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APPROFONDIMENTI

Acerbi si sdoppia, ora è un fattore anche quando si sgancia

Francesco Acerbi, un perno difensivo pronto a cambiare veste vestendo anche i panni di jolly offensivo. Lo stop di Radu ha agevolato i tempi di una mossa tattica d’Inzaghi studiata già tempo con il Leone biancoceleste spostato sulla sinistra pronto a coprire e a dare supporto nella fase offensiva. In quella posizione con l’Inter ha fornito l’assist per il pareggio di Milinkovic, con il Borussia Dortmund ha chiuso ogni varco. Il rientro di Luiz Felipe dal problema alla caviglia nel ruolo non più di esterno destro, ma di centrale potrebbe rendere definitiva la nuovo scelta tattica con Acerbi pronto anche ad aiutare maggiormente Fares ancora in via d’inserimento. Inzaghi ragiona sulle novità, forse da riproporre già domani sera con il Bologna. Lo riporta La Gazzetta dello Sport 

laziopress.it

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CALCIOMERCATO

Bastos saluta, ceduto negli Emirati Arabi: 800 mila euro alla Lazio

La Lazio saluta Bastos: il difensore è stato infatti ceduto all'Al-Ain, club degli Emirati Arabi.Il classe 1991 originario dell’Angola, 2 presenze in questo inizio di Serie A, come raccolto da Manuele Baiocchini di Sky Sport si trasferirà per una cifra intorno agli 800 mila euro.

gianlucadimarzio.com

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Designazioni, Lazio-Bologna ad Irrati: i precedenti

La 5ª giornata di Serie A TIM Lazio-Bologna, in programma sabato 24 ottobre 2020 alle ore 20:45 allo Stadio Olimpico di Roma, sarà diretta dal signor Massimiliano Irrati (sez. di Pistoia).

Assistenti: Fiorito – Zingarelli

IV uomo: Dionisi

V.A.R.: Mazzoleni

A.V.A.R.: Di Vuolo

Il fischietto toscano ha già diretto i biancocelesti in sedici occasioni: il bilancio complessivo dei precedenti è lievemente favorevole alla Lazio che ha vinto in sette di questi match, pareggiato in tre e perso in sei.

L’ultimo incrocio tra Irrati e la formazione biancoceleste risale al 30 dicembre 2018, giorno in cui il direttore di gara di Pistoia diresse la gara Lazio-Torino, terminata 1-1.

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Dalla B al gol in Champions: ecco come Akpa Akpro ha convinto tutti

La favola di Immobile e Akpa Akpro. Il primo ha vinto la sfida con il giovane talento Haaland e si è confermato goleador formidabile anche nell'Europa che conta, inviando un messaggio perentorio a chi è chiamato a sfruttarne adeguatamente le doti in Nazionale. Il secondo ha vissuto una serata indimenticabile, contro il Borussia Dortmund piegato con merito dalla Lazio all'Olimpico: in pochi mesi è passato dalla Serie B con la Salernitana al gol di ieri sera in Champions. Prodezza decisiva, anche, perché i tedeschi avevano ridotto le distanze e stavano spingendo forte per trovare il pareggio. È stato a quel punto che un inserimento di Jean-Daniel Akpa Akpro, servito alla perfezione da Immobile in versione assist-man, ha chiuso la gara: sinistro letale – è ambidestro – e 3-1. Pensate che gioia per questo centrocampista di origini ivoriane, nato a Tolosa 28 anni fa e che proprio del Tolosa in Ligue 1 è stato capitano poco più che ventenne, dimostrando una personalità fuori dal comune. Con la nazionale ivoriana nel 2015 aveva vinto la Coppa d'Africa, sembrava lanciato verso una brillante carriera quando una micidiale pubalgia infranse il sogno: un anno di stop e il buio.

Dal tunnel lo ha tirato fuori la Salernitana di Lotito e del ds Fabiani, che gli ha concesso un'occasione. Sfruttata. L'anno scorso è stato il miglior centrocampista della Serie B, così la Lazio ha pensato di portarlo in ritiro ad Auronzo: a Inzaghi piaceva, era giusto provarlo. Ha funzionato. Al punto che Akpa Akpo è entrato nella lista sia della Serie A che della Champions, un altro momento felice. Inzaghi e il ds Tare sono entusiasti del suo modo di lavorare in allenamento: la concentrazione, l'impegno, l'applicazione hanno convinto il tecnico a puntare su di lui come riserva di Milinkovic, non uno qualsiasi. Mediano e mezzala, l'ivoriano è bravissimo nel recuperare palloni per poi proporsi in avanti. In poco tempo ha saputo conquistare l'affetto e la stima dei compagni. E dopo il gol al Borussia, i tifosi – che lo avevano accolto con scetticismo – hanno capito che il ragazzo ci sa fare e merita fiducia.

