I tormenti di Federico Marchetti potrebbero aprire definitivamente le porte ad una carriera da protagonista per Thomas Strakosha. Il portiere albanese, ricorda La Gazzetta dello Sport, aveva 18 anni e visse in panchina il 26 maggio 2013 quando la Lazio si regalò la Coppa Italia superando in finale la Roma di Andreazzoli. Era il terzo, dietro Marchetti e Bizzarri, stasera invece per l'x Salernitana sarà un personale sliding doors, sarà titolare, come nella semifinale d’andata del primo marzo, salendo un altro scalino dopo aver vestito la maglia della sua nazionale maggiore. Strakosha, a breve l'ufficialità, si è legato ai capitolini fino al 2022, segno di una fiducia incontrastata che prima o poi lo porterà a vestire i gradi da titolare. In estate, addirittura non era stato inserito nella lista in partenza per il ritiro di Auronzo, poi la svolta, grazie anche alla sorpresa, negativa, relativa alle scarse qualità di Vargic, ipotetico vice Marchetti mai preso in considerazione da Simone Inzaghi. Dal debutto di San Siro contro il Milan del 20 settembre ha messo insieme 16 presenze (14 in A). In Coppa Italia, ha giocato da titolare anche contro il Genoa, agli ottavi. Strakosha stasera tornerà in campo dopo la prestazione non straordinaria al Mapei Stadium, vedi l'uscita sbagliata su Berardi che ha determinato il rigore del momentaneo vantaggio emiliano. Il palcoscenico sarà il più importante, quello del derby. C’è una finale da conquistare. Per magari inseguire il posto da titolare nell’atto conclusivo della Coppa Italia. Nell’ultima finale di Coppa disputata dalla Lazio, quella di due anni fa persa con la Juventus, Strakosha era in panchina. Dietro Berisha e Marchetti. È abituato a rincorrere. Questa volta sa che il destino laziale passerà anche dalle sue parate. A 22 anni sogna come in quel 26 maggio tutto da ricordare.