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APPROFONDIMENTI

La Lazio e i casi Covid: “Non siamo obbligati a fare nomi. Rispettiamo le regole”

ROMA – In casa Lazio, nell'ultima settimana, ha tenuto banco i casi positivi al Coronavirus. Squadra decimata a Bruges nell'impegno Champions, ancora tanti assenti nella trasferta di Torino nonostante qualche recupero importante. Nessun nome rivelato dalla società. E Stefano De Martino, direttore della comunicazione, ai microfoni di Lazio Style Channel, ha commentato la scelta: “Il problema è sempre lo stesso: molti si fanno condizionare da ciò che leggono o sentono in radio. Noi non nascondiamo e non abbiamo la comunicazione da Unione Sovietica. Ricordo che non siamo in parrocchia, la Lazio è quotata in Borsa e dobbiamo rispondere a delle regole. Ottemperiamo sempre alle norme in vigore. Quello che fanno le altre società non ci interessa". Inzaghi spera di recuperare qualche elemento importante: questa è una settimana fondamentale per i biancocelesti, pronti ad affrontare lo Zenit San Pietroburgo in Champions League e la Juve domenica (fischio d'inizio ore 12.30) all'Olimpico.

Corrieredellosport.it

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FORMELLO

FORMELLO – Tamponi (risultati domani), tanti assenti (anche Fares) ma c’è un bella sorpresa per Inzaghi: Lulic in gruppo dopo 8 mesi

Senad Lulic è tornato in gruppo. Il capitano della Lazio, dopo circa 8 mesi di calvario per una doppia operazione alla caviglia, si allena finalmente con i suoi compagni. Ha saltato solo la partitella finale a campo ridotto per evitare contrasti duri. Il suo ritorno è sempre più vicino. E anche Stefan Radu, fuori per una lesione muscolare, lancia segnali incoraggianti. Entrambi sono fuori dalla lista campionato, andranno aggiunti (al posto di altri due “Over 22”) nell’unica modifica consentita da regolamento da qui sino a gennaio.

Pensando allo Zenit

La mattina a Formello è iniziata con altro giro di tamponi (Uefa e campionato). Poi rosa divisa a metà: in palestra i calciatori impiegati nella partita con il Torino, gli altri in campo, compresi Muriqi e Pereira. L’elenco degli assenti resta comunque lunga. Vavro (non in lista Champions), Escalante, Lazzari, Djavan Anderson e Luis Alberto non si sono visti, così come Fares (uscito malconcio da Torino) e Marusic (stop sabato, niente convocazione nella sfida ai granata). Attesa anche per i tamponi. Gli esiti, in arrivo domani prima della rifinitura, potrebbero “liberare” giocatori importanti per la sfida allo Zenit di Champions di mercoledì.

Corrieredellosport.it

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CHAMPIONS LEAGUE

Zenit-Lazio: fischia il portoghese Artur Dias. VAR: Tiago Martins

Zenit-Lazio, sfida valida per la terza giornata della fase a gironi del Gruppo F di UEFA Champions League, in programma mercoledì 4 novembre 2020 alle ore 18:55 al Saint Petersburg Stadium di San Pietroburgo, sarà diretta dal signor Artur Dias (POR), assistenti: Rui Tavares (POR) – Paulo Soares (POR); IV uomo: Antonio Emanuel Carvalho Nobre (POR); V.A.R.: Tiago Martins (POR), A.V.A.R.: Luis Godinho (POR). Il fischietto lusitano non vanta precedenti con la Lazio, bensì otto precdenti con altri club con questo score: quattro vittorie e altrettanti ko. Una sola gara già diretta con lo Zenit:  il 14 marzo 2019 i russi vennero sconfitti 2-1 in trasferta al Villareal e uscirono dall’Europa League.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

“QUELLI CHE…” – Cardone: “Che peccato non avere i tifosi a Torino. Hoedt? Sul gol di Lukic c’era fallo del torinista”

"QUELLI CHE…" – Giulio Cardone in collegamento: "Ieri il settore ospiti sarebbe venuto giù dopo il gol di Caicedo, penso ai video che intasarono il web dopo la rete vittoria di Cagliari. Hoedt? Decisvo nell'azione del 4-3 saltando di testa avvia la segnatura di Caicedo. Gran partita fino all'errore del momentaneo svantaggio, anche se alcune moviole dichiarano fallo il contatto tra Lukic e l'olandese in occasione del gol del 3-2 per i granata: credo che la situazione si sarebbe potuta sanare con una punizione. La gara di Fares? Troppo spesso viene sovrastato dallo stesso Acerbi, forse l'ex Sassuolo deve limitarsi nel chiedere palla, rischiando così di sovrapporsi al centrale"   

