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DAL MONDO

Secondo rogo al Lazio Club New York, Bartocci: “Stavamo ripartendo. Sono distrutto: posso solo piangere”

Il primo incendio divampato il 10 febbraio scorso, con le fiamme che avevano distrutto tutto il locale, il ristorante 'Via della Pace' a New York, sulla Settima Strada. Quando il peggio sembrava ormai alle spalle, i lavori di ristrutturazione partiti e la speranza tornata, un nuovo incendio. La scorsa notte. E tutti i sogni di Giovanni Bartocci, imprenditore romano emigrato negli Usa per inseguire il suo sogno, si sono infranti per sempre. Il palazzo del suo ristorante, dove all'interno aveva creato anche il Lazio Club New York, sarà demolito domani. "Non sto bene, non riesco nemmeno a parlare. Non me lo spiego, chi può avermi fatto questo? Una volta può essere sfortuna, ma due no. Non ci credo. Sono sempre andato d'accordo con tutti, mai avuto problemi. Il racket non c'entra, nemmeno la criminalità, tantomeno i romanisti che qui a New York hanno il loro club e con cui vado d'accordo. Sono distrutto, non posso far altro che piangere", lo sfogo all'Adnkronos di Bartocci, classe 1979, che 17 anni fa si è trasferito negli Usa e da 13 aveva dato vita alla sua attività, prendendo in mano il ristorante che aveva fondato lo zio. "O mi ha detto sfortuna nuovamente – spiega – oppure no, c'è qualcuno che magari si è fatto due conti. Forse costava meno la demolizione che la ristrutturazione del palazzo. Non so che dire".
Il ristorante Via della Pace, con il Lazio Club New York annesso, era la sua vita. "Un pezzo di casa che nessuno potrà restituirmi – racconta – un ponte che mi riportava a casa ogni volta, a Roma, che mi faceva sentire meno la mancanza degli affetti. Momenti di gioia che mai nessuno mi potrà ridare. Vedevamo lì le partite della Lazio ogni domenica. Ogni giorno la gente aumentava e così, parallelamente al ristorante abbiamo deciso di creare il club. In poco tempo è diventato il punto di riferimento non solo dei laziali di New York, ma anche degli appassionati di calcio in generale. Tante volte abbiamo festeggiato lì il Natale, abbiamo fatto tanta beneficenza lì dentro, raccolto soldi per chi era in difficoltà- dice ancora Bartocci – E ora non c'è più nulla, niente, uno scheletro che sta per essere abbattuto per sempre. Senza un perché. Dopo il primo incendio a febbraio è stata dura ripartire, con il covid i lavori sono rallentati. A novembre finalmente erano ripresi, stavamo, insieme al mio socio juventino Marco Ventura, programmando la riapertura. Poi quella chiamata, nel cuore della notte: 'Ha ripreso fuoco il ristorante'. In quel preciso momento mi è caduto il mondo addosso definitivamente".
 
"Cosa chiedo ora? Nulla – dice ancora l'imprenditore romano – Anzi, dopo le fiamme di febbraio in tanti ci hanno aiutato. Amici, tifosi, giocatori. Tutti i soldi raccolti li darò per chi è in difficoltà, soprattuto sotto il Natale. Già abbiamo aiutato le mamme senzatetto che vivono sotto al ponte di Brooklyn. Non voglio denaro, ma una cosa la pretendo: il rispetto. E che gli amici italiani ci difendano, che difendano il nostro dolore. Sto leggendo sui social commenti orribili, prese in giro, anche insulti. Non auguro a nessuno quello che è accaduto a noi, è bello fare gli spiritosi da casa. Non abbiamo più nulla e non sappiamo da dove ripartire. Avevamo lavorato tanto per costruire un sogno. Il nostro sogno, a dimostrazione che lo slogan all'estero che gli italiani siano solo mafia e mandolino è quanto di più falso ci possa essere, ci è stato spezzato", conclude Bartocci.
– Adnkronos.com
 

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APPROFONDIMENTI

Eriksson: “Col Bruges vita o morte. Lazio superiore ma la testa fa la differenza”

