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RASSEGNA STAMPA

Immobile resta la soluzione: per Sarri resta al centro… nonostante i social

Salvate il re del gol, il bomber assoluto della storia della Lazio. Salvatelo da una parte del suo stesso tifo. Incredibile ma vero, non bastavano le accuse fuori dal Grande Raccordo. Immobile ora deve difendersi dalle ingiurie di un popolo che ha servito e riverito con 198 reti con l’aquila sul petto. In realtà Ciro è rimasto in silenzio, ma la moglie Jessica e il fratello Luigi non ce l’hanno fatta più sabato pomeriggio: «La riconoscenza è un fiore raro», la sfogo su Instagram, unito a emoticon di disgusto. Come dar loro torto, di fronte ai commenti sotto il profilo ufficiale biancoceleste all’annuncio della formazione anti-Milan con Castellanos in campo: «Finalmente… Immobile doveva andare in Arabia… Largo a uno vivo». In pratica il seguito di quanto letto fra social e web a partire dalla notte della vittoria contro il Torino, quando il Taty era subentrato a Ciro e aveva mandato tutti in delirio con una rovesciata a fil di palo. Tutti a invocare la titolarità dell’argentino, senza rispetto alcuno per il capitano che aveva lottato avanti e indietro, dando l’esempio. Oltretutto è incredibile l’autogol dei tifosi, che non capiscono ancora come Immobile sia la soluzione ai problemi, non certo il problema della Lazio.

CRISI E NAZIONALE
Sono sette finora le reti realizzate in altrettante giornate di campionato. In attacco solo Ciro ne ha timbrate due, senza considerare tre sfortunati legni nel computo. A San Siro Castellanos ha aiutato la squadra, creato spazi e duettato con Felipe Anderson. Ma pesano come un macigno le conclusioni mosce e sballate in un vivissimo primo tempo: «Abbiamo avuto 10 palle gol, ma poi tirato ciofeche, che non impensieriscono nessuno. L’anno scorso eravamo primi nel rapporto fra occasioni create e reti fatte, ora siamo al 18esimo posto. La differenza la fanno sempre i gol». Parola di Sarri, che infatti non rinuncerebbe mai a Immobile e aveva deciso di schierarlo anche sabato. Alle 9.30 il re del gol ha detto in albergo che non se la sentiva perché aveva ancora un dolore fortissimo all’osso sacro e Mau lo ha protetto aggiungendo pubblicamente pure un affaticamento al flessore destro. Alla fine lo ha comunque rischiato nella ripresa, sperando in un suo colpo, arrivato per Pedro solo in fuorigioco. Peccato davvero, con quell’assist Immobile si sarebbe tolto un sassolino anche con Spalletti (in tribuna al Meazza), che lo ha accantonato dopo il rigore con la Macedonia del Nord, e ora dovrà decidere cosa fare contro Malta e Inghilterra, gare altrettanto valide per la qualificazione all’Europeo. Povero Ciro, pensava di potersi scrollare una stagione maledetta (solo 14 timbri), fra un infortunio e un altro. Ora dovrà farcela da solo: «Ho abituato tutti troppo bene con i miei gol». Non è finita, Ciro tornerà al bersaglio e tutti torneranno sul carro. Il Messaggero

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