Categorie
RASSEGNA STAMPA

Amarezza Lotito, ma il contratto di Inzaghi è pronto

Un compleanno amaro, quello numero 64 per il presidente della Lazio Claudio Lotito. La Championsè ormai sfuggita a meno di un miracolo, la sua creatura dovrà accontentarsi di un posto in Europa League comunque ancora da certificare, c’è un po’ di delusione per un gruppo che avrebbe potuto fare di più. L’amarezza per l’obiettivo a lungo inseguito ma poi sfuggito non fa cambiare le sue intenzioni. L’accordo con Simone Inzaghi c’è, manca solo l’ufficialità e l’ultimo confronto sui programmi che, inevitabilmente, cambieranno con 30 milioni in meno che avrebbe garantito l’ingresso ai gironi abilmente coppa principale. A meno di clamorosi ribaltoni, ci sarà l’«Inzaghi ter» (ieri cordiale telefonata di auguri), un altro rinnovo, stavolta fino al 2024 con uno stipendio da 2.5 milioni di euro più bonus, a seconda del piazzamento finale della Lazio.
Ieri il presidente ha commentato la sfida persa contro la Fiorentina e il momento atuale dei biancocelesti sui canali ufficiali del club: «Vivo questo compleanno con amarezza per quanto successo a Firenze ma con fiducia. In questo momento c’è bisogno di programmare la propria vita, anche con una prospettiva diversa, visto quello che sta accadendo nel mondo. Sono passati 17 anni da quando ho preso la Lazio, sembra una vita. Festeggiare un compleanno significa rendersi conto che il tempo passa ma avere anche fiducia nel futuro, sia sul punto di vista della salute e cominciare a programmare gli obiettivi personali. I traguardi bisogna centrarli, mi auguro anzitutto che mi assista la salute e che si possano creare le condizioni per festeggiare insieme i successivi compleanni. Mi auguro infine che mio figlio Enrico continui nel mio cammino nel rappresentare i colori biancocelesti». È anche il momento di seguire da vicino le vicende della Salernitana che stasera potrebbe arrivare in Serie A per la terza volta nella sua storia. Lotito la deve vendere entro un mese, le regole federali non lasciano spazio alla doppia proprietà, per questa ragione negli ultimi giorni è stato assorbito dalle vicende del club granata e non ha potuto incontrare Simone Inzaghi per blindare il suo tecnico che ha estimatori in Italia (Juve e Napoli) e all’estero (in Inghilterra i media scrivono del Tottenham). Un appuntamento rin- viato da troppo tempo, ci sarebbe bisogno di chiudere una vicenda che meritava una soluzione anticipata rispetto a quella che verrà nei prossimi giorni. Però, al momento, non ci sono dubbi che il rapporto possa andare avanti: conviene al presidente che non può farsi sfuggire un tecnico che si è cresciuto in casa e, tutto sommato anche a Inzaghi che a Roma vive da tanti anni con la famiglia ed è molto amato da tutti i tifosi biancocelesti. L’attesa continua, si spera ancora per poco.

Il Tempo

Categorie
INFERMERIA

Milinkovic operato al setto nasale: il comunicato del club

Si comunica che nella mattinata odierna il calciatore Sergej Milinkovic-Savic è stato sottoposto ad intervento chirurgico di riduzione della frattura delle ossa nasali riportata nel corso della partita Fiorentina-Lazio. 

L’intervento chirurgico, perfettamente riuscito, è stato eseguito in data odierna presso la Clinica Paideia dal Prof. Piero Cascone e dalla sua equipe alla presenza del Prof. Fabio Rodia. Sslazio.it

Il calciatore verrà sottoposto nelle prossime ore a monitoraggio clinico per quantificare la ripresa dell’attività.

Categorie
DICHIARAZIONI

Acerbi: “Viola meglio caratterialmente. Corsa Champions complicata ma ancora possibile”

Francesco Acerbi, difensore biancoceleste, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky, dopo la partita contro la Fiorentina.