L'ultimo, o meglio l'unico, a portare la Lazio tra le migliori 16 d'Europa è stato Sven Goran Eriksson. Che poi, a dir la verità lo svedese nell'anno dello scudetto (1999-00) arrivò fino ai quarti, fermato dal Valencia di Cooper. La formula, infatti, prevedeva che dopo il primo girone non ci fossero gli ottavi ma un altro girone da 4 squadre. La stagione successiva (2000-01) i biancocelesti si fermarono proprio a questa seconda fase. A distanza di 20 anni Simone Inzaghi può eguagliare il suo maestro
«Mi renderebbe molto orgoglioso. La Lazio sta facendo molto bene con Simone in panchina. Ormai sono molti anni che allena la Lazio e ha fatto crescere molto la squadra. Domani gioca in casa e sono convinto che possa riuscire a tagliare questo traguardo. Il Bruges è inferiore ai biancocelesti come potenzialità, per questo dico che sono i favoriti e io farò il tifo per loro».
Eriksson come si affrontano queste partite? Su cosa di deve puntare?
«Rispetto al campionato giochi contro squadre che conosci meno. Inoltre non c'è tempo per recuperare se sbagli. E' una partita da vita o morte. Conta tantissimo l'aspetto mentale. E' la testa che farà la differenza. La Lazio è in casa e anche se non c'è il pubblico sarà comunque un fattore determinate. E poi diversi giocatori di questa rosa lavorano da anni per andare in Champions e ora che hanno davanti un grandissimo obiettivo non credo che sbaglieranno partita».
A proposito di testa, in molti hanno criticato la Lazio per i blak out prima delle gare di Champions. Come si evitano?
«Se lo sapessi ora sarei l'allenatore del Barcellona. E' impossibile pensare di vincere tutte le partite. Serve la testa ma non è sempre possibile quando c'è un grande incontro all'orizzonte. E' successo a tutti di perdere. Anche ai più grandi. Bisogna evitarlo ma non è un dramma». 
Per anni si è detto che la Lazio non era in grado di fare il salto di qualità, vedendola in queste ultime due stagioni secondo lei ci è riuscita?
«Credo proprio di sì. Non è facile imporsi in Europa come sta facendo. Non ha perso nessuna partita del girone. Vedo un atteggiamento diverso e una maggiore consapevolezza nei giocatori». 
Vuole dare un consiglio a Simone?
«Simone non ha bisogno di consigli, sa benissimo come si fa a raggiungere il maestro (ride, ndr)».
Guarda spesso le partite della Lazio?
«Quest'anno me ne sono persa qualcuna ma lo scorso anno le ho viste tutte. La squadra gioca alla grande. Il miglior calcio d'Italia. Una squadra imprevedibile e divertente. Poi è sparita quando c'è stato il lockdown. Non so cosa sia successo, non posso dire io se è stato un problema di testa o di altra natura. Però sono convito di una cosa: senza lo stop la Lazio avrebbe vinto lo scudetto».
Occasione persa?
«C'è stata una pandemia, nessuno poteva prevedere questo. C'è rimpianto certo, ma vedo la Lazio pronta per vincerlo. Sono sicuro che prima o poi ci riuscirà».
C'è un giocatore che avrebbe voluto nella sua Lazio?
«Ciro Immobile, facile. Uno che fa 30 gol a stagione chi non lo vorrebbe?».
Eppure qualcuno lo critica
«Ha vinto la Scarpa d'Oro come si può criticarlo? Io l'avrei voluto nella mia Lazio e lo avrei fatto giocare molte volte».
Se lo aspettava un Inzaghi così bravo in panchina?
«Se me lo avessi chiesto 20 anni fa avrei detto di no (ride ancora, ndr). Ma ha fatto un grande lavoro partendo dal settore giovanile. Non mi sorprende che stia facendo così bene, né lui e né suo fratello. Hanno sempre vissuto di e per il calcio».
Da Inzaghi a Mancini, un altro suo discepolo
«Ecco Roberto non è una sorpresa per me. Di lui avrei detto 30 anni fa che sarebbe diventato un grandissimo allenatore. Già ai tempi della Sampdoria. Seguiva tutto. Era giocatore, allenatore, presidente… guidava anche il pullman».
Ha riportato l'Italia a grandissimi livelli
«Ha fatto un super lavoro. Dopo l'eliminazione con la Svezia l'Italia era crollata, lui non solo l'ha riportata in alto ma ha riportato il calore della gente. Credo che sia una delle favorite per vincere l'Europeo». 
Quanta differenza c'è tra fare il ct e l'allenatore?
«Tanta. Quando alleni un club li ha tutti i giorni a disposizione, mentre in Nazionale devi tirare fuori il meglio in quelle poche finestre in cui li alleni. C'è poco tempo a disposizione e per questo non si riescono a fare delle rivoluzioni. Mancini è stato grande anche in questo perché la sua Italia è come se fosse una squadra di club».
Inzaghi, Mancini, Simeone, Conceicao, Mihajlovic… che effetto le fa vedere così tanti suoi giocatori diventare allenatori di successo?
«Non sono stato mica il loro unico allenatore (ride, ndr). Mi fa molto piacere che abbiano fatto tanta strada. E' bello vedere che oltre a quello che abbiamo fatto sul campo ho lasciato in loro qualcosa che gli è stato di aiuto per il futuro».
Tornando al campionato italiano, c'è una favorita quest'anno?
«Mi sembra ci sia molto più equilibrio. La Juve, dopo aver vinto 9 scudetti di fila non sta dominando».
Una serie A più bella?
«Sì, decisamente. Magari i tifosi della Juventus non saranno d'accordo ma per me se ci sono più squadre che lottano è meglio».
Ci faccia una classifica
«Ora c'è il Milan che sta andando molto forte. La Lazio ha recuperato. E comunque occhio sempre alla Juventus. Sono abituati a vincere e anche quando non partono bene poi riescono sempre a rifarsi». 
A proposito di Milan: Ibrahimovic sta facendo cose incredibili
«Nessuno avrebbe immaginato una stagione così a 39 anni. A questa età quello che fa lui credo che possano farlo in pochissimi. Sta sorprendendo tutto il mondo. Anzi dirò di più: sta giocando meglio di 2-3 anni fa».
Eppure non ha mai vinto il Pallone d'Oro
«La sua sfortuna è aver incontrato nella sua epoca due come Messi e Cristiano Ronaldo, altrimenti lo avrebbe vinto quasi sempre lui».
Potrebbe tornare in Nazionale?
«In Svezia sono tutti orgogliosi di lui. Zlatan è il più grande di tutti in patria e per questo in molti stanno facendo il tifo per rivederlo in Nazionale. Glielo stanno chiedendo tutti. Questo però dipenderà da lui e dal Ct Janne Andersson. Credo che sia un peccato che per tutti questi anni non abbia vestito la maglia della Svezia. Ma penso che ora sia arrivato il momento di fare pace».
Finita la pandemia che desiderio ha per il calcio?
«Rivedere i tifosi allo stadio. Il pubblico e gli stadi colorati sono il vero spettacolo. Tornerà per forza perché il calcio è gioia. 
E.B. – Il Messaggero

