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RASSEGNA STAMPA

Lotito e Inzaghi più lontani: giorni cruciali per il rinnovo dell’allenatore

Che non fosse proprio un anno facile lo si era capito in estate con il doppio colpo mancato sul mercato: David Silva e Kumbulla. Ora però siamo al gelo di fine anno. Lotito ha la misura colma, Inzaghi non è più felice. Napoli e Milan diventano decisive per salvarsi. Da una crisi nera e da possibili addii anticipati. Un ultimatum arrivato ieri dopo un confronto molto acceso tra i due. Il presidente si è sfogato accusando Simone di scarso rendimento e di una gestione pessima del gruppo. Il tecnico si è difeso parlando di infortuni e di un calendario troppo fitto. Ma come si è arrivati a tutto questo? Galeotto fu il contratto. Ancora nessuna chiamata. Il presidente ha da tempo in mente l'idea di fare una rivoluzione, Simone aspetta e si guarda intorno. Il feeling tra i due, mai così idilliaco, ora è ai minimi storici. Il tecnico biancoceleste aspettava una telefonata di Lotito subito dopo la qualificazione agli ottavi di Champions per mettere nero su bianco il rinnovo. Niente da fare. Qualcosa si era rotto già alla fine dello scorso anno quando alla ripresa del lockdown la Lazio è passata da essere una pretendente per lo scudetto a chiudere al quarto posto. Il trend si sta ripetendo tale e quale e addirittura ora galleggia al nono posto. 
BOTTA E RISPOSTA – Il mancato rinnovo sta condizionando il tecnico che è passato da essere condottiero e parafulmine a elemento della discordia. Anche i tifosi si interrogano. Da diverse partite colpiscono alcune scelte fatte da Simone a cominciare da cambi tardivi passando per alcuni calciatori ignorati, finendo per un modulo che non cambia mai. Poi c'è il capitolo relativo al fatto che giocano sempre gli stessi. E ora si ritrova in difficoltà tra infortuni e gente che deve tirare il fiato. Lotito ha palesato con un silenzio assordante subito dopo la partita contro il Verona tutto il suo disappunto. Ieri è sbottato.
TENSIONI NELLO SPOGLIATOIO- Simone ha perso entusiasmo. Si è arrabbiato all'inizio per il mercato ma poi ha finito per accettarlo e condividerlo. Una sorta di rassegnazione. Il doppio impegno non è facile da gestire e lo scorso anno ha spiccato il volo liberandosi della zavorra dell'Europa League. Farlo con la Champions sarebbe stato un suicidio. E poi bisognava fare i conti con i giocatori scontenti della gestione stipendi e voglioso solo di mettersi in mostra nella vetrina europea più importante. Lo strappo, poi ricucito con Peruzzi, non ha certo aiutato. Luis Alberto sembra ormai lontano con la testa e con i muscoli, così come Milinkovic. Caicedo si lamenta in continuazione perché pretende, e a ragione, più spazio. Non tutti hanno stretto i denti allo stesso modo e così anche tra gli stessi compagni ci sono state polemiche. Ora serve una svolta immediata per non buttare via l'intera stagione.
COMUNICAZIONE, ECCO RAO
La rivoluzione è nell'aria. E le prime avvisaglie cominciano a vedersi. Per la comunicazione istituzionale c'è Roberto Rao ex deputato Udc ed ex membro del Cda di Poste Italiane. Attualmente fa parte del Cda del Monte dei Paschi di Siena. Non è il solo innesto perché a breve arriverà anche un media social manager. Il nome che circola è quello di Tommaso Longobardi che attualmente ricopre lo stesso ruolo per Giorgia Meloni. 
PUNTO SUL CASO TAMPONIIntanto lo scorso fine settimana il numero uno laziale inseme all'avvocato Gentile e il medico Pulcini hanno fatto il punto quella questione tamponi. Dalla procura sportiva non è arrivato nulla e la Lazio è convinta che si arrivi all'assoluzione. 
E. B. – Il Messaggero

