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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “La Lazio ha dimostrato di avere un’anima”. Dalla Palma: “Altro trampolino di lancio da non vanificare” (AUDIO)

ALBERTO DALLA PALMA (Corriere dello Sport) in collegamento a ‘QUELLI CHE...’: “Quella con l’Inter campione d’Italia e contro Inzaghi è davvero molto importante. E’ un successo che può diventare un altro trampolino di lancio, come lo è stato il derby. Ora seve continuità, altrimenti diventa nuovamente una vittoria a se stessa”

GIULIO CARDONE (La Repubblica): “Mi ha molto colpito la capacità della Lazio di restare in partita. Per l’ennesima volta è passata in svantaggio. A quel punto la Lazio ha fatto una gara caratteriale molto importante, è stata sorprendente la prestazione di Patric e Luiz Felipe. Mi è piaciuto come Luis Alberto abbia accettato l’esclusione iniziale, vederlo così dentro la squadra nonostante questo è un segnale importante. La Lazio ha dimostrato di avere un’anima.

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STATISTICHE

Lazio, rabbia e cuore: il dato sulle rimonte è super

È una Lazio con ancora qualche difficoltà, ma che di sicuro non molla mai. C’è una caratteristica che emerge in questo inizio di stagione: la squadra ce la mette davvero tutta per ribaltare una situazione di svantaggio. Sono 11 i punti conquistati (5 rimonte) da situazioni di svantaggio. È successo 7 volte in campionato e solo con Milan e Bologna la missione non è riuscita. In Serie A nessuno come i biancocelesti. Nella speciale classifica dei punti guadagnati in rimonta c’è l’Inter seconda a quota 10 e il podio è chiuso da Napoli e Genoa (6 punti). Sarri, nella conferenza pre derby, aveva evidenziato la situazione: “I ragazzi devono avere consapevolezza, siamo stati cinque volte sotto, abbiamo comunque portato a casa otto punti. Avremo mille difetti, ma ci sono anche dei pregi”. Pregi che si sono visti anche nel ribaltare l’Inter e portare a 11 i punti guadanti rimontando. Un aspetto più che positivo per una squadra “che non molla mai”, proprio come cantano i tifosi sulle note dell’inno. Corrieredellosport.it

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STATISTICHE

Con Immobile è facile: il record di Piola è a due passi

Non sarà una settimana come tutte le altre per Ciro Immobile. Altroché. Ha la prima occasione per diventare il miglior marcatore della storia della Lazio e battere quel record di Silvio Piola che è lì da quasi 80 anni. Prime due chance: Marsiglia giovedì e Verona domenica. Aggancio e sorpasso sono già a portata di mano.

Ciro, dopo il rigore segnato contro l’Inter, è arrivato a quota 157 gol con la maglia della Lazio. Piola è lì a 159. L’attuale bomber, in 228 partite, è stato capace di segnare 157 volte. La storia si apre il 21 agosto del 2016 (Atalanta-Lazio 3-4) e si chiude, al momento, a sabato scorso (Lazio-Inter 3-1). Quest’anno sta viaggiando con la media di una rete a partita: 7 in 7 match. Al momento è capocannoniere della Serie A e non sfigura nemmeno fuori confine. Tra i sei giocatori che hanno segnato almeno 7 gol nei cinque campionati top europei (nel 2021-22), solo Haaland (6 gare e 9 reti) ha collezionato meno presenze di Immobile (7). Re Ciro si prepara alla grande festa per celebrare l’ennesimo record. Via ai preparativi. Corrieredellosport.it

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RASSEGNA STAMPA

Lotito, la vendetta è servita: “E pensare che Anderson per Inzaghi…”

Lotito si gode Felipe Anderson. Il brasiliano, dopo l’ottima prestazione al derby, si è superato contro l’Inter. “E pensare che per l’ex allenatore non poteva più giocare nella Lazio”, gongola il Presidente lanciando una frecciata a Inzaghi. Felipe Anderson è sempre stato un suo pallino, hanno un rapporto molto forte e il brasiliano aveva promesso a Lotito i gol contro la Roma e contro l’Inter, entrambi puntualmente arrivati. Il suo ritorno in estate si è concretizzato in poco tempo: «Quando Tare me lo ha detto, non ci ho pensato un attimo perché io non avrei nemmeno mai voluto cederlo». Neanche Felipe ci ha pensato su due volte, ha rispolverato il numero 7 sulle spalle e si è abbassato lo stipendio pur di tornare. Lotito è soddisfatto della reazione mostrata dopo la disfatta di Bologna e delle scelte di Sarri, ora è il momento di trovare la continuità. Lo riporta Il Messaggero. Laziopress.it

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RASSEGNA STAMPA

Luiz Felipe-Correa, l’aria resta tesa. L’argentino a Sarri: “Proprio tu che mi pregavi di restare…”

