La speranza è minima, ma non è morta. Guai a lasciare la luce spenta sotto la Lanterna: «E’ la prima di sei finali insieme alla Coppa Italia – giura Inzaghi – perché il nostro percorso anche in campionato deve valere per l’Europa». La Lazio quindi vola a Marassi per restarci aggrappata e magari approfittare d’un passo falso di qualche concorrente nella lotta. Questo campionato ha dimostrato che non solo i biancocelesti hanno buttato tanti punti per strada: non è un caso che, dal quarto al nono posto, ci siano raggruppate sei squadre in otto lunghezze e siano ancora tutte in cerca di gloria. Purtroppo i passi falsi contro Spal, Sassuolo, Milan e Chievo lasciano un segno indelebile sulla classifica, ma non c’è l’addio alla Champions senza la matematica. E allora bisogna pensare di battere a tutti i costi oggi (ore 18) la Sampdoria.
L’AVVERSARIO
La squadra di Giampaolo, a quota 48, sembra ormai tagliata fuori dalla corsa, ma andrebbe a un solo punto dalla Lazio (52) in caso di vittoria. In ottava posizione, però, Inzaghi non vuole certo guardarsi le spalle, punta piuttosto a scalare posizioni davanti. In questo senso fondamentale lo scontro diretto stasera fra Milan (56 punti) e Torino (53 punti), coi rossoneri appena sconfitti dai biancocelesti in Coppa Italia ancora a riparare i cocci. Un altro stop della formazione di Gattuso consentirebbe a tutti di risalire e scavalcarli, ma domani l’Atalanta (56 punti), nel posticipo del lunedì contro l’Udinese, potrebbe mettere la quinta e involarsi.
SPERANZE
Insomma giusto sperare ancora, ma con la consapevolezza che ci sono tanti, troppi avversari davanti alla Lazio ora. Per questo il pericolo è che i ragazzi d’Inzaghi, dopo l’ultima impresa, abbiano già la mente proiettata alla finale di Coppa: «Dobbiamo pensare alla Samp, dopo faremo lo stesso con Atalanta, Cagliari e la finale di Coppa – spiega Inzaghi – perché è già successo un calo che non doveva capitare dopo San Siro, ora non dobbiamo mollare un centimetro». E’ ancora lontano il 15 maggio all’Olimpico e i biancocelesti faranno tra l’altro 10 giorni prima (il 5) le prove contro l’Atalanta in campionato. Sarebbe stupendo arrivarci con un doppio portone aperto. Il primo obiettivo sbandierato dalla società a inizio stagione era la Champions, ma adesso è chiaro che alzare un trofeo sarebbe più di un’ancora di salvataggio. Non a caso Lotito ha già stabilito anche per il trionfo in Tim Cup un premio di squadra da un milione di euro. L’euforia d’aver rimesso un traguardo importante in ballo, sta portando anche a fare qualche calcolo. Se la vincitrice della Coppa Italia finisse quarta in campionato, entrerebbe in Champions lasciando alla quinta, sesta e settima (quest’ultima nel secondo turno preliminare) l’ingresso per l’Europa League. Se una tra Lazio e Atalanta vincessero la Coppa e si piazzassero 5ª o 6ª, andrebbero nei gruppi con la sesta o con la quinta (a seconda che si verifichi un’ipotesi piuttosto che l’altra) e la settima accederebbe sempre attraverso i preliminari. Andrebbe alla fase a gruppi con la quinta, se la vincitrice della Coppa Italia arrivasse settima, costringendo così la sesta a partire dal secondo turno. L’ultima ipotesi è quella che condannerebbe la settima del nostro campionato: se ad alzare la Coppa Italia fosse una classificata dall’ottavo posto in giù, questa andrebbe con la quinta ai gruppi di Europa League, la sesta ai preliminari e la settima rimarrebbe fuori. Al momento la Lazio è proprio l’ottava, non proprio meraviglia. Ilmessaggero.it