Il primo derby d’Inzaghi a marzo fa rima col successo della Lazio. Anzi, nel 2000, addirittura con Scudetto. Il 25 marzo di 19 anni fa, i biancocelesti con Simone in attacco iniziano una lunga cavalcata verso la gloria. E pensare che quella corazzata veniva da una brutta sconfitta a Verona. E pensare che all’andata aveva subito un brutto colpo proprio nella stracittadina. Così l’ex Mihajlovic aveva deciso di rialzare il morale e l’orgoglio appendendo un cartello motivazionale nello spogliatoio, con un chiaro riferimento ad alcune dichiarazioni del post-gara: «A volte le aquile scendono al livello delle galline, ma una gallina non potrà mai volare in alto come un’aquila». In realtà, dopo appena 3 minuti, vola altissimo Montella e fa subito riaffacciare i fantasmi dell’andata. Ma i biancocelesti, dopo aver accusato il colpo, rialzano la testa e s’impossessano della mediana e della porta.
SCUDETTO
Prima è Nedved, con un’incursione a trafiggerla, poi ci pensa Veron al 28’ con una punizione a insaccare la palla alle spalle della barriera folta. La partita diventa durissima, i giallorossi perdono Cafù e l’Olimpico biancoceleste viene gelato al 41’ da un’uscita di Marchegiani in area. Il portiere biancoceleste cade male con la testa e perde i sensi. Viene portato via in ambulanza, al suo posto entra fra i pali Marco Ballotta, che sino al 96’ protegge il risultato. «Me lo ricordo bene quel derby – ammette Ballotta -. Eravamo sotto per 1-0, poi abbiamo rimontato con Nedved e Veron».
SOSTITUITO
In quella partita Inzaghi resta in campo sino al 74’ quando viene sostituito da Boksic. Prezioso il lavoro di Simone anche sul pareggio biancoceleste: c’è il dialogo stretto con Pancaro e Nedved, concluso con la deviazione di Zago che spiazza l’esordiente Lupatelli, rimpiazzo di Antonioli. «Inzaghi sentiva il derby in maniera particolare. Prima delle partite a volte scherzava, cercava anche di stemperare la tensione – racconta Ballotta -. Il suo obiettivo era vincere e fare gol. Da allenatore però sono convinto che sia tutto diverso e che Simone stia vivendo il derby con massima tensione, visto che ha grandi responsabilità».
GIOIA
Quel derby da giocatore Inzaghi non lo ha mai dimenticato e forse lo ha preso come modello per preparare la stracittadina del 1 marzo 2017. Esattamente due anni fa Simone vinceva 2-0 la semifinale d’andata di Coppa Italia contro la Roma. Milinkovic e Immobile regalarono al mister il primo successo da allenatore nel derby, caricato alla vigilia dalle profezie, poi smentite, di Nainggolan. In quella notte Inzaghi varò il 3-5-2, poi diventato il modulo più usato. Lo stesso che verrà adottato anche domani all’Olimpico.
Il Messaggero