Categorie
APPROFONDIMENTI

Lotito-Inzaghi, perché il rinnovo conviene a tutti e due

Da oltre un mese, in casa Lazio, tiene banco la trattativa tra il presidente Lotito e Inzaghi per il rinnovo di un contratto in scadenza nel prossimo giugno. Un tira e molla snervante, destinato sicuramente a creare altre tensioni in un momento in cui tutto servirebbe meno che l’incertezza: se l’obiettivo è quello di tornare in Champions e di affrontare gli ottavi contro il Bayern con qualche speranza, la squadra avrebbe bisogno di un segnale di continuità e di serenità, considerando il distacco accumulato da settembre a dicembre a causa di un rendimento casalingo assolutamente inaccettabile. La sosta avrebbe dovuto avvicinare le due parti, magari con l’organizzazione di un vertice serio, da dentro o fuori, invece niente o quasi. In fondo Lotito non dice sempre di essere un padre di famiglia per tutta la Lazio e i laziali? E chi può essere più figlio di Simone Inzaghi, che da oltre vent’anni vive solo colorato di biancoceleste? Prima giocatore (vincente), poi allenatore delle giovanili (vincente), e, infine, tecnico della prima squadra (sempre vincente): una Coppa Italia e due Supercoppe tra il 2017 e il 2019, più una finale persa, sempre contro la Juve, una qualificazione Champions fallita all’ultima giornata (2018) e una conquistata l’estate scorsa. La realtà è che il presidente e Simone dovrebbero fare presto a mettersi d’accordo e a continuare il loro rapporto, perché la realtà attuale consiglia a entrambi di non cambiare strada con il rischio di finire non peggio ma molto peggio.

Saremmo curiosi di sapere con chi Lotito cambierebbe Inzaghi, considerando che le sue ultime scelte erano state Bielsa per la Lazio (un fortunato fallimento che ha consentito all’attuale allenatore di restare) e Ventura prima per la Nazionale e poi per la Salernitana (altri due fallimenti, quello azzurro addirittura epocale, incancellabile per il calcio italiano). Si è parlato a lungo di Allegri, nei salotti biancocelesti, ma noi pensiamo che il tecnico toscano, dopo i cinque anni trionfali alla Juve, non voglia rientrare con un club che non sarebbe in grado di garantirgli costantemente una squadra in grado di conquistare lo scudetto (ne ha vinti cinque consecutivi) e di lottare per la Champions (due finali perse). La Lazio non investe grandi cifre sul mercato, anzi, da anni si affida solo alle idee geniali del suo diesse Tare, che ultimamente sembrano meno brillanti del solito: non è facile trovare tutti gli anni talenti come Immobile, Luis Alberto e Milinkovic a costo di saldo ma si può forse trovare qualche difensore più competitivo di Vavro o di Hoedt per lottare a certi livelli oppure un esterno sinistro migliore di Durmisi, Jony o Fares a cui consegnare l’eredità di Lulic. Anche per Tare, comunque, la sintonia con Inzaghi è qualcosa di speciale, come se i due si completassero nella gestione dell’unica squadra che è riuscita a competere con la Juve negli ultimi anni: lasciando Allegri al proprio destino (Arsenal, Manchester United, Chelsea o, soprattutto, Inter), chi potrebbe lavorare meglio di Inzaghi sulla panchina della Lazio, coniugando il lavoro sul campo alla gestione di un rapporto con la società sempre molto complesso per chi non conosce il mondo biancoceleste? Il club non dimentichi, infine, che gli ottavi di Champions e i 45 milioni portati nella casse svuotate dal Covid portano proprio la firma di Inzaghi, costretto a giocare contro Bruges e Zenit in trasferta senza molte delle sue stelle. Di contro ci chiediamo anche dove voglia andare Simone, sul cui valore nessuno può discutere. E’ uno dei giovani tecnici emergenti più bravi, e lo ha dimostrato sul campo, ma in questo momento il salto di qualità può farlo proprio allenando la Lazio e migliorando la gestione del gruppo. Se dalla società pretende un aiuto superiore sul mercato, è giusto che poi il tecnico metta anche gli eventuali nuovi acquisti nella condizione di esprimersi al massimo. Spesso, invece, si ha la sensazione che Inzaghi li bocci, magari involontariamente (citiamo per tutti Berisha e Vavro, due titolari nelle rispettive nazionali), privilegiando la squadra tipo. Il caos provocato dal virus lo ha costretto a fare più turnover del solito nei primi mesi della stagione, ma quando ha tutti i titolari a disposizione Simone tende sempre a far giocare i suoi fedelissimi emarginando gli altri. Dettagli, sia chiaro, ma che possono fare la differenza nell’arco di una stagione, perché come Pioli non toglierebbe mai Ibrahimovic e Pirlo non rinuncerebbe mai a Ronaldo, anche Inzaghi è giusto che privilegi talenti come Immobile, Luis Alberto, Acerbi e Milinkovic, ma a volte bisogna comunque coinvolgere anche le riserve più quotate a prescindere dagli infortuni. 