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AVVERSARIO

Distorsione ed espulsione: Mertens e Insigne saltano la Lazio

Non bastasse la sconfitta a San Siro dopo aver disputato un'ottima gara, il tecnico del Napoli, Gennaro Gattuso, perde due pedine importanti in attacco per il match di domenica contro la Lazio. Dries Mertens al 16' ha lasciato il campo piangendo per una forte distorsione alla caviglia sinistra, incidente occorsogli dopo aver fatto un cross senza contrasti con l'avversario; il capitano azzurro invece è stato espulso al 27' per aver detto "vai a cagare" all'arbitro Davide Massa in occasione del rigore concesso ai nerazzurri. I partenoepi inoltre, sempre nel reparto offensivo, dovranno fare ancora a meno di Osimhen.  

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SERIE A

Un rigore di Lukaku stende il Napoli. Pari per Milan e Juventus. Stecca il Verona di Juric

Un'Inter cinica batte il Napoli in dieci che spreca tante occasioni e si porta a un punto dal Milan che a Genova colleziona il secondo 2-2 consecutivo recuperando la doppietta di Mattia Destro. Il turno infrasettimanale si tinge di nerazzurro perche' Juve e Atalanta danno spettacolo ma finiscono in parita'. Al momento quindi la serie A vede in fuga le due milanesi e domani la Roma potra' agguantare la Juve al terzo posto se superera' il Torino. Cade il Verona in casa per mano di una Samp in grande ripresa mentre il Sassuolo pareggia a Firenze. Pari spettacolare tra Spezia e Bologna, incolore quello tra Parma e Cagliari. Dopo il pari in recupero col Parma il Milan paga un po' di stanchezza, mena la danza all'inizio, ma le motivazioni scatenano i liguri che difendono la panchina di Maran. Mattia Destro infila Donnarumma dopo una respinta su Shomurodov, ma il pari arriva presto con una stangata di Calabria. Poi Destro concede in bis di testa ripagando la fiducia del tecnico, ma il grande cuore milanista recupera nel finale con Kalulu, che rimedia all'errore nel gol genoano. Molto tattica la sfida tra Inter e Napoli. Piu' geometrici gli ospiti, a vampate i nerazzurri che sfiorano il gol con Lautaro. Grave infortunio alla caviglia sinistra di Mertens, che esce piangendo. Nella ripresa sale in cattedra il Napoli che sfiora il gol con un tacco di Insigne respinto da Handanovic, ma un episodio cambia tutto: Ospina stende Darmian, rigore che trasforma Lukaku e Insigne viene espulso per proteste. L'Inter gestisce e il Napoli in dieci sfiora il pari con Petagna e Di Lorenzo, poi prende un palo con Petagna. Per Gattuso un pari beffardo, per Conte tre punti d'oro. Pari da applausi tra Juve e Atalanta, con Dybala e Gomez all'inizio spettatori (il Papu suscita un vespaio cantando l'inno degli ospiti). Squadre mature e in crescita con la Juve che passa con una bordata di Chiesa , Morata si mangia un gol e allora arriva il pari di Freuler. Poi giganteggia Gollini che vanifica anche un rigore di Ronaldo. Pirlo perde Arthur e medita sui sei pareggi in 12 gare. Resta da sbrogliare la grana Gomez. Dopo tante prodezze stecca il Verona di Juric. Si rilancia la Samp di Ranieri che passa con un gran gol di Ekdal e una super azione in contropiede di Verre. I veneti reagiscono con un rigore di Zaccagni. Nelle altre gare pari tra brividi alla Spezia. I liguri, per la prima volta sul suo campo, prendono il largo con Nzola e Agudelo. Ma il Bologna si avvicina con Dominguez, pareggia con un tiro da lontano di Barrow che poi sbaglia un rigore al 96'. Il Sassuolo domina all'inizio a Firenze e passa con Treore' imbeccato da Berardi, poi i viola reagiscono e trovano il pari con un rigore di Vlahovic per fallo su Ribery. Timidi segni di ripresa dei viola, tra gli ospiti si rivede Caputo. Non ripete la gara di San Siro il Parma e si fa bloccare da un buon Cagliari: di Kurtic e Nandez le occasioni migliori.

