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FORMELLO

FORMELLO – Domani la ripresa in campo, attesa per i tamponi decisivi che si svolgeranno in mattinata

La Lazio sta valutando la possibilità di chiedere il rinvio del prossimo match di campionato contro il Torino, partita valida per la sesta giornata di Serie A in programma domenica alle ore 15.00. In casa biancoceleste – come noto – c'è un cluster di positivi al Covid-19 probabilmente superiore alle 10 unità (mancano comunicazioni ufficiali da parte del club) che ha costretto Inzaghi a disputare la trasferta in Belgio contro il Club Brugge – gara terminata 1-1 – con soli 13 giocatori della prima squadra. Dunque, la Lazio, per stessa ammissione del direttore sportivo Igli Tare – non sa ancora con quanti giocatori potrebbe, eventualmente, giocare a Torino. In questo senso – riporta Sky Sport – fondamentali i tamponi che verranno effettuati al gruppo squadra domattina: una volta arrivati i risultati (sempre domani in giornata o al più tardi sabato mattina), sarà possibile fare il punto della situazione e capire se ci saranno le possibilità per chiedere il rinvio (la condizione è che ci siano almeno 10 casi negli ultimi sette giorni dal primo caso di positività). tuttomercatoweb.com

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APPROFONDIMENTI

Correa versione NBA, quando il Tucu diventa decisivo nel momento più difficile

Un gol atteso tre anni. Un gol che può significare tanto per un giocatore di grande classe, ma ancora alla ricerca del definitivo salto di qualità. Joaquin Correa non segnava in Champions dal 13 settembre del 2017. Non fu un gol qualsiasi: per lo stadio in cui si concretizzò, per l’avversario, per l’importanza della partita. L’attaccante della Lazio, all'epoca in forza al Siviglia, siglò infatti ad Anfield la rete del definitivo 2-2 tra la sua squadra e il Liverpool. Una rete bella e importate che, in quel momento, sembrava fare da preludio a una serie di altre prodezze. Invece il feeling di Correa con la Champions (iniziato nella stagione precedente col gol segnato al Leicester, sempre col Siviglia) si interruppe sul più bello. Ci sono voluti tre anni per riavviarlo. Tre anni nel corso dei quali Correa ha cambiato squadra, tornando in Italia, da dove (sponda Sampdoria) era cominciata la sua avventura europea. Tre anni nel corso dei quali il Tucu è cresciuto e maturato. Così, al nuovo appuntamento con la Champions, non si è fatto trovare impreparato. Subito un assist decisivo (per Immobile) nel primo match contro il Borussia Dortmund, quindi la rete che ha portato i biancocelesti in vantaggio a Bruges ieri sera ed è servita a conquistare un pareggio insperato viste le tantissime assenze.

 

 

Mancava mezza Lazio in Belgio, con defezioni pesanti come quelle di Immobile e Luis Alberto. Ci ha pensato proprio Correa ad attutire le conseguenze di queste assenze. Non solo con il gol, ma più in generale con una prestazione da giocatore brillante e maturo. Consapevole di un ruolo di leader che le circostanze gli imponevano. Sarà anche per questo che, dopo la rete, ha deciso di esultare in maniera diversa dal solito, più rabbiosa che gioiosa. Ha mimato il gesto del ghiaccio nelle vene, indicando il numero 3, come fanno alcuni giocatori di Nba quando vanno a canestro da tre punti. Per rivendicare una freddezza sottoporta, la cui mancanza è sempre stata considerata la sua grande lacuna. Se oltre che giocatore di tecnica raffinata diventa pure un cecchino infallibile Correa si pone sullo stesso livello delle migliori seconde punte che giocano in Europa. A Bruges ha dimostrato di esserlo, l’aria della Champions, finalmente ritrovata, può aiutarlo a completare il percorso di crescita, a compiere il definitivo salto di qualità.

Gazzetta.it

 
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AVVERSARIO

Torino, problemi fisici per Linetty e Gojak

Con gli ottavi di Coppa Italia in tasca per il Torino arrivano due brutte notizie. La gara di ieri con il Lecce (vinta 3-1 ai supplementari grazie alla doppietta di Verdi) ha lasciato in eredità a mister Giampaolo una contusione al piede destro per Karol Linetty che verrà valutata nuovamente nelle prossime ore e un affaticamento muscolare al flessore della coscia sinistra per Amer Gojak. Per il mediano polacco, nell'allenamento odierno che ha visto una seduta defaticante per chi ha giocato ieri, solo terapie. Per chi è rimasto fuori dalla gara contro i giallorossi, invece, una sessione tecnica.

