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ARBITRI

Designazioni: Samp-Lazio ad Orsato. Ecco i precedenti…

La 4ª giornata di Serie A TIM Sampdoria-Lazio, in programma sabato 17 ottobre 2020 alle ore 18:00 allo Stadio Luigi Ferraris di Genova, sarà diretta dal signor Daniele Orsato (sez. di Schio).

Assistenti: Meli – Bresmes

IV uomo: Giua

V.A.R.: Massa

A.V.A.R.: Alassio

Il fischietto veneto ha già diretto i biancocelesti in 38 occasioni: il bilancio di quest’ultime sorride alla Prima Squadra della Capitale. In 14 circostanze la Lazio ha ottenuto i tre punti, in 15 ha pareggiato ed in 9 è uscita sconfitta.

Nell'ultima stagione, il fischietto di Schio ha già arbitrato la Lazio in occasione del settimo turno di campionato, nel quale gli uomini di Inzaghi pareggiarono per 2-2 con il Bologna, nella decima giornata, vinta dai biancocelesti per 4-0 contro il Torino, nella diciannovesima, vinta dalla squadra di Inzaghi contro il Napoli, nella ventisettesima, persa dai biancocelesti a Bergamo contro l'Atalanta e nella trentaquattresima, persa 2-1 in casa della Juventus.

Orsato, inoltre, ha già arbitrato una gara tra Sampdoria e Lazio: il precedente risale al 24 novembre del 2013, giorno dell'1-1 di Marassi. Per lui anche tre precedenti disputati allo Stadio Olimpico, con due vittorie biancocelesti ed un pareggio

Daniele Orsato, infine, vanta un primato biancoceleste: dal suo triplice fischio nella finale di Coppa Italia del 2013 è scaturita la vittoria nel derby del 26 maggio.

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SOCIAL

Immobile e le critiche: “Io non mollo mai”

Due gol sfiorati e Ciro Immobile è finito al centro delle critiche dopo la sua partita con l’Italia. Non ha timbrato il cartellino contro l’Olanda, ma si è battuto come fa sempre. La rete non è arrivata, ci sarà tempo. Eppure qualcuno lo ha criticato, come spesso è accaduto in passato: fortissimo con la Lazio, ma in Nazionale non rende. Lui non ci sta. Sui social ha messo la frase dell’ultra-maratoneta Dean Karnazes: “Corri quando puoi, cammina quando devi, striscia se serve, ma non mollare mai”. Ciro è deluso per non aver segnato, per un attaccante il gol è un bene primario. Ma è pronto a rifarsi con la Lazio. Non contro la Sampdoria perché squalificato. Nel mirino c’è il Borussia Dortmund, squadra che non ha creduto in lui. In Champions League ci si va per sognare, ma anche a caccia di rivincite. Immobile non molla e sembra pure molto affamato.

Corrieredellosport.it

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DICHIARAZIONI

Florenzi all’attacco: “Immobile trattato come l’ultimo dei Mohicani” (AUDIO)

"Il gol sbagliato da Immobile? Immobile lo capisco, un pochino gli rode ma sono cose che succedono. . Ciro ha segnato 36 gol nello scorso anno, ha vinto la Scarpa d'Oro, ma ne parliamo come se fosse un giocatore normale. In Italia lo trattiamo come l'ultimo dei Mohicani mentre Lewandowski è santificato in patria. Merita un atteggiamento diverso. Dovrebbe essere un eroe nazionale". Così Alessandro Florenzi difende Ciro Immobile, autore di una prova incolore nel corso di Italia-Olanda 1-1 di Nations League. L'esterno del Psg, in prestito dalla Roma, è entrato in campo nel secondo tempo al Gewiss Stadium: "Chiunque entra deve dare il massimo. Questa sera è toccato a me. Siamo orgogliosi della nostra partita perché abbiamo fatto snaturare l'Olanda che ha cambiato modulo perché evidentemente temeva il nostro gioco", ha concluso Florenzi ai microfoni di Rai Sport. Corrieredellosport 

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RASSEGNA STAMPA

Gioco delle coppie, in attacco si puó: Muriqi in campionato, Immobile-Correa in Champions