ansa.it

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ESCLUSIVE

‘QDL’ – Mazza: “Rischio che la stagione della definitiva crescita si trasformi in quella della fine del ciclo. Berardino: “Dopo lockdown Lazio da metà classifica” (AUDIO)

MAURO MAZZA in collegamento a 'QDL': "Il momento è critico, il rischio che si vive da adesso che da qui a marzo si viva per il doppio impegno con il Bayern Monaco. C'è il rischio anonimato nella stagione del salto di qualità. Il campionato sta andando nel grigiore più totale. Mi piace molto il pensiero di questa sfida proibitiva in cui non c'è nulla da perdere, ma la realtà è che potrebbe diventare la stagione della fine di un progetto, di un ciclo. C'è un concorso di responsabilità, ho iniziato a tremare dopo la traversa del Bruges. Simbolo di sospiro di sollievo, ma anche di fragilità. C'è un problema di crescita e ce l'ha anche Inzaghi che nelle ultime gare non ha saputo valutare la condizione di alcuni singoli. Ora per evitare certi rischi, la Lazio dovrebbe fare punti con Napoli e Milan. Se è stanchezza mentale, possiamo coltivare ancora delle speranze. Se fosse invece un problema fisico sarebbe grave". 

NICOLA BERARDINO (GdS) in collegamento a 'QDL': "In queste tre gare in cui la Lazio doveva portare a casa punti importanti ha raccolto troppo poco. Queste tre partite possono bastare per cambiare la dimensione della stagione. Mi sembrava che la Lazio lo scorso anno avesse superato questo difetto di mentalità, di personalità. Dopo il lockdown abbiamo visto una squadra diversa, per numeri una squadra di metà classifica. Il futuro della Lazio non può non dipendere dal prossimo accesso in Champions, c'è un dislivello eccessivo tra aspettative e risultati. Siamo ancora a dicembre, ci sarebbe del tempo per recuperare il terreno perso. Non so se siamo alla fine di un ciclo, va considerato quanto fatto fino ad ora in Champions. L'età media è elevata, c'è un gruppo di giocatori che va avanti insieme da anni, il rischio può esserci"

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FORMELLO

FORMELLO – Inzaghi riparte con la speranza Acerbi: domani giornata cruciale per il recupero con il Napoli

La Lazio si ritrova nel centro sportivo per una seduta di scarico dopo il match con il Benevento. Simone Inzaghi deve fare la conta con gli indisponibili: si gioca ogni tre giorni, il tour de force non è ancora finito. Ci sono Napoli e Milan in chiusura 2020. Fares e Leiva hanno effettuato i test clinici in Paideia lunedì sera. Nuovi accertamenti verranno svolti nei prossimi giorni. Di sicuro entrambi salteranno, per problemi di natura muscolare, le prossime due partite. 

Discorso diverso per il difensore. Inzaghi spera di recuperarlo per Napoli, al massimo con il Milan. Gli esami dovrebbero aver scongiurato lo stiramento. Con una contrattura e il riposo (ha saltato il match con il Benevento), Acerbi può farcela per domenica. Tra venerdì e sabato la risposta definitiva. Discorso Vedat Muriqi. Oggi ha corso ancora in maniera differenziata, giovedì potrebbe tornare con il gruppo. A quel punto può considerarsi recuperato e convocabile per la sfida al Napoli.

corrieredlelosport.it

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APPROFONDIMENTI

Ifab, via libera alle 5 sostituzioni per tutto il 2021

La regola dei cinque cambi, introdotta dopo la ripresa del campionato in seguito allo stop per la pandemia al fine di recuperare tante partite in tempi brevi senza grosse ripercussioni sui calciatori, diventa sempre più una realtà. Prorogata a luglio, nel corso dell'ultima riunione dell'Ifab ((International Football Association Board), è stato deciso di protrarla fino al 31 dicembre 2021 per le competizioni di alto livello nazionali e al 31 luglio 2022 per quelle internazionali.