Corrieredellosport.it

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TIFOSI

Bruges, 25 tifosi denunciati: hanno salutato la squadra prima del match con la Lazio

Un pomeriggio un po’ movimentato quello di mercoledì, a poche ore dal match con la Lazio, nel centro sportivo del Bruges. Alcuni tifosi, una cinquantina, si sono radunati per incitare la squadra mentre era all’interno della propria sede. E hanno iniziato a sparare fumogeni e petardi. I residenti di zona hanno subito chiamato la polizia. Risultato: 25 sostenitori denunciati, più altri ricercati per aver infranto il divieto di assembramento (dettato dalle misure Covid-19) e l’utilizzo di materiale pirotecnico, vietato nelle vicinanze di impianti sportivi. Corrieredellosport.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Abbate (Il Messaggero): “Speranze di recuperare Lazzari ed Immobile per il Torino. No alla richiesta da rinvio” (AUDIO)

AUDIO 'NMM' – Ascolta l'intervento di Alberto #Abbate (Il Messaggero): "Lotito è assolutamente contrario all'eventualità di chiedere il rinvio della gara con il Torino e tra l'altro a termini di norma non ci sono neanche i presupposti per chiederlo. Bisogna avere 10 casi Covid in squadra per giocarsi il jolly. Speranze di riavere Lazzari ed Immobile per il Torino nel caso in cui risultassero 'falsi positivi"

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FORMELLO

FORMELLO – Evitare rischi, seduta di scarico annullata

Intanto, la Lazio è tornata ieri notte dalla trasferta in Belgio, con Inzaghi intenzionato comunque ad annullare l'allenamento di scarico previsto per questo pomeriggio, un po' per assenza di giocatori a disposizione, un po' per evitare ulteriori rischi. 

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ARBITRI

Torino-Lazio, fischia Chiffi: i precedenti

La 6ª giornata di Serie A TIM Torino-Lazio, in programma domenica 1° novembre 2020 alle ore 15:00 allo Stadio Olimpico – Grande Torino di Torino, sarà diretta dal signor Daniele Chiffi (sez. di Padova).

Assistenti: Tegoni – Pagliardini

IV uomo: Prontera

V.A.R.: Massa

A.V.A.R.: Alassio

La prima gara in questione risale al 7 febbraio 2019 ed i biancocelesti ospitarono all’Olimpico l’Empoli nella 23ª giornata di Serie A. La gara aveva visto la Prima Squadra della Capitale imporsi sui toscani grazie al calcio di rigore trasformato da Felipe Caicedo.

Successivamente, Chiffi ha diretto anche la gara Lazio-Chievo del medesimo campionato, valida per la 33ª giornata. L’incontro del 20 aprile scorso si è concluso sul 2-1 per i clivensi. Infine, nel corso di questa Serie A TIM, l’arbitro di Padova ha diretto il 13° turno dei biancocelesti, nel quale la Lazio è riuscita a sconfiggere il Sassuolo per 2-1 al Mapei Stadium. Il fischietto veneto ha infine diretto le vittorie biancocelesti dello scorso campionato su Sassuolo e Sampdoria, terminate rispettivamente 1-2 e 5-1.

 

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RASSEGNA STAMPA

Il protocollo Covid19: cosa resta a 130 giorni dal via al campionato post lockdown

La Serie A, come tutte l’Italia, è ostaggio del Covid 19. I casi continuano a moltiplicarsi, tracimando spesso in autentici focolai: è successo prima di tutti al Genoa, oggi il caso di scuola è la Reggiana, in Serie B, con 29 positivi. Ma anche Milan, Inter e Lazio hanno numeri significativi. La sensazione nitida è che, a 130 giorni dalla ripresa del campionato dopo il lockdown, i protocolli per la sicurezza dei calciatori sembrano già superati.

Il protocollo sbiadito

Nell’ultima parte della scorsa stagione, quella subito dopo la “Fase 1”, in Serie A non si era registrato nemmeno un caso. Si ripartì seguendo alla lettera un protocollo, definito dalla Lega Serie A e validato dal Comitato tecnico scientifico del governo, e tuttora in vigore: il testo prevede che la squadra che abbia un positivo possa comunque giocare il campionato, ma dopo l’isolamento domiciliare del giocatore contagiato e aver chiuso il gruppo squadra chiuso in una “bolla”, nel centro sportivo o in una struttura precedentemente indicata, come un hotel, senza contatti con l’esterno. Sempre più spesso però questo non succede: Inter, Roma e Milan, solo per citare gli ultimi casi, con autorizzazione dell’Autorità sanitaria, territoriale o locale che sia, hanno ottenuto la possibilità di concedere ai calciatori di rompere la "bolla" e dormire in casa. Una deroga al protocollo – che è già deroga di per sé – ma che pone una questione: il Cts ha permesso lo svolgimento delle partite nonostante i casi di positività solo alle condizioni previste dal protocollo. Chi autorizza le società che agiscono in deroga a scendere comunque in campo? Domanda ancora più pertinente dopo il caso di Juve-Napoli, quando Serie A e Figc hanno discusso proprio un parere vincolante di una Asl in ragione del protocollo.

