Vendere. Al limite regalare, se proprio non si trova una soluzione differente. La necessità della Lazio diventa sempre più impellente, il compito di Tare è difficile in un mercato tanto povero: fatichi a trovare un club che acquisti un calciatore buono, figuriamoci uno scarto; per di più perfino i prestiti a titolo gratuito sono visti come un costo. Eppure, se non decolla l’affare Correa, il club non ha alternative: deve vendere calciatori diversi, altrimenti rimangono bloccati tutti i tesseramenti a causa dell’indicatore di liquidità.
La Lazio lunedì mattina è partita per Marienfeld e Sarri ha certificato alcune bocciature, escludendo almeno 4 giocatori di un certo spessore – passato o presunto – dall’elenco dei 27 convocati: Lukaku, Durmisi, Adekanye, anche Fares che nella scorsa stagione era stato accolto da Inzaghi come l’alter ego di Lazzari sulla fascia mancina. Ebbene, Maurizio la pensa in modo opposto. Il franco-algerino è stato subito messo ai margini, Raiola gli sta cercando una collocazione: si è parlato del Cagliari e del Torino, ma per ora non si è mosso niente. Fares e compagni silurati si alleneranno malinconicamente a Formello. Anche tra coloro che sono volati in Germania, però, ci sono tanti uomini mercato, in bilico. Tra Vavro e Patric, ad esempio, ne resterà uno solo: Sarri preferirebbe privarsi dello slovacco, ma lo spagnolo ha il contratto in scadenza e per la società sarebbe più conveniente la sua cessione.
Stessa situazione tra Caicedo e Muriqi: l’ecuadoriano è destinato a partire, sempre che non si muova qualcosa di importante per il kosovaro. Akpa Akpro e André Anderson, invece, potrebbero andarsene entrambi. Particolare la posizione di Kamenovic, appena arrivato dal Cucaricki: il serbo finora non ha convinto e per di più è extracomunitario, dovrebbe dunque essere spedito altrove se si puntasse con convinzione sul suo connazionale Kostic (l’altro extracomunitario sarà Felipe Anderson). Jony è un caso a parte: la Lazio potrebbe usarlo per fare cassa – ha estimatori in Spagna – però a Sarri non è dispiaciuto e non esclude di tenerlo all’interno dell’organico. CorriereDellaSeraStefano Agresti. Laziopress.it