul tecnico della Lazio, frasi che ne esaltano il cammino alla sua prima stagione intera sulla panchina di Formello. “ Nessuno avrebbe scommesso un cent su di lui, a inizio campionato. Era stato chiamato per coprire, all’ultimo minuto, il vuoto tecnico creato dalle bizze di Bielsa, il “loco”. E così è arrivato Simone Inzaghi, che tutto è tranne che “loco”. E’ una persona equilibrata, gentile, saggia. Corre per il campo quando i suoi giocatori corrono e ha dato alla Lazio un gioco, un’anima, una grinta che non si vedevano da tempo. Bisogna fidarsi della scuola degli allenatori italiani. Sono i migliori del mondo. Se ne sono accorti in Inghilterra, dove hanno smesso di gridare dagli spalti di Leicester “Claudio Claudio” per cominciare, da quelli del Chelsea, a urlare “Antonio, Antonio”. Loro lo vedono, noi facciamo fatica ad apprezzarli. Inzaghi non deve essere osannato solo per la vittoria di martedì. Ma perché è riuscito a riportare la passione in casa Lazio, a riempire nuovamente lo stadio, a far gioire i tifosi, finalmente liberi dalle barriere e responsabilizzati. E poi per aver fatto esordire tanti giovani. Viene dalla squadra Primavera, Inzaghi. E forse, con i suoi ragazzi, sta costruendo la nuova primavera della Lazio”. L'ex attaccante di Piacenza e Lazio inizia raccontando la sua infanzia, “Siamo nati a San Nicolò, 7000 abitanti vicino Piacenza. Da sempre io e mio fratello giocavamo. Papà è milanista, ma la nostra prima squadra resta il Piacenza. Vedevamo i biancorossi allo stadio, in camera avevamo un poster con noi due e Mulinacci, ex centravanti del Piacenza”, ricorda Inzaghi. Il rapporto con la famiglia per i fratelli Inzaghi resta un caposaldo irrinunciabile. “Al di là delle nostre carriere, papà una volta mi disse che era contento di come io e Pippo fossimo cresciuti in coerenza con gli insegnamenti dei nostri genitori – ricorda – Abbiamo un'unione che resiste alle intemperie, tutti insieme ovunque sia”. Per la sua giovane esplosione in A, 16 gol col Piacenza, c'è una persona da ringraziare. “Mister Materazzi a livello calcistico è quello che mi ha aiutato di più. Davanti in ritiro avevo Rizzitelli e Dionigi, Piovani e Scoppa”, spiega Inzaghi, che a proposito di calciatore fa un nome secco circa quello più forte con cui ha giocato. “Nedved, grandissimo professionista. Giocando e allenandomi con lui ho capito che puoi avere grandi doti tecniche o fisiche, ma l'allenamento resta la cosa più importante”. In Italia c'è un calciatore che Inzaghi stima particolarmente. «Ce ne sono tanti. A me personalmente piace tanto Hamsik del Napoli. E’ un giocatore completo, forse, in questo, il migliore che ci sia in Italia. I giovani? «Berardi, Bernardeschi sono bravissimi , sono pronti a giocare in qualsiasi squadra. Io penso che in prospettiva anche il nostro Murgia sia destinato a diventare un giocatore fondamentale. Ha dimostrato martedì di saper entrare venti minuti in un derby con grandissima personalità. Io lo sto gestendo nel migliore dei modi, davanti a lui ha giocatori importanti, ma se continua a lavorare con questa testa da atleta, come sta facendo, secondo me potrà dare grandissime soddisfazioni».Il successore di Pioli non ha dubbi neanche quando deve indicare il più forte allenato finora: “Biglia è imprescindibile. Nel suo ruolo in Italia e in Europa non ha eguali”. Passando alla Lazio attuale, questo il suo rapporto con i giocatori attuali. “Cerco un rapporto schietto, sincero. Parlo di Radu, con cui ho giocato, ma anche di Marchetti, Lulic, Biglia e Parolo: i più anziani mi aiutano tantissimo”. Dagli anziani al giovane Immobile, fortemente voluto dall'allenatore biancoceleste. “Nessun merito mio, si è rigenerato da solo, mi ha colpito subito per come si è posto dal primo giorno in allenamento. Ho voluto molto che fosse con noi, nella mia testa non sapevo quanti gol avrebbe fatto, ma da come si allenava sapevo che avevo indovinato l'acquisto”. Dove può arrivare la Lazio? “Ragioniamo partita per partita. Battendo la Roma abbiamo fatto una grande impresa che abbiamo condiviso con i tifosi sotto la Curva – afferma deciso – Avere 60 punti è qualcosa di straordinario, ma non siamo appagati. Mancano 8 gare di campionato e la finale di Coppa, vogliamo dare seguito agli otto mesi eccezionali fatti finora”. C'è un obiettivo Champions? «Confrontando i budget non ci dovrebbe essere partita. Però abbiamo dimostrato che possiamo giocarcela contro tutti. E’ normale che quelle davanti a noi sono delle corazzate costruite per fare la Champions. Ma in questo campionato basta una partita vinta o persa, un passo falso e tutto si può riaprire. Noi dobbiamo ragionare partita per partita: se ci metteremo la testa, il fisico, l’intelligenza e la determinazione nulla deve essere considerato impossibile».L'ultimo pensiero è per Mirko Fersini. “Mentre le sto parlando sono sul campo che porta il suo nome con la sua bellissima immagine sempre presente. Da lassù ci sarà sempre vicino perché era un ragazzo meraviglioso. Forse, come ho fatto con altri giovani, l'avrei fatto scendere in campo con la prima squadra: era un talento e aveva grandissme potenzialità”.

