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DICHIARAZIONI

Al 71′ torna Lulic: “Che emozione, peccato senza tifosi…”

Largo sorriso per Senad Lulic. Il capitano della Lazio è tornato in campo, dopo quasi un anno, nella sfida di Coppa Italia contro il Parma. Un nuovo inizio per lui, a 35 anni e un lungo stop ha la solita voglia di fare bene e sentirsi importante. Ai microfoni di Lazio Style Channel, ha parlato felice del suo momento: "C'è tanta emozione, per me è stato anche strano perché per la prima volta ho giocato senza pubblico, era meglio entrare con i tifosi. Al di là di questo, sono contentissimo dopo aver passato un anno difficile. Sto bene, è normale dopo un lungo periodo così mettere nelle gambe allenamenti con la squadra, piano piano miglioro, la stagione è ancora lunga e spero di aiutare la squadra a raggiungere i nostri obiettivi". Corrieredellosport.it

 

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DICHIARAZIONI

Inzaghi festeggia qualificazione, ritorno di Lulic e pensa al mercato: “Papastathopoulos lo osserviamo. Siamo corti in difesa”

È felice, Simone Inzaghi. Battuto il Parma, ecco i quarti di Coppa Italia. Ha ritrovato il capitano Senad Lulic in campo dopo quasi un anno, si è sbloccato anche Muriqi. Il tecnico della Lazio, ai microfoni della Rai, ha parlato della partita e non solo: "Abbiamo fatto un ottimo primo tempo e creato tanto, preso due pali e approcciato bene la gara. Queste non sono partite scontate, anzi, poi abbiamo fatto solo un gol. Presa una rete rivedibile perché abbiamo commesso un errore che non avremmo dovuto commettere. Muriqi? Non dimentichiamo che non ha fatto il ritiro con noi, poi ha avuto il Covid e in nazionale si è infortunato. È in ritardo di condizione, ma si sta allenando benissimo e sta cercando di inserirsi nel migliore dei modi. Sfortunato in occasione del palo, ma poi ha fatto un gol da centravanti vero. E Lulic è la nota migliore. Sappiamo cosa ha passato, non mi aspettavo che entrasse così bene e ha anche salvato una rete sulla linea. Adesso deve ritrovare la condizione ma sono sicuro che ci darà una grande mano”.

 

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COPPA ITALIA

Lazio ai quarti con brivido finale: si sblocca Muriqi, torna Lulic

La Lazio di Simone Inzaghi, pur con qualche brivido, supera il baby Parma di D'Aversa e prosegue nel suo cammino in Coppa Italia, raggiungendo i quarti di finale, dove affronterà l'Atalanta. Per i biancocelesti gol di Parolo e autogol di Colombi, mentre per la formazione ospite il gol del momentaneo pareggio era stato segnato da Mihaila. 
Inizio piuttosto equilibrato, con il Parma che abbassa Cyprien per aiutare il palleggio e la Lazio che soffre la manovra palla a terra dei ducali. Dopo un quarto d'ora però la squadra di Inzaghi dà l'accelerata: Muriqi va vicinissimo al suo primo gol in biancoceleste con un destro in scivolata respinto dal palo, lo stesso legno che poco dopo impedisce a Pereira di esultate. Gli ospiti si vanno vedere con una bella ripartenza in verticale, con Mihaila che a sinistra fa il vuoto e mette al centro, dove Brunetta conclude al volo trovando una deviazione in corner. 4 palo muriqi Inserimento dell'attaccante kosovaro su passaggio di Akpa Akpro e palo pieno in scivolata. Vicino al primo gol italiano l'ex Fenerbahce. Ma il pressig biancoceleste è asfissiante e viene premiato dal gol: Marco Parolo sblocca la sfida con un colpo di testa potente e preciso, su cui Colombi non può nulla. Il centrocampista, oggi schierato difensore, era rimasto alto dopo un corner. Per gli ospiti è un duro colpo, precisione e pericolosità crollano subito, così per la Lazio è un gioco da ragazzi gestire e portare il primo tempo in porto, col vantaggio minimo. 
Ripresa che parte su ritmi lenti, con la Lazio che amministra senza però rendersi pericolosa nell'area avversaria. Così Inzaghi prova a scuotere la squadra: dnetro Correa e Patric, ma le cose non cambiano granchè. A venti dalla fine è anzi il Parma ad andare due volte vicino al pari: cross teso di Ricci da sinistra, Brunetta di testa impegna Strakosha che è salvato dalla traversa sul successivo tap-in di Mihaila. D'Aversa ci crede e inserisce il giovane Camara, ma anche l'esperienza di Hernani e Brugman. Il coraggio del tecnico viene premiato all'82, quando Ricci pesca il taglio del rumeno, che batte il fuorigioco laziale e poi Strakosha in uscita: è 1-1, con Inzaghi che suda freddo. La Lazio però ha tante individualità e ad inizio recupero è anche fortunata: un colpo di testa violentissimo di Muriqi incoccia sul palo, sbatte su Colombi e gonfia la rete alle sue spalle. Per i biancocelesti è la giocata che vale i quarti di finale di Coppa Italia.tuttomercatoweb.com