Dopo il nervosismo e le scintille di sabato sera, l’aria rimane tesa. “A fine partita sono finito per saltare sulle spalle del Tucu perché è uno dei miei grandi amici. Volevo abbracciarlo e scherzare sul risultato, perché lo permette la nostra amicizia. Forse, ripensandoci, non era il momento migliore o il luogo più adatto, ma il mio gesto era innocente e non voleva essere irrispettoso né verso Joaquin né verso i suoi compagni e tifosi” ha scritto Luiz Felipe su Instagram a corredo di alcune foto con Correa. Quest’ultimo, però, nonostante l’intermediazione di Leiva non ne ha voluto sapere e ha sottolineato l’errore dell’amico con un altro post sui social. Alla fine, ci rimette solo Luiz Felipe, che si è anche visto sventolare un cartellino rosso, lasciando così in emergenza difensiva la Lazio: sia Acerbi sia Luiz Felipe, infatti, saranno squalificati contro il Verona. Se la sanzione supererà la giornata di stop, la società presenterà ricorso.

Il campo di Lazio-Inter era diventato già un ring prima della discussione a fine partita, quando Felipe Anderson ha lanciato Immobile in porta nonostante Dimarco a terra. Si è scatenata una rissa sul gol e anche dopo era una caccia all’uomo nei confronti di Anderson, tant’è che Sarri ha dovuto sostituirlo. Proprio il mister ha risposto a Correa: “Ma cosa vuoi, avete continuato a giocare…”, con il Tucu che ha risposto “Proprio tu che mi pregavi di restare tutta l’estate qui a Roma…”. Anche Kolarov ci ha messo del suo con un atteggiamento intimidatorio verso i tifosi laziali in tribuna “Vi aspetto fuori”.  Lautaro ha lasciato il campo quasi spaccando il plexiglass e nel tunnel ci sono stati insulti fra Reina e De Vrij-Skriniar.

Era la partita del ritorno di Inzaghi, lo stesso tecnico ha riferito ad alcuni tifosi vip della Lazio “Doveva essere la partita del cuore, invece è finita così male”. In conferenza aveva difeso l’atteggiamento della Lazio e di Anderson riferendo che neanche lui avrebbe fermato il gioco, ma l’Inter non è d’accordo. Adesso, intanto, bisogna capire cosa hanno scritto Irrati e gli ispettori della Procura Federale sul referto. Lo riporta Il Messaggero. 

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DICHIARAZIONI

Milinkovic-Savic: “Lottato e corso, spero che il mister abbia visto quello che chiedeva”

Il centrocampista della Lazio Sergej Milinkovic-Savicha parlato ai microfoni di DAZN dopo il successo contro l’Inter: “A fine partita non ho visto perchè mi sono girato verso i tifosi. Non so cosa sia successo e non so perchè. Abbiamo vinto, dobbiamo rimanere in campo e salutare tutti. Poi riposare perchè giovedì c’è l’Europa League”.

Sarri ieri ha chiesto una reazione da uomini. L’ha vista secondo te?
“Spero di sì. Abbiamo lottato e corso tutti insieme. Ci siamo aiutati. Spero che abbia visto quello che chiedeva. Ci ha detto che dobbiamo essere felici e non fare una brutta figura come a Bologna. Dobbiamo avere lo stesso atteggiamento con la Roma

Dovete giocare sempre contro le big?
“Sembra così adesso ma non deve essere così. Dobbiamo entrare in campo ogni partita con un atteggiamento che dimostri che siamo anche noi una big. Dobbiamo giocare tutte le partite come oggi”.

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DICHIARAZIONI

Felipe e raggiante: “Sempre in partita e caricati da Sarri. Il gol? La mia carriera all’insegna del fair-play”

“Siamo partiti con la mentalità giusta nel primo tempo. Abbiamo creato occasioni e abbiamo palleggiato bene. Siamo andati sotto, ma non ci siamo abbassati. Abbiamo fatto il nostro gioco come chiede il mister e questo ci ha portato alla vittoria”. Ai microfoni di Lazio Style Channel, il biancoceleste Felipe Andersonanalizza così il successo in rimonta contro l’Inter.

Sulla reazione dopo lo svantaggio: “Abbiamo mantenuto la crescita costante durante la partita. Sapevamo che stavamo giocando bene. All’intervallo il mister ci ha dato la carica. Abbiamo tenuto alta la concentrazione ed è arrivata la vittoria”.

Sulle motivazioni: “Vogliamo essere una squadra vincente. Dobbiamo affrontare tutte le partite come se fossero finali. Non possiamo scegliere le motivazioni. Alla fine contrano i tre punti”.

