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RASSEGNA STAMPA

Immobile, il vento era cambiato: non voleva più sentirsi un costo

Dalle colonne del Corriere dello Sport, il giornalista Stefano Chioffi ha parlato di Immobile e del suo addio alla Lazio: “Ciro Immobile non ha abbandonato la nave per pensare al suo conto in banca: i soldi del Besiktas sono tanti, ma li considera un aspetto marginale. Da un po’ di tempo aveva capito che si era chiusa un’epoca e ha evitato alla Lazio l’imbarazzo di ripetere questo concetto in maniera ancora più esplicita. Non pretendeva di conservare una centralità per diritto divino. Il problema è che percepiva il distacco di una storia consumata. Si sentiva fuori dal cerchio: temeva di essere diventato un costo, un intralcio, un monumento ingombrante. Troppi segnali nella stessa direzione, aveva il sospetto che a Formello il suo contratto venisse ritenuto un peso”.

Prosegue: “In otto anni li ha sorpassati tutti, da Giordano a Chinaglia, da Signori a Piola. Rovesciate e colpi di tacco, tre titoli di capocannoniere, una Scarpa d’oro (vinta davanti a Lewandowski), una Coppa Italia, due Supercoppe. Una generazione cresciuta con la maglia numero 17. Una collezione di partite da standing ovation. Puro, spontaneo, mai vip, l’espressione di una comunità. Non ha scambiato la Lazio per un’opportunità di lavoro, per un palcoscenico, per un bancomat. Quando ha intuito che il vento era cambiato, Immobile ha chiesto ai procuratori di cercargli un altro club. Solo all’estero, però, per una questione di affetto verso i tifosi biancocelesti”.

In chiusura: “Preoccupa la somma dei gol che la Lazio ha perso: 386, contando anche quelli di Milinkovic, Luis Alberto e Felipe Anderson. C’è un presente che va ridisegnato con senso di maturità e coscienza critica, interrogandosi sui valori che si porta via un passato demolito. Tanti giocatori di carisma e qualità hanno lasciato Formello per loro scelta. I tifosi temono un ridimensionamento. I numeri della campagna abbonamenti non vanno nascosti sotto la sabbia: solo 5.500 tessere rinnovate”.

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