Vedat Muriqi viaggia verso la Sampdoria a vele spiegate. L’intesa a Formello con Felipe Caicedo è sempre migliore e va affinandosi al Fersini nel corso della sosta per le nazionali. L’infortunio del kosovaro sembra alle spalle e secondo Il Messaggero il rientro tardivo del Tucu Correa rende oggi l’ex Fenerbahce il candidato numero uno per una maglia da titolare contro Quagliarella e compagni. Nella giornata di ieri un’altra tripletta per il nuovo centravanti, che dovrebbe iniziare dal 1′ a Genova per poi permettere a Inzaghi di cambiare coppia d’attacco nel debutto Champions col Dortmund, quando dal primo minuto ci saranno i riposati Correa e ImmobileMuriqi va di corsa, vuole prendersi la Lazio. Laziopress.it

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RASSEGNA STAMPA

Verso il Borussia, Hitzfeld: “Gara incerta, ma se il Dortmund va in vantaggio… Immobile? Inzaghi deve tenerlo sereno”. Poi retroscena Riedle…

Ha fatto la storia, diventando leggenda. Del Borussia Dortmund, ma anche del calcio tedesco. Nell'unico precedente fra Lazio e Borussia Dortmund (quarti di finale della Coppa Uefa 1994-95) sulla panchina dei gialloneri c'era Ottmar Hitzfeld. Erano due squadre che da lì a pochi anni sarebbero cresciute enormemente: la Lazio, grazie agli investimenti di Cragnotti, arrivò a vincere, fra gli altri titoli, scudetto e Supercoppa Europea. Il Dortmund proprio grazie alla furbizia tattica di Hitzfeld, si impose in Coppa Campioni. “Furono due partite difficilissime – ricorda Hitzfeld –. La Lazio era forte, si vedeva fosse destinata a diventare una top a livello mondiale. Aveva ottimi difensori, ma con Zeman era fortissima ad attaccare. Perdemmo l'andata 1-0 a Roma, fu difficile mantenere la porta inviolata al ritorno".
Il Dortmund ci riuscì, segnando il gol qualificazione al 90' con Riedle, ex di quella sfida…
“Kalle non avrebbe mai lasciato la Lazio. In Italia stava benissimo, anche per quel che riguarda la vita privata. Ci teneva a far bene. In quei giorni l'ho calmato, per lui la Lazio era speciale”.
Inzaghi deve fare altrettanto con Immobile, altro ex?
“È giusto parlare con gli ex nei giorni precedenti la partita. Sono i più coinvolti emotivamente. Inoltre possono dare qualche informazione… Ma credo che Ciro vada frenato. Immagino frema, a maggior ragione con la squalifica in campionato, perché ha tanti giorni per pensare alla sfida col Borussia. L'esperienza in giallonero però lo ha maturato”.
Considera la sua avventura in Germania un fallimento?
“A Dortmund non ha funzionato, ma era la squadra a non vivere una buona annata. Immobile non è uno che salta tre avversari e segna, lui ha bisogno della squadra per far bene, ed è quella che mancò. Lui però anche al Borussia ha dimostrato di avere l'istinto del gol. Quello per me non lo si apprende: o ce l'hai o non ce l'hai. E lui ha vinto la Scarpa d'Oro…”.
Che gare saranno quelle fra Lazio e Dortmund?
“Incerte. Al Borussia manca equilibrio. La squadra è giovane, non abituata alle sfide internazionali. Quando gli avversari hanno qualità va in difficoltà, proprio perché i tanti giovani, inevitabilmente, sono privi di esperienza”.
Mancherà Akanji, ma ci sono Sancho e Haaland…
“Akanji è un'assenza importante. Aiuta nella costruzione del gioco, per me è anche più forte di Hummels. Sostituirlo senza che la squadra ne risenta è impossibile. Haaland mi piace tantissimo: per la struttura fisica che ha è incredibilmente veloce. Per me può raggiungere livelli altissimi, è un calciatore speciale. Oltre ad avere il fiuto del gol, essendo un nordico, è anche molto freddo sotto porta. Sbaglia raramente. Sancho è più altalenante”. Gazzetta dello Sport