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Garlaschelli: “Nelle prime quattro la Lazio ci può stare alla grande”

RENZO GARLASCHELLI in collegamento a 'NMM': "L'errore sui cambi della Roma è un errore madornale, viene da ridere, ma evidentemente può accadere. La Lazio ha perso qualche punto di troppo, ma la sensazione è che nelle prime quattro ci possa stare alla grande. La storia di Inzaghi e la Lazio è bella, ma attenzione che nel calcio le cose cambiano in fretta. Dopo il derby la Lazio si è rialzata, mi sembra che non sia brillante come lo scorso anno ma stia bene"

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Cerracchio: “Punto di vista cambiato dopo il derby, le prossime tre gare rappresentano la prova del nove”

VINCENZO CERRACCHIO in collegamento a 'NMM': "Prima del derby avrei detto che la Lazio non fosse all'altezza dello scorso anno, oggi il punto di vista è cambiato. La squadra ha dat una prova di grande maturità, da Inzaghi ai giocatori l'hanno interpretato molto bene e questo ha aperto a nuove prospettive. Ora ci sono questi tre march importanti, una sorta di prova del nove per capire quanto possa spingersi in alto. Rinnovo Inzaghi? Sinceramente non è che vedo in giro altri tecnici che ti cabiano la storia. C'è Allegri che aleggia su tutti, ma non so cosa potrà dare quando tornerà. Uno come Inzaghi bisogna tenerselo stretto, mi piace come mette in campo le squadre, mi auguro che possa restare il più possibile, anche perchè conoscendo l'ambiente sa bene come deve muoversi"

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Piscedda: “Armini? Giusto cederlo in prestito se Inzaghi non lo considera pronto” (AUDIO)

MASSIMO PISCEDDA in collegamento a 'NMM': "Quello che è accaduto in occasione di Roma-Spezia non prevede la responsabilità di Fonseca, è una funzione che spetta al dirigente accompagnatore che va in panchina proprio per quello scopo. Può capitare che ad un allenatore sfugga il conto dei cambi, ma non può in assoluto accadere che effettivamente si verifichi il tutto visto che c'è un dirigente. Stasera nel Parma ci saranno diversi giovani come Adorante, Busi e Ricci. Il Parma si trova in una situazione critica anche dal punto societario, ne ha fatte le spese Liverani. D'Aversa conosce l'ambiente, non ha fatto bene con la Lazio in campionato, ma stavano per vincere contro il Sassuolo. Normale che vengano con diversi giovani e cambi. Parolo in difesa? E' un giocatore d'esperienza adattandolo significa che gli altri ti danno poca affidabilità. Sono curioso di sapere da Inzaghi cosa ne pensa di Armini. Le opzioni sono tre: la prima che non lo ritieni pronto, la seconda è che preferisce tenerlo in rosa per fargli fare esperienza, cosa a cui io credo poco; la terza è che venga ceduto in prestito". 