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FORMELLO

FORMELLO – Seduta in mattinata: in attesa dei tamponi si valuta Fares

Dopo la vittoria in rimonta contro il Torino di Giampaolo, la Lazio torna ad allenarsi stamattina in vista del match di Champions mercoledì prossimo, quando i biancocelesti saranno ospiti dello Zenit San Pietroburgo, fischio d'inizio ore 18.55. Il tecnico piacentino valuterà le condizioni di Marusic, non convocato contro i granata, il cui rentro sarebbe certamente utile perché, al momento, sulle fasce Inzaghi non può contare su Lazzari e Djavan Anderson; inoltre, l'esterno mancino, Mohamed Fares, ieri ha lasciato il campo per un fastidio muscolare. Come noto, sarà mattinta di tamponi e la speranza resta quella di avere a disposizione almeno l'ex Spal, oltre a Luis Alberto. Domani all’ora di pranzo la partenza in charter per la Russia, arrivo previsto alle 17. Il rientro avverrà alla fine del match.

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CHAMPIONS LEAGUE

Verso Zenit-Lazio: Inzaghi spera di recuperare Luis Alberto e Lazzari

Non sarà facile per Simone Inzaghi rimettere in piedi la Lazio in vista della tasferta Champions di mercoledì contro lo Zenit di San Pietroburgo. I probblemi maggiori sulle fasce dove l'unico calciatore disponibile ieri, Fares, ha dovuto lascioare il campo per problemi muscolari. Lazzari e Djavan Anderson non si allenano da giorni, Marusi sì ma l'allenatore ha preferito lasciarlo a Roma. Come riporta Il COrriere dello Sport, già stamattiona Formello si trasformerà ancora in un drive-in per testare il gruppo squadra biancoceleste, al tampone Uefa verrà aggiunto anche quello timbrato Figc: grazie a questa scelta, prima del match di Bruges, era stata riscontrata la negatività di Immobile a fronte della positività debole evidenziata dai tamponi effettuati da Synlab, laboratorio unico utilizzato per tutte i club che giocano nelle competizioni europee. Rispetto alla nota di Formello pubblicata ieri, nella quale si parlava di negatività di tutto il gruppo squadra – ma il riferimento era al torpedone diretto a Torino – al gruppo squadra non erano mai stati aggiunti Luis Alberto, Lazzari, Escalante, Vavro e Djavan Anderson; resta da capire lo stato di questi giocatori e chi, tra loro, è risultato positivo al CoVid19, come da nota pubblicata venerdì scorso.  Domenica alle 12.300 all'Olimpico arriva la Juventus, vedremo se la bolla a Formello avrà luogo e fino a quando durerà. Torando alla Champions, dei ciqnue assenti Vavro non ci sarà, è fuori dalla lista, bisognerebbe capire se la quarantena dei giocatori Uefa positivi continuerà anche in vista della gara in Russia, col divieto di scendere in campo. Secondo Piazza Indipendenza, Luis Alberto e/o di Lazzari sarebbero gli unici non sottoposti allo stop di 10 giorni imposto ai positivi aUefa. .  

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CITTA'

Zingaretti e la lotta al CoVid19: “Non credo che un mese di chiusura possa salvare l’anno scolastico”

 "Stiamo tutti lavorando per evitare la misura estrema del lockdown, ma per farlo bisogna rispettare le regole. Dobbiamo salvaguardare le scuole, soprattutto le elementari e medie, ma credo che fare la Dad per un mese può salvare l'anno scolastico". Così il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti a "Mezz'ora in più" su Rai 3, sulla possibile chiusura degli istituti scolastici, vista la crescita giornaliera dei contagi da coronavirus sul territorio laziale. Nel Lazio, infatti, le scuole con focolaio sono 138 cone le ASL che ne hanno temporaneamente chiuse 11 per consentire le necessarie misure di sanificazione. "Chiudere una città o una regione sarebbe una scelta di salvezza, non di punizione", ha poi aggiunto il segretario del Pd da Lucia Annunziata: "Mi scuso per le file chilometriche ai drive in ad agosto ma quelle file ci hanno salvato la vita. Roma per ora tiene, ma è stata la caccia al positivo a togliere il rischio del contagio. Non sarebbe male che la rai informasse i cittadini come comportarsi a casa: non scambiare posate, mantenere un certo rigore. Non credo che oggi siamo in presenza di un rischio di chiusura di tutte le attività, cioè di lockdown, in nessuna delle Regioni". Evitare chiusure totali è dunque il pensiero fisso di Zingaretti, vedremo cosa accadrà nelle prossime ore.