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FORMELLO

FORMELLO – Muriqi “risponde” a Correa: tripletta in famiglia. Parolo centrale. Out Pereira ed Escalante

Amichevole con una formazione mista Primavera-Under 18. Vincono i big con le reti di Caicedo, Luis Alberto, Cerbara (doppietta) e Muriqi, che ne fa addirittura tre. Il bomber kosovaro è entrato a regime, si candida per un posto sabato contro la Samp. Non ha i 90’ nelle gambe, ma di sicuro in queste settimane di lavoro sta dimostrando di essere arrivato ad un ottimo stato di forma. Non ci sarà Immobile, squalificato. E Correa, in gol con la sua Argentina, rientrerà insieme agli altri nazionali solo giovedì. Djavan Anderson è il prescelto per una maglia da titolare sulla fascia destra. In difesa Parolo farà il centrale, ai suoi lati Patric e Acerbi. Hoedt si allena da tre giorni, non ha fatto la preparazione e non gioca una partita ufficiale da marzo. Andrà in panchina. Ancora a riposo Andreas Pereira ed Escalante. Sono in dubbio per sabato. Il brasiliano, insieme a Muriqi, verranno presentati ufficialmente giovedì nel primo pomeriggio.

Corrieredellosport.it

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GIUSTIZIA SPORTIVA

Juve-Napoli 3-0 a tavolino, ufficiale la decisione del Giudice Sportivo: “Manca la fattispecie forza maggiore”

Juve-Napoli 3-0 a tavolino: è questa la sentenza appena pronunciata dal giudice sportivo Gerardo Mastrandrea, che ha anche inflitto un punto di penalizzazione alla squadra partenopea, che non si era presentata  a Torino per la partita con la Juve. Per il giudice non c'è, alla luce delle norme sportive, "la fattispecie forza maggiore", ed "è preclusa la valutazione" sulle decisioni dell'autorità sanitaria.

Va precisato che il punto di penalità scatta automaticamente per la mancata presentazione della squadra allo Stadium, mentre resta aperta la questione del rispetto del protocollo anti-Covid da parte del Napoli nei giorni precedenti. Su questo il giudice sportivo ha ritrasmesso gli atti alla procura federale, che su questi si dovrà esprimere. Nel dettaglio emerge "un quadro complicato per il Napoli". "Gli atti delle Aziende sanitarie delineano un quadro che non appare al Giudice affatto incompatibile con l'applicazione delle norme specifiche dell'apposito Protocollo sanitario Figc e quindi con la possibilità di disputare l'incontro di calcio programmato a Torino".
 

Scorrendo ancora il documento, emerge come secondo il Giudice Sportivo il Napoli aveva di fatto "rinunciato" a disputare la partita di Torino contro la Juventus ben prima che arrivasse un definitivo chiarimento della ASL Napoli 2 il giorno 4 ottobre alle 14.13. In particolare il giudice sottolinea come la società campana "fin dalla sera precedente aveva proceduto a disdire il viaggio aereo programmato con apposito charter" e che pertanto "era oggettivamente divenuta impossibile sotto il profilo logistico-organizzativo" arrivare in tempo per la l'orario programmato delle 20.45. Per il Giudice Mastrandera, quindi, il Napoli "non può non sottostare alle sanzioni sportive previste, senza margini di discrezionalità, dalla normativa federale, e dunque alla punizione della perdita della gara con aggiunta di penalizzazione di un punto".

La Repubblica.it

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FORMELLO

FORMELLO – Fares c’è: l’algerino regolarmente in gruppo al rientro dalla nazionale. Contro la Sama fasce affidate a l’ex SPAL e Anderson

Buone notizie da #Formello sul fronte esterni. #Inzaghi può tirare un sospiro di sollievo: #Fares, rientrato dagli impegni con l'Algeria, si è regolarmente allenato con il resto dei compagni, con i quali ha svolto anche la partitella in famiglia. E' disponibile per la Samp, le voci di problematiche al ginocchio e muscolari non hanno avuto riscontro. A meno di contrattempi saranno l'ex Spal e D. Anderson a muoversi sulle corsie esterne a Marassi (Marusic e Lazzari sono out, Lulic out e fuori lista)