"Il primo tempo è stato buono, loro cercavano di ripartire evitando di darci campo. La Fiorentina ha fatto bene sotto il punto di vista caratteriale, ci hanno lasciato spazi solo centralmente. Nella ripresa ci è mancata lucidità, ci siamo innervositi troppo e non siamo riusciti a ribaltare. Nella ripresa il gioco è stato molto spezzettato, anche a causa di qualche decisione arbitrale.

Peccato perché questa partita andava vinta. Vlahovic fisicamente è forte, sta facendo una grande stagione e può diventare un ottimo attaccante. Adesso testa al Parma, dobbiamo vincerle tutte e sperare che le altre facciano un passo falso. Si complica tutto ma niente è ancora perso, di certo con un altro passo falso finirebbe tutto".

Categorie
DICHIARAZIONI

Amarezza Inzaghi: “Alcuni episodi ed errori difensivi hanno indirizzato la gara. Champions determinata all’andata, ora avanti a testa alta”

Simone Inzaghi, allenatore della Lazio, parla così a DAZN dopo la sconfitta in casa della Fiorentina: "C'è delusione, sapevamo sarebbe stata dura. Il primo tempo l'abbiamo fatto bene, purtroppo alcuni episodi hanno indirizzato la gara. Sul primo gol potevamo difendere meglio, poi nella ripresa si è giocato veramente poco… C'è rammarico. Sapevamo si sarebbero difesi bene, abbiamo creato senza finalizzare poi si è preso un gol in cui abbiamo messo del nostro".

Vi è mancato Lusi Alberto?
"Convive da 25 giorni con un problema alla caviglia ma ha fatto una buona gara. Avevamo problemi importanti: Lazzari ha giocato e stanotte aveva 38 di febbre… Ci sono state occasioni in cui dovevamo difenderci meglio… In più Milinkovic-Savic credo si sia fratturato il setto nasale. Nella ripresa non è più stata una partita di calcio, non si è più giocato. A venti dalla fine poi ho messo Muriqi per avere fisicità, ma non ho voluto rinunciare a Milinkovic-Savic"

Come vi sentite nella rincorsa?
"Abbiamo perso punti nel girone d'andata, ma dalla Fiorentina alla Fiorentina ne abbiamo vinte 14 su 19. Andiamo avanti a testa alta, saremo comunque nelle coppe europee. Certo, per come è andato il primo tempo rimane dell'amaro in bocca".tuttomercatoweb.com

Categorie
SERIE A

La svolta Champions è negativa: Vlahovic e la difesa affossano la Lazio

La Fiorentina batte la Lazio grazie alla doppietta del suo talento più fulgido, Dusan Vlahovic, e avvicina la salvezza portandosi a quota 38 punti in classifica (+7 sul Benevento terzultimo). Brutta battuta d'arresto in chiave Champions League per i biancocelesti, sesti con 64 lunghezze e apparsi davvero poco brillanti in questo quarto anticipo del 35° turno di Serie A disputato stasera al Franchi.

Immobile ci prova, Vlahovic ci riesce – Pronti-via e, dopo una conclusione troppo angolata di Castrovilli al 9', Dragowski all'11' salva già il risultato. Gran palla sul secondo palo da parte di Radu, arriva di gran carriera Milinkovic-Savic, che fa sponda al centro per Correa, tiro dell'argentino e risposta decisiva del portiere polacco. Un primo assaggio di quello che sarà il copione del primo tempo, almeno fino alla mezz'ora. La Fiorentina potrebbe ritrovarsi un'occasione fortuita dopo un errore di Radu, ma Vlahovic al 23' sbaglia il filtrante per Bonaventura permettendo ad Acerbi il recupero. Sono ancora i capitolini così a rendersi pericolosi: prima con un tentativo di Radu sugli sviluppi di un corner di Luis Alberto al 25' e poi con un clamoroso palo di Immobile sempre su tocco verticale di Radu al 26', anche se l'attaccante era in posizione di fuorigioco. La Lazio costruisce e il suo cannoniere sembra avere il piede caldo, però al 32' è la Fiorentina sbloccare il risultato. Errore in fase di disimpegno degli ospiti sulla fascia sinistra, Castrovilli inventa per Biraghi che si inserisce in area e mette dentro un assist al bacio per il giovane Vlahovic, autore con massima freddezza del suo 20° gol in Serie A. Gran movimento da parte del serbo sotto porta, padroni di casa avanti e vicini addirittura al raddoppio – a cinque minuti dall'intervallo – con un tentativo di Pulgar da fuori area che finisce in corner deviato. Bel primo tempo a Firenze, con Immobile da una parte insidioso sul filo del fuorigioco e la truppa di Iachini dall'altra letale invece in ripartenza, oltre che salvata più volte dal proprio estremo difensore.