Corrieredellosport.it

Categorie
APPROFONDIMENTI

Flop Muriqi, piazza e Lotito perplessi: ora serve il rilancio

Quando sei il secondo acquisto più oneroso della storia della gestione Lotito, rincorso e inseguito a lungo, e deludi così tanto le aspettative nei primi mesi, non puoi non diventare il bersaglio principale della critica della piazza laziale. Da sempre molto esigente, soprattutto con chi viene pagato una certa cifra: venti milioni, 17,5 milioni più 2,5 di bonus per la precisione, di cui una prima parte è già stata saldata. È la storia di Muriqi, del Pirata kosovaro: l'entusiasmo iniziale che aveva accompagnato il suo arrivo non c'è più, ora c'è solo tanto scetticismo e perplessità sulla scelta estiva di Tare. Non solo dei tifosi, ma anche del presidente Lotito, furioso dopo la sconfitta di San Siro anche per il rendimento dell'ex Fenerbahce. Contro il Milan Muriqi ha giocato un'ora, subentrando al 32' a Correa, fornendo una prestazione del tutto insufficiente. 
E non è un caso isolato. Perché nelle 10 volte che è stato chiamato in causa da Inzaghi, di cui 3 soltanto da titolare (per 374 minuti complessivi), il 26enne attaccante non ha mai convinto. Soltanto contro il Torino e in Russia con lo Zenit ha lasciato intravedere qualcosa, ma è decisamente poco rispetto alle attese. Lui stesso ne è consapevole, così come tutti a Formello, dove però chiedono pazienza e tempo. Perché è oggettivo che a Muriqi vanno concesse delle attenuanti che hanno rallentato e complicato il suo processo di inserimento. A fine agosto, prima dell'ufficialità del trasferimento, ha riportato una lesione di secondo grado. E durante la convalescenza, quando ha firmato per la Lazio, ha contratto il Covid e ha dovuto rispettare le due settimane di quarantena a Istanbul. Poi, dopo le prime apparizioni quando stava per ritrovare una forma accettabile, è finito di nuovo in infermeria (il 24 novembre, dopo Lazio-Zenit). Dopo quasi tre settimane, è tornato a disposizione e Inzaghi lo ha gettato nella mischia a San Siro. Di fatto però non aveva più di 20 allenamenti completi in gruppo alle spalle. 
L'ambiente, scosso dalla sconfitta al fotofinish contro i rossoneri e deluso per l'ottavo posto in campionato, sembra già aver etichettato Muriqi come un acquisto sbagliato. E i social impazzano le critiche (anche pesanti) verso di lui. Ma i giudizi affrettati non sempre sono corretti, il caso Luis Alberto per esempio docet. Anche per giustificare l'investimento, la Lazio continuerà a dare fiducia al kosovaro, alla caccia del gol liberatorio per migliorare fiducia, autostima e condizione. L'unica soluzione è di schierarlo in campo il più possibile: a rimetterci, anche nelle gerarchie, sarà Caicedo, arrabbiato per la panchina di San Siro. Il futuro dell'ecuadoriano è in bilico, mentre quello di Muriqi per il momento no. Almeno fino alla fine della stagione, poi si tireranno le somme.