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

“NMM” – Abbate: “E’ conclamato che Allegri piaccia tantissimo a Lotito. Ed il tecnico livornese ha tanta voglia di allenare…” (AUDIO)

Alberto Abbate in collegamento con 'Non Mollare Mai”: “La voce su Allegri futuro tecnico della Lazio? Ben venga che i miei articoli creino dibattiti, questo dovrebbe essere uno degli scopi dei giornalisti. Magari si creano fazioni tra chi vorrebbe tenere Inzaghi e chi sogna Allegri sulla panchina di Formello. In ogni caso parliamo di una buona notizia perché, anche se dovesse arrivare Allegri, non abbasseresti la qualità del tecnico della Lazio. Se l'arrivo di Allegri sia fattibile? Lotito questa estate lo ha incontrato a bordo di una barca, è conclamato che piaccia tantissimo a Lotito e che lui lo porterebbe subito. E' un salto che Lotito avrebbe voluto fare già con Bielsa. E' vero che Allegri alla Juventus guadagnava 7,5 milioni netti l'anno, ma il tecnico livornese vuole tornare ad allenarsi e magari acceterebbe anche un taglio importante all'ingaggio, forse anche entrando in corsa”.

 

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DICHIARAZIONI

Tare: “Mercato? Un rito i tifosi scontenti. Amo la Lazio, ora confermiamoci”

La Lazio pronta a riprendere il proprio cammino in campionato e ritornare, dopo 13 anni, in Champions League. Saranno giorno frenetici a Formello. C’è la sfida alla Sampdoria di sabato, poi il Borussia Dortmund. Il ds biancoceleste, Igli Tare, si è confessato in videoconferenza ad una tv albanese: “La scorsa stagione prima della pandemia eravamo i principali candidati a vincere il campionato. Stiamo attraversando un periodo di transizione, non solo noi, ma tutto il calcio europeo. Con il Covid facciamo molta attenzione all'organizzazione del lavoro, ogni giorno cerchiamo di avere contatti più limitati possibili con il mondo esterno, non è una situazione facile. Questa stagione è quella della conferma della Lazio in Champions League e sarà difficile. Ma non ci penso, perché dovremmo pensare al breve e non a lungo termine".

L’offerta del Milan

“La mia infanzia è legata al Milan olandese di Sacchi. Sono stato un tifoso da giovane, ho giocato la mia prima partita di Serie A contro i rossoneri. L'offerta del Milan è arrivata due stagioni fa da Maldini, ma il mio rapporto con la Lazio è fuori dal normale, sono tanti anni che sto a Roma. È stata una relazione nata all'improvviso, come un amore che ti travolge. Ho due figli ed entrambi giocano nella Lazio. Il più grande con la Primavera, il più piccolo con la squadra della sua età. Ma sto attento a intervenire perché la pressione rende tutto più difficile. Cerco di dare il consiglio giusto, ma lascio che faccia le sue esperienze, con errori e senza errori. Comunque è stato difficile per me rifiutare il Milan".

Il mercato

“Quest’anno abbiamo fatto il nostro calciomercato e c'è un rito che si ripete: i nostri tifosi scontenti perché non conoscono la difficoltà nel portare avanti le trattative. Dobbiamo trovare giocatori con le giuste caratteristiche e mentalità, ma anche compatibili dal punto di vista finanziario. L’Albania? Seguo tutto ciò che riguarda il calcio albanese, ma anche quello in Kosovo e Macedonia. Ho ricevuto diverse offerte per lavorare con la nazionale. Per me è un orgoglio contribuire al bene del calcio albanese, ma non ci sono solo io, tanti altri lavorano e non hanno la mia visibilità. La mia infanzia è legata al Partizani, è il club della mia vita. C'è un legame anche con il Flamurtari, di cui ero tifoso ai tempi della squadra d'oro. Le critiche al ct Reja? Lo conosco bene e ha molta esperienza. Il cambio generazionale è necessario, e tutti dovrebbero dare una mano. Il pallone è per tutti, il calcio è per pochi perché non tutti lo conoscono allo stesso modo e le difficoltà sono tante. Si deve capire che questa è una fase di transizione e dobbiamo essere obiettivi".

Corrieredellosport.it