Ancora Vlahovic, salvezza viola più vicina – Le due squadre rientrano in campo con gli stessi ventidue, ma a differenza della prima frazione di gioco il match stavolta stenta ad accendersi. La Lazio, in svantaggio, prova comprensibilmente a riversarsi nella metà campo avversaria, ma Dragowski può rifiatare dopo i precedenti straordinari su Immobile. Anzi, l'occasione migliore è proprio per la Fiorentina, che al 62' ci prova con una zuccata di capitan Pezzella (fuori di poco) su punizione di Biraghi. Vlahovic cerca nuova gloria con un tiro centrale al 65', mentre sul fronte opposto i biancocelesti conquistano un certo predominio territoriale pur senza mai riuscire a far male. I minuti scorrono, i padroni di casa difendono il risultato a favore con un'intelligente strategia attendista e all'89' chiudono i giochi ancora con lui, Vlahovic (chi sennò?): dopo aver realizzato l'1-0 coi piedi nel primo tempo, il giovane attaccante serbo firma il suo 21° centro in Serie A con un sontuoso stacco di testa su angolo di Pulgar dalla destra. Male, nell'occasione, la copertura di Luiz Felipe, completamente sovrastato dall'avversario per il 2-0 all'89'. C'è ancora tempo, prima della festa viola, solamente per il doppio giallo rimediato da Andreas Pereira, espulso in pieno recupero dopo essere entrato al 64'. Tuttomercatoweb.com

Categorie
SERIE A

Fiorentina-Lazio 2-0, il tabellino: doppio Vlahovic al Franchi

FIORENTINA-LAZIO 2-0

Marcatori: 33', 89' Vlahovic (F)

 

FIORENTINA (3-5-2): Dragowski; Milenkovic, Pezzella, Caceres; Venuti, Castrovilli (90' Martinez Quarta), Pulgar, Bonaventura (73' Amrabat), Biraghi; Ribery (85' Kouame), Vlahovic.

A disp.: Terracciano, Rosati, Martinez Quarta, Malcuit, Barreca, Maxi Oliveira, Eysseric, Callejon, Kokorin, Montiel.

All.: Giuseppe Iachini

 

LAZIO (3-5-2): Reina; Marusic, Acerbi, Radu (75' Akpa Akpro); Lazzari (63' Luiz Felipe), Milinkovic, Leiva (63' Cataldi), Luis Alberto (75' Muriqi), Lulic (63' Pereira); Correa, Immobile.

A disp.: Alia, Strakosha, Musacchio, Patric, Parolo.

All.: Simone Inzaghi

 

Arbitro: Fabio Maresca (sez. di Napoli)

Assistenti: Costanzo – Passeri

IV uomo: Ghersini

V.A.R.: Aureliano

A.V.A.R.: Di Vuolo

 

NOTE: Ammoniti: 5' Venuti (F), 28' Acerbi (L), 44' Vlahovic (F), 58' Pezzella (F), 60' Leiva (L), 66' Marusic (L), 74' Luiz Felipe (L), 77' Pereira (L), 88' Iachini (F), 90' Cataldi (L)

Recupero: 0' pt, 6' st

 

 

Serie A TIM 2020-2021 | 35ª giornata

Sabato 8 maggio 2021, ore 20:45

Stadio Artemio Franchi di Firenze

 

Categorie
DICHIARAZIONI

Pre-match Fiorentina-Lazio, Luiz Felipe: “Felice del rientro, per la Champions c’è solo la vittoria”

A circa un'ora dal fischio d'inizio di Fiorentina-Lazio, il difensore biancoceleste Luiz Felipe è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky:

"Sono felice di essere tornato con la squadra, mi erano mancati tutti molto. Sono stato in Germania ma ho sempre sentito i ragazzi perché abbiamo un grande gruppo, che mi ha sempre fatto sorridere. 