tuttomercatoweb.com

Categorie
CALCIOMERCATO

E se Lulic non recupera? Da Ricca a Bradaric, i nomi per la fascia sinistra

Tre operazioni e quasi un anno di stop. Lulic non si vede in campo dal 15 febbraio scorso e, nonostante alcuni allenamenti svolti a Formello, il suo calvario non sembra avere un lieto fine. Domani la Lazio si ritroverà per la ripresa dopo la sosta natalizia e le condizioni del capitano saranno valutate, intanto – come riportato da La Gazzetta dello Sport – Inzaghichiede certezza sull’out di sinistra. Tare avrebbe già qualche nome sulla sua agenda per sostituire il bosniaco a gennaio. Il primo è quello di Lazovic del Verona, un’idea che non sembra ancora aver portato contatti concreti col club scaligero; Biraghi della Fiorentina e Bradaric del Lilla. La candidatura più consistente, però, è quella di Ricca del Bruges: il 26enne, uruguaiano con passaporto italiano, è stato osservato nella sfida Champions e nella Laziopotrebbe essere un jolly per difesa e centrocampo. Il prezzo cartellino si aggira attorno ai 5 milioni e la società biancoceleste avrebbe già saggiato il terreno per un eventuale affare. Laziopress.it

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Rinnovo Inzaghi, stallo in attesa del nuovo anno. Domani torna Lulic a Formello

Il rinnovo è in stallo, non se ne parlerà prima del 4 gennaio, quando il presidente tornerà da Cortina. La questione economica è secondaria, il nodo principale resta la convinzione di continuare insieme: se quella c’è, l’accordo su durata e ingaggio si troverà. Non ne hanno parlato finora, ma non può essere un problema. Lo è, invece, il clima di incertezza sul futuro nel quale lavorano InzaghiTare e quindi la squadra. Quando il contratto dell’allenatore è in scadenza, la leadership nei confronti dello spogliatoio vacilla pericolosamente. Nonostante questo, il tecnico non ha perso le motivazioni (anzi), ritiene – al contrario di Lotito – che in questi quattro anni e mezzo sarebbe stato impossibile ottenere risultati migliori, e aspetta la mossa definitiva del presidente: al momento, le sue parole d’ordine sono pazienza – al frullatore di critiche e polemiche è abituato – e vittorie, il tecnico è convinto infatti che la Lazio risalirà in classifica. E domani sarà il primo a festeggiare il ritorno di Lulic: il capitano si allenerà a Formello, vuole dare una mano alla Lazio in Champions, che non ha mai giocato, e in campionato. Sarebbe l’acquisto più importante per Inzaghi, in attesa del Bayern: ecco, la grande sfida ai Campioni d’Europa sarà un altro passaggio affascinante della sua storia d’amore con la Lazio.

La Repubblica

Categorie
APPROFONDIMENTI

Ora vacanza: ecco la data di rientro a Formello

Il rompete le righe nella notte, tutta la Lazio a casa per godersi un po’ di vacanze. C’è la sosta natalizia per staccare la spina dopo quattro mesi vissuti sempre al massimo. I calciatori sono quasi tutti rientrati con il volo biancoceleste. Vacanze casalinghe e in lockdown. Il 29 dicembre l’appuntamento per la ripresa degli allenamenti. Tamponi di controllo per tutti, poi via in campo per il 2021.