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DICHIARAZIONI

Portieri, Inzaghi: ā€œNon dimentico Strakosha, quando sarĆ  al meglio si riprenderĆ  il suo postoā€

Al termine di Spezia-Lazio, il tecnico biancoceleste Simone Inzaghi è intervenuto in conferenza stampa dallo Stadio Dino Manuzzi di Cesena: 

“Tutte le partite sono combattute in questo campionato, non è stato semplice. Avremmo dovuto gestire meglio il vantaggio, invece di incassare la rete del 2-1. I ragazzi mi hanno dimostrato la cattiveria agonistica che avevo richiesto in sede di preparazione di questa sfida. Il ruolo del portiere è molto delicato: Strakosha è stato colpito dal Covid-19 per un mese e quando starà al meglio tornerà a prendersi il suo posto. Reina è una guida importante per la squadra e sta giocando molto bene, ma io non dimentico Strakosha che ha giocato con me quattro anni e mezzo dimostrando di essere tra i migliori nel suo ruolo.

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DICHIARAZIONI

Akpa Akpro: “Dimostrata la nostra rabbia, il campionato ĆØ quello che ci può regalare la prossima Champions”

Al termine della sfida con lo Spezia, il centrocampista biancoceleste Jean-Daniel Akpa Akpro è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel

"Quella di oggi era una partita difficile, siamo stati bravi a vincere. Abbiamo dimostrato di avere lo spirito giusto, anche grazie alle parate di Reina. Siamo forti, possiamo vincere ogni partita. Contro l'Udinese abbiamo sbagliato, oggi volevamo dimostrare la rabbia che avevamo. Il campionato è fondamentale, è quello che ci regala la  qualificazione alla prossima Champions League. Giocando ogni tre giorni, dobbiamo essere bravi a recuperare le energie. Non esistono partite facili, lo Spezia aveva già messo in difficoltà grandi squadre. Ruolo? Posso giocare ovunque, sono qui per aiutare la Lazio".