Sappiamo l'importanza di questa gara contro una grande Fiorentina, se vogliamo andare in Champions League però dobbiamo vincere".

Categorie
SERIE A

Fiorentina-Lazio, formazioni ufficiali: nessuna sorpresa nei biancocelesti, Amrabat in panchina

Fiorentina-Lazio, le formazioni ufficiali

FIORENTINA (3-5-2): Dragowski; Milenkovic, Pezzella, Caceres; Venuti, Castrovilli, Pulgar, Bonaventura, Biraghi; Ribery, Vlahovic.

A disp.: Terracciano, Rosati, Martinez Quarta, Malcuit, Barreca, Maxi Oliveira, Amrabat, Eysseric, Callejon, Kokorin, Kouame, Montiel.

All.: Giuseppe Iachini

LAZIO (3-5-2): Reina; Marusic, Acerbi, Radu; Lazzari, Milinkovic, Leiva, Luis Alberto, Lulic; Correa, Immobile.

A disp.: Alia, Strakosha, Luiz Felipe, Musacchio, Patric, Parolo, Cataldi, Akpa Akpro, Pereira, Muriqi.

All.: Simone Inzaghi

Arbitro: Fabio Maresca (sez. di Napoli)

Assistenti: Costanzo – Passeri

IV uomo: Ghersini

V.A.R.: Aureliano

A.V.A.R.: Di Vuolo

Categorie
SERIE A

Fiorentina-Lazio, i convocati di Inzaghi: riecco Luiz Felipe

Il tecnico biancoceleste Simone Inzaghi ha diramato la lista dei convocati in vista della sfida di oggi contro la Fiorentina (ore 20:45) allo Stadio Artemio Franchi di Firenze.

Portieri: Alia, Reina, Strakosha;

Difensori: Acerbi, Luiz Felipe, Musacchio, Patric, Radu;

Centrocampisti: Akpa Akpro, Cataldi, Lazzari, Leiva, Luis Alberto, Lulic, Marusic, Milinkovic, Parolo, Pereira;

Attaccanti: Correa, Immobile, Muriqi.

Categorie
APPROFONDIMENTI

Squalifiche e tribunali civili: ecco cosa può succedere a Juve, Real e Barça

Sono rimasti in tre, Real Madrid, Barcellona e Juve. Resistenti sulle barricate della Superlega. I “giapponesi” che sull’isola deserta sono all’oscuro della fine della guerra, mentre il loro esercito ha già firmato l’armistizio. Che, poi, questa Superlega potrebbero giocarsela in famiglia: gli altri nove club si sono arresi ufficialmente. Senza condizioni. Pagheranno in beneficenza per il tentativo maldestro, si beccheranno mega multe (da 50 e 100 milioni) se dovessero ritentarci. Ora restano in tre. E il fatto che l’Uefa abbia comunicato il patteggiamento significa soltanto una cosa: che Real, Juve e Barça non ci pensano nemmeno a ritirarsi. La prossima puntata — l’apertura del procedimento disciplinare — è imminente. A metà della prossima settimana. L’Uefa vuole imporre uno o due anni di squalifica dalle coppe. Qui si aprirà un’altra battaglia legale per niente facile. Comunque i club sono soli contro tutti: rischiano.

