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RASSEGNA STAMPA

Coppe e bilanci sani: il mercato della Lazio ora funziona

Tempo di bilanci di fine anno, ma con il pensiero già al 2021. In casa Lazio, impazza il dibattito sul rinnovo di Simone Inzaghi: la maggioranza dei tifosi è convinta che si debba andare avanti con il tecnico piacentino anche nella prossima stagione; tanti invece, anche se in minoranza, ritengono che – dopo 5 anni – il suo ciclo sia finito. Lo stesso Lotito è tentato dall'idea di una rivoluzione che coinvolga ogni settore della Lazio, quello tecnico, dirigenziale e della comunicazione ( è già al lavoro il nuovo portavoce del club, Roberto Rao). Il nodo è questo: il presidente pensa che negli ultimi anni, in rapporto alle risorse investite e alla rosa messa a disposizione dell'allenatore, si potessero ottenere più risultati, in particolare dopo il lockdown, mentre la coppia Inzaghi- Tare, considerando tutti i contrattempi e gli infortuni, sostengono il contrario, cioè che sia stato fatto il massimo e che, nella stagione in corso, oltre al pass in tasca per gli ottavi di Champions League, con ben 56 milioni già garantiti per la Lazio, la rimonta in campionato sia ancora possibile: mancano infatti 24 giornate. Posizioni diverse e distanti, non a caso a Inzaghi non è stato ancora rinnovato il contratto ( è l'unico in scadenza tra i tecnici di Serie A e tra quelli delle 16 squadre che disputeranno gli ottavi di Champions), e a questo punto noi ci affidiamo ai numeri per fare un bilancio della sua gestione, confrontandolo con i risultati delle altre sei "sorelle" del calcio italiano. Ebbene, dal rapporto tra investimenti fatti sul mercato negli ultimi 5 anni, cioè dal 2016-' 17 ( prima stagione completa di Inzaghi) all'estate 2020, il quadro che emerge è estremamente significativo e promuove con un voto alto il lavoro dell'allenatore e del ds Tare. Soltanto la Juve infatti ha vinto più trofei ( 7) dei biancocelesti, che hanno conquistato 2 volte la Supercoppa italiana e la Coppa Italia del 2018-'19. Poi, il vuoto: solo Milan e Napoli possono vantarsi di aver riempito la propria bacheca con dei titoli (rispettivamente Supercoppa e Coppa Italia). Ma nessuno ha fatto meglio della Lazio se si considerano i soldi spesi sul mercato: il club biancoceleste ha infatti investito per gli acquisti 170,2 milioni di euro (fonte: i bilanci della società). Una cifra irrisoria se paragonata ai 957 milioni sborsati dalla Juve, prima in questa speciale graduatoria ( dati Transfermarkt). Senza considerare i bonus e le cessioni, dietro i bianconeri c'è l'Inter a quota 685 milioni utilizzati per i trasferimenti in entrata. Poi il Milan con 544, la Roma con 532, il Napoli con 506 e l'Atalanta con 245,8 milioni. Numeri che rendono ancora più preziosi i 3 trofei ed esaltano il lavoro della Lazio, arrivata a un passo dalla semifinale di Europa League nel 2017-' 18, stagione in cui ha sfiorato l'accesso alla Champions, sfumato nei minuti finali dello scontro diretto con l'Inter dell'ultima giornata. Un appuntamento rimandato di due anni, quello con la Champions, raggiunta con il quarto posto della Serie A conclusa ad agosto. Un campionato che verrà ricordato con soddisfazione a Formello, ma anche con molto rammarico: perché se non ci fosse stato il Covid, la Lazio (al momento del lockdown seconda in classifica a – 1 dalla Juventus) avrebbe lottato fino alla fine per lo scudetto. I tifosi così si sono dovuti " accontentare" di festeggiare la qualificazione in Champions e una serie di record storici per il club: le vittorie totali ( 24) e consecutive ( 11) in campionato, le 21 gare di fila senza sconfitta e i 78 punti in classifica. Oltre alla Scarpa d'oro di Immobile. Ieri a Formello i biancocelesti sono tornati ad allenarsi: lavoro differenziato per Lulic, rientrati in gruppo Acerbi e Leiva, recuperati per la sfida di Marassi. Su Caicedo, confermato che sia sul mercato, ma deve arrivare l'offerta giusta: servono 6-8 milioni. Accordo per Vavro al Genoa in prestito con diritto di riscatto.

R.C. e G.C. – la Repubblica