Un appuntamento da dentro o fuori, quello della Lazio, che domani si gioca la qualificazione agli ottavi di finale di Champions. All'Olimpico arriva il Bruges (ore 18.55), terzo nel gruppo F con due punti di ritardo sui biancocelesti, che hanno due risultati su tre per passare. In questa vigilia delicata parlerà il tecnico Simone Inzaghi, atteso alle 15 presso la sala stampa del centro sportivo di Formello.
Vigilia importante, è l'apice della tua carriera da allenatore? Come la stai vivendo?
"Senz'altro domani è come se fosse una finale. Solitamente le finali le abbiamo giocate molto bene, speriamo sia così anche domani. Possiamo fare la storia del nostro club, sono vent'anni che non arriviamo agli ottavi".
Correa come sta?
"Oggi faremo allenamento, vediamo la rifinitura. Per Correa e Patric ci sono speranze, ma dobbiamo capire come risponderanno all'allenamento. Sicuramente non ci saranno Muriqi e Lulic".
Alla Lazio potrebbe bastare il pareggio: vi condiziona?
"Assolutamente no, sappiamo che tipo di partita andremo a fare. Chiederò ai ragazzi di giocare con la mente libera, con la consapevolezza di essere forti e di poter battere il Bruges".
La Lazio nella sua storia è andata due volte avanti dopo i gironi di Champions. È il coronamento di cinque anni di lavoro?
"Sì ma non bisogna mai guardare indietro, si può sempre migliorare. Ma è anche giusto non dimenticare quello che abbiamo fatto, oltre la Champions, abbiamo vinto diversi trofei. Domani potremmo mettere un'altra medaglia nella nostra bacheca".
Quanto è crescita la Lazio dalla gara con l'Inter di due anni fa, quando aveva sempre due risultati su tre per centrare il proprio obiettivo?
"A me vengono in mente altre partite fatte bene. La squadra è consapevole di dover fare bene e di dover interpretare la gara di domani nel modo giusto".
Qual è la qualità che apprezza di più nella sua Lazio?
"Lo spirito di squadra, l'unione e la compattezza. Abbiamo avuto infortuni e defezioni, ma ci siamo sempre compattati per fare ottime prestazioni".