Ma la vittoria con il Borussia l'hanno costruita soprattutto i Fab Four della Lazio, cioè Milinkovic, Luis Alberto, Correa e Immobile, con l'imprescindibile sostegno di un ritrovato Leiva, playmaker moderno, "cattivo" e intelligente. Anche la sua, in qualche modo, è una favola: il brasiliano non riusciva a riprendersi dopo un'operazione al menisco, il ginocchio si gonfiava dopo ogni allenamento, è stato fuori a lungo e – a 33 anni suonati e dopo mille battaglie – ha dovuto affondare il suo proverbiale tackle pure sui pensieri negativi. Invece riposo e terapie estive hanno prodotto l'effetto sperato e ora eccolo lì, a prendere per mano la Lazio in una notte da brividi. Dimenticato il tracollo di Genova in campionato, la squadra biancoceleste non ha alcuna intenzione di partecipare alla Champions da comparsa: Simone Inzaghi, contratto incredibilmente in scadenza, vuole vivere anche la sua, di favola.

Repubblica.it

 

 

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La vocazione europea del 3-5-2 di Inzaghi: ecco perché la continuità e la rigidità del modulo pagano in Champions

Mezz’ora, anzi quasi l’intero primo tempo, da applausi. Triangoli, combinazioni, tocchi di prima. Bellissima e accecante la Lazio al debutto nei gironi di Champions League. Uno spettacolo. Autentica lezione di calcio ai tedeschi del Borussia Dortmund, sbilanciati e presuntuosi. Qualità altissima di palleggio e ripartenze, trainate dagli scatti di Immobile e Correa, dai ricami di Luis Alberto e Milinkovic, dalle percussioni di Fares e Marusic. Leiva teneva alto il pressing, come è accaduto quando la Scarpa d’Oro ha sbloccato il risultato, strappando il pallone dai piedi di Bellingham. E Acerbi, traslocato nel ruolo di Radu, sembrava una furia. Sulla fascia sinistra, con la spinta del difensore azzurro e di Fares, più le intuizioni di Luis Alberto, la Lazio ha creato i presupposti per tirare fuori una prestazione sontuosa, asfaltando i gialloneri con una mezz’ora da favola. E qui entra in ballo la vocazione europea di Simone Inzaghi e il valore aggiunto del 3-5-2. Puoi sbagliare una partita come è successo a Marassi, soprattutto se ti mancano gli esterni di ruolo (ecco la vera fragilità biancoceleste: ne ha solo tre di livello in attesa di Lulic), ma alla lunga la continuità di lavoro paga. Si è visto benissimo in Champions, dove l’intesa, i meccanismi consolidati e la capacità di trovarsi sul campo a occhi chiusi hanno permesso alla Lazio di sorprendere il Borussia Dortmund. Non ci si può e non ci si deve meravigliare della trasformazione rispetto al crollo di Genova. Contano lo spirito e le motivazioni, certo. E’ cresciuta l’attenzione in fase difensiva e la disponibilità collettiva al sacrificio e alle coperture. Ma si gioca anche un altro tipo di calcio, molto meno tattico rispetto alla Serie A. I gialloneri hanno concluso la partita con il 65% di possesso palla senza essere quasi mai stati pericolosi, tolte le iniziative di Erling Haaland, un fenomeno vero, perché abbina una velocità irresistibile a un fisico gigantesco. Forse già oggi è il centravanti più forte del mondo. Il Borussia Dortmund faceva paura quando teneva palla e saliva verso l’area, ma era totalmente inesistente quando giocava la Lazio. Sancho non ha mai contrastato Acerbi, Reus inesistente nella fase di non possesso. E poi il centrocampo a due in cui si infilavano tutti. Favre ha schierato due centrocampisti centrale contro il trio, anzi la linea a cinque, della Lazio. Uno era il belga Witsel, un ex trequartista, un tempo quasi considerato seconda punta. L’altro era l’inglese Bellingham, 17 anni: per quanto si possa ritenere un futuro asso e sia stato pagato 30 milioni, era all’esordio in Champions e lo ha sofferto al punto di essere sostituito nell’intervallo. Il calcio è una combinazione di qualità tecniche e organizzazione tattica. In Champions giocano gli assi e per questo motivo Ronaldo ha tirato fuori le sue migliori prestazioni con la Juve senza riuscire a trascinarla in finale, ma gli spazi si allargano, c’è minore organizzazione tattica, si aprono le praterie verso la porta. L’ideale per il gioco della Lazio, letale in campo aperto e nell’attacco alla profondità ispirato da Immobile e Correa. A Bruges forse sarà un altro tipo di partita, i belgi sanno sporcare la manovra e rendere complicato il palleggio, ma la vocazione europea del 3-5-2 di Inzaghi rappresenta una garanzia, un po’ come è successo all’Atalanta di Gasperini. Nel campionato italiano tutti si difendono meglio e si possono trovare a volte difficoltà inattese. Il plus, ovviamente, lo hanno assicurato la prestazione super di Leiva e la diversità di Luis Alberto e Milinkovic, superiori di una spanna ai centrocampisti del Borussia Dortmund. Se girano quei tre, la Lazio diventa irresistibile. Lo sapevamo già e la notte dell’Olimpico ci ha restituito l’immagine più bella della squadra biancoceleste, sparita dopo il lockdown. Era solo in pausa, non ai titoli di coda.