Il calendario

Anche a gennaio si giocherà praticamente sempre. Inzaghi dovrà valutare alcuni suoi giocatori come Acerbi e Leiva, out per problemi muscolari. Lo stesso Correa, uscito alla mezz’ora del match con il Milan e già non al meglio per fastidi al polpaccio. Tempi di recupero più lunghi per Fares. La Lazio riprenderà in campionato sfidando il Genoa in trasferta (3/1). Poi turno infrasettimanale con la Fiorentina (6/1), dopo ecco Parma (10/1) e il derby con la Roma (15/1). Gennaio è ancora lungo: Lazio-Parma di Coppa Italia il 21 gennaio, in chiusura Sassuolo e Atalanta rispettivamente il 24 e 31. Un tour de force incredibile.

Corrieredellosport.it

Categorie
APPROFONDIMENTI

La Lazio, Inzaghi e il futuro: serve chiarezza

Gli acquisti in ritardo, il Covid all’interno dello spogliatoio, gli infortuni e l’impatto della Champions, lo stress delle partite ravvicinate e mai come quest’anno, stravolto dalla pandemia. E’ successo di tutto e diciamo la verità: la Lazio avrebbe bisogno di un mese di preparazione e di ripartire da zero per essere valutata.

Venti partite ufficiali, le prime 3 con il mercato aperto, altre 17 dal 17 ottobre al 23 dicembre compresa la sosta di novembre per le nazionali. Ottavo posto in Serie A, cinque sconfitte e diverso terreno perso in campionato, qualificazione agli ottavi di Champions chiudendo il girone da imbattuti, traguardo centrato dopo vent’anni da Inzaghi che aveva già avuto il merito di riportare la Lazio nell’elite europea dove Lotito era arrivato una sola volta, nel 2007, per merito della coppia Rossi-Sabatini. Tra Natale e Capodanno il presidente, il ds Tare e il tecnico si confronteranno per analizzare i primi mesi della stagione. E’ un appuntamento fondamentale per guardare avanti e gettare le basi verso il futuro, non solo legato al rinnovo di Inzaghi, tuttora in bilico.

Lulic e la difesa

Prima di parlare del contratto del tecnico, cerchiamo di capire cosa andrebbe fatto per migliorare la Lazio, ben sapendo che la società (per scarsa disponibilità finanziaria) difficilmente progetterà interventi radicali. Il primo nodo riguarda Lulic, fermo da quasi un anno. Non si può più aspettare il suo ritorno, peraltro sapendo che a fine stagione quasi certamente rientrerà in Svizzera. Fares (da solo) non basta per sostituirlo. Se la Lazio andrà avanti con il 3-5-2, andrà preso un esterno mancino e di buone qualità tecniche, che sappia crossare e alzare il livello dei titolari. L’altro ragionamento riguarda la difesa, nota dolente. Un centrale di piede destro permetterebbe a Inzaghi rotazioni più semplici con Luiz Felipe e Patric. Ora è costretto ad alternare tre mancini (Hoedt, Radu, Acerbi) con l’olandese utilizzabile soltanto in mezzo: è un limite chiarIl nodo della fantasia

C’è un aspetto tattico difficilmente migliorabile. O meglio, sarebbe stato superato se in estate David Silva avesse detto sì al ds Tare. La qualità offensiva, la creatività, le idee della Lazio sono espresse quasi interamente da Milinkovic e da Luis Alberto. Trovare due alternative dello stesso livello è quasi impossibile, anche se a San Siro nell’ultimo quarto d’ora (quando è uscito il serbo) avrebbero fatto comodo la fisicità e l’esperienza di Parolo. In passato la Lazio attaccava con Candreva, Mauri, Felipe Anderson e Keita. Inevitabilmente sono qualità e colpi dei giocatori a fare la differenza. Nel 3-5-2 molto passa per vie centrali, determinano il Mago e il Sergente. E’ un po’ lo stesso difetto dell’Inter di Conte, solida e muscolare, a volte troppo piatta, senza la stessa qualità della Lazio a centrocampo. Simone si dovrebbe sforzare di inserire e trovare una collocazione tattica ad Andreas Pereira. L’ex Manchester United è l’unico tra i giocatori presi nell’ultima sessione di mercato che può garantire un certo tipo di livello. Ha colpi, deve essere inquadrato. In Premier e nella Liga ha giocato soprattutto da esterno, ma può muoversi da mezzala. La stagione vola via in fretta: è necessario accelerare l’inserimento di forze fresche, altrimenti prevale la stanchezza, si spremono i giocatori, si moltiplicano gli infortuni. La panchina non è lunga, così si rischia di accorciarla. E’ il caso di Escalante, sta dimostrando di poterci stare, forse poteva già giocare con il Verona e Leiva, alla settima partita di fila, non si sarebbe stirato. Inutile forzare i recuperi e insistere sempre sugli stessi uomini. I casi di Correa e Acerbi lo dimostrano.