Sul gol: “Mi rivolgo a tutti coloro che mi dicono che sono antisportivo. So chi sono, ho sempre giocato per il fair play. Loro hanno proseguito dopo che Dimarco è caduto e hanno provato a fare gol. Lì abbiamo sentito che lui poteva alzarsi. Mi dispiace trovarmi in questa situazione ma è stato giusto continuare”

Sui miglioramenti: “Abbiamo consapevolezza nei nostri mezzi e nel calcio che vogliamo fare. Sappiamo che ogni tanto andremo in difficoltà. Lavoreremo per cercare di non andare sempre in svantaggio. Oggi abbiamo mantenuto la calma e il nostro palleggio sapendo che la partita dura 90 minuti”.

Sull’obiettivo di gol: “Penso alla squadra. Aiutando spero di fare tanti gol. Ho iniziato bene con gol, assist e vittorie. Sono contento di dare il mio contributo”

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NEWS

Inzaghi, dall’emozione all’amarezza: “Grazie ai miei tifosi per l’accoglienza, ma se fai rientrare in partita la Lazio… Secondo gol? Giusto”

Dopo la sconfitta contro la Lazio, il tecnico dell’Inter Simone Inzaghi ha parlato ai microfoni di DAZN: “Abbiamo fatto secondo me la migliore partita. Sicuramente una squadra come la nostra, avanti 1-0, abbiamo avuto tante situazioni dove abbiamo gestito male l’ultimo passaggio. Poi abbiamo preso gol su corner che non possiamo concedere e abbiamo fatto rientrare la Lazio in partita. Abbiamo preso quel secondo gol un po’ strano e abbiamo perso la testa. Ci sta che l’arbitro non fischi e l’avversario non butti via la palla. Sul terzo gol c’è un giocatore che attacca la linea. Spiace, prendiamo la prestazione. E’ una sconfitta che non ci voleva”

Andava buttato fuori il pallone?
“L’arbitro a quel punto non può vedere quello che stava accendendo. Si poteva buttare fuori, l’arbitro poteva fermare il gioco ma non mi soffermerei. Analizzerei che sull’1-0, una squadra come la nostra deve portare a casa l’avversario”.

La partita.
“Quando tu trovi avversari come la Lazio, avversario di qualità, non devi dare loro la possibilità di tornare in partita. E quando le rimetti in partita può succedere di tutto”.

La partita è cambiata con la spinta del pubblico.
“Una battuta d’arresto che non ci voleva. Non devi prendere l’1-1 e poi sull’1-1 devi restare in partita”.

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SERIE A

Sofferenza, rimonta e rissa: la Lazio chiude i conti con Inzaghi e si rilancia

Gol, risse e polemiche furiose durante e dopo la partita: tutto questo è stato Lazio-Inter. Una partita pazza, divertente, imprevedibile vinta dalla squadra di Sarri per 3-1 contro l’Inter dell’ex (applauditissimo) Simone Inzaghi. Una vittoria in rimonta con tre reti realizzate nella ripresa dopo il rigore di Perisic che aveva portato avanti gli ospiti. Il riscatto laziale porta le firme di Immobile (penalty), Felipe Anderson e Milinkovic-Savic. E proprio sulla rete del brasiliano è esplosa una polemica furiosa che incendiato il finale del match con un cartellino rosso sventolato a Luiz Felipedopo il fischio finale di Irrati (con pianto inconsolabile del difensore) per una spinta a Correa mal interpretata dal direttore di gara.

Sarri ritrova in attacco Immobile con PedroFelipe Anderson ai suoi lati. Acerbi squalificato, spazio a Patric là dietro. Inzaghi rinuncia a Correa e Lautarodall’inizio schierando la coppia d’attacco Dzeko-Perisic. Darmian e Dimarco sugli esterni, Brozovic in regia con Gagliardini a centrocampo.

Il primo tempo è molto divertente. Le due squadre si affrontano a viso aperto e beneficiarne è lo spettacolo con occasioni da gol a ripetizione. L’Inter parte con maggiore determinazione ma la prima chance è per Pedro con una conclusione deviata dalla testa di Skriniar. La risposta nerazzurra arriva un minuto dopo ed è letale. Veloce ripartenza avviata da Dimarco, proseguita da Darmian e conclusa da Barella che in area avversaria viene trovato da Hysaj. Per Irrati non ci sono dubbi: è calcio di rigore. Sul dischetto va Perisic che spiazza Reina e porta avanti gli ospiti. L’intensità aumenta con la Lazio a spingere a caccia del pari. Basic sfiora il gol in due occasioni, prima di testa e poi con un rasoterra forte ma centrale su assist di Felipe Anderson: Handanovic chiude tutto e salva l’Inter. La squadra di Inzaghi gioca di rimessa in modo corale e lo fa con discreta disinvoltura, sprecando però un paio di buone chance dal limite con Barella e Dzeko. Al 34’ è Perisic a sfiorare la doppietta con un bolide dal limite alzato oltre la traversa da Reina. Immobile si vede raramente, meglio Felipe Anderson che sulla fascia destra è una spina costante per Bastoni e tutta la retroguardia interista. Pedro anche fatica parecchio ma trova uno spunto interessante con una conclusione rasoterra con palla a lato di poco. E’ l’ultima chance di un primo tempo vivace e molto godibile.