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STATISTICHE

La trentesima vittima di Immobile, spietato con le neo-promosse

I #record di @ciroimmobile17 non finiscono mai: 135 gol con la Lazio, -24 da Piola, 30esima vittima in @seriea, 35 gol su 38 con neopromosse

 

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DICHIARAZIONI

Inzaghi: “Determinate pause non possiamo concederle, ma avevo chiesto tigna e voglia. Attacco in emergenza, non potevo rinunciare ad Immobile” (AUDIO)

Simone Inzaghi, allenatore della Lazio, dopo la vittoria ottenuta in trasferta contro lo Spezia, ha così analizzato la partita ai microfoni di Sky Sport: "Sono soddisfatto perché avevo chiesto voglia e determinazione alla squadra. Sapevamo che si poteva soffrire contro un avversario che gioca molto bene al calcio, ma i ragazzi hanno voluto vincerla, nonostante le 24 ore per prepararla. Sicuramente dobbiamo migliorare perché determinate pause ed errori non possiamo concederceli. Ma eravamo tornati mercoledì alle 5:30 del mattino da Dortmund, giovedì ci siamo ritrovati per bagni e massaggi e ieri già siamo dovuti ripartire per venire qui".

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DICHIARAZIONI

Reina: “Risultato importante e bene caratterialmente, ma ci sono cose che non vanno” (AUDIO)

Al termine del match vinto contro lo Spezia, il portiere della Lazio Pepe Reina ha parlato ai microfoni di Sky Sport: "Lo Spezia è stata la squadra migliore in campo. Ci portiamo a casa il risultato che ci serve tantissimo. Bisogna migliorare. La squadra nel sacrificio e nell'atteggiamento c'è stata ma mancano un po' di cose che dobbiamo rivedere e migliorare". Cosa manca? "Bisogna sederci, rivedere la partita e vedere cosa si fa in settimana. Oggi onestamente sul carattere, sulla voglia e sulla grinta la squadra è stata buona ma ci è mancato qualcosa". Pensavate alla Champions? "Sicuramente inconsciamente qualcosa ti viene da pensare ma le grandi squadre pensano a vincere ovunque vanno e il nostro salto di qualità deve essere quello".

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SERIE A

Sofferenza e cinismo: la Lazio si rilancia anche in campionato

Altri tre punti, dopo una trasferta di Champions durissima: prestazione da big della Lazio che su un campo comunque non semplice come quello della neopromossa Spezia si prende il bottino pieno nonostante la stanchezza e le assenze. Decisiva una prestazione monstre di Milinkovic-Savic nel primo tempo, con palla rubata e assist a Immobile e sigillo su punizione, poi Nzola nella ripresa ha riaperto la gara ma da grande squadra gli uomini di Inzaghi hanno controllato e tenuto in mano il risultato proteggendo fino alla fine una vittoria che poteva essere anche più ampia se Caicedo e Pereira non fossero partiti in offside sui gol annullati. Può recriminare anche Italiano, visti i pali presi da Estevez sullo 0-0 e da Bastoni sull'1-0, ma la sua squadra ha comunque mostrato i tratti di una candidata importante alla salvezza.

Show Milinkovic-Savic: assist e gol, in mezzo due pali Spezia

Torna Chabot in difesa, conferme a centrocampo – ancora fuori Pobega – e in avanti per Italiano. Lazio con la novità Pereira partner d'attacco di Immobile, Correa non è in buone condizioni, in porta c'è Reina: Strakosha ora deve rincorrere per un posto da titolare. E proprio Reina è subito protagonista al 3', quando si allunga a togliere a Estevez la gioia del gol deviando la fucilata dell'argentino sul palo. Gioca bene lo Spezia, ma la Serie A non permette errori e la Lazio è squadra cinica: al quarto d'ora manovra ligure che riparte da Maggiore, su di lui piomba rapace Milinkovic-Savic a rubargli palla e a lanciare immediatamente Immobile nello spazio, scatto palla al piede della Scarpa d'Oro e palla sotto le gambe di Provedel in uscita, un tiro, un gol, 1-0 Lazio. La squadra di Italiano incassa e si rimette a creare gioco, quella di Inzaghi aspetta e controlla in attesa di scatenarsi in velocità negli spazi. Gyasi salta Acerbi e chiude in precario equilibrio la conclusione che poteva essere il pari ma che esce di poco, con le proteste biancocelesti per un fallo precedente su Leiva, poi è Farias a saltare Luis Felipe e trovare la chiusura di Reina davanti. Partita ancora in equilibrio, arriva un'altra grande chance per i padroni di casa: Bastoni prima si becca un giallo, poi ha sul sinistro la palla buona ma è ancora il palo a dire di no ai liguri. Gol mangiato, gol subito, la Lazio non perdona: Immobile buttato giù da Terzi lanciato verso la porta, giallo al capitano dello Spezia e punizione-sentenza di Milinkovic-Savic, assoluto protagonista, fucilata sul primo palo che beffa Provedel. 2-0 al 33', lo stesso risultato con cui si chiude il primo tempo.