I dubbi su Caicedo

Muriqi, su cui Tare ha investito quasi 20 milioni, sta deludendo. La Lazio è quasi costretta a farlo giocare, deve inserirlo e concedergli delle possibilità. L’arrivo del kosovaro ha inevitabilmente tolto spazio e occasioni a Caicedo, che invece meriterebbe di giocare e sembra per ora di livello superiore. Serve chiarezza anche in questo caso. Se si partecipa alla Champions e in rosa occorrono quattro attaccanti, è giusto che Inzaghi scelga privilegiando i meriti e le necessità. Il Panterone sta ricevendo offerte. Nonostante Tare smentisca, non è un segreto che si sia lamentato. La Lazio non intende cederlo e fa bene: sarebbe un autogol clamoroso. A gennaio, febbraio e marzo ci sarà bisogno dei suoi gol e del suo contributo.

RINNOVO. Non può esserci futuro senza presente. E il primo segnale la Lazio deve darlo convincendo Simone a prolungare il contratto in scadenza a giugno. Servono un altro sforzo e un rilancio economico, la proposta iniziale non è stata ritenuta soddisfacente dal tecnico, che s’interroga dopo cinque anni ad altissimo livello se è giusto proseguire o meno a Formello. Vorrebbe vedere maggiore convinzione da parte di Lotito. La Lazio, per i risultati raggiunti e per quello che rappresenta Inzaghi, non dovrebbe permettersi di perderlo. Significherebbe tornare indietro, sapendo che diventerebbe complicato sostituirlo portando a Formello un tecnico del livello di Allegri, tanto per citare un allenatore da grandissimo club ancora a spasso: lo stipendio del livornese è fuori portata.

Entusiasmo Inzaghi

Oggi la miglior soluzione possibile è ancora legata al nome dell’ex centravanti dello scudetto. E in fondo crediamo che la miglior soluzione possibile per Inzaghi sia ancora la Lazio. La partita di San Siro lo dimostra. Non è concluso il lavoro. Ci sono i contratti lunghi di Immobile, Acerbi, Milinkovic e Luis Alberto a garantire un certo tipo di prospettiva. Si può rinnovare il ciclo, anche rinunciando a un big, sapendo dove intervenire. Meglio di chiunque altro lo può fare Simone, legatissimo alla piazza e ancora giovanissimo. Prima o poi si dovrà misurare in un altro club, ma davanti ci sono almeno dieci o quindici anni di carriera. Può ancora andare avanti con la Lazio, magari progettando l’assalto alla vetta con le mosse giuste. Il calcio del Covid e la crisi della Juve lo dimostrano: c’è un equilibrio di cui fa parte anche la squadra biancoceleste. E poi sarebbe un peccato chiudere e salutare una storia lunga vent’anni in una stagione resa triste dagli stadi a porte chiuse. Augurando un sereno Natale a tutti i tifosi della Lazio, ci piace immaginare a settembre-ottobre del 2021 lo sventolio di bandiere biancocelesti con Inzaghi, Immobile e tutti gli altri dentro l’abbraccio dei sessantamila dell’Olimpico, di nuovo in corsa per la Champions e per i primi posti. L’entusiasmo della gente farebbe sparire di colpo qualsiasi dubbio.