corrieredellosport.it

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ESCLUSIVE

‘QDL’ – Ordine: “La Champions toglie energie nella gara precedente di campionato. Serve un salto di tenuta complessiva”

FRANCO ORDINE in collegamento a 'QDL': "Mi ha sopreso la scioltezza recuperata della Lazio. Di conseguenza sono arrivate sicurezza e precisione. E' la dimostrazione pratica di come la Champions possa e debba asciugare energie nella partita precedente e non in quella successiva. Il pensiero del Borussia probabilmente ha condizionato la Lazio a Genova. Il problema è di tenuta complessiva, è qui che la Lazio deve fare un salto di qualità. Affrontare una stagione in cui non puoi mai permetterti di sbagliare impone costanza e mentalità. Prime quattro del campionato? Napoli, Inter, Juventus e Atalanta"

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ESCLUSIVE

‘QDL’ – Barchiesi (Radio RAI): “Che il Borussia rappresenti la svolta come l’Atalanta lo scorso anno!” (AUDIO)

MASSIMO BARCHIESI in collegamento a 'QDL': "Ci risiamo, si rigioca ogni tre giorni. La classifica del girone di Champions è positiva, ora c'è subito il Bologna ed è fondamentale non sbagliare. A Genova la Lazio era oggettivamente in emergenza, mi auguro che la gara vinta ieri sera possa avere la funzione di quella di un anno fa contro la Sampdoria. Dal punto di vista dei rapporti e psicologici la Lazio non arrivava al meglio alla gara con i tedeschi, speriamo che si possa ripetere quanto visto una stagione fa"

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ESCLUSIVE

‘QDL’ – Zazzaroni (Dir. CdS): “Scatto mentale della Lazio, il Borussia può essere la svolta per ritrovare la vecchia Lazio” (AUDIO)

IVAN ZAZZARONI (Dir. Corriere dello Sport) in collegamento a 'QDL': "Se i club non rispettano il protocollo ed i numeri peggiorano, è chiaro che ancheil calcio rischia lo stop. Siamo in mezzo ad una tormenta, continuamo a assistere a opinioni contrastanti, c'è terrorismo psicologico, oggi la gente ha paura. E' stata sorprendente la facilità che ha avuto la Lazio nel battere il Borussia. C'è stato uno scatto mentale, penso che quanto accaduto possa aiutare la Lazio a ritrovare i contenuti del pre lockdown. I tedeschi mi sono sembrati presuntuosi, ma per la squadra di Inzaghi potrebbe davvero essere la svolta. Non so quale sia la vera Lazio, certamente quella prima della sosta era bellissima. E' ripartita male, ma chi gioca la Champions ha la possibilità di cancellare una mini crisi. Credo ci siano condizioni importanti"

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Leiva, record di anticipi. E svela: “Ecco perché ho chiesto la maglia a Haaland…”

Lucas Leiva è il muro mobile della Lazio. Fa schermo davanti alla difesa, in Champions League contro il Borussia Dortmund ha respinto praticamente tutti gli assalti centrali degli avversari. E quando non li ha sfidati nell’uno contro uno, il brasiliano era in anticipo. Il dato che riporta Lazio Page fotografa la sua grande prestazione: 7 anticipi sul pallone effettuati nella notte dell’Olimpico, praticamente lo stesso numero di tutti i giocatori del Borussia messi insieme. Numeri da record per un giocatore fondamentale per Inzaghi.A fine match Lucas Leiva ha chiesto e ottenuto la maglia di Erling Haaland. Nel post partita poi, la rivelazione ai microfoni di Lazio Style Channel: “Il ragazzo ha un futuro splendido davanti. Diventerà uno dei più forti del mondo. La maglia me l’ha chiesta mio figlio perché è innamorato. Dovere di papà". Regalo speciale per il piccolo Pedro, tifosissimo del Liverpool e della Lazio. Ma il suo idolo gioca con il Borussia Dortmund. Ha segnato contro i biancocelesti, ma papà Lucas ha avuto la meglio sul campo.corrieredellosport.it

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FORMELLO

FORMELLO – Pereira ancora out, differenziato per Lazzari: il recupero è più vicino

Bel clima a Formello il giorno dopo la vittoria con il Borussia Dortmund per la Lazio, che si rimette subito a lavoro per la partita casalinga di sabato sera contro il Bologna. Assenti, oltre ai titolari della partita di ieri sera, Caicedo, Escalante, Cataldi, Lulic, Radu, Andreas Pereira e Vavro. Presente Lazzari con un lavoro differenziato. Per la squadra lavoro in palestra, torello e combinazioni con cross e tiri in porta. laziopress.it