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PRIMAVERA – La Lazio di Bonatti col Latina per difendere il primato

La Lazio di Andrea Bonatti riparte oggi alle 15, Campo Fersini, dal derby col Latina per risollevarsi dopo la pesante sconfitta subìta dalla Fiorentina per 5-2 lo scorso 1 aprile. I biancocelesti attualmente guidano il girone A con 49 punti, +4 da Fiorentina e Sampdoria, gap importante da mantenere quando mancano quattro gare alla fine della stagione regolare: le prime due di ogni girone accedono direttamente alla Final Eight. Torando al match odierno, i pontini, decimi con 25 punti, prima della Fiorentina erano stati gli ultimi a battere gli uomini di Bonatti in campionato il 4 dicembre scorso 2-1. La Lazio oggi farà a meno degli squalificati Folorunsho e Adamonsi (due turni), nonché dell'infortunato Mohamed, il finlandese è out per un mese causa problema muscolare. Passando ai rivali in classifica, la Sampdoria ospita lo Spezia, mentre i viola vanno a Vicenza. Nel prossimo turno – si gioca il 15 aprile – la Lazio andrà a Verona, mentre la Fiorentina ospiterà il Perugia e la Sampdoria farà visita alla Spal.

LA FORMULA
Girone all'italiana con gare di andata e ritorno.
Prima e seconda classificata di ogni girone accedono direttamente alla Fase Finale.
Terza e quarta classificata di ogni girone e le due migliori quinte disputano i Playoff per la qualificazione alla Fase Finale a 8.
Le prime 4 classificate di ogni girone (se facenti parte dell'organico di Serie A 2017/2018) sono ammesse al Campionato Primavera 1. Nell'eventuale sostituzione di società di Serie B classificate tra le prime 4 sono ammesse le migliori società di Serie A classificate dal 5° posto in poi. Le ultime 4 società di Serie A ammesse al Campionato Primavera 1 saranno quelle meglio posizionate nel ranking degli ultimi 5 anni.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

Doppio ex Giordano: “Il Napoli é perfetto per come gioca la Lazio”

Bruno Giordano in collegamento a 'Nove Gennaio Millenovecento': 

ASCOLTA L'AUDIO https://www.mixcloud.com/Radiosei/giordano-a-9-gennaio-1900/

"La Lazio è stata brava quest'anno a sfruttare al meglio la stagione senza impegni europei. Contro il Napoli sarà una partita difficile ma come caratteristiche è una squadra che si adatta meglio al gioco della Lazio. Paradossalmente la Lazio trova più difficoltà a giocare con squadre come Milan ed Inter che giocano in maniera tradizionale.
Non ci sarà de Vrij che nelle ultime giornate ha sofferto un po'. La difesa in generale in questo periodo è un po' in difficoltà. Quest'anno però l'assenza dell'olandese pesa di meno. Sul portiere invece credo che Strakosha debba andare a giocare con continuità per crescere e tornare qui. Ma per ora vorrei un portiere con maggiore esperienza per la prossima stagione. Finora ha fatto abbastanza bene ma alcuni errori commessi nelle ultime partite ci potevano costare cari".