corrieredellosport.it

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APPROFONDIMENTI

Non c’è Lazio senza Immobile: Ciro trascina, il resto fa fatica

Sempre presente, anche affaticato non molla e segna reti da cineteca: come sottolinea il Corriere dello Sport, non c’è Lazio senza Ciro Immobile. Anche ieri, nel pareggio in casa del Benevento, la nota positiva della sera è il gol-prodezza dell’attaccante laziale. Ieri ha siglato la marcatura numero 137 con la maglia biancoceleste e nel 2020 ha partecipato a 16 reti in trasferta, tra cui 2 assist. King Ciro quindi si conferma il trascinatore della banda Inzaghi, che ora ha l’imperativo di rialzarsi e recuperare punti in campionato.laziopress.it

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APPROFONDIMENTI

La peggiore partenza dell’era Inzaghi: ora la prossima Champions diventa un miraggio

"Lazio, pari a Benevento. E' il peggior avvio della gestione Inzaghi". Questo il titolo che dedica Il Messaggero all'interno ai biancocelesti nell'edizione odierna. 4 punti nelle ultime 4, 18 in 12 partite: è la peggiore partenza di sempre per Simone. Il limbo nel quale si trova la Lazio li vede fuori da ogni piazzamento europeo ed il problema sta diventando la qualificazione alla Champions League, non la sfida al Bayern nehli ottavi: non centrarlo certificherebbe un anno negativo. In più la difesa ha subito il settimo gol nel finale di primo tempo. Un pareggio maturato anche per un Benevento non in serata di grazia che ha sprecato molto.

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SERIE A

Lega A: ad un passo la firma con i Fondi Cvc-Advent-Fsi. Tamponi: addio al laboratorio unico

«Siamo alle porte di una svolta storica per il calcio, non possiamo vanificare il lavoro di mesi con la fretta di chiudere». Andrea Agnelli, membro del comitato che a nome della Lega sta trattando con i fondi Cvc-Advent-Fsi, ha spiegato ai presidenti in assemblea la necessità di chiarire ancora alcuni punti prima di arrivare alla firma sul contratto. Restano da verificare aspetti commerciali, fiscali e di competenze della governance prima di giungere alla fumata bianca, prevista a inizio gennaio. I club, con le casse in debito d'ossigeno, avevano approvato il 19 novembre le condizioni presentate dal consorzio dei tre fondi di private equity: 1,7miliardi per diventare soci al 10% nella media company creata per gestire e commercializzare i dirittitv. Il tempo stringe: venerdì i presidenti, di nuovo in assemblea, dovranno approvare il bando per i diritti domestici, che verrà pubblicato nei primi giorni della prossima settimana. Con Sky costretta a ridimensionare gli investimenti dopo che la sentenza del Consiglio di Stato ha respinto il ricorso della tv sancendo lo stop alle esclusive su Internet, si va verso un frazionamento della proposta sia in relazione ai pacchetti sia per le piattaforme. Nel frattempo i club hanno desistito dal proposito di affidarsi a un laboratorio unico per il controllo dei tamponi soprattutto per motivi di costi (200mila euro in più per ogni società). Prosegue la battaglia al razzismo: si è svolto il primo workshoporganizzato dalla Lega di A.

Il Corriere della Sera
 

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Zone Rossa a Natale e Capodanno: il Governo ci pensa ma nessuna presa di posizione ufficiale

