La reazione sperata non è arrivata e gli Inzaghi, da bravi fratelli, si dividono il bottino. Perché la Lazio, dopo la sconfitta di sabato contro l'Hellas Verona,pareggia a Benevento per 1 a 1. Tare prima della partita aveva chiesto « equilibrio nei giudizi » , in una città in cui «si passa in attimo dalle stelle alle stalle». E se è prematuro parlare di crisi, è oggettivo che la squadra biancoceleste stia deludendo in campionato. Lo dicono i numeri: l'anno scorso, dopo 12 giornate, aveva 24 punti mentre adesso è a quota 18 ( a – 5 dal quarto posto con una partita in più). Ieri a Benevento non è bastato Immobile, autore di un « golazo » , come gli ha urlato Correa. Con una girata al volo Ciro si è preso la scena sotto lo sguardo degli Inzaghi, due che hanno nel dna il fiuto del gol. Ha realizzato l'undicesimo centro nelle ultime 11 partite, Immobile, e ha raggiunto a quota 142 reti totali in Serie A attaccanti del calibro di Pulici, Lorenzi, Ibrahimovic e Bobo Vieri.
Non è bastata però la sua giocata alla Lazio, rimontata a fine primo tempo da Schiattarella. Per la quarta volta in stagione (dopo Udinese, Dortmund e Hellas Verona), i biancocelesti hanno subito il gol nell'ultima azione prima dell'intervallo. Non può essere una casualità, è una questione mentale. Anche perché le reti incassate, se si considera anche il lasso di tempo che va dal 40' al 45', diventano 6. Ora l'ultima settimana prima della sosta natalizia, con le due super sfide contro Napoli e Milan, chediranno tanto ( se non tutto) sul cammino futuro della Lazio in Serie A. Domenica all'Olimpico ( ore20.45) arriveranno gli azzurri di Gattuso, che l'anno scorso hanno battuto due volte su tre la squadra di Inzaghi: nei quarti di finale di Coppa Italia e nell'ultima giornata di campionato. Il tecnico biancoceleste per il delicato scontro diretto contro il Napoli spera di riavere in difesa Acerbi, che sabato sera contro il Verona è uscito dopo aver sentito tirare il bicipite femorale della coscia destra: il centrale azzurro si è fermato in tempo ( al 30') e non ha forzato, evitando così di peggiorare il quadro clinico. Verrà monitorato giorno dopo giorno, ma c'è ottimismo sul suo recupero: lui non molla e farà di tutto per esserci. Sensazioni positive anche su Muriqi: il centravanti, infortunatosi il 24 novembre contro lo Zenit, si aggregherà al gruppo nei prossimi giorni. Diverso lo scenario per Leiva e Fares, il cui 2020 è giunto al capolinea: salteranno i due big match per un guaio muscolare accusato sempre contro il Verona e si rivedranno solo nel nuovo anno insieme a capitan Lulic.
la Repubblica