Corrieredellosport.it

Categorie
DICHIARAZIONI

Amarezza Inzaghi: “C’è rabbia, abbiamo pagato gli errori su calcio piazzato ma non meritavamo questa sconfitta. Cambi? Immobile e Milinkovic non ne avevano più” (AUDIO)

AUDIO DAZN – #Inzaghi amaro: "Abbiamo concesso gol da palla inattiva, ma qui a San Siro abbiamo avuto il predominio. Il risultato non rispecchia l'andamento della sfida. Errori? Sul primo gol Rebic è saltato libero sul secondo palo, sul gol di Hernandez il sesto marcatore nostro, Luis Alberto, gli ha concesso due metri che sono risultati fatali. Dispiace per i ragazzi perché non era il risultato che meritavamo. Nel finale sembravamo averne più noi nel finale però abbiamo preso quel gol Immobile e Milinkovic non ne avevano più. Gli ho chiesto un sacrificio".

Categorie
SERIE A

Parte male e finisce male, la Lazio vanifica la rimonta e chiude male l’anno

Il Milan non molla mai. E Pioli trova il 26° risultato utile consecutivo. Decide Theo Hernandez all'ultimo respiro con la zuccata vincente che non ha lasciato scampo a Reina. Ma è Inzaghi a pagare le sue scelte, che lo hanno portato a togliere in un colpo solo sia Immobile che Milinkovic-Savic, i due che hanno confezionato lo splendido gol del momentaneo pareggio, proprio nel momento in cui la sua squadra dava l'impressione di poter andare a ribaltarla. Perché la Lazio è stata brava a rimanere in partita dopo il doppio svantaggio. Ma le decisioni del tecnico biancoceleste, con la sosta alle porte, sono apparse cervellotiche. E Pioli ne ha approfittato, capendo il momento di debolezza del collega, chiedendo un ulteriore sforzo al suo Milan: che lo ha accontentato andando a vincere una partita bella e che lascia i rossoneri in testa alla classifica del campionato superando nuovamente l'Inter. All'inizio della stagione era impensabile che a Natale potesse essere questa la classifica di Serie A. 

49'st Finisce qui. Milan vittorioso che torna in testa alla classifica. 

47'st GOL MILANHernandez, colpo di testa vincente sugli sviluppi di un calcio d'angolo. Il Milan passa all'ultimo respiro. 

45'st Saranno tre i minuti di recupero

43'st Entra Hoedt. Esce Patric. 

40'st Sgroppata incredibile di Hernandez, che arriva sul fondo e serve Rebic: sinistro a colpo sicuro e Reina compie un miracolo clamoroso. Poi l'azione continua, e Rebic si trova a tu per tu con il portiere spagnolo ma la conclusione che si perde a lato. Milan ad un passo dal vantaggio. 

37'st Lazio in proiezione offensiva, Lazzari attacca a destra e crossa, Donnarumma è attento e anticipa l'intervento di Pereira. 

35'st Akpa Akpro stende Krunic, fallo d'ammonizione per Di Bello. 

34'st Ammonito Hernandez, che salterà la prossima. Pioli mette mano alla panchina mandando in campo Hauge, fuori Leao. 

32'st Milan chiuso nella propria metà campo in questo momento, la Lazio invece il fraseggio per arrivare dalle parti di Donnarumma. 

28'st Doppio cambio per Inzaghi: fuori Immobile e Milinkovic, dentro Akpa Akpro e Pereira. 

28'st Colpo di tacco di Muriqi, alla "Mancini": Donnarumma è reattivo e si salva. 

27'st Immobile ci prova dal limite dell'area, conclusione deviata in angolo. 

25'st Squadre che sono alla ricerca del gol del vantaggio, entrambe. Partita aperta a qualsiasi risultato. 

