Affidarsi a Correa non è più un’opzione. Oggi come oggi è l’unica cosa che conti. Quelli alla mano dicono appena tre gol in campionato, troppo poco per la seconda punta titolare della Lazio. Andando a fare una panoramica delle dirette concorrenti per la corsa Champions, tutti hanno fatto meglio del Tucu. In casa Milan ci sono Rebic e Leao con 6, la Juventusha gli 8 di Morata e Chiesa. Ancora meglio l’Atalantache oltre ai 18 di Muriel ha i 13 di Zapata, mentre a Napoli è Lozano il secondo miglior marcatore con 9 centri dopo i 15 di Insigne.
Nella Roma invece segnano più i centrocampisti degli attaccanti: Veretout (10) e Mkhitaryan (9) sono davanti a Dzeko e Mayoral, entrambi a 7. Ecco perché Inzaghi avrebbe terribilmente bisogno del Correa visto lo scorso anno, quando concluse il campionato con 9 gol all’attivo. Il tempo per incrementare il bottino c’è: dieci finali in cui l’argentino dovrà aiutare Immobile, anche lui in un brutto momento dal punto di vista realizzativo (a secco da otto di fila).
La Lazio segna molto meno rispetto alle passate stagioni. Il modo di giocare dei biancocelesti è diventato leggibile per la gran parte degli avversari, che aspettano bassi e concedono poco spazio alle spalle della propria difesa. Per fortuna di Inzaghi in sostegno di Ciro sono arrivati gli scudieri LuisAlberto e Milinkovic, che finora hanno messo a segno rispettivamente 8 e 7 gol in Serie A. Senza dimenticare l’apporto di Felipe Caicedo. Le sue otto reti hanno portato 9 punti alla classifica della Lazio, metà delle quali arrivate negli ultimi dieci minuti più recupero (contro Torino, Juventus, Crotone e Spezia). Domenica con il Benevento non ci sarà la Pantera: è stato ammonito al Bentegodi, era diffidato e il giudice sportivo lo ha fermato per un turno. L’assenza più pesante però sarà ancora quella di Simone Inzaghi. Il tecnico, così come tutta la sua famiglia, è in isolamento fiduciario dallo scorso 7 aprile. La moglie Gaia, dopo essere stata ricoverata allo Spallanzani, è stata dimessa ed è tornata a casa. Per l’allenatore il giorno della verità dovrebbe essere dopodomani. Sabato mattina infatti si sottoporrà al tampone e scoprirà se è ancora positivo o meno. Gli esiti dovrebbero arrivare massimo domenica mattina ma, nel caso in cui fosse negativo, è molto probabile che debba rifare le visite di idoneità e quindi il suo ritorno slitterebbe alla gara contro il Napoli del 22 aprile. Ancora presto invece per le prove tattiche in vista della sfida contro il fratello Pippo. Con il recupero di Patric, possibile ritorno sulla fascia sinistra di Marusic, con il rientro di Lazzari sulla corsia opposta.
Il Tempo