«Forse qualche ritocchino ci sarà…». Giuseppe Conte appare ancora indeciso mentre annuncia«qualche misura ulteriore», ma l'ala «dura» del governo vuole un Natale in rosso. Se dovesse spuntarla il fronte della massima cautela guidato da Speranza, Franceschini e Boccia, oggi stesso l'esecutivo potrebbe decidere il lockdown per i giorni festivi e prefestivi delle due settimane più a rischio, dal 24 dicembre al 6 gennaio. Una misura estrema, che declinata rispetto alla vita dei cittadini vorrebbe dire ristoranti chiusi, saracinesche dei negozi non alimentari abbassate e divieto di spostamento nel Comune, se non per urgenza, salute e necessità. In tv a Di Martedì il ministro Francesco Boccia non annuncia regali: «Si fa il cenone di Natale? La mia risposta è no, lo faremo l'anno prossimo. Ipotizzare assembramenti è folle. Noi abbiamo il dovere di salvare vite». Roberto Speranza, che ha fatto il punto a Palazzo Chigi con il premier, punta a «chiudere il più possibile» e altrettanto fermo è Dario Franceschini, per nulla disposto a cercare «mediazioni e compromessi sulla salute degli italiani». Nulla di ufficiale, le fonti però raccontano che tra i ministri, scioccati dagli 846 morti di ieri, si rafforza l'idea di anticipare l'inizio delle vacanze scolastiche al 21 dicembre. Ed è scontro anche sui licei, con una parte del governo che ritiene troppo pericoloso tornare in presenza il 7 gennaio e Italia viva e Movimento Cinque Stelle che preparano le barricate. E si litiga anche sugli assembramenti nelle vie dello shopping. I ministri che spingono per regole più severe vogliono chiudere tutto già da questo weekend, mentre Conte non ritiene giusto impedire di muoversi a chi ha già comprato biglietti ferroviari o aerei. «Sarà dura ottenere il via libera alle misure più restrittive – ammettono i ministri che sostengono la linea del rigore -. Ma se non chiudiamo, a gennaio ci troveremo nel pieno della terza ondata».
Il governo è spaccato su quanto energica debba essere la stretta e anche gli scienziati si dividono.Contrario a indurire troppo perché «le nostre misure stanno funzionando», Conte ha chiesto al Comitat otecnico-scientifico di mettere nero su bianco dove, quando e cosa bisogna chiudere. Ma gli esperti hanno faticato a trovare una linea comune, anche perché non vogliono fare da «foglia di fico» alla politica. Toccherà quindi al governo decidere quanto blindate saranno le feste degli italiani, quali categorie produttive dovranno essere risarcite e quanti soldi serviranno. Sui ristori è polemica e il tema sarà centrale nella Conferenza Stato-Regioni. Il primo incontro video delle 8.30 con i ministri Boccia e Speranza, il capo della Protezione civile Borrelli e il commissario Arcuri servirà a varare il Piano vaccinazioni. Poi la riunione proseguirà sulla stretta natalizia. La zona rossa nei festivi e prefestivi delle due settimane centrali è la richiesta dell'asse rigorista, con la chiusura di negozi e ristoranti dal 24 al 27 dicembre, dal 31 dicembre al 3 gennaio e all'Epifania. Nove giorni di zona rossa per scongiurare aperitivi, cenoni e veglioni. Conte invece si muove, un po' a zig zag, lungo la linea morbida tracciata anche da Italia viva e da parte del M5S: al massimo, una fascia arancione nazionale. Ultima (complicata) ipotesi, colorare di arancione i giorni prefestivi e di rosso i festivi. Per il Viminale la soluzione più sicura è chiudere tutto. «Se teniamo aperto, i controlli sono più difficili e i rischi più grandi», è la linea della ministra dell'Interno, Luciana Lamorgese. Gli scienziati si dicono «molto preoccupati» e avvertono che il periodo natalizio presenta «rischi specifici relativi alla mobilità e alla aggregazione nei contesti familiari e sociali», chiedono «grande prudenza» e suggeriscono di potenziare molto i controlli. Verbale approvato all'unanimità, anche se i tre direttori generali della Salute (Rezza, Urbani e Iachino) si erano rifiutati di firmare perché il Cts non fa cenno a zone rosse o arancioni: «Quattro componenti hanno ritenuto che la formulazione conclusiva non fosse aderente alle proprie posizioni». Il coordinatore Agostino Miozzo prova a ricomporre la spaccatura: «Riunione difficile e intensa, allafine abbiamo raggiunto un punto d'incontro». Oggi tocca al Parlamento. Il capogruppo del Pd Andrea Marcucci chiede alla maggioranza di sostenere lamozione che consente la mobilità tra piccoli Comuni e Italia viva si batte perché le decisioni sianoprese «solo sulla base di dati scientifici certi».
Il Corriere della Sera