LA RESA – Da giorni l’Uefa ha contatti informali con tutti i ribelli, oltre ad aver inviato una lettera nella quale chiedeva di rinunciare al progetto e impegnarsi con Nyon nella riforma del sistema (che qualche problema deve averlo, se ha portato a questo tentativo separatista). Sono stati facili i colloqui con le sei inglesi, le prime a far saltare il piano. Si sono quindi aggiunte Inter, Atletico Madrid e infine anche il Milan che, delle tre in bilico, sembrava la più propensa a mantenere il punto. Tutte e nove hanno di fatto “patteggiato” accettando le sanzioni di due generi: economiche e di principio. Così rientrano nel sistema.

I PROVVEDIMENTI- I club infatti: 1) accettano la natura vincolante degli Statuti Uefa; 2) riconoscono il metodo sportivo quale criterio per qualificarsi alle coppe; 3) ritornano nell’Eca che è l’unico organismo dei club riconosciuto dall’Uefa; 4) chiudono qualsiasi rapporto con la società della Superlega. Quindi dovranno mettere mano al portafoglio, donando collettivamente 15 milioni in beneficenza per bambini, giovani e il calcio amatoriale; perdendo il 5% dei premi Uefa annuali che saranno redistribuiti nel sistema; e infine, per evitare future “fughe in avanti”, accettando fin d’ora una multa di 100 milioni se giocheranno in un torneo non autorizzato o di 50 milioni se violeranno altri impegni della “Dichiarazione d’Impegno del club”. Dovranno rispettare i principi del memorandum d’intesa con l’Uefa del 2019. E saranno coinvolti nelle riforme post 2024, quando partirà la nuova Champions. Per United, City, Chelsea, Liverpool, Arsenal, Tottenham, Atletico, Milan e Inter il caso è chiuso.

CHAMPIONS- A proposito della Champions a 36 squadre: l’Èquipe ha scritto che i due posti in più, riservati ai club con miglior coefficiente, potrebbero andare invece ad altri campioni. I dettagli del torneo saranno definiti entro novembre, ma all’Uefa fanno notare come questa novità possa aiutare club come Villarreal e Atalanta, che fanno bene nel ranking con i loro risultati, e non necessariamente top club. In ogni caso la formula approvata non è scritta sulla pietra: potrebbe anche cambiare se i club europei rivedessero le loro posizioni. Ma oggi in agenda ci sono altri temi.

LE RIBELLI- Un tema vero: le tre ribelli non hanno nessuna intenzione di recedere. Torna il vecchio discorso delle penali in caso di uscita, previste dal contratto istitutivo della Superlega. Ma avrebbero senso in un’organizzazione che non esiste più? Alla Gazzetta risulta che, una volta via il 70% dei membri, la società si scioglierebbe senza penali. Intanto Juve, Real e Barça minacciano per ora gli ex alleati, chiedendo il pagamento di milioni per aver lasciato la società. Ma verso di loro sta per partire l’inchiesta disciplinare Uefa. Tempi brevi, martedì o mercoledì. Un procedimento per escluderli dalle coppe (uno o due anni): in violazione dell’art.51 dello Statuto che impedisce affiliazioni extra Uefa e per comportamento non etico.

L'ESCLUSIONE- Non è scontato che l’Uefa possa squalificare i club. Da un lato sarebbe una punizione ingiusta per i tifosi che, in fondo, hanno aiutato a spegnere la rivolta. Dall’altro, i club si rivolgeranno a tribunali civili dai tempi molto più lunghi di quelli sportivi, ottenendo sospensive di provvedimenti o, addirittura, decisioni preventive. Proprio come quella del Tribunale di Madrid secondo cui l’Uefa non può escludere i club: sarebbe violazione della libera concorrenza Ue. Un discorso dai complessi risvolti legali. Di mezzo c’è la “clausola Gravina” (che la Premier vuole imitare). Solo che l’esclusione dal campionato per chi partecipa a una Superlega — prevista ora dalla Figc — si estenderebbe a chi semplicemente non rinuncia all’idea di Superlega? La Figc pensa quindi anche a misure che vincolino i club nel tempo, il più a lungo possibile. Ma di sicuro l’Uefa non può accettare l’esistenza di una società privata, seppure di tre soli azionisti, che affianchi la Champions per sostituirla. Gazzetta.it