Nella ripresa si gioca su ritmi meno isterici ma la sfida resta piacevole. La prima occasione arriva dopo dieci minuti con Basic decisivo nell’anticipare di testa Dzeko su un perfetto cross di Dimarco. La Lazio manovra ma fatica a trovare spazi in cui affondare per colpa di una retroguardia interista sempre ben piazzata. Al 63’ però arriva la svolta sugli sviluppi di un calcio d’angolo: Patric salta di testa e Bastoni tocca la palla con la mano. Per Irrati è di nuovo calcio di rigore: dal dischetto non fallisce Immobile che pareggia il conto e riporta la partita in equilibrio. Inzaghi leva i due ammoniti Gagliardini e Bastoni oltre a Perisic per inserire Correa Domfries e Vecino. Sarri risponde con Lazzari e Luis Alberto per Hysaj e Basic. Sulle ali dell’entusiasmo la Lazio spinge con maggior determinazione e con Pedro va vicina al sorpasso. All’80’ arriva l’episodio chiave del match. Dimarco cade a centrocampo dopo un contrasto con Leiva, l’azione prosegue con Lautaro che cerca una conclusione centrale bloccata da Reina. Il portiere fa ripartire subito l’azione con il difensore interista ancora a terra. Felipe Anderson se ne va sulla destra e mette in area un pallone per Immobile che scarica su Handanovic una sassata ben deviata dal portiere. Sulla ribattuta è proprio Anderson il più lesto ad approfittarne per il gol del sorpasso. A quel punto si scatena una furiosa rissa in campo con i nerazzurri tutti intorno al brasiliano, colpevole – secondo gli ospiti – di mancato fair play. Volano insulti e spinte con Lautaro Martinez tra i più nervosi e Irrati in evidente difficoltà nel gestire la situazione. Ci si mette più di quattro minuti per ripristinare la calma. Sarri negli ultimi minuti inserisce Cataldi e Akpa Akpro. Inzaghi risponde con Calhanoglu. In campo il nervosismo resta altissimo ma al 93’ ci pensa Milinkovic-Savic con un perfetto colpo di testa a chiudere il conto e regalare a Sarri tre punti vitali per ripartire in campionato dopo il pesante ko di Bologna. Il quarto posto ora è distante solo una lunghezza. Per l’Inter – nervosissima con arbitro e avversari al fischio finale – è una sconfitta pesante, il peggior modo per cominciare una settimana cruciale che la porterà ad affrontare prima lo Sheriff in Champions e poi la Juve a San Siro la prossima domenica. corrieredellosport.it

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SERIE A

Lazio-Inter 3-1, il tabellino: Perisic illude, Immobile-Felipe-Milinkovic la ribaltano

LAZIO-INTER 3-1

Marcatori: 12′ rig. Perisic (I), 64′ rig. Immobile (L), 83′ F. Anderson (L), 90’+1′ Milinkovic (L)

LAZIO (4-3-3): Reina; Marusic, Luiz Felipe, Patric, Hysaj (66′ Lazzari); Milinkovic, Leiva (85′ Cataldi), Basic (66′ Luis Alberto); F. Anderson (85′ Akpa Akpro), Immobile, Pedro (75′ Zaccagni)

A disp.: Strakosha, Adamonis, Radu, Vavro, Escalante, Akpa Akpro, Cataldi, Moro, Muriqi

All.: Maurizio Sarri

INTER (3-5-2): Handanovic; Skriniar, de Vrij, Bastoni (67′ Dumfries); Darmian, Barella (85′ Calhanoglu), Brozovic, Gagliardini (67′ Vecino), Dimarco; Perisic (67′ Correa), Dzeko (75′ Lautaro)

A disp.: Radu, Cordaz, Ranocchia, Kolarov, D’Ambrosio, Satriano

All.: Simone Inzaghi

Arbitro: Massimiliano Irrati (sez. Pistoia)

Assistenti: Giuseppe Perrotti – Domenico Palermo

IV ufficiale: Gianluca Manganiello

V.A.R.: Paolo Mazzoleni

A.V.A.R.: Fabiano Preti

NOTE: Ammoniti: 27′ Basic (L), 36′ Gagliardini (I), 63′ Bastoni (I), 83′ Milinkovic (L), 83′ F. Anderson (L), 83′ Dumfries (I), 83′ Lautaro (I), 87′ Correa (I), 90′ Darmian (I)

Espulso: Luiz Felipe (L)

Recupero: 1′ pt, 6′ st