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Abbate (Il Messaggero): “La Lazio fa sapere che non interverrà sul mercato, ma Inzaghi non considera Vavro e la stagione di Luiz Felipe è quasi finita” (AUDIO)

ALBERTO ABBATE (Il Messaggero) in collegamento a 'NMM': "La Lazio continua a far sapere che ci sarà il reintegro definito di Vavro fino al ritorno di Luiz Felipe. Ci credo poco, anche in relazione a quello che so sulla volontà di sondare il mercato, oltre alla considerazione che di fatto la stagione di Luiz Felipe è quasi finita. Si parla di 8 settimane di stop, a questo andrà aggiunto il periodo di ricondizionamento atletico. Tra l'altro questa sera contro il Parma, Inzaghi schiererà Parolo in difesa e non il centrale slovacco, malgrado lo stesso nelle ultime due settimane si sia allenato con il gruppo. Questo per sottolineare la considerazione che ha il tecnico di Vavro. Dei nomi che sono stati fatti non mi risulta nessuno, non c'è nulla di concreto rispetto ai vai Sokratis ed altri letti. Credo che Tare stia lavorando come sempre con gli agenti a lui vicino per capire se ci sono delle opportunità. Diaspiace, perchè considero Sokratis una bella occasione visto che arriverebbe a parametro zero. Non capisco perchè la Lazio non si sia mossa"

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COPPA ITALIA

Lazio-Parma, i convocati di Inzaghi: torna Vavro, riposa Immobile

Il tecnico biancoceleste Simone Inzaghi ha diramato la lista dei convocati in vista della sfida di oggi contro il Parma (ore 21:15) allo Stadio Olimpico di Roma.

Portieri: Alia, Reina, Strakosha;

Difensori: Acerbi, Armini, Hoedt, Patric, Radu, Vavro;

Centrocampisti: Akpa Akpro, Bertini, Czyz, Escalante, Fares, Lazzari, Lulic, Marusic, Milinkovic, Parolo, Pereira;

Attaccanti: Caicedo, Correa, Muriqi.

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COPPA ITALIA

Lazio-Parma, probabili formazioni

Lazio-Parma, le probabili formazioni

LAZIO (3-5-2) – Strakosha; Parolo, Hoedt, Acerbi; Lazzari, Milinkovic, Escalante, Akpa Akpro, Fares; Pereira, Muriqi. All. S. Inzaghi. A disposizione: Reina, Alia, Patric, Vavro, Radu, Armini, Marusic, Lulic, Czyz, Correa, Caicedo.

PARMA (4-3-3) – Colombi; Busi, Dierckx, Bane, G. Ricci; Sohm, Cyprien, Dezi; Mihaila, Adorante, Sprocati. All. D’Aversa. A disposizione: Sepe, Rinaldi, Radu, Camara, Brugman, Kosznovszky, Kurtic, Traoré, Hernani, Lopes Silva, Artistico, Brunetta.

Arbitro: Ayroldi di Molfetta. Guardalinee: De Meo e Raspollini. Quarto uomo: Sacchi. Var: Banti. Avar: Liberti.

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APPROFONDIMENTI

Stop Luiz Felipe, ora c’è una voragine in difesa: intervenire sul mercato per riparare agli errori

Lo stop di almeno due mesi di Luiz Felipe apre una voragine nella difesa già fragile della Lazio. Provate a immaginare Patric o Parolo costretti a rincorrere la scia di Coman, Sané o Gnabry, gli esterni funambolici del Bayern Monaco. Manca appena un mese agli ottavi di Champions e Inzaghi si ritrova costretto a fronteggiare un’emergenza nel reparto arretrato su cui la società non è intervenuta l’estate scorsa. Sarebbe ancora più colpevole non rimediare proprio adesso: resta una decina di giorni alla chiusura del cosiddetto mercato di riparazione. E la Lazio deve riparare ai suoi clamorosi errori in sede di programmazione. Non si tratta di criticare gli acquisti, prima o poi matureranno, ma la strategia sì: ha prodotto contraddizioni e difficoltà di gestione al tecnico, come poi spiegheremo.