corrieredellosport.it

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ARBITRI

Rizzoli sul disastro VAR: “Quello su Perisic è rigore. Giacomelli sbaglia quando non rivede i due episodi in Milan-Roma”

Dopo una settimana un po' controversa per la classe arbitrale, il designatore degli arbitri, Nicola Rizzoli, ospite a Sky Calcio Club, ha voluto fare chiarezza su alcuni episodi verificatisi negli ultimi giorni e più in generale, raccontare il rapporto VAR-arbitro. Il discorso è partito dal discusso episodio in Inter-Parma con l'atterramento in area di rigore di Perisic da parte di Balogh e con l'arbitro Piccinini che lascia proseguire: "Oggettivamente c’è un rigore, perché l’attaccante prende il tempo al difensore e se il difensore utilizza le braccia per recuperare la posizione, e lo fa fallosamente, è rigore – spiega Rizzoli -. Quanto al VAR sarebbe dovuto intervenire perché il VAR ricerca le cose oggettive, e qua di oggettivo c’è la dinamica (attaccante davanti al difensore) e c'è un braccio che è al di sopra delle spalle dell'attaccante che non può saltare. C’erano le condizioni per intervenire con il VAR. Preferisco ammettere un errore e fare chiarezza". l designatore degli arbitri ha voluto, inoltre, rispondere al dg dell'Inter Beppe Marotta che aveva sottolineato l'impossibilità di comunicare con gli arbitri per comprendere la dinamica di certi interventi o mancati interventi: "Abbiamo istituito una figura, che è una figura federale, di raccordo tra arbitri e società per confrontarci su queste tematiche. Questo ruolo è svolto dall'ex arbitro Gianluca Rocchi che sta andando in tutte le società di A e B per confrontarsi. E' un ruolo ufficializzato dalla Lega tramite fax o e-mail, noi lo abbiamo ufficializzato al raduno di Tivoli. E so che Rocchi ha parlato anche con Piero Ausilio per verificare la possibilità di far visita all'Inter. Si badi bene, Rocchi non è un ufficio reclami ma un'opportunità per migliorarci confrontandoci". l designatore degli arbitri ha voluto, inoltre, rispondere al dg dell'Inter Beppe Marotta che aveva sottolineato l'impossibilità di comunicare con gli arbitri per comprendere la dinamica di certi interventi o mancati interventi: "Abbiamo istituito una figura, che è una figura federale, di raccordo tra arbitri e società per confrontarci su queste tematiche. Questo ruolo è svolto dall'ex arbitro Gianluca Rocchi che sta andando in tutte le società di A e B per confrontarsi. E' un ruolo ufficializzato dalla Lega tramite fax o e-mail, noi lo abbiamo ufficializzato al raduno di Tivoli. E so che Rocchi ha parlato anche con Piero Ausilio per verificare la possibilità di far visita all'Inter. Si badi bene, Rocchi non è un ufficio reclami ma un'opportunità per migliorarci confrontandoci". Si discute molto su quali episodi l'arbitro debba andare a valutare in una 'on field review' e perché in alcuni casi questa non venga richiesta. "Gli arbitri e il VAR vogliono prendere la decisione corretta – ribadisce Rizzoli – Nessuno vuole fare quello che non sbaglia mai. Delle volte le percezioni che ci sono in campo possono essere sbagliate. All’interno del VOR c’è il tecnico e il VAR e certe volte andando alla ricerca del dettaglio si perde il contesto. Semplicemente si deve suggerire un 'on field review' sulle situazioni oggettive. Nel momento in cui il VAR propone un 'on field review' l’arbitro lo accetta sempre. Se uno lo suggerisce è perché ci sono elementi tali da andarlo a rivedere. Nel caso di Perisic in Inter-Parma ci sono due errori (VAR e arbitro)? Indubbiamente". Rizzoli parla anche dell'opportunità di formare delle accoppiate fisse tra VAR e arbitro in modo da favorire una certa armonia e un unione d'intenti, una sorta di feeling rispetto agli interventi da giudicare. "E’ un principio giusto. In Europa c’è sempre lo stesso arbitro con lo stesso VAR e gli stessi assistenti. Si conoscono toni e sensazioni – dice ancora – Ma poi bisogna scendere a un obiettivo che è quello di fare un ricambio generazionale e quindi permettere ai più giovani di fare esperienza con i più anziani. Quest’anno è stata unificata serie A e B e c’è interscambio molto maggiore. E questo porterà sviluppo nella crescita degli arbitri giovani che stanno facendo molto bene. Per le Coppe, i big match ecc. vale il principio di prima ma poi bisogna mescolare un po’ per far crescere i giovani".