La riapre Nzola, gol annullati a Caicedo e Pereira

Si riparte con Marchizza al posto dell'ammonito Bastoni, cambia poco in termini di ordine della gara. Luis Alberto regala un lampo con un tunnel a liberarsi da due avversari, in una giornata complicata per il trequartista spagnolo, mentre a fare la partita sono sempre i liguri: Radu è attento a chiudere sulla linea un tiro cross di un indemoniato Farias. Inzaghi tira fuori Luis Alberto e Immobile per Akpa Akpro e Immobile, lo Spezia continua a crederci e la riapre con Nzola, lanciato da Ricci, che libera il sinistro nell'uno contro uno con Acerbi e piazza perfettamente la palla tra palo e Reina al 64', con la Lazio stavolta a farsi sorprendere scoperta. Italiano si gioca la carta Agudelo, Caicedo in solitaria firma il tris ma viene fermato in offside, entrano Parolo ed Escalante per dare forza a un centrocampo che soffre sotto gli assalti spezzini ma resiste, Agudelo ha la chance del 2-2 ma produce solo un tiro cross bloccato, Pereira nel recupero va a segno ma il Var annulla, poco male per i biancocelesti che tornano a Roma con altri tre punti e mantengono il ritmo delle squadre davanti. corrieredellosport.it

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SERIE A

Spezia-Lazio 1-2, il tabellino: Immobile e Milinkovic decisivi

Il tabellino di Spezia-Lazio 1-2

SPEZIA-LAZIO 1-2

Marcatore: 15' Immobile (L), 33' Milinkovic (L), 64' Nzola (S)

SPEZIA (4-3-3): Provedel; Ferrer, Terzi, Chabot, Bastoni (46' Marchizza); Estevez (90' Mastinu), Ricci, Maggiore (64' Deiola); Gyasi, Nzola (90' Piccoli), Farias (69' Agudelo).

A disp.: Krapikas, Rafael, Erlic, Sala, Bartolomei, Ismajli, Vignali.

All.: Vincenzo Italiano.

LAZIO (3-5-2): Reina; Luiz Felipe (89' Hoedt), Acerbi, Radu; Lazzari, Milinkovic (74' Escalante), Leiva (74' Parolo), Luis Alberto (59' Akpa Akpro), Marusic; Pereira, Immobile (59' Caicedo).

A disp.: Strakosha, Armini, Anderson, Cataldi, Fares, Moro, Correa.

All.: Simone Inzaghi.

Arbitro: Daniele Chiffi (sez. di Padova)

Assistenti: Di Iorio – Muto

IV uomo: Di Martino

V.A.R.: Massa

A.V.A.R.: Ranghetti

NOTE. Ammoniti: 24' Bastoni (S), 32' Terzi (S), 82' Ricci (S), 84' Akpa Akpro (L)

Recupero: 4' st.

Serie A TIM 2020-2021 – 10ª giornata

Sabato 5 dicembre 2020, ore 15:00

Stadio Orogel-Dino Manuzzi di Cesena

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Pre partita, Luiz Felipe: “Concentrazione massima per vincere”

A circa un'ora dal fischio d'inizio di Spezia-Lazio, il difensore biancoceleste Luiz Felipe è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel

"Oggi vogliamo fare una grande partita per risalire la classifica. Dovremo rimanere concentrati, offrendo una prova perfetta come quella di Dortmund. Giocando come mercoledì, faremo sicuramente bene.

Dobbiamo pensare solo al campionato, poi ci concentreremo sulla partita di martedì di Champions League. Lavoro tanto per aiutare la squadra ed anche per segnare qualche gol in più".