20'st Nonostante alcune imprecisioni in fase d'impostazione, la Lazio adesso è in totale controllo della partita. Attacca alta la squadra di Inzaghi che recupera anche il pallone con una certa velocità. 

18'st Cambio per il Milan, esce Saelemaekers, entra Castillejo

17'st Con personalità la Lazio cerca il fraseggio e trova lo spazio per vie centrali. Poi perde palla e Luis Alberto spende il giallo atterrando Calabria. 

14'st GOL LAZIO: Bellisimo gol di Immobile, che al volo, sfrutta l'invenzione di Milinkovic che lo trova davanti a Donnarumma e con piattone mancino non lascia scampo al portiere rossonero. A San Siro è di nuovo parità. 

ilmessaggero.it

Categorie
DICHIARAZIONI

Milan-Lazio 3-2, il tabellino

MILAN-LAZIO 2-2

Marcatore: 10' Rebic (M), 17' rig. Çalhanoğlu (M), 28' Luis Alberto (L), 60' Immobile (L), 92' Theo Hernandez (M)

 

MILAN (4-2-3-1): G. Donnarumma; Calabria (92' Dalot), Kalulu, Romagnoli, Hernández; Tonali, Krunić; Saelemaekers (64' Castillejo, 92' Maldini), Çalhanoğlu, Rebić; Leão (78' Hauge).

A disp.: A. Donnarumma, Tătărușanu, Conti, Dalot, Duarte, Musacchio, Díaz, Frigerio, Colombo.

All.: Stefano Pioli.

 

LAZIO (3-5-2): Reina; Patric (89' Hoedt), Luiz Felipe, Radu; Lazzari, Milinković-Savić (73' Akpa Akpro), Escalante (46' Cataldi), Luis Alberto, Marušić; Correa, Immobile (73' Pereira).

A disp.: Strakosha, Alia, Adeagbo, Armini, Franco, Anderson, Caicedo, Muriqi.

All.: Simone Inzaghi.

 

 

Arbitro: Marco Di Bello (sez. di Brindisi).

Assistenti: Peretti – Fiorito

IU uomo: Sacchi

V.A.R.: Irrati

A.V.A.R.: Paganessi

 

NOTE. Ammoniti: 39' Escalante (L), 41' Krunic (M), 64' Luis Alberto (L), 78' Hernández (H), 80' Akpa Akpro (L), 89' Muriqi (L)

Recupero: 4' pt.

 

 

Serie A TIM 2019-2020, 14ª giornata

Mercoledì 23 dicembre 2020, ore 20:45

Stadio Giuseppe Meazza, Milano

 

  •  
Categorie
ESCLUSIVE

‘QDL’ – Crudeli e Sergio giocano Milan-Lazio: “Gara da tripla, ma Immobile può fare male alla difesa del Milan”

#milanlazio Tiziano Crudeli e Raffaele Sergio in collegamento a ‘QDL’! #Radiosei

T.C – "Il Milan ha bisogno di una conferma contro una squadra molto forte tecnicamente. Giocatori come Milinkovic, Luis Alberto ed Immobile possono fare la differenza in ogni momento. Il Milan ha 15 marcatori diversi, sta sopperendo all'assenza di Ibrahimovic con la qualità del gruppo, anche se alla lunga sta venendo meno un riferimento decisivo. Le difese sono il tallone d'Achille delle due squadre. Il Milan ha subito bene, ma ci sono stati degli errori di posizione dei difensori centrali"

R.S. – "Milan e Lazio meritano i complimenti. I rossoneri hanno fatto un mercato straordinario, c'è stato un bel lavoro di squadra tra Maldini, il club e Pioli. La Lazio è una conferma, sta facendo benissimo, sarà una gara molto equilibrata che può sbloccarsi in qualsiasi momento. Il Milan ha delle mancanze molto pesanti, ma è una squadra organizzata e quadrata"