Il “modello” Roma

Quello che molti pensano e nessuno dice è che, senza test continui, la “bolla” possa essere addirittura controproducente. Il rischio infatti è di chiudere in un gruppo ristretto che passa le giornate insieme, anche chi tra un tampone e quello successivo – col nuovo protocollo passano anche sette giorni – può essere diventato positivo. La Roma sta studiando una soluzione per superare il rischio: il club ha infatti scelto di sottoporre ogni giorno tutto il gruppo squadra a tamponi antigenici e ha ingaggiato un infermiere che possa effettuarli a Trigoria: meno invasivi, con risultati immediati e un’attendibilità del 96%, permettono di individuare subito un caso e isolarlo prima che venga in contatto coi compagni, in attesa di fare il test molecolare di conferma. Anche altri club hanno iniziato a informarsi: il sistema dovrebbe permettere (il condizionale è obbligatorio, col Covid) di prevenire la formazione di focolai interni. Non solo, il club applica anche alla Primavera il protocollo previsto dalla Lega Serie A per un totale di oltre 8mila tamponi effettuati da maggio.

Il laboratorio sotto esame

Un altro falso positivo nei test Uefa. Il laziale Pereira è solo l’ultimo calciatore che vede farsi comunicare una positività sospetta prima di una gara internazionale, poi smentita dal secondo tampone. Una settimana fa era capitato all’interista Hakimi con coda polemica, visto che aveva dovuto saltare il match col M’gladbach. E in precedenza con l’Italia ad El Shaarawy e a due giocatrici della Nazionale femminile. Il minimo comune denominatore è il laboratorio di analisi Synlab, scelto dalla Uefa per tutti i propri test, dalle competizioni per club a quelle per nazionali. Problemi simili li avevano riscontrati anche la nazionale irlandese e i kosovari del Prishtina. Il “problema” sarebbe la quantità di virus: nei test Uefa la soglia è molto bassa, partendo dall’idea che è “meglio fermare un sospetto positivo che lasciare andare uno che potrebbe esserlo”. Il problema è che cariche virali molto basse potrebbero essere la spia di un falso positivo. E, molto spesso, il tempo per eseguire un altro test di conferma non c’è.

la Repubblica

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

“QUELLI CHE …” – Cardone: “Ipotesi rinvio match col Torino è molto lontana. Si spera di recuperare Lazzari (AUDIO)

Giulio Cardone e Giancarlo Oddi in collegamento – Tra oggi pomeriggio e domani mattina la Lazio effettuerà un nuovo ciclo di tamponi. C'è fiducia su Strakosha e Cataldi, mentre sulle positività Uefa si pensa di poter recuperare Lazzari, avendo l'esterno registrato una carica virale molto bassa; infine anche Patric è da valutare perché ieri ha accusato giramenti a fine primo tempo. L'ipotesi rinvio per Torino è molto lontana, ricordo che per chiederlos erve la positività certa di 10 giocatori”.

 

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APPROFONDIMENTI

Covid19 a Formello: si attendono i tamponi di venerdì per confermare le positività Uefa

Capire quanto è accaduto in casa Lazio in merito ai tamponi di lunedì mattina, quelli della Uefa, resta un affare complicato. I calciatori risultati positivi al test molecolare – dovrebbero essere Immobile, Luis Alberto, Djavan Anderson e Lazzari, ma il condizionale è d'obbligo – sono stati messi in isolamento fiduciario, ognuno nel proprio domicilio, non a Formello. Al momento quindi, non ci sarebbero positività di appartenenti al Gruppo Squadra Lazio, riconducibili ai tamponi obbligatori come da protocvollo Figc-Cts. Laddove nei prossimi test, previsti a Formello per venerdì, alcuni dei calciatori risultassero positivi, a quel punto il soggetto contagiato verrebbe isolato, mentre il resto del Gruppo Squadra finirebbe nella cosiddetta bolla. A specificarlo è il docimento della Commissione Medico Scientifica Federale, denominato “Indicazioni per la ripresa degli allenamenti…”, datato 22 maggio. Più precisamente, al paragrafo 5, “Situazioni specifiche”, si legge quanto segue: “Qualora, durante il periodo di ripresa degli allenamenti di gruppo, ci sia un caso di accertata positività al COVID-19, si dovrà provvedere all’immediato isolamento del soggetto interessato. Inoltre, si dovrà provvedere a pulizia/sanificazione generale secondo le disposizioni della circolare n. 5443-22 febbraio 2020 del Ministero della Salute. La mappatura degli ulteriori contatti del Soggetto Positivo seguirà le prescrizioni del SSN. Da quel momento, tutti gli altri componenti del GRUPPO Squadra verranno sottoposti ad isolamento fiduciario presso una struttura concordata; saranno sottoposti ad attenta valutazione clinica sotto il controllo continuo del Medico Sociale, saranno sottoposti ad esecuzione di Tampone (anche rapido) ogni 48h per 2 settimane, oltre ad esami sierologici da effettuarsi la prima volta all’accertata positività e da ripetersi dopo dieci giorni, o secondo periodicità o ulteriore indicazioni del CTS. Nessun componente del suddetto GRUPPO Squadra potrà avere contatti esterni, pur consentendo al gruppo isolato di proseguire gli allenamenti”. In sostanza, per capire chi sia stato realmente positivo non resta che aspettare venerdì prossimo. Da sottolineare che i giocatori "positivi" per la Uefa, in caso di tamponi negativi successivi, sarebbero eleggibili per la serie A. 

G.L.P. – Laziofamily.it