REBUS VAVRO – Partiamo dalla prima notizia, il probabile reintegro di Vavro, su cui erano stati spesi 11 milioni di euro nell’estate 2019. La società deve recuperare un patrimonio svalutato nel giro di un anno, ma l’ostinazione e la pervicacia nel difendere un investimento sbagliato sorprendono. Non si tratta di discutere o meno il livello dello slovacco, che agli Europei del prossimo giugno giocherà titolare in nazionale, ma c’è un problema serio che si trascina. Inzaghi non lo vede proprio, non lo considera, non ha fiducia. Perché tenerlo se la Lazio peraltro sta cercando di portare alla firma il suo allenatore con un contratto triennale? Altro dettaglio non trascurabile: Tare ha sbagliato il ruolo di Vavro. E’ un centrale da difesa a quattro e con il sistema a tre può giocare in mezzo, dunque al posto di Acerbi o di Hoedt, un altro con lo stesso difetto. Che senso ha pensare che Vavro possa sostituire Patric o Luiz Felipe sul centro-destra? Nessuno

CON HOEDT BEN 3 MANCINI – Sono tante, troppe, le contraddizioni che hanno portato la Lazio a creare in autonomia difficoltà supplementari dentro una stagione già complicata dalla pandemia. Concludiamo il ragionamento sulla difesa. E’ stato scelto Hoedt perché Inzaghi voleva un mancino. L’olandese, anche nella parentesi precedente di carriera a Formello, aveva dimostrato di essere difensore centrale a quattro e molto meno adattabile (è alto e non rapidissimo nelle brevi distanze) nel ruolo di Radu. La Lazio, rinunciando a Bastos, ha iniziato la stagione con soli cinque difensori centrali, di cui tre di piede sinistro (Acerbi, Hoedt e Radu). Sul centro destra sono rimasti soltanto Patric e Luiz Felipe, portato avanti per quattro mesi in condizioni precarie: meglio non entrare affatto nella gestione medica del suo caso, nato il 12 settembre a Frosinone con ricaduta (mai risolta) datata 8 novembre. Ci sarebbe Armini, prodotto del vivaio: Inzaghi, di fatto, non lo ha mai considerato pronto. Ricordiamo il ragionamento fragile di partenza: giocando stabilmente 3-5-2 e senza mai cambiare modulo, sarebbero serviti 6 difensori centrali e 4 esterni a tutta fascia. La Lazio ha spedito Parolo in difesa e senza Lulic (appena recuperato) ha affrontato la prima parte della stagione chiedendo gli straordinari a Lazzari, Marusic e Fares. Neppure nominiamo Djavan Anderson, non si sa bene per quale motivo preferito a Jordan Lukaku e Jony: il belga e lo spagnolo non avrebbero cambiato la Lazio, ma sarebbero stati di sicuro più utili in alternativa a Fares. A proposito di contraddizioni: clamorosa la rinuncia a Cristiano Lombardi, rispedito a Salerno, eppure uscito dal vivaio di Formello e con i requisiti giusti per aggiungersi in organico senza tagliare nessun giocatore.

