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Rizzoli sul disastro VAR: “Quello su Perisic è rigore. Giacomelli sbaglia quando non rivede i due episodi in Milan-Roma”

Dopo una settimana un po' controversa per la classe arbitrale, il designatore degli arbitri, Nicola Rizzoli, ospite a Sky Calcio Club, ha voluto fare chiarezza su alcuni episodi verificatisi negli ultimi giorni e più in generale, raccontare il rapporto VAR-arbitro. Il discorso è partito dal discusso episodio in Inter-Parma con l'atterramento in area di rigore di Perisic da parte di Balogh e con l'arbitro Piccinini che lascia proseguire: "Oggettivamente c’è un rigore, perché l’attaccante prende il tempo al difensore e se il difensore utilizza le braccia per recuperare la posizione, e lo fa fallosamente, è rigore – spiega Rizzoli -. Quanto al VAR sarebbe dovuto intervenire perché il VAR ricerca le cose oggettive, e qua di oggettivo c’è la dinamica (attaccante davanti al difensore) e c'è un braccio che è al di sopra delle spalle dell'attaccante che non può saltare. C’erano le condizioni per intervenire con il VAR. Preferisco ammettere un errore e fare chiarezza". l designatore degli arbitri ha voluto, inoltre, rispondere al dg dell'Inter Beppe Marotta che aveva sottolineato l'impossibilità di comunicare con gli arbitri per comprendere la dinamica di certi interventi o mancati interventi: "Abbiamo istituito una figura, che è una figura federale, di raccordo tra arbitri e società per confrontarci su queste tematiche. Questo ruolo è svolto dall'ex arbitro Gianluca Rocchi che sta andando in tutte le società di A e B per confrontarsi. E' un ruolo ufficializzato dalla Lega tramite fax o e-mail, noi lo abbiamo ufficializzato al raduno di Tivoli. E so che Rocchi ha parlato anche con Piero Ausilio per verificare la possibilità di far visita all'Inter. Si badi bene, Rocchi non è un ufficio reclami ma un'opportunità per migliorarci confrontandoci". l designatore degli arbitri ha voluto, inoltre, rispondere al dg dell'Inter Beppe Marotta che aveva sottolineato l'impossibilità di comunicare con gli arbitri per comprendere la dinamica di certi interventi o mancati interventi: "Abbiamo istituito una figura, che è una figura federale, di raccordo tra arbitri e società per confrontarci su queste tematiche. Questo ruolo è svolto dall'ex arbitro Gianluca Rocchi che sta andando in tutte le società di A e B per confrontarsi. E' un ruolo ufficializzato dalla Lega tramite fax o e-mail, noi lo abbiamo ufficializzato al raduno di Tivoli. E so che Rocchi ha parlato anche con Piero Ausilio per verificare la possibilità di far visita all'Inter. Si badi bene, Rocchi non è un ufficio reclami ma un'opportunità per migliorarci confrontandoci". Si discute molto su quali episodi l'arbitro debba andare a valutare in una 'on field review' e perché in alcuni casi questa non venga richiesta. "Gli arbitri e il VAR vogliono prendere la decisione corretta – ribadisce Rizzoli – Nessuno vuole fare quello che non sbaglia mai. Delle volte le percezioni che ci sono in campo possono essere sbagliate. All’interno del VOR c’è il tecnico e il VAR e certe volte andando alla ricerca del dettaglio si perde il contesto. Semplicemente si deve suggerire un 'on field review' sulle situazioni oggettive. Nel momento in cui il VAR propone un 'on field review' l’arbitro lo accetta sempre. Se uno lo suggerisce è perché ci sono elementi tali da andarlo a rivedere. Nel caso di Perisic in Inter-Parma ci sono due errori (VAR e arbitro)? Indubbiamente". Rizzoli parla anche dell'opportunità di formare delle accoppiate fisse tra VAR e arbitro in modo da favorire una certa armonia e un unione d'intenti, una sorta di feeling rispetto agli interventi da giudicare. "E’ un principio giusto. In Europa c’è sempre lo stesso arbitro con lo stesso VAR e gli stessi assistenti. Si conoscono toni e sensazioni – dice ancora – Ma poi bisogna scendere a un obiettivo che è quello di fare un ricambio generazionale e quindi permettere ai più giovani di fare esperienza con i più anziani. Quest’anno è stata unificata serie A e B e c’è interscambio molto maggiore. E questo porterà sviluppo nella crescita degli arbitri giovani che stanno facendo molto bene. Per le Coppe, i big match ecc. vale il principio di prima ma poi bisogna mescolare un po’ per far crescere i giovani".

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