sport.sky.it

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RASSEGNA STAMPA

Verso Zenit-Lazio: nuovo giro di tamponi Uefa per la trasferta Champions

Altra competizione, altro giro di tamponi. Oggi nel centro sportivo di Formello nuovi test per rilevare eventuali contagi da Covid. Simone Inzaghi incrocia le dita. Mercoledì si gioca la terza sfida di Champions League in casa del San Pietroburgo, fischio di inizio alle 18:55. In palio ci sono punti importanti in chiave qualificazione. Il tecnico spera di non rivivere un'antivigilia simile a quella del match con il Bruges, con diversi giocatori fermati per positività. Falsi positivi, costretti allo stop per la gara in Belgio, e tornati utili in campionato. Ieri, con un una nota apparsa sul sito ufficiale, la Lazio ha fatto sapere che «tutti i tamponi ripetuti nella giornata di ieri (sabato, ndr), in ottemperanza alle disposizioni normative applicabili, hanno confermato la negatività del gruppo squadra». Tradotto: chi è partito per la trasferta di Torino, dallo staff tecnico ai giocatori, aveva i valori in regola. Non convocati per la sfida con i granata Vavro, Djavan Anderson, Lazzari e Luis Alberto. Il primo non desta preoccupazione: non è in lista Uefa e non parteciperà in ogni caso alla spedizione in Russia. Discorso diverso per gli altri tre. Dall'esito dei tamponi, effettuati secondo il protocollo Uefa che si avvale della SynLab, noto gruppo di diagnostica internazionale, dipenderà la loro convocazione. La speranza è che non ci siano sorprese e brutte notizie. Del resto, anche Simone Inzaghi, nel post gara con il Torino è stato chiaro sulla questione assenze: «Queste sono le difficoltà che credo abbiano anche i miei colleghi – spiega l'allenatore -. In questo momento avrei bisogno di più rotazioni perché giochiamo ogni due giorni e mezzo, e oltre alle difficoltà per il Covid ho timore di qualche infortunio. Ma la situazione è di grande difficoltà». Insomma, un'altra giornata intensa nel Training Center. Le operazioni verranno monitorate dal responsabile sanitario del club, il professor Ivo Pulcini, insieme al presidente, Claudio Lotito. 
V. C. – Il Messaggero

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CITTA'

Addio a Gigi Proietti, Maestro e sorriso della Città Eterna

Ricoverato da giorni in una clinica romana per accertamenti, era stato colpito ieri da un grave scompenso cardiaco. Da subito le sue condizioni erano apparse molto serie. Proprio oggi Proietti avrebbe compiuto 80 anni. In una carriera lunga oltre 50 anni ha spaziato dal cinema al teatro. Memorabile il successo di 'A me gli occhi, please'  "'Nelle prime ore del mattino – spiega la famiglia – è venuta a mancare all'affetto della sua famiglia Gigi Proietti. Ne danno l'annuncio Sagitta, Susanna e Carlotta. Nelle prossime ore daremo comunicazione delle esequie'.

 

LA SCEHDA

Noto anche e semplicemente come Gigi Proietti, è uno dei più spigliati attori, registi, doppiatori e perfino cantanti italiani in circolazione. Insomma, un robusto artista, protagonista di numerosi film e svariate fiction di successo ce con il tempo è diventato una delle personalità più glamour e straordinarie, nonché complete del cinema italiano. Uno specchio nella quale la società italiana contemporanea continua a riflettersi per capire dove stiamo andando. Impegno e serietà anche nella risata.

Formazione

Dopo aver conseguito la maturità classica, si iscrive alla facoltà di giurisprudenza dell'Università La Sapienza di Roma, con l'aspirazione di avvocato. Ma durante quegli anni, trova più piacere nell'esibirsi con la chitarra nei locali notturni della capitale, piuttosto che stare fra i banchi di scuola, infatti, a soli sei esami dati, abbandonerà gli studi e si concentrerà sulla musica imparando a suonare il pianoforte, la fisarmonica e il contrabbasso. Nel contempo, inizia a frequentare il corso di mimica di Giancarlo Cobelli, al Centro Universitario Teatrale, il quale nota subito delle qualità in questo giovane e lo scrittura per uno spettacolo d'avanguardia: "Can Can degli italiani".

 

Gli anni della dolce vita

È il 1963 e Proietti comincia a frequentare l'entourage di artisti che rendono più viva e comica Roma: Ercole Patti, Luigi Malerba e Ennio Flaiano del quale metterà in musica l'aforisma "Oh come è bello sentirsi…". L'anno dopo, continua il suo percorso teatrale, ma sempre con ruoli marginali, cimentandosi con il Gruppo Sperimentale 101, sotto la direzione di Antonio Calende, di Cobelli e anche dello sceneggiatore e scrittore Andrea Camilleri. Vestito da upupa, porta in scena "Gli uccelli" di Aristofane (1964) e, quattro anni dopo, dopo una faticosa gavetta diventa protagonista de "Il Dio Kurt" e "Operetta", messi in scena al teatro Stabile de L'Aquila. Nel frattempo, si sposa con Sagitta Alter, guida turistica svedese, dalla quale avrà due figlie: Susanna e Carlotta. Comincia a bazzicare anche la televisione, facendosi dirigere da Flaminio Bollini nel film tv La maschera e il volto (1965) accanto ad Aldo Giuffrè.

 

 

Debutto sul grande schermo e successo teatrale

Debutta sul grande schermo grazie ad Alessandro Blasetti, il quale lo dirige ne La ragazza del bersagliere (1967) con Leopoldo Trieste, Renato Salvatori, Franca Valeri e Rossano Brazzi. Entrato nel circuito di Cinecittà, lavora in alcune pellicole di Pasquale Festa Campanile, ma anche ne L'urlo (1968) e DR0Pout (190) di Tinto Brass. Comincia a farsi conoscere anche all'estero, infatti, Sidney Lumet lo dirigerà ne La virtù sdraiata (1969) con Omar Sharif e Anouk Aimée. E dopo Una ragazza piuttosto complicata (1969) di Damiano Damiani, tocca finalmente la notorietà quando viene chiamato a sostituire Domenico Modugno (si disse per un incidente, ma in realtà era per i dissapori con Renato Rascel) nella commedia musicale "Alleluja brava gente" di Garinei & Giovannini, nella parte di Ademar. Finalmente, si impone come attore di primo piano, almeno a teatro! Perché al cinema dovrà faticare ancora molto per trovare una sua collocazione come protagonista, passando da Brancaleone alle crociate (1970) e La mortadella (1971) di Mario Monicelli, a L'eredità Ferramonti(1976) e Bubù (1971) di Mauro Bolognini.

 

 

La radio e ancora tanto teatro

Elio Petri, Luigi Magni e Alberto Lattuada sono due degli autori che lo dirigono nei primi anni Settanta, poi Gigi Proietti decide di dedicarsi alla radio con il notevole e celebre successo di "Gran Varietà" dove porta tre dei suoi migliori personaggi, senza ovviamente smettere di accompagnarsi con la sua chitarra nei numerosi sketch. Non abbandona il teatro e porta in scena: "La cena delle beffe" (1974), "A me gli occhi please!" (1976, che sarà uno dei più grandi successi e che tornerà in scena nel 1993, nel 1996 e nel 2000), "Come mi piace" e "Leggero leggero" (1991). Canta, si dirige, recita lunghi e spassosi monologhi, imita, balla. Il pubblico italiano è passo di lui e artisti come Federico Fellini ed Eduardo De Filippo lo stimano e lo ammirano. Fellini pensò proprio a lui quando ebbe in mente di girare Il Casanova di Federico Fellini, ma poi assegnò la parte a Donald Sutherland (sebbene proprio Proietti ne curò il doppiaggio).

 

 

Mandrake lo inserisce tra gli attori della commedia all'italiana

Dopo la commedia musicale un po' scandalosa Bordella (1976) di Pupi Avati, arriva il suo ruolo più bello, quello dell'indossatore Mandrake, appassionato di ippica e scommesse, nella pellicola di Steno Febbre da cavallo (1976) che, considerato un vero e proprio cult, avrà persino un seguito: Febbre da cavallo 2 – La mandrakata (2002), diretto dal figlio di Steno, Carlo Vanzina (vincendo il Nasto d'Argento come miglior attore protagonista). Da quel momento, Proietti, entra ufficialmente fra gli interpreti principali della commedia all'italiana con Casotto (1977) e Due pezzi di pane (1979) di Sergio Citti, Mi faccia causa (1984) di Steno, Non ti conosco più amore (1980). Volto comico apprezzato anche all'estero non ha difficoltà a recitare in Qualcuno sta uccidendo i più grandi cuochi d'Europa (1978), giallo rosa di matrice franco-americana, e neppure in Un matrimonio (1978) di Robert Altman.

 

 

Direttore del Brancaccio e scopritore di talenti

Nel 1978 diventa direttore artistico del Teatro Brancaccio di Roma, creando un proprio Laboratorio di Esercitazione sceniche dal quale usciranno artisti come: Enrico Brignano, Chiara Noschese, Flavio Insinna, Rodolfo Laganà, Francesca Nunzi e Gabriele Cirilli. Nel 1981, lavora nello sceneggiato "Fregoli", ispirato alla vita del trasformista Leopoldo Fregoli, poi diventa anche presentatore di varietà come "Fantastico 4" (1983) e "Di che vizio sei?" (1988). Grandissimo amico di Vittorio Gassman, recita accanto a lui e suo figlio Alessandro in Di padre in figlio (1982) e negli anni Novanta debutta come regista televisivo con una delle prime sitcom italiane: Villa Arzilla, che racconta le vicende di un piccolo gruppo di pensionati (Ernesto Calindri, Marisa Merlini, Caterina Boratto) in una casa di riposo. E visto il successo come regista, continua con il film tv Un nero per casa (1998, del quale ricordiamo l'assurda polemica creata da un'esponente politica per la parola "nero" dentro il titolo, che infatti giustamente si è sgonfiata), con il telefilm Un figlio a metà (1992, che poi fu bissato da Un figlio a metà un anno dopo) e con la sitcom Italian Restaurant (1994).

 

 

Il grande successo del Maresciallo Rocca

Diretto da Bertrand Tavernier in Eloise la figlia di D'Artagnan (1994), trionfa inaspettatamente nella serie televisiva Il Maresciallo Rocca, creato dalle penne di Laura Toscano e Franco Marotta e diretto da Giorgio Capitani, nel quale l'attore interpreta il ruolo di Giovanni Rocca, maresciallo dell'arma dei Carabinieri. Il successo sarà così mostruoso che avrà ben cinque sequel realizzati fra il 1998 e il 2005. Ma non solo marescialli nella sua carriera che si arricchisce anche di avvocati (il telefilm L'avvocato Porta) e tanto doppiaggio dal Genio del cartone animato della Disney Aladdin (1993) alla vittoria del Nastro d'Argento per il miglior doppiaggio maschile per Casinò (1995), dove presta la sua voce a Robert De Niro.

 

Ritorna alla commedia

Torna alla confortevole commedia all'italiana, quella diretta dal veterano Mario Monicelli in Panni Sporchi (1999) e degli ormai maturi Vanzina in Le barzellette (2004). Sempre per i Vanzina gira i due cinecocomeri Un'estate al mare (2008) e Un'estate ai Caraibi (2009) e nel 2010 la loro ultima commedia L'amore è una cosa meravigliosa. L'anno successivo fa parte del cast di Box Office 3D, parodia dei maggiori successi cinematografici degli ultimi anni, per la regia di Ezio Greggio In seguito Alessandro Gassmann lo vorrà come protagonista de Il premio, mentre nel 2019 Garrone lo chiamerà per il ruolo di Mangiafuoco nel suo Pinocchio. Personalità multiforme, scombiccherata, sessantottina, libero di costumi, ha scaldato veramente il cuore degli italiani con il suo istrionismo, la sua poesia, i suoi sonetti, la sua esuberanza e la simpatia. Riservatissimo sulla vita privata, coriaceo quando si tratta di lavoro, ha invaso il campo dell'arte con indomita bravura e una sobrietà che suggerisce di perdersi nella leggerezza della vita. Meriterebbe grandi elogi, una vera laudatio da parte della nostra intera nazione, Gigi Proietti à lo strepitoso erede dell'eccellente Ettore Petrolini. Speriamo in una gloriosa "santificazione" del mondo dello spettacolo per la sua fantastica e irriducibile presenza.

ANSA.IT