REBUS PEREIRA – Andiamo avanti con le scelte poco convincenti. Giusto affrontare campionato, Champions e Coppa disponendo di 4 punte centrali. Inzaghi ne utilizza due stabilmente. Così è stato aggiunto Muriqi a Immobile, Correa e Caicedo, che pure doveva essere ceduto in estate per motivi strategici legati all’indice di liquidità e alle plusvalenze. Simone si è opposto alla cessione del Panterone a gennaio e ha fatto benissimo nonostante Tare premesse per liberare spazio in favore di Muriqi e Raul Moro, talento preso dal Barcellona (6 milioni) e ancora confinato alla Primavera. Può giocare in attacco (con caratteristiche diverse) anche Andreas Pereira e questo è l’altro interrogativo principale dell’ultimo mercato. David Silva, nella logica della Lazio, avrebbe dovuto consentire rotazioni con Luis Alberto e Milinkovic. Il brasiliano arrivato dal Manchester United non ha mai sostituito il Mago o il Sergente e in questo caso bisogna chiedere conto a Inzaghi. Possibile abbassare il livello passando dai numeri 10 alla corsa di Akpa Akpro, utilissimo in altre circostanze? Il turnover della Lazio doveva avere riferimenti diversi. Pereira non ha mai avuto un ruolo preciso in carriera e preferibilmente ha giocato (con il Valencia e con lo United) da esterno offensivo nel 4-2-3-1. Perché pensare potesse servire nel 3-5-2 di Inzaghi? E in quale posizione?

TROPPI MEDIANI – Proprio a centrocampo, nel reparto più forte della Lazio, si è concentrato la chiave strategica che sta mettendo fuorigioco Inzaghi con la difesa. Ci sono ben 8 giocatori per 3 posti di solito assegnati a Leiva, Milinkovic e Luis Alberto. Contiamo gli altri: Parolo, Cataldi, Escalante, Pereira e Akpa Akpro. La volontà di inserire l’ivoriano ex Salernitana, non previsto nel piano iniziale, ha penalizzato Parolo, portato l’esclusione dalla rosa di Vavro (o Bastos) e infine anche alla cessione degli esterni di ricambio (Lukaku e Jony) negli ultimi giorni di mercato. Si può obiettare molto senza discutere l’impatto di Akpa Akpro, sinora per rendimento il più apprezzabile degli acquisti accanto a Reina. Ma l’architettura complessiva della Lazio, unita ai regolamenti, è sbagliata. Ricordiamo la composizione delle liste: 8 tra italiani e prodotti del vivaio più 17 over 22 (cioè nati in data precedente al primo gennaio 1998). Akpa come Muriqi, Fares, Pereira, Hoedt, Escalante e Reina si è aggiunto in un elenco già gonfio di nomi. Continuiamo a pensare che le migliori alternative a Luis Alberto e Milinkovic per qualità di calcio, fisicità ed esperienza siano Cataldi e Parolo, che non incidono nella lista dei 25 (o dei 17) perché sono “vivaio Lazio” o “cresciuti nella federazione italiana” come Strakosha, Armini, Acerbi, Lazzari e Immobile.

COME RIPARARE? – Tare ha bloccato Kamenovic, esterno del Cucaricki, classe Duemila. Arriverà a luglio e potrebbe giocare, dicono, anche nel ruolo di Radu, non solo esterno sinistro. Lo paragonano a Kolarov. Giusto investire sul futuro, ma teniamoci bassi per favore. Ne abbiamo visti troppi non adeguati. Un’alternativa a Fares servirà e si sta avvicinando l’addio a Lulic. Oggi, però, alla Lazio servirebbe come il pane un difensore di piede destro, non un altro mancino. Dunque continuiamo ad assistere a logiche di mercato slegate dal campo, dalle esigenze di Inzaghi nell’immediato, mentre ci saranno gli ottavi Champions e un quarto posto da inseguire senza Luiz Felipe. Oggi, ecco l’ultima clamorosa nota dolente, per inserire un nuovo difensore Lotito e Tare avrebbero bisogno di cedere due giocatori, non solo Vavro, per fargli posto nella lista a meno che non si trattasse di un Under 22. Come si fa a riparare? Ci sarebbe un solo modo e non è certo quello di vendere Caicedo. Semmai sarebbe opportuno rinunciare a uno dei giocatori presi l’estate scorsa magari attraverso il prestito sino a fine stagione. A centrocampo, lo ripetiamo, ci sono 8 giocatori per 3 posti. Uno in meno consegnerebbe a